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HARRY POTTER AUR RAHASYAMAYEE TEHKHANA (HP-2)

By

Publisher: A1bazaar

4.2
(29427)

Language:हिन्दी | Number of Pages: 315 | Format: idBinding_ | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Chi traditional , Catalan , Spanish , Japanese , German , French , Italian , Portuguese , Czech , Russian , Swedish , Dutch , Polish , Slovak , Arabic , Galego , Latvian , Basque , Danish , Norwegian , Turkish , Finnish , Croatian , Greek , Romanian , Hungarian

Isbn-10: 818322007X | Isbn-13: 9788183220071 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

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Book Description
When the Chamber of Secrets is opened again at the Hogswart School for
Witchcraft and Wizardry, second-year student Harry Potter finds himself in
danger ...
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  • 4

    Continuano le avventure del maghetto più famoso di tutti i tempi... E tutto inizia a farsi per noi lettori più familiare. Bello anche questo capitolo della saga. Ma qui mi limiterò a dire che mi è pia ...continue

    Continuano le avventure del maghetto più famoso di tutti i tempi... E tutto inizia a farsi per noi lettori più familiare. Bello anche questo capitolo della saga. Ma qui mi limiterò a dire che mi è piaciuto , anche se non ho sentito lo stesso impatto emotivo del primo capitolo. Bella anche l'attesa della prossima lettura della saga.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Molto bello!

    La trama è originale e ben pensata, scossa da momenti di suspance alterni a momenti di noia; tuttavia, ci sono periodi troppo statici, rimane però un ottimo libro.
    Non merita, secondo me, 5 stelle per ...continue

    La trama è originale e ben pensata, scossa da momenti di suspance alterni a momenti di noia; tuttavia, ci sono periodi troppo statici, rimane però un ottimo libro.
    Non merita, secondo me, 5 stelle perchè, in confronto agli altri, è un libro legermente meno interessante.

    said on 

  • 4

    "哈利波特阻止日記本記憶中少年佛地魔去招喚蛇妖殺害人"

    風靡多年的經典
    以前因為要等所以沒看完
    這次想把它看完

    said on 

  • 4

    "哈利波特阻止佛地魔取得可以長生不老藥的魔法石"

    風靡多年的經典
    以前因為要等所以沒看完
    這次想把它看完

    看時有感覺的地方:

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Reelectura de la saga de Harry Potter. Curioso, la primera vez que leí este libro me parecio algo flojo, ahora siento que no lo esta del todo, mantiene su estilo, el cual incluye el deus ex machina, p ...continue

    Reelectura de la saga de Harry Potter. Curioso, la primera vez que leí este libro me parecio algo flojo, ahora siento que no lo esta del todo, mantiene su estilo, el cual incluye el deus ex machina, pero aguanta. Lo que si es que ahora si he notado es que le ignoran demasiado a la pobre de Ginny.

    said on 

  • 4

    Proseguono le avventure del maghetto più conosciuto della storia della letteratura. Impossibile fare un commento originale su un testo così universalmente noto e commentato, per cui mi limito ad annot ...continue

    Proseguono le avventure del maghetto più conosciuto della storia della letteratura. Impossibile fare un commento originale su un testo così universalmente noto e commentato, per cui mi limito ad annotare che mi è piaciuto; è una lettura gradevole, nonostante che non ci sia più il piacere della novità come nel primo libro della saga. Cominciano a delinearsi caratteri e personaggi in maniera più marcata. Hermione si fa più simpatica, Harry più fiducioso e la famiglia di Ron sempre più presente, quindi immagino che la incontreremo spesso anche nei prossimi capitoli.

    said on 

  • 3

    Niente da fare! Il secondo libro di Harry Potter non riesce proprio a conquistarmi, nemmeno letto in lingua originale. Raggiunge ampiamente la sufficienza ma gli manca qualcosa per piacermi come il pr ...continue

