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H.P. Lovecraft

Contro il mondo, contro la vita

Di

Editore: Bompiani

4.0
(228)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8845247627 | Isbn-13: 9788845247620 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: S. C. Perroni

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
"La vita è dolorosa e infida. Inutile, dunque, scrivere altri romanzirealistici. Rispetto alla realtà in generale sappiamo già come comportarci; enon abbiamo nessuna voglia di saperne di più". (Michael Houellebecq).
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  • 0

    Super. Non plus ultra. Sancta sanctorum.

    Solo il latino può rendere. Dulbecco trova in questo saggio un fervore, una passione, un furore che sarebbe difficile rintracciare nelle scene di sesso dei suoi romanzi. Goduria.

    ha scritto il 

  • 4

    Forse l'unico autore che ha capito l'universo racchiuso nella mente di H.P. Lovecraft. Grazie all'intreccio tra la produzione letteraria, le notizie sulla vita privata e il folto epistolario, ...continua

    Forse l'unico autore che ha capito l'universo racchiuso nella mente di H.P. Lovecraft. Grazie all'intreccio tra la produzione letteraria, le notizie sulla vita privata e il folto epistolario, Houellebecq riesce a decodificare in modo esauriente il non euclideo mondo lovecraftiano. Un giusto compendio per i lettori di H.P.L. di vecchia data e al tempo stesso propedeutico per i neofiti.

    ha scritto il 

  • 4

    Nel complesso notevole. Non è il saggio di un critico, enorme pregio questo!, ma di un appassionato. C'è qualche tipica cazzata 'alla Houellebecq', tipo la similitudine fra il romanzo classico e ...continua

    Nel complesso notevole. Non è il saggio di un critico, enorme pregio questo!, ma di un appassionato. C'è qualche tipica cazzata 'alla Houellebecq', tipo la similitudine fra il romanzo classico e una vecchia camera d'aria bucata che si sgonfia lentamente - ovvero il colpo ad effetto che se ti ci soffermi un attimo ti accorgi che o non vuol dire niente o è smentito nei fatti da millanta esempi - ma tant'è, è da cercare con l'abusato lanternino.

    Houellebecq ha Lovecraft nel cuore e riesce ad andare al cuore della sua opera. Lo individua nella vita vissuta del sognatore di Providence, ed in realtà scrive anche di sé, dato che nell'uomo HPL ateo, xenofobo e con grossi problemi nei confronti del sesso, ritrova sé stesso. I motori primi della narrativa di HPL sono la xenofobia e il suo personale senso di fallimento, di sconfitta, di frustrazione (Lovecraft, garbatissimo e squisitissimo borghese ariano nella provincia del New England del primo '900 fu, per tutta la vita, povero in canna e non riuscì a permettersi nulla di quanto desiderato); motori che si misero a girare a mille nel periodo traumatico trascorso a New York dal 1926 dove HPL, improbabilmente pure sposato, cerca lavoro per mesi, facendo interminabili file all'ufficio di collocamento gomito a gomito con tutta quella marmaglia di italiani che gli apparivano disgustosi e di negri che gli sembravano scimpanzè, fallendo centinaia di colloqui e non trovando mai lo straccio d'una occupazione (diversamente dai suoi bestiali compagni di fila). Dopo questo periodo divorzia, torna a Providence e nascono i Grandi Testi Lovecraftiani.

    E' così? Secondo me solo in parte. Le caratteristiche che rendono uniche e così innovative le sue opere maggiori si intravedono infatti qua e là anche in alcuni dei suoi scritti pre-1926. Ma è un HPL ancora influenzato da altri, Poe per quanto riguarda il filone orrorifico e soprattutto Lord Dunsany per il filone onirico/fantastico. Poi, io credo che (e cito il David Foster Wallace che scrive a proposito di David Lynch e del suo Blue Velvet) semplicemente (ma non è semplice!) HPL capì come "fare bingo" e costruì il suo mondo letterario con il suo stile. Roba nuova che non s'era mai vista sul pianeta Terra. Credo che Lovecraft scrivesse non per sublimare nell'arte le sue frustrazioni, ma per terrorizzare i suoi lettori. E ci riuscì benissimo. Lo penso anche perchè, come emerge dalla corrispondenza e da certi raccontini come ad esempio "Ibid" (scherzo finto-erudito che non sfigurerebbe fra le finzioni di un Borges), HPL non era sprovvisto (sembra incredibile!) di ironia, fatto che Houellebecq trascura completamente. Ironia che però bandì dai suoi racconti. Quelli avevano il solo scopo di essere terrificanti.

