Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Guerre politiche

Vietnam, Biafra, Laos, Cile

By Goffredo Parise

(76)

| Others | 9788845921445

Like Guerre politiche ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Che cosa rende questi reportage in paesi sconvolti da guerre atroci - Vietnam,Biafra, Laos, Cile -, in anni, fra l'altro, ormai remoti, tanto vivi eintensi? Soprattutto, una qualità ignota alla maggioranza degli inviati diguerra: l'"amoro Continue

Che cosa rende questi reportage in paesi sconvolti da guerre atroci - Vietnam,Biafra, Laos, Cile -, in anni, fra l'altro, ormai remoti, tanto vivi eintensi? Soprattutto, una qualità ignota alla maggioranza degli inviati diguerra: l'"amoroso tocco", potremmo dire, che spinge Parise a rischiare lavita non tanto per trasmettere dati e informazioni, ricostruendo fedeli edeffimeri scenari geopolitici, quanto piuttosto per partecipare del sentimentoche domina i popoli di quei paesi. Non si tratta dunque di passione politica omilitare, ma di "una specie di fame fisica e mentale che porta a confondere ilproprio sangue con quello degli altri, in luoghi o paesi che non sianosoltanto quelli della propria origine". Alla passione umana del Parisereporter si accompagna anche uno speciale intuito, una vibrante capacità dianalisi, in virtù della quale il conflitto vietnamita appare uno scontro frauomini "puri, prismatici e refrigerati come una sfilata di bottiglie diCoca-Cola" da un lato e la vita "con tutto il suo esplosivo e misteriosodisordine, la sua estrema mobilità animale" dall'altro. Apparso nel 1976,"Guerre Politiche" raduna quattro reportage.

11 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    GOFFREDO PARISE E LA CONTROVERSA QUESTIONE DEL REPORTER NEL PAESAGGIO (di Eleonora Cesaretti)

    http://www.ilpickwick.it/index.php/letteratura/item/117… Secondo Michael Jakob, il paesaggio − concetto largamente discusso nel corso dei secoli e apparso solo nel 1500 a designar ...(continue)

    http://www.ilpickwick.it/index.php/letteratura/item/117…

    Secondo Michael Jakob, il paesaggio − concetto largamente discusso nel corso dei secoli e apparso solo nel 1500 a designare un genere pittorico − è costituito da tre condizioni sine qua non: la prima è che senza natura non esista paesaggio. Se nel novanta per cento dei casi è così, è anche vero che esistono paesaggio interiori, immaginari, che poco hanno a che fare con la natura: basti pensare a quello di Mme De Scudéry, costituito dalla "collina della tenerezza", dalla "montagna della dolcezza", e così via.

    Is this helpful?

    Il Pickwick.it (culture, critica e narrazioni) said on Mar 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Splendido reportage di guerra e rivoluzione, sospeso tra Vietnam, Laos, Biafra e Cile, intenso e pulsante, amorevole e partecipato, lontano da miraggi d'oggettivismo e indifferente al mero "dato", come ci si aspetta da uno scrittore portato a confond ...(continue)

    Splendido reportage di guerra e rivoluzione, sospeso tra Vietnam, Laos, Biafra e Cile, intenso e pulsante, amorevole e partecipato, lontano da miraggi d'oggettivismo e indifferente al mero "dato", come ci si aspetta da uno scrittore portato a confondere "il proprio sangue con quello degli altri", a cui non si richiedono sofisticate e razionali analisi geopolitiche ma istinti, sensi, odori, parole e cose, lenzuola insanguinate e corpi, assoluti e percezioni.

    Is this helpful?

    fingitore said on Jul 19, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    lettura obbligatoria, soprattutto il capitolo sulla guerra in vietnam. e in particolare la descrizione che parise fa del generale Westmoreland, capo delle truppe USA in Vietnam. memorabile.
    in generale, un capolavoro del reportage.

    Is this helpful?

    michele tonin said on Jul 6, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "in quegli anni la vita non mi piaceva e mi piaceva invece giocarla, stupidissimamente"

    e meno male.
    Ti fa vivere la guerra mentre sei comodamente sdraiato sul divano della tua casa tranquilla, mentre sorseggi orzata e stiracchi le gambe. Leggi le pagine del reportage in Biafra e ti sembra che quei seimila bambini destinati ogni giorno ...(continue)

    e meno male.
    Ti fa vivere la guerra mentre sei comodamente sdraiato sul divano della tua casa tranquilla, mentre sorseggi orzata e stiracchi le gambe. Leggi le pagine del reportage in Biafra e ti sembra che quei seimila bambini destinati ogni giorno a morire ti stiano fissando e abbiano schifo di te e delle tue comodità. Nessun patetismo, ma solo la realtà. Un Parise schietto come pochi. Boom al cuore.

