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Habibi

Per

Editor: Astiberri Ediciones

4.4
(537)

Language:Català | Number of Pàgines: 672 | Format: Hardcover | En altres llengües: (altres llengües) English , Italian , Spanish , French , German

Isbn-10: 8415163304 | Isbn-13: 9788415163305 | Data publicació: 

Category: Comics & Graphic Novels , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Descripció del llibre
Contemporània i intemporal a la vegada, Habibi ens ofereix una història d'amor que commou, una paràbola sobre la nostra relació amb la natura, la divisió cultural entre el primer i el tercer món, l'herència compartida entre cristianisme i islamisme i la màgia d'explicar històries.
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  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    5

    Un amore epico.

    Sono pochi i motivi per cui si è arrivati a leggere "Habibi" di Craig Thompson: un consiglio di un amico,

    l'aver letto il precedente "Blankets", la curiosità suscitata dalla copertina, roba così.
    Sia ...continua

    Sono pochi i motivi per cui si è arrivati a leggere "Habibi" di Craig Thompson: un consiglio di un amico,

    l'aver letto il precedente "Blankets", la curiosità suscitata dalla copertina, roba così.
    Siamo dunque con questo librone in mano, copertina rigida e ben 672 pagine (un bel mattoncino) e non sai

    cosa aspettarti: non sei il massimo esperto di fumetti, avremo letto il minimo indispensabile per non

    impressionarci dai dettagli delle tavole; ma con Craig Thompson, con "Habibi", è diverso.
    Apriamo questo librone, lo sfogliamo e, non ancora arrivati all'indice, siamo immersi nel virtuoso nero su

    bianco tipico dell'autore ma al contempo poco familiare.
    Spendiamo giusto due minuti per studiare i dettagliatissimi ornamenti e farci un'idea di ciò che ci aspetta,

    inspiriamo aria come se dovessimo immergerci in acqua senza sapere dopo quanto potremo riemergere e, fatta

    tanta scorta d'ossigeno, cambiamo pagina.
    Veniamo introdotti nella vita di Dodola e Zam, i due protagonisti del libro perennemente in lotta per la

    loro libertà.
    Fin da piccola Dodola conobbe la povertà, la schiavitù, gli abusi e le ingiustizie che l'umanità perpetrava

    sui più deboli, ma ebbe anche la fortuna di conoscere l'arte della scrittura e della lettura, non comune

    nella società dove vive, particolare costante e fondamentale nel proseguo della narrazione.
    Continuiamo a sfogliare le pagine, ricche di dettagli, e veniamo a conoscenza delle storie tratte dal

    Corano, della cultura del Medio Oriente; le storie che Dodola racconta sono l'unica cosa che tranquillizza

    il piccolo Zam, con il quale andò a vivere per 9 anni in una paradossale nave nel deserto.
    In "Habibi" ci sono molti riferimenti all'inquinamento, con inquietanti ma altrettanto reali illustrazioni a

    due pagine di montagne di rifiuti nel deserto o anche laghi ricoperti da liquame; d'altronde nella loro vita

    Dodola e Zam hanno incontrato quasi sempre persone con l'animo più nero del fondo di quei laghi, non c'è da

    stupirsi dunque nel vederli contestualizzati in tale ambiente.
    Vediamo crescere i nostri due protagonisti, nella fame e nella povertà, ma anche nell'amore e nella

    sicurezza di bastarsi l'un l'altro, nella "ricchezza" delle loro giornate passate tra racconti e piccole

    vittorie.
    Questa stasi durerà circa 9 anni, tempo in cui hanno imparato a viversi a vicenda, a crescersi, riconoscere

    i mutamenti che il tempo comporta sull'aspetto fisico e sulle abitudini; ma il fascino e il carattere di

    Dodola è ciò che li farà separare: Zam si ritroverà solo, mentre lei verrà rapita e portata al cospetto del

    Sultano di Wanatolia.
    Dodola si vedrà dunque proiettata dalla miseria e povertà della vita con Zam nel deserto all'opulenza del

