H.P. Lovecraft

Contro il mondo, contro la vita

Di

Editore: Bompiani (PasSaggi)

4.0
(282)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 157 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Polacco , Svedese , Tedesco

Isbn-10: 8845247627 | Isbn-13: 9788845247620 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Sergio Claudio Perroni

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
"La vita è dolorosa e infida. Inutile, dunque, scrivere altri romanzi realistici. Rispetto alla realtà in generale sappiamo già come comportarci; e non abbiamo nessuna voglia di saperne di più". (Michael Houellebecq).
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  • 4

    Agevole libretto che in poche pagine inquadra l'opera e la vita di Lovecraft (di cui ho letto ogni cosa pubblicata in Italia nella vecchia edizione Mondadori in 4 volumi).
    Scrittore dilettante dallo s ...continua

    Agevole libretto che in poche pagine inquadra l'opera e la vita di Lovecraft (di cui ho letto ogni cosa pubblicata in Italia nella vecchia edizione Mondadori in 4 volumi).
    Scrittore dilettante dallo stile mediocrissimo (mio giudizio personale, Houellebecq non è d'accordo), personalità borderline, razzista e sessuofoba, Lovecraft ha saputo intercettare e sublimare nella narrativa di genere le tensioni di quel secolo breve e tremendo che è stato il ventesimo. Tutto il fantastico che è venuto dopo si deve confrontare con lui, direttamente o indirettamente. Può non piacere ma è imprescindibile.

    ha scritto il 

  • 4

    Scoperta ...

    Meravigliosamente scritto. Da non lettrice di Lovecraft ammetto di aver provato una grande attrazione verso lo stesso grazie alla lettura di questo saggio, sapientemente elaborato da chi, è evidente, ...continua

    Meravigliosamente scritto. Da non lettrice di Lovecraft ammetto di aver provato una grande attrazione verso lo stesso grazie alla lettura di questo saggio, sapientemente elaborato da chi, è evidente, lo ama e ne coglie la grandezza incondizionatamente.
    Offre ottimi spunti di riflessione, lo consiglio a chiunque proprio perché può regalare molto anche ai non appassionati del genere, come nel mio caso, dove mi sono con facilità immersa nella lettura di questo testo, prestato da una persona straordinaria, del cui parere mi fido ciecamente, oltre che amante del genere. Lo ringrazio ancora, col pensiero, come sempre.

    ha scritto il 

  • 2

    difficile stabilire se l'ammirazione di houellebecq sia sincera o se si stia semplicemente servendo di lovecraft per inveire contro i negri senza rischiare. di certo fa bene a non sottovalutare il raz ...continua

    difficile stabilire se l'ammirazione di houellebecq sia sincera o se si stia semplicemente servendo di lovecraft per inveire contro i negri senza rischiare. di certo fa bene a non sottovalutare il razzismo di lovecraft, che del resto è ampiamente condivisibile, ma farne il motore delle sue visioni mi sembra poco sensato. come altri creatori di miti (es. tolkien), lovecraft si sentiva assediato, questo lo credo anch'io, e mi sento anch'io così, pur non avendo creato nulla. eppure non sono meno razzista di lovecraft, direi anzi di più. evidentemente questo non basta per essere uno scrittore.

    ha scritto il 

  • 4

    E' davvero un bel saggio, che getta su HPL una riflessione nuova. Non so dire però se mi ha convinto fino in fondo. La tesi di Houellebeq è che i racconti maggiori del maestro siano nati dietro la spi ...continua

    E' davvero un bel saggio, che getta su HPL una riflessione nuova. Non so dire però se mi ha convinto fino in fondo. La tesi di Houellebeq è che i racconti maggiori del maestro siano nati dietro la spinta razzista avvenuta dopo "l'esilio" niuorchese. Poeticamente (e apocalitticamente) Lovecraft si sarebbe vendicato dell'onta subita, il fallimento nella vita laddove altri (immigrati in primis) erano favoriti. Mi sembra una tesi un po' tirata per i capelli, anche se Houllebeq la rende verosimile coi suoi argomenti. Per me la parentesi di new York ha avuto la sua imporanza nella nascita di potenti visioni come Le montagne della follia o Il richiamo di Cthulhu, ma gli stranieri c'entrano solo in parte. In ogni caso, l'intero saggio è una dichiarazione d'amore e di profonda stima per il solitario di Providence. Houellebeq ne riporta il nome anche quattro o cinque volte a pagina, a volte. Come un'ossessione.

