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Gulag

Storia dei campi di concentramento sovietici

By Anne Applebaum

(80)

| Paperback | 9788804550174

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Book Description

L'"arcipelago Gulag", l'ampia e fitta rete di campi di concentramento sovietici, è affiorato alla coscienza del mondo solo nel 1973, con la pubblicazione del romanzo autobiografico di Aleksandr Solzenicyn. Da allora, e in particolare Continue

L'"arcipelago Gulag", l'ampia e fitta rete di campi di concentramento sovietici, è affiorato alla coscienza del mondo solo nel 1973, con la pubblicazione del romanzo autobiografico di Aleksandr Solzenicyn. Da allora, e in particolare dopo il crollo dell'Unione Sovietica, documenti a lungo tenuti nascosti hanno gettato nuova luce sul ruolo svolto dal Gulag: oltra a essere lo strumento repressivo di ogni forma di opposizione politica e sociale, esso fu l'arma segreta di Stalin, che fece del lavoro coatto la base dell'industrializzazione del paese. In questo libro Anne Applebaum ricostruisce il sistema sovietico dei campi, dalla sua nascita subito dopo la Rivoluzione d'ottobre al suo smantellamento negli anni Ottanta.

7 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Scorrevole e monumentale: una pacchia, tante informazioni e l'idea di poter conoscere attraverso questo libro come era il gulag ( l'unico dubbio si sente molto che è americana ).
    " I nuovi campi erano cosi' lontano dal mondo civile, così lontano pers ...(continue)

    Scorrevole e monumentale: una pacchia, tante informazioni e l'idea di poter conoscere attraverso questo libro come era il gulag ( l'unico dubbio si sente molto che è americana ).
    " I nuovi campi erano cosi' lontano dal mondo civile, così lontano persino dalle strade, per non parlare delle linee ferroviarie, che nella repubblica dei Komi il filo spinato non venne utilizzato fino al 1937. Fuggire era considerato inutile"
    " Perchè l'NKVD era ossessionata dalla confessione dei prigionieri? Per qualcuno Stalin era ossessionato dall'idea di far confessare i suoi crimini agli altri, per Conquest Stalin voleva far confessare solo quelli che conosceva personalmente per distruggerli moralmente e politicamente. Erano importanti anche per gli agenti per legittimare il loro operato e aiutavano a compiere la norma, il piano; erano considerati funzionari di successo.

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    Lorenzo il Russo said on May 11, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una seria, corretta e professionale indagine storica. Tanto più meritevole, in quanto sono ancora poche le opere divulgative dedicate all'argomento dei lager sovietici.
    Ma a questo libro manca qualcosa. Gli manca l'indignazione: quella che ci si as ...(continue)

    Una seria, corretta e professionale indagine storica. Tanto più meritevole, in quanto sono ancora poche le opere divulgative dedicate all'argomento dei lager sovietici.
    Ma a questo libro manca qualcosa. Gli manca l'indignazione: quella che ci si aspetterebbe, ragionevolmente, nel descrivere un mondo che ingoiò milioni di persone e stritolò per anni una intera società.
    Per rimettere in gioco le emozioni, consiglio di andare a rileggersi "Arcipelago Gulag" di Solzenitsin o i "Racconti di Kolyma" di Salamov.

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    Dark Matter said on Sep 5, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un testo abbastanza impegnativo da leggere e indicato per chi ha vera passione per la storia.
    Un resoconto molto particolareggiato della storia dei Gulag nell'ex unione sovietica.
    L'autrice si avvale di documenti provenienti da diverse fonti per di ...(continue)

    Un testo abbastanza impegnativo da leggere e indicato per chi ha vera passione per la storia.
    Un resoconto molto particolareggiato della storia dei Gulag nell'ex unione sovietica.
    L'autrice si avvale di documenti provenienti da diverse fonti per dipingere un quadro dello sviluppo del sistema detentivo nei territori sovietici soffermandosi allo stesso tempo a descrivere il tenore di vita all'interno dei campi e le ragioni che hanno portato al loro sviluppo.