    ha scritto il 

  • 0

    Breve saggio sulla vita, il pensiero e le opere di H. P. Lovecraft. Fa largo uso di estratti epistolari e citazioni di racconti, collegando le opere a momenti della vita dell'autore in modo da ...continua

    Breve saggio sulla vita, il pensiero e le opere di H. P. Lovecraft. Fa largo uso di estratti epistolari e citazioni di racconti, collegando le opere a momenti della vita dell'autore in modo da mostrare quali situazioni personali (trasferimento a New York, matrimonio, divorzio...) abbiano prodotto cosa. Il risultato permette di intuire ciò che si cela dietro le maschere delle mostruosità lovecraftiane, aprendo una finestra sulla mente di una personalità disturbata e incompresa che, dopo la propria morte (e probabilmente contro il suo stesso gusto, se fosse vissuto), è stata elevata a icona horror contemporanea.

    ha scritto il 

  • 4

    Pronunciate senza esitare il grande No alla vita

    Biografia di Lovercraft scritta da un suo grande estimatore, indispensabile per chiunque voglia avvicinarlo o approfondirne la conoscenza. Houellebecq riesce a rendere interessante una vita in cui ...continua

    Biografia di Lovercraft scritta da un suo grande estimatore, indispensabile per chiunque voglia avvicinarlo o approfondirne la conoscenza. Houellebecq riesce a rendere interessante una vita in cui non succede nulla, se non nella mente dello scrittore. Gli lascio pertanto la parola: "Howard Phillips Lovecraft costituisce un esempio per chiunque desideri fallire nella vita e, eventualmente, riuscire nell'arte." "Un odio assoluto per il mondo in generale, aggravato da un disgusto particolare per il mondo moderno. Ecco riassunto l'atteggiamento di Lovecraft." "Cos'è il grande Cthulhu? Una combinazione di elettroni, proprio come noi. Il terrore di Lovecraft è rigorosamente materiale. Ma grazie al libero gioco delle forze cosmiche è molto probabile che il grande Cthulhu disponga di un potere e di una potenza d'azione di gran lunga superiori ai nostri. Cosa che non ha, a priori, nulla di rassicurante." "L'opera di Lovecraft è paragonabile a una gigantesca macchina per sognare, una macchina di grandezza ed efficacia inaudite. Nella sua letteratura non vi è nulla di distaccato né di discreto; l'impatto sulla coscienza del lettore è di una brutalità selvaggia e spaventosa, e si attutisce solo con infinita lentezza." "Offrire un’alternativa alla vita in tutte le sue forme, costruire un’opposizione permanente, un permanente rimedio alla vita: questa è la missione più alta del poeta. Questa missione Howard Phillips Lovecraft l’ha compiuta."

    E per finire qualche citazione di Lovercraft stesso: "Io credo che il realismo non sia mai bello." "Sono talmente stanco dell'umanità e del mondo che nulla suscita la mia attenzione se non comporta almeno due omicidi a pagina, o se non tratta di innominabili orrori provenienti da altri spazi." "Nell'arte non serve a nulla tener conto del caos dell'universo, poiché tale caos è talmente assoluto che mai nessun testo potrebbe darne la benché minima idea, l’unica vera immagine che riesco a concepire della struttura della vita e della forza cosmica è quella di un ammasso di semplici punti disposti a spirale e privi di direzione precisa. "

    Molto consigliato...

    ha scritto il 

  • 4

    Immancabile...

    Non poteva mancare nella mia biblioteca una biografia su....me stesso!!!! A parte gli scherzi devo dire che questo lavoro mi ha lasciato una buona impressione, pure senza affrontare in maniera ...continua

    Non poteva mancare nella mia biblioteca una biografia su....me stesso!!!! A parte gli scherzi devo dire che questo lavoro mi ha lasciato una buona impressione, pure senza affrontare in maniera sistematica la vita e l'opera di Lovecraft riesce a dare un buon ritratto del solitario di Providence.