    Sultano.
    Quest'ultimo può esser visto come simbolo della vanità, della lussuria, dell'egoismo, un personaggio che,

    come vedremo nelle pagine a seguire del libro, non ha alcuna intenzione di rendere la vita facile alla

    disperata Dodola, pronta a fare di tutto pur di ritrovare il suo Zam.
    La distanza tra i due è un fattore molto importante, permette di far capire quanto sia radicato in loro

    l'amore per l'altro, un amore indissolubile, primario, fondamentale, capace di far compiere gesti avventati,

    istintivi.
    A questo punto la narrazione ci avrà già totalmente assogettati: saremo in balia dei virtuosismi grafici con

    cui l'autore manipola, in maniera del tutto naturale, la calligrafia araba, così lontana dalla nostra non

    solo a livello geografico o puramente estetico, illustrando l'evolversi della storia.
    La nostra Dodola rimane incinta del Sultano, ma sente che questo figlio non gli appartiene, in quanto

    totalmente legata al suo caro Zam. Ciò viene confermato quando il piccolo viene ucciso: la madre non sente

    minimamente il dolore della perdita, il suo pensiero va sempre a Zam.
    La narrazione si sposta ora verso Zam, rimasto solo nella vecchia nave nel deserto. Dopo vari tentativi di

    ricerca, decide di andare in città, rendendosi conto che non può sopravvivere da solo.
    Entrato a far parte di una comunità di eunuchi, verrà successivamente portato alla corte del Sultano,

    proprio dove risiede Dodola.
    Il momento del ricongiungimento avviene con il salvataggio di Dodola, condannata a morte dal Sultano, da

    parte di Zam.
    Scappati dalla lama del boia di corte (nonchè giardiniere) i due si ritroveranno letteralmente ripescati da

    un povero e sfortunato (o più propriamente ingenuo) pescatore nelle acque avvelenate, le quali avranno su

    Dodola degli effetti quasi mortali.
    Ma adesso sono assieme, sono vivi, e l'amore costante e profondo di Zam riuscirà a lenire e curare le pene

    della giovane donna.
    Passato il peggio, i due lasciano l'amico pescatore per andare a risiedere in città, in un edificio non

    ancora ultimato: li conosceranno la vita coniugale per la prima volta, avranno tutto lo spazio e la libertà

    fino a prima non concessagli ma, per vivere bisogna pur lavorare, dunque Zam, ormai maturo, trova lavoro.
    Anche qui, però, la pace ha durata breve: Zam e Dodola si ritroveranno a fare i conti con il tempo passato

    lontani, il quale li ha resi due persone ben diverse da quelle che erano quando si sono lasciati.
    Questo passaggio narrativo è parallelamente descritto con le vicende del Re Salomone e la regina Bilquis in

    modo chiaro e biunivoco, quasi come se la storia che stiamo leggendo, vivendo, sia la loro.
    Arriviamo ad una svolta, qui tutto può finire o iniziare da capo: nonostante abbia molti meno pensieri per

    sopravvivere, Zam pensa seriamente di suicidarsi, tentando di escludere dalla sua vita Dodola.
    Il capitolo successivo è evocativo e particolarmente profondo, in quanto totalmente privo di immagini. Solo

    testo, parole che descrivono i pensieri di Zam in quell'atto di follia. Ci priviamo del senso della vista

    per concentrarci esclusivamente sulle sensazioni, unico strumento realmente capace di trasportarci dentro il

    libro e viverlo.
    Dopo una notte, Zam ritorna dalla sua amata. Sceglie di vivere. Sceglie di affrontare il futuro, con accanto

    colei che nonostante tutto è stata una costante della sua vita, fin da quando ha memoria: "Se l'anima

    trabocca, un'altra è in grado di contenerla".