    Comunque, chiude il libretto una postfazione di King. King ormai ce lo ficcano dappertutto, il più delle volte a sproposito, specie quando deve parlare di un autore di cui ha capito ben poco. L'unica cosa che salvo del suo testo (perché non apporta nessun contributo valido alla discussione, e anzi la chiusura è una lampante prova che il testo sia stato scritto alla svelta tanto per) è l'idea del "cuscino di Lovecraft".

    ha scritto il 

  • 3

    Houellebecq contro il romanzo tradizionale

    https://correzionedibozze.wordpress.com/2016/03/05/houellebecq-contro-il-romanzo-tradizionale/

    https://correzionedibozze.wordpress.com/2016/03/17/la-scrittura-e-le-idee-stephen-king/

    ha scritto il 

  • 4

    ma allora è vivo!

    dopo il pessimo "sottomissione" e i suoi romanzi amorfi e sprimacciati approdo a questo saggio, che mi colpisce assai per la vitalità che aveva nel 1988, poi è scemato negli anni nonostante la fama cr ...continua

    dopo il pessimo "sottomissione" e i suoi romanzi amorfi e sprimacciati approdo a questo saggio, che mi colpisce assai per la vitalità che aveva nel 1988, poi è scemato negli anni nonostante la fama crescente.
    Così le riflessioni sull'universo del gentleman solitario di Providence intrigano per la passione dimostrata dall'A. nel volerlo esaminare.

    Se si ama la vita, non si legge. Né, d'altronde, si va al cinema. Checché se ne dica, l'accesso all'universo artistico è riservato quasi esclusivamente a chi ne ha un po' le palle piene.
    Lovecraft, dal canto suo, ne aveva parecchio le palle piene.

    Oggi più che mai possiamo fare nostra la dichiarazione di principio che apre 'Le vicende riguardanti lo scomparso Arthur Jermyn e la sua famiglia': "La vita è una cosa orrenda; e sullo sfondo, dietro ciò che ne sappiamo, appaiono i baluginii di una verità demoniaca che ce la rendono mille volte più orrenda".
    Il paradosso è che, per quanto orrendo esso sia, noi preferiamo questo universo alla nostra realtà.

    ha scritto il 

  • 4

    Magistrale analisi e interpretazione dell'opus lovecraftiano da parte del controverso autore de "Le particelle elementari". Non sono d'accordo su tutto quel che viene detto (specialmente sul peso che ...continua

    Magistrale analisi e interpretazione dell'opus lovecraftiano da parte del controverso autore de "Le particelle elementari". Non sono d'accordo su tutto quel che viene detto (specialmente sul peso che Houellebecq attribuisce al razzismo nella genesi delle storie del grande autore di Providence) ma ho molto apprezzato il coinvolgimento emotivo con cui è stato scritto il libro, Houellebecq è un grande ammiratore di Lovecraft.

    ha scritto il 

  • 5

    L'Houellebecq romanziere non mi hai mai convinto troppo. Questo libro però è davvero riuscito e mi spinge a voler (ri)leggere lo scrittore francese. Saggio di un fervente appassionato, ci offre un rit ...continua

    L'Houellebecq romanziere non mi hai mai convinto troppo. Questo libro però è davvero riuscito e mi spinge a voler (ri)leggere lo scrittore francese. Saggio di un fervente appassionato, ci offre un ritratto di uno scrittore estremo anche nella vita. Amo Lovecraft e questo libro contribuisce a farmelo comprendere meglio. Emozionante

    ha scritto il 

  • 0

    Super. Non plus ultra. Sancta sanctorum.

    Solo il latino può rendere. Dulbecco trova in questo saggio un fervore, una passione, un furore che sarebbe difficile rintracciare nelle scene di sesso dei suoi romanzi. Goduria.

    ha scritto il 

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