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Guerra y paz

By Liev Nikoláievich Tolstói

(14)

| Hardcover | 9788476699676

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Book Description

Guerra y paz se publicó entre los años 1865 y 1869. A lo largo de sus centenares de páginas, Tolstói nos cuenta el relato épico de cinco familias rusas durante la invasión napoleónica. Obra monumental, que incluye a más de quinientos personajes histó Continue

Guerra y paz se publicó entre los años 1865 y 1869. A lo largo de sus centenares de páginas, Tolstói nos cuenta el relato épico de cinco familias rusas durante la invasión napoleónica. Obra monumental, que incluye a más de quinientos personajes históricos y de ficción, Guerra y paz alterna en su magnífica trama historias familiares con las vicisitudes del ejército napoleónico, la vida en la corte de Alejandro y las batallas de Austerlitz y Borodinó. Como ya advirtió Isaiah Berlin, «nadie ha superado nunca a Tolstói en la expresión del sabor específico, la calidad precisa de un sentimiento, la amplitud de su “oscilación”. Nadie ha superado su manera de describir la estructura de una situación determinada en todo un período, pasajes ininterrumpidos de la vida de individuos, familias, comunidades, naciones enteras».

Guerra y paz, un clásico de la literatura universal, se ha traducido varias veces al español pero la edición que presentamos aquí está basada en la única versión completa y autorizada por Tolstói, en una traducción magistral y totalmente fiable al español por Lydia Kúper. Esta edición de Mario Muchnik contiene unos anexos con un índice de todos los personajes que aparecen en la novela, mapas de las campañas napoleónicas en Rusia, un índice que desglosa el contenido de cada capítulo y otro apéndice con la traducción de todos los fragmentos que en el original aparecen en francés.

584 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    ahi ahi signora Longari...

    Eh si caro gio', tu mi cadi su Guerra e pace, mica sull'ultimo libro dell'ultimo sconosciuto...

    Iniziato gruppo di lettura qui su anobii, ma alla pagina 560 su 1400 decido di lasciar perdere. Mai avrei pensato una cosa del genere quando ho iniziato ...(continue)

    Eh si caro gio', tu mi cadi su Guerra e pace, mica sull'ultimo libro dell'ultimo sconosciuto...

    Iniziato gruppo di lettura qui su anobii, ma alla pagina 560 su 1400 decido di lasciar perdere. Mai avrei pensato una cosa del genere quando ho iniziato la lettura di un libro così famoso e osannato.
    Come ho già detto più volte nelle varie discussioni, l'ho trovato ben scritto, ma con troppa difficoltà ad appassionarsi a qualcuno e a tenerlo in mente lungo la lettura. Troppi capitoli brevi che saltano da un personaggio all'altro e non consentono di appassionarsi alla tal figura o almeno alla lettura, anche perché non ricordi tutto quel che è già capitato a Tizio o Caia in modo che sia più "sentito" quel personaggio nella tua mente, non per capire la trama ma semplicemente per sentirlo più tuo.
    Quindi insomma, troppa fatica ogni volta per riaprire il libro, davvero brutto segnale, bruttissimo.

    Lo finisco per la soddisfazione di sapere almeno come va la storia?
    C'è wikipedia o altri siti, apposta...

    Lo finisco per poter dire che l'ho finito?
    Ma dirlo a chi... a me stesso, agli altri...? No no, niente orgoglio pusillanime, abbasso la cresta e ammetto che non mi è piaciuto (cioè: singoli tratti si, molto belli, ma troppa fatica in generale in assenza di passione e gusto).

    Ah... ma allora non lo finisco perché è lunghissimo?
    Be'... sono un gran lettore, non mi spavento coi libri lunghi. E tutto sommato ho letto le prime 560 pagine, non sono bruscolini, ma certo che se arrivasse a pag.600 o 700 magari un pensierino lo farei di sicuro. Ma 1400 no, è il libro che è per me, non io per il libro.

    Amen. Tutto passa, non solo io, anche Guerra e pace.