    dit a 

  • 5

    a cosa servono i figli - ovvero: quando il fumetto è letteratura

    a cosa servono i figli- ovvero: quando i fumetti sono letteratura

    Più o meno per 5/6 anni della mia vita ho esercitato con successo la professione di edicolante, tanto per non farmi mancare nulla, sup ...continua

    a cosa servono i figli- ovvero: quando i fumetti sono letteratura

    Più o meno per 5/6 anni della mia vita ho esercitato con successo la professione di edicolante, tanto per non farmi mancare nulla, suppergiù dal 2001 al 2007: erano gli anni d'oro di supplementi, omaggi e periodici, la gente si azzuffava -metaforicamente- per il Panorama con il DVD o la prima uscita dell'enciclopedia tale o della serie tal altra. Tempi che cambiano, non c'è che dire, in fondo avevamo appena assaggiata la vita con la nuova moneta e presto tutti si sarebbero accorti che magarisarebbe stato meglio evitare anche il Gazzettino quotidiano; ma non divaghiamo.
    In quel periodo è uscita, mi pare con Repubblica, anche una serie di fumetti, ed ho portato a casa una copia di "Blankets" che avevo letto dietro il banco dell'edicola -perchè uno dei privilegi della professione era appunto il libero accesso all'informazione- e volevo far vedere a mia figlia, già allora estimatrice del fumetto d'autore nonchè provetta disegnatrice.
    Quindi l'amore familiare per Craig Thompson viene da un'occasionale pubblicazione da edicola. Fattostà che poi mia figlia ha coltivato la cosa, e quando alla Bivlioteca di Mestre ha adocchiato questo libro, che penso conoscesse già di nome, se l'è accaparrato al volo con espressione trionfante. E va da se' che poi lo abbia voluto leggere anche io -ne' avrei potuto non farlo stante il suo entusiamo.
    E, appunto, come dicevo nel titolo questo non è un fumetto e non deve essere letto come un fumetto. La storia è un pretesto per parlare di religioni e soprattutto di identità, di quella consanguineità che -se riconosciuta- porterebbe finalmente al mondo la pace dopo millenni di guerre più o meno sante.
    E spero con ciò che per l'unica volta la mia opinione possa essere assorta ad indicazione di lettura, perchè sono veramente stanca, io atea che vivo con un musulmano (ateo) di sentire cretinate a raffica come se essere nati in un'altra cultura o religione cambiasse l'identità umana: siamo tutti uguali, il nostro Dio che hapreteso il sacrificio di Isacco è uguale al loro che non si sa bene perchè ha invece scelto Ismaele; solo che come i figli di Abramo ha un nome diverso e diversi profeti lo hanno annunciato, in modi diversi a seconda della cultura contro cui sarebbero andati a scontrarsi, ma questo non cabia il fatto che nel XXII secolo invece di starcene lì a pettinare la bambole e fare il contopelo alla Bibbia alla luce delle moderne scoperte scientifiche dovrebbo finalmente capire che forse è arrivato il momento di piantarla con le cazzate.
    Comunque Thompson disegna splendidamente davvero.

    dit a 

  • 3

    Imponente e mastodontico ma non sono pienamente convinto, alcuni punti risultano eccessivi mentre altri completamente carenti. La storia dei due protagonisti procede troppo a strappi.

    dit a 

  • 5

    il Thompson è davvero un ottimo graphic novellista!

    Che libro! (e non solo per la mole ndr)
    Contenuti pesanti contenuti in un libro pesante.
    Pesante a livello di potenza dei messaggi presenti al suo interno.
    La religione è la base di tutto;
    non una sol ...continua

    Che libro! (e non solo per la mole ndr)
    Contenuti pesanti contenuti in un libro pesante.
    Pesante a livello di potenza dei messaggi presenti al suo interno.
    La religione è la base di tutto;
    non una sola religione ma le tre più importanti (chiedo venia agli induisti ndr)
    presenti in proporzioni diverse e proposte in maniere differenti.
    La storia è ambientata ai giorni d'oggi ma in un posto dove si vive come nell'antichità.
    Le religioni vengono sommerse dalla spazzatura (l'ignoranza umana?) e diventano lo sfondo a qualcosa di indefinito.
    Magnifico il micro teatrino delle lumache a pagina 434!
    Incredibilmente folle e fantastico il pescatore!
    Molto bella la storia che ruota intorno ai due personaggi principale,
    belle anche le citazioni e le analisi.
    Degno di più note un passaggio che metto tra le note.
    Grandissimo lavoro questo di Craig!
    Consigliatissimo.

