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Guida rapida agli addii

Di

Editore: Guanda

3.5
(276)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 214 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale

Isbn-10: 8860888344 | Isbn-13: 9788860888341 | Data di pubblicazione: 

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
Aaron, giovane vedovo ancora sconvolto dalla perdita della moglie Dorothy, comincia a riceverne le visite. Per strada, al mercato, al lavoro, Dorothy lo affianca silenziosa nei mesi del lutto. Per Aaron, balbuziente, leggermente zoppicante, soffocato per tutta la vita dalle attenzioni di donne troppo premurose - dalla madre apprensiva alla sorella invadente, alle fidanzate votate più ad assisterlo che ad amarlo - l'incontro con Dorothy era stato una liberazione. Finalmente una donna diretta, pratica, quasi asociale ma per nulla sentimentale e soprattutto refrattaria a ogni pietismo, una donna che lo trattava come un uomo e non come un bambino da accudire. Insieme si erano costruiti un rifugio, vivendo in una simbiosi assoluta che portava ciascuno a coltivare le proprie idiosincrasie e ad amplificare quelle dell'altro. Ma ora che lei non c'è più, tranne che nelle sue brevi apparizioni, Aaron è costretto ad avventurarsi di nuovo in un mondo dove i vicini di casa lo foraggiano ogni giorno con abbondanti provviste di cibo; la sorella insiste per ospitarlo; i colleghi fanno di tutto per rendergli la vita più facile e qualcuno già cerca di combinargli un incontro con una giovane vedova altrettanto sola e bisognosa d'affetto. Con tono leggero e divertito, e la consueta capacità di tratteggiare i personaggi, Anne Tyler descrive il percorso tortuoso che dallo smarrimento della perdita conduce alla scoperta di nuove, infinite possibilità, sfociando in un inno alla vita e alla sua stupefacente varietà. (da IBS)
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  • 2

    have you ever felt that a loved one is watching over you or has come back to visit you? If your answer is yes, take and read this book. Otherwise drop it immediately and go for another one.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo è il classico esempio di come non va bene affidarsi alle quarte di copertine o al titolo.
    Mi sono lasciata trascinare e convincere proprio da quei due elementi e così ho iniziato a leggerlo.
    Per rimanerne delusa.
    Delusa perchè è una storia acerba scritta in maniera eccels ...continua

    Questo è il classico esempio di come non va bene affidarsi alle quarte di copertine o al titolo.
    Mi sono lasciata trascinare e convincere proprio da quei due elementi e così ho iniziato a leggerlo.
    Per rimanerne delusa.
    Delusa perchè è una storia acerba scritta in maniera eccelsa, la Tyler è davvero una bravissima scrittrice, una penna che difficilmente si trova in giro.
    Di facile lettura, diretta, uno stile pulito e particolare.
    Ma la storia l'ha decisamente gestita male, non rimane molto di tutto, non se ne capiscono alcuni elementi e altri rimangono decisamente all'oscuro, irrisolti.
    Decisamente speravo in qualcosa di più.

    ha scritto il 

  • 4

    Più un 3,5 che 4 stelline. Mi è piaciuto ma non so perché. Però ci gira intorno e non porta a nulla. Un domani mi ricorderò che l'avevo letto e che mi era piaciuto ma non ricorderò perché e di cosa parlasse.

    ha scritto il 

  • 4

    Brava davvero

    Non so se sia il fatto che io abbia una parte femminile così sviluppata sotto questa rude (...diciamo grassa) scorza, o altro, ma i libri della Tyler mi piacciono davvero moltissimo. In questo caso la storia è talmente banale da essere essenzialmente inesistente (a parte il piccolo coup de theatr ...continua

    Non so se sia il fatto che io abbia una parte femminile così sviluppata sotto questa rude (...diciamo grassa) scorza, o altro, ma i libri della Tyler mi piacciono davvero moltissimo. In questo caso la storia è talmente banale da essere essenzialmente inesistente (a parte il piccolo coup de theatre che riguarda il modo in cui viene distrutta la casa del protagonista, piuttosto insolito - ho cercato di limitare lo spoiler al minimo), ma la capacità dell'autrice di tratteggiare azioni e reazioni emotive dei protagonisti è davvero notevolissima. Si tratta di una scrittura di sentimenti e di emozioni più che di eventi e situazioni, che personalmente trovo estremamente piacevole. Ringrazio ancora il buon Nick (Hornby) per avermi fatto scoprire questa scrittrice, che conto di approfondire ulteriormente. AH tra l'altro il tema del libro è davvero tosto: si tratta dell'elaborazione del lutto, in un caso davvero inspiegabile e difficile da accettare. Vale la lettura, credetemi!

    ha scritto il 

  • 3

    Ero lì lì per mettere 4 stelline, in virtù della freschezza della scrittura, all'apparente leggerezza con cui è stato trattato un argomento importante come quello della perdita, ai personaggi vivissimo: ma poi ho letto il finale e mi sono sentita truffata.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Elaborazione del lutto

    L'assurda morte della moglie Dorothy,che Aaron apprezzava perché spiccia, diretta, poco sentimentale e tanto diversa dalla madre che lo soffocava di attenzioni; e la distruzione della sua vita, ben simboleggiata dal grande albero che crollando uccide la moglie gli distrugge la casa.
    Inizia ...continua

    L'assurda morte della moglie Dorothy,che Aaron apprezzava perché spiccia, diretta, poco sentimentale e tanto diversa dalla madre che lo soffocava di attenzioni; e la distruzione della sua vita, ben simboleggiata dal grande albero che crollando uccide la moglie gli distrugge la casa.
    Inizia così la storia di Aaron che lentamente emerge dalla tragedia per ritornare alla vita. Il lungo percorso è accompagnato dalla visione della moglie morta, occasione fantastica che Aaron si crea per chiarire un rapporto tanto brutalmente interrotto.
    E sarà solo quando riuscirà a comprendere meglio sé stesso e quello che forse la donna avrebbe voluto dirgli che potrà tornare a una donna più accogliente ed affettiva, anche se più tradizionale: la segretaria Peggy, dalla camicetta ricoperta di volant di cui tanto si era burlato.
    L'idea non è male, ma il realismo di ambienti e personaggi, tipico della Tyler, contrasta troppo brutalmente con l'evoluzione fantastica che avrebbe avuto bisogno di un registro diverso di narrazione.

    ha scritto il 

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