    Niente da fare! Il secondo libro di Harry Potter non riesce proprio a conquistarmi, nemmeno letto in lingua originale. Raggiunge ampiamente la sufficienza ma gli manca qualcosa per piacermi come il primo.
    Suppongo che sia anche colpa della presenza di due personaggi che non amo, Dobby e Ginny, ma non sono gli unici o forse perchè facciamo la conoscenza di Aragog, ed io non sono aracnofobica ma i ragni non sono di certo i miei animali preferiti.
    Essendo una rilettura ora so bene quanto sia importante il diario di Tom Riddle e probabilmente questo secondo libro è la base per i successivi ma nel complesso lo trovo troppo confuso. Forse ci sono troppi argomenti concentrati in poche pagine.

    said on 

  • 2

    La Rowling invece che gli scheletri negli armadi ci mette Harry Potter.

    Ho fatto circolare la voce del mio interessamento a Accappì – che adesso non è più la moto o la marca di computer: se dici HP ormai tutti pensano a Daniel Radcliffe se non alla Rowling – e per il mio ...continue

    Ho fatto circolare la voce del mio interessamento a Accappì – che adesso non è più la moto o la marca di computer: se dici HP ormai tutti pensano a Daniel Radcliffe se non alla Rowling – e per il mio trentatreesimo compleanno un gruppo d’amici m’ha regalato il quinto volume della saga: i primi quattro me li sono procurati in meno di un mese, e i sette volumi di Harry Potter hanno posticipato la mia lettura integrale della Ricerca di Proust. Con la Rowling penso che un po’ stia succedendo come con Proust, tra l’altro: tutti che dicono che devi assolutamente leggerlo, e pochissimi che poi l’hanno letto davvero. Con Proust è più facile capire se mentono, perché sulla “Ricerca” non c’hanno fatto un film per volume, e comunque non ha fatto gli incassi di Harry Potter. Però se leggi i libri e poi guardi i film e capisci i magheggi sulla trama, poi te ne puoi accorgere, se uno ha più letto o se ha più visto: ma il tempo che ci impiegheresti per fare tutti questi distinguo tanto vale spenderlo in una maniera migliore, leggendo Proust per esempio.

    Gli amici sono contenti, sicuramente del fatto che non mi sia venuto il pallino né per le moto né per i computer perché non costano certo quanto un libro della Salani, sebbene me l’abbiano regalato nell’edizione costosa e io per cortesia non gl’ho fatto notare che con la stessa spesa, a questo punto, avrebbero potuto prendermene due di volumi, così a me sarebbe rimasto da comprare solo l’ultimo. Sono contenti proprio del fatto che io legga Harry Potter, perché secondo loro è più normale che un trentatreenne legga una saga fantasy che i ragazzi si meritano molto più di lui che non che legga i classici dell’Ottocento o i più selvaggi della letteratura contemporanea. “Harry Potter lo leggono tutti!” dicono, corrompendo immediatamente il senso dell’opera della Rowling, che a suo modo cerca di invitare a un minimo sindacale di anticonformismo. Babbuò.

    Ieri nel giro di quattro ore – tra le venti e la mezzanotte, inframmezzato da una cena con risotto alla zucca ma ancora un po’ acerba e gialliccia: le zucche coltivate da Hagrid per Halloween sarebbero state mooolto più appetitose – ho concluso il secondo capitolo della saga. Una cosa sempre bella da dire di un libro è che si legge con nessuna fatica: non è la naturale conseguenza di un libro perciò superficiale, un libro dà l’impressione sia stato colpito da un incantesimo di lievitazione quando la scrittura che lo compone ha saputo far scattare la sua magia, pure in traduzione. I libri scritti male, loro sono la vera maledizione, e una storia d’ambientazione fantasy scritta senza perizia può diventare più intricata e schiacciante di “Essere e tempo” di Heidegger letto in originale da uno che voleva sfogliarlo solo per sapere qualcosa sulle previsioni climatiche.