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    Alf85 said on May 7, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Gulag

    L'"arcipelago Gulag", l'ampia e fitta rete di campi di concentramento sovietici, è affiorato alla coscienza del mondo solo nel 1973, con la pubblicazione del romanzo autobiografico di Aleksandr Solzenicyn. Da allora, e in particolare dopo il crollo d ...(continue)

    L'"arcipelago Gulag", l'ampia e fitta rete di campi di concentramento sovietici, è affiorato alla coscienza del mondo solo nel 1973, con la pubblicazione del romanzo autobiografico di Aleksandr Solzenicyn. Da allora, e in particolare dopo il crollo dell'Unione Sovietica, documenti a lungo tenuti nascosti hanno gettato nuova luce sul ruolo svolto dal Gulag: oltra a essere lo strumento repressivo di ogni forma di opposizione politica e sociale, esso fu l'arma segreta di Stalin, che fece del lavoro coatto la base dell'industrializzazione del paese. In questo libro Anne Applebaum ricostruisce il sistema sovietico dei campi, dalla sua nascita subito dopo la Rivoluzione d'ottobre al suo smantellamento negli anni Ottanta.

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    Alexxander 87 said on Dec 8, 2009 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ottimo!

    Ho letto questo volume per la mia tesina triennale dedicata al Gulag ed è stato il libro migliore che ho letto sull'argomento. Ha risposto a molte delle mie domande in modo esaustivo. Ve lo consiglio!

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    Lella said on Nov 17, 2009 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Il 24 maggio 2004 una giuria composta da James Hodge, editor di «Foreign Affairs», Anthony Appiah, professore di filosofia presso la Princeton University, ed Elizabeth Taylor, autrice ed editor del «Sunday Magazine», consegnò il prestigioso Pulitzer ...(continue)

    Il 24 maggio 2004 una giuria composta da James Hodge, editor di «Foreign Affairs», Anthony Appiah, professore di filosofia presso la Princeton University, ed Elizabeth Taylor, autrice ed editor del «Sunday Magazine», consegnò il prestigioso Pulitzer Prize for General Non-Fiction ad Anne Applebaum, per uno studio corposo ed eccezionalmente documentato su quel «paese quasi invisibile, quasi impalpabile, abitato dal popolo degli zek» già descritto in modo magistrale dal premio Nobel Aleksandr Solženicyn. Gulag. A History, aveva già vinto nel 2003 il Duff Cooper Prize, assegnato ogni anno a uno studio di tipo storiografico, biografico o politico, e fu tra i finalisti per il National Book Award, il National Book Critics Circle Award, il Times Book Award e il Samuel Johnson Prize.
    Il libro è articolato in due parti storiche, che ripercorrono la vicenda dei campi dai giorni successivi alla Rivoluzione di Ottobre sino agli ultimi anni dell’Unione Sovietica, e di una parte più narrativa, che ricostruisce, anche con l’aiuto di memoriali inediti, lo spietato processo di internamento e l’ardua lotta per la sopravvivenza dei forzati. Il testo vuole essere dunque, al tempo stesso, una «storia del Gulag» e «un libro sulla vita nel Gulag», senza la pretesa di essere «una storia dell’URSS, una storia delle epurazioni, o una storia della repressione in generale» (p. 14). Lo studio della Applebaum si caratterizza poi per essere dominato da un’idea espressa in modo semplice e incisivo nell’introduzione, secondo la quale i campi di concentramento sovietici furono «strutture costruite per rinchiudervi la gente non a cagione dei suoi atti, ma del suo status» (p. 22), e pertanto molto simili, in fondo, ai campi nazisti. L’autrice precisa tuttavia come in effetti vi fossero differenze sostanziali tra i due modelli: la definizione di «nemico», in particolare, era molto più ambigua in Unione Sovietica che nella Germania nazista, fatto al quale va aggiunto come l’esistenza del Gulag, al contrario di quella degli omologhi tedeschi, venisse giustificata dalla pubblica propaganda con motivi sostanzialmente economici (pp. 26-27).
    Nonostante alcuni difetti – è piuttosto ambiguo, al riguardo, l’uso del termine «status»: l’Olocausto fu in realtà determinato dalla fiducia in una teoria delle razze, mentre le stragi dei Gulag da una ossessiva ricerca di stabilità del regime – il suo studio cattura l’attenzione proprio grazie alle dichiarazioni polemiche in esso contenute, che avrebbero potuto attirare, anche in Italia, l’attenzione del pubblico. Così non è accaduto, e il saggio, passato dalle nostre parti quasi inosservato, è tuttora conosciuto solamente all’interno di una cerchia ristretta di individui.

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    SR said on Dec 12, 2008 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (80)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Paperback 675 Pages
  • ISBN-10: 8804550171
  • ISBN-13: 9788804550174
  • Publisher: Arnoldo Mondadori (Oscar storia)
  • Publish date: 2005-01-01
  • Also available as: Others
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