    Is this helpful?

    euridicea said on Jun 29, 2011 | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Ci sono libri che chiederebbero una lunga analisi e una luga critica, chiedono gli si dedicato tempo perchè son fatti di tempo ed esperienza

    Gli attimi, gli aneddoti, i comportamenti "sono i messaggi più utili alla costruzione di quell'effimero e illusorio edificio che si chiama storia". Da storico gli do totale ragione, verificata sulla ricerca.

    Parise lavora molto sull'incontro scont ...(continue)

    Gli attimi, gli aneddoti, i comportamenti "sono i messaggi più utili alla costruzione di quell'effimero e illusorio edificio che si chiama storia". Da storico gli do totale ragione, verificata sulla ricerca.

    Parise lavora molto sull'incontro scontro giustapposizione sovrapposizione trasformazione tra immagini, e abitudini, occidentali e quelle che incontra in viaggio. Nel Vietnam il risultato è la presenza di ircocervi grotteschi: un americano che sembra un unno o meglio la copia moderna, con materiali moderni. Le forse speciali sudvietnamite che copiano gli americani e appaiono come i ragazzi delle Brigate Nere della RSI. L'americano dello forze speciali che per snobismo a riposo veste la tenuta dei vietcong ma con annessa colt calibro 12 al fianco. Gli Agenti della Cia vestiti come nei film o con maglietta pantaloni anfibi e guanti neri (nota mia: sembra la divisa delle Balck panther!) e pistola dorata con impugnatura d'avorio. I paginoni di Playboy accanto al papa e alla Madonna nelle case dei cattolici vietnamiti i cui salotti sembrano le sale d'attesa delgi studi medici. Il generale Westmoreland che sembra il testimonial di una marca di whisky e unisce il volto di un console romano, la struttura di un discobolo greco, abrano Lincoln, James Bond, Superman e la Palmolive. é commovente invece il sacerdote che si confeziona i paramenti con la seta mimetica di un paracadute.

    il Biafra è lo sdegno. E la globalizzazione imitativa: i giovani biafrani si fanno crescere la barba come il loro capo che se la fa crescere come Castro.

    Nel reportage dal Laos centrale mi pare invece proprio l'uso di immagini europee per le metafora, vere e proprio doppie esposizioni fotografiche, per evitare ogni effetto di esotismo come già quando la musica tribale delle popolazioni più isolate del Vietnam gli pareva quella elettronica o i canali parevano la laguna di Venezia. Ecco che la sua guida sempre un ventoso studente espressionista della praga 1920 e un Tancredi Falconieri, la notte un uccello canta la prime tre note di Milord della Piaf, una montagna sempre un Brancusi, e un ospedale nella roccia un Le Corbusier, i bonzi che sono anche marxisti come molti sacrdoti lo erano in Italia. Ma a queste soprapposizioni aggunge il ribaltamento del concetto di reportage: i laotiani chiedono informazioni del movimento studentesco in Italia, studiano la Resistenza e parlano di Longo come il vietnamita filo americano conosce Machiavelli e quindi aiuta Parise. L'Italia si ritrova nella posizione del Laos, e compare nelle pagine in maniera ben diversa dei frammenti terribili nel Biafra (un morto, a cui intitolano una jeep, combattendo contro i nigeriani, gli spaghetti che nutrono parte dell'esercito biafrano lasciati dai costruttori stradali fuggiti) o dal kitsch del vietnamica ricco che infila "Macaroni Chianti Sophia Loren O sole mio": ma a quel punto Parise ritorce contro il lettore i possibili pregiudizi che forse voleva verificati al momento di leggere la corrispondenza dello scrittore veneto.

    in Cile, continua questa presenza di Europa tanto da generare l'impressione di esserci - sembra di percorrere svizzera germania paesi baltici - ma ad essa si aggiunge la presenza di un tempo diverso. Allende è un socialista ottocentesco, ottocentesca è l'aria di tutto il Cile, ed ecco che lo spostarsi nello spazio sembra produrre uno spostarsi nel tempo, verso il passato, tanto da rendere discutibile il concetto di contemporaneità. o meglio trasformarlo in: tempi diversi coesistenti in contemporanea. Ecco che il quartiere degli affari a Santiago è america anni 30, e anni 30 è la borghesia e la sua decadenza (una famiglia che visita E' una famiglia tedesca dell'epoca). come allora produce fascismo.

    Libro bello in modo quasi doloroso.

    Is this helpful?

    spiumato said on Aug 24, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (76)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Others 275 Pages
  • ISBN-10: 8845921441
  • ISBN-13: 9788845921445
  • Publisher: Adelphi
  • Publish date: 2007-01-01
  • Also available as: Mass Market Paperback , Paperback
Improve_data of this book