    Io a un bambino farei leggere la Rowling e non Heidegger pure se il bambino avesse tra i trenta e i quaranta anni. Saper leggere Heidegger a dieci anni deve essere difficile, però saper leggere la Rowling dopo i trenta e i quaranta è ancora più difficile. L’umiltà intellettuale è il più imprendibile dei saperi, è quello che impartisce a se stessa la Rowling facendosi il verso nel personaggio di Gilderoy Lockhart.

    Però se questo secondo capitolo di Harry Potter non lo si legge in lingua originale un buon cinquanta percento dello stupore più bello – quello agganciato a un gioco linguistico – va perduto: un personaggio che in inglese si chiama Riddle non puoi lasciarmelo Riddle pure in italiano: Bartezzaghi, proprio tu che c’hai la colonnina su L’Espresso con gli anagrammi più psicolabili della storia della letteratura italiana, non mi puoi lasciare Riddle (enigma, indovinello, rompicapo) così com’è! Altro che Tom Marvolo Riddle: potevi tradurlo con Tom Ordorso Indovello, sarebbe stata tutta un’altracosa, a partire dal diario, che è poi la più bella invenzione del libro (mooolto più della incoerente Aglia stregata, demenziale come la Chirstine di Stephen King in uno dei suoi peggiori b-books e del gran casotto tra fenici e spade coi rubini grossi come uova e elfi domestici decisamente gratuiti): un diario che è un sortilegio per chi lo scrive convinto di starci parlando con qualcuno al di fuori di sé, che poi è il rischio rappresentato da ogni vero diario, sia esso un’agendina lucchettata o un profilo pubblico su Facebook: è la vera camera dei segreti di ognuno.

    Una dose minima di politicamente scorretto del tutto la Rowling l’ha zampettata: Piton fa gli Sgonfiotti ai suoi alunni durante le lezioni di Po(llu)zioni, è scritto a chiare lettere nel romanzo, che per il resto cerca di educare contro il razzismo, ma capirai, ormai son bravi tutti a dar torto a Salvini e poi a votare le alleanze politiche che comprendono la Lega: Piton che fa gli Sgonfiotti è più inquietante dei ragnoni giganti (un altro finale da B-book alla King quando masticare aspirine non gli fa venire più buone idee). D’altronde non si può perdonare alla Rowling neanche di aver permesso la rivelazione del mostro finale grazie a una cartaccia rimasta imprigionata per chissà quanti mesi nella mano di una bambina impietrita: capisco la sospensione della credulità, ma quanto sciatta deve essere l’infermiera di Hogwarts per non accorgersi per mesi di cosa avesse in mano una delle sue pazienti? Manco una spolverata ogni tanto dava alle povere vittime? C’è da licenziarla all’istante per negligenza.

    Nel secondo Harry-Potter la Rowling si comporta come quegli studenti che hanno preso il massimo dei voti l’anno prima: campa di rendita, e infatti il secondo romanzo potrebbe essere il primo, bene o male fanno tutti le stesse cose; si aggiunge giusto una spiritella che infesta i gabinetti (ma l’anno prima a nessuna alunna doveva esserle scappata proprio nei paraggi di quei cessi lì?) e un personaggio - Gilderoy Lockhart – più vano che vanitoso in definitiva, e non fosse stato per la descrizione dellla coltivazione delle mandragole la Rowling non avrebbe raggiunto neppure la sufficienza.

    Comunque se nel mondo di Harry Potter le persone cominciassero a prendere l’abitudine di chiudere gli armadi il processo narrativo della Rowling si incepperebbe ogni cinquanta pagine. Dal vicolo della Magia Oscura alla Sala dei Professori, Harry Potter – che il mantello dell’invisibilità lo indossa solo di notte, quando insomma sarebbe più difficile vederlo al buio specie se andasse in giro direttamente chiuso in un armadio – trova sempre l’armadio giusto nella stanza giusta, per fargli origliare quel pezzettino di conversazione che provocherà quel tanto di ambiguità indispensabile al proseguimento dell’intreccio.

    Ma in un libro incentrato sulla crisi d’identità un po’ di crisi nell’autrice ci calza a pennello come un Cappello Magico durante la cerimonia dello Smistamento.

    said on 

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