    Certo, se si vuole qualcosa di davvero approfondito occorre rivolgersi altrove ma questo lavoro ha il grandissimo pregio di restituire in maniera esatta e sintetica la grandezza del personaggio, offrendo anche a chi come me lo conosce già bene qualche notizia inedita.

    ha scritto il 

  • 5

    fulminante, ilare, assurdo.

    Lovercraft è ostico. Nonostante sia un cult, bisogna avere una grande determinazione per leggerlo oggi. Lentissimo, ossessionato dal particolare, gratuito. Quello che meraviglia è la determinazione ...continua

    Lovercraft è ostico. Nonostante sia un cult, bisogna avere una grande determinazione per leggerlo oggi. Lentissimo, ossessionato dal particolare, gratuito. Quello che meraviglia è la determinazione con la quale quest'uomo ha passato la vita ad accumulare pagine che parlavano di mostri. La sua malattia, che aveva a che fare con la scrittura, è il cuore del suo fascino. Questa biografia riesce a parlare di questo cuore. Prende una delle vite più noiose della letterature e la rivolta come un guanto, lasciando stare tutto quello che non è tormentoso, ironico, ansioso e grottesco. Bellissimo libretto, fulminate, ilare, assurdo.

    ha scritto il 

  • 5

    Houellebecq fa di Lovecraft il suo eroe, e il simbolo di tutta una serie di cose che a Houellebecq sta(va) a cuore esprimere; non è fondamentale che questo libretto rifletta con acribia la biografia ...continua

    Houellebecq fa di Lovecraft il suo eroe, e il simbolo di tutta una serie di cose che a Houellebecq sta(va) a cuore esprimere; non è fondamentale che questo libretto rifletta con acribia la biografia di Lovecraft o il presunto 'vero' spirito delle sue opere. anche perché Houellebecq, a differenza di Lovecraft (e, ancor più di Stephen King che intuisco abbia scritto la postfazione dell'opera - evidentemente non presente sull'edizione che ho letto io, però), è uno scrittore-scrittore.

    ha scritto il 

  • 5

    Saggio su Lovecraft, ma anche sulla genesi della letteratura fantastica. Brutto e piuttosto fuorviante il sottotitolo

    Notevole saggio dapprima sul Lovecraft uomo e poi sul Lovecraft scrittore, ovvero uno dei più grandi autori di narrativa fantastica. L'autore rende il saggio scorrevole e alterna stralci estratti da ...continua

    Notevole saggio dapprima sul Lovecraft uomo e poi sul Lovecraft scrittore, ovvero uno dei più grandi autori di narrativa fantastica. L'autore rende il saggio scorrevole e alterna stralci estratti da racconti di Lovecraft e altri dalle varie lettere che lo stesso inviava ai vari allievi. L'attenzione ricade soprattutto sulla psicologia dello scrittore di Providence, sul suo pessimismo nei confronti della società capitalistica (da qui il titolo del volume, una scelta forse un po' troppo dura) e il volersi allontanare a tutti i costi dalle bassezze tipiche della realtà quotidiana per evadere nel fantastico puro al punto da essere definito da Houellebecq "estremista". L'autore però si sofferma anche sugli aspetti più oscuri e malati dell'asso della narrativa fantastica ovvero sulle sue fobie e paranoie, come le folli convizioni filo-razziste da cui poi sarebbero scaturiti, sebbene in forma distorta e riplasmata con taglio onirico, gli antagonisti dei personaggi protagonisti delle sue storie (studiosi destinati a soccombere, che altro non sono che gli alterego di Lovecraft a caccia della conoscenza da perseguire a ogni costo) oppure il disinteresse per i soldi e i risvolti commerciali, ma anche la ferrea critica al materialismo e agli approcci "bestiali" tipici, a suo dire, dell'uomo comune. Non è ben trattata la parte relativa all'infanzia di Lovecraft, alle sue frequenti malattie e al rapporto castrante e al contempo iperprotettivo della madre. E' omesso anche l'amore dello scrittore per gli animali, in particolare i gatti. A ogni modo si tratta di un testo immancabile nella biblioteca di un appassionato di narrativa fantastica. Divorato in tre giorni di lettura.

    ha scritto il 

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