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    gio' said on Oct 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro a due marce. La prima: la pace, rappesentata, a parte la parentesi Austerlitz, nei primi due "libri", l'ho trovata senza infamia ne lode. Tolstoj ci descrive le vite di tanti personaggi senza andare, nel primo libro soprattuto, troppo nel pr ...(continue)

    Un libro a due marce. La prima: la pace, rappesentata, a parte la parentesi Austerlitz, nei primi due "libri", l'ho trovata senza infamia ne lode. Tolstoj ci descrive le vite di tanti personaggi senza andare, nel primo libro soprattuto, troppo nel profondo. Ci racconta i loro amori, le delusioni, i patemi d'animo, le credenze religiose e morali, un affresco della società a trecento sessanta gradi insomma, con lo scopo finale, credo, di farci conoscere ben bene i personaggi per quello che arriverà da li a breve: la guerra.
    Ed è proprio nella guerra che Tolstoj scrive il suo capolavoro. I nostri amici, perché dopo 700/800 pagine ormai li conosciamo bene come se fossero nostri amici, vengono messi in mezzo agli avvenimenti storici di quella che fu la guerra Napoleonica. Vivono le prime sconfitte, il ripiegamento verso Mosca, le campagne in fiamme, l'abbandono, la tremenda battaglia di Borodino, l'abbandono di Mosca, gli incendi e la lotta partigiana. Ci fa vivere sul filo del rasoio, come in guerra, facendoci temere per la vita dei nostri e facendoci vivere la loro tristezza, riesce a far si che il lettore, ormai in quel mondo grazie ai primi due libri, viva in prima persona quel tremendo periodo storico.
    Tantissime le scene bellissime: i pianti e la tristezza per l'abbandono delle campagne, il bellissimo dialogo tra quel matto di Pierre ed un generale francese, Andrej accudito durante la sua agonia…. Troppe per una recensione. Andrebbero raccontate una per una.
    Anche la psicologia dei personaggi nel conteto della guerra è proprio ben descritta: il dialogo tra Andrej e Pierre che mostra la determinatezza del primo a scendere sul campo di Borrodino presagendo già che sarà un mattatoio. Pierre che viene preso da idee violente e di omicidio quando rimane solo a Mosca. I Rostov che abbandonano Mosca. Petja che contravvenendo agli ordini si unisce alle lotte partigiane pregne di odio contro i francesi in fuga.
    "Riesce inoltre a descriverci benissimo la precarietà della vita in tempo di guerra ed amostrarci tutta la sua crudeltà: ""Si udì una scarica, sibilarono pallottole a vuoto, altre rimbalzarono contro qualcosa. I cosacchi e Dolochov irruppero dietro a Petja nel portone della casa. Alcuni francesi in mezzo al fumo denso e ondeggiante gettavano le armi e abbandonavano i cespugli correndo incontro ai cosacchi; altri scappavano verso lo stagno. Petja galoppava con il suo cavallo lungo il cortile padronale e invece di reggere le briglie, agitava le braccia in modo rapido e strano sempre più sbilanciato da una parte della sella. Il cavallo andò a finire su un fuoco morente nella luce del mattino e si impennò.
    Petja cadde pesantemente sulla terra umida. I cosacchi videro che le sue braccia e le sue gambe si contraevano convulsamente mentre la testa non si muoveva. Una pallottola gliel'aveva trapassata."""
    Sagaci le desrizioni su Kutuzov ed il suo modo, simile a quello di Tolstoj, di vedere gli eventi ed il suo modo di assecondarli e indirizzarli più che cercare di imbrigliarli e forzarli. Un uomo Russo in grado di capire i Russi.
    Per concludere, nonostante la prima parte che non mi è sembrata quel gran capolavoro, la seconda vale per tutte e due. Non solo un bel libro ma un libro importante perché riesce a mostrare l'assurdità della guerra e questo sicuramente basta per poter dire che è uno di quei capolavori che non possono mancare nella libreria di un amante della letteratura.

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    Paranoid Android (Meno male che Anobii c'è!) said on Oct 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Uno di quei libri che semplicemente VA letto.

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    Kemmy said on Oct 7, 2014 | Add your feedback

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    Difficile ma indispensabile

    Sicuramente non di facile lettura, specialmente nelle parti di guerra, mentre le parti di pace risultano più leggere. Leggerlo da una certa soddisfazione, oltre a lasciare veramente tanto. Indispensabile.

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    Elena ...A forza di essere vento... said on Oct 5, 2014 | Add your feedback

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    Bello il confronto tra la vita dei soldati e quella degli ufficiali,la differenza tra chi fa la guerra e chi n'è se la fa raccontare.Uno spaccato di vita russa.
    L'unico problema sono tutte quelle parole francesi,per uno come me una fatica cercare di ...(continue)

    Bello il confronto tra la vita dei soldati e quella degli ufficiali,la differenza tra chi fa la guerra e chi n'è se la fa raccontare.Uno spaccato di vita russa.
    L'unico problema sono tutte quelle parole francesi,per uno come me una fatica cercare di leggerle...

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    Dario said on Sep 18, 2014 | Add your feedback

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