    dit a 

  • 3

    Oggi si chiamano graphic novel. Quando ero giovane, fumetti. La grafica è molto ricca, particolare, di ispirazione orientale. La storia, interessante, è, a mio avviso, un po' sospesa; non ben approfon ...continua

    Oggi si chiamano graphic novel. Quando ero giovane, fumetti. La grafica è molto ricca, particolare, di ispirazione orientale. La storia, interessante, è, a mio avviso, un po' sospesa; non ben approfondita. I caratteri dei personaggi principali, Dodola e Habibi, sono scarsamente tratteggiati; il racconto procede con bruschi salti e il risultato è che, a volte, riesce difficile seguire la trama.

    dit a 

  • 5

    Uno dei più bei fumetti che abbia mai letto, un capolavoro assoluto! Splendidi disegni, ricchissimo racconto. L'ho iniziato stamattina e non sono riuscito a smettere; ho interrotto malvolentieri la le ...continua

    Uno dei più bei fumetti che abbia mai letto, un capolavoro assoluto! Splendidi disegni, ricchissimo racconto. L'ho iniziato stamattina e non sono riuscito a smettere; ho interrotto malvolentieri la lettura per prepararmi il pranzo. Vi sono contenuti riferimenti a racconti spirituali e mitologici delle tradizioni monoteiste, coranica e biblica, a filosofi, alla calligrafia, all'etimologia e alla semantica, all'ecologia e all'inquinamento, al problema della risorsa dell'acqua, alla numerologia, alla simbologia. Fantasia enorme e splendida creatività!

    dit a 

  • 5

    Habibi ha sigut una història que m'ha sorprès. Només esperava entreteniment, amb una mica de context històric, i ha resultat ser una petita meravella. La història d'aquesta "mare" i "fill" és captivad ...continua

    Habibi ha sigut una història que m'ha sorprès. Només esperava entreteniment, amb una mica de context històric, i ha resultat ser una petita meravella. La història d'aquesta "mare" i "fill" és captivadora, exquisida i molt, molt dura.

    El context està sorprenentment ben ambientat i documentat i realment dóna la impressió d'estar vivint en aquell moment quan et capbusses en la lectura. A l'hora, t'encisa i t'angoixa. Sembla mentida quines condicions de vida tocaven viure en aquells moments, i no sembla que la seva sigui una excepció.

    Una altra cosa molt interessant és com plasma l'autor els pensaments, desigs i pors dels protagonistes. Fins a un punt cruent, que empatitza i et causa rebuig fins i tot, però és real. Té un bon domini de la psicologia humana.

    Comentant la part gràfica, només puc dir que és sublim. És detallista però mai es fa carregosa i, en moments puntuals, simplista i abrumadora. No diré més, que se m'acaben els adjectius.

    A l'autor li recomanaria: No tinc cap suggerència. Obra mestra!

    Als lectors els recomano: No sóc habitual lectora de còmic europeu o americà, però sí d'oriental. He de dir que va superar les meves expectatives. Quan pugui, li faré un forat a la prestatgeria. Beneïda sigui la biblioteca que permet descobrir aquestes perles!

    dit a 

  • 5

    La condanna di Craig è che sarà per sempre ricordato come "l'autore di blankets" però lui ci prova ad alzare l'asticella e per certi versi ci riesce.
    Per dirla alla Hornby se dovessi fare la mia class ...continua

    La condanna di Craig è che sarà per sempre ricordato come "l'autore di blankets" però lui ci prova ad alzare l'asticella e per certi versi ci riesce.
    Per dirla alla Hornby se dovessi fare la mia classifica dei primi 5 autori di grapich novel Craig Thompson ci sta dentro di sicuro.

    dit a 

  • 4

    Alla storia darei 3 stelle perché davvero troppo prolissa, aneddotica, sbrodolante, sin troppo ricca di digressioni, tendendo a sfaldarsi. La resa grafica e il contenuto di fondo sarebbe da 6 stelle. ...continua

    Alla storia darei 3 stelle perché davvero troppo prolissa, aneddotica, sbrodolante, sin troppo ricca di digressioni, tendendo a sfaldarsi. La resa grafica e il contenuto di fondo sarebbe da 6 stelle. Ho fatto media.

    dit a 

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