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Hacia la Fundación

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Publisher: Círculo de Lectores

4.1
(2296)

Language:Español | Number of Pages: 444 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Italian , Chi simplified , French , German , Dutch , Polish , Russian , Thai , Swedish , Finnish , Czech

Isbn-10: 8422696517 | Isbn-13: 9788422696513 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Albert Solé ; Illustrator or Penciler: Winfried Bährle

Also available as: Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Social Science

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Book Description
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  • 5

    Ero talmente entrata nell'ottica della storia galattica (Impero o Fondazione che sia) da sentirmi un po' triste ora che è tutto finito. Anzi, mi sento abbandonata. Leggendo le ultime pagine, praticame ...continue

    Ero talmente entrata nell'ottica della storia galattica (Impero o Fondazione che sia) da sentirmi un po' triste ora che è tutto finito. Anzi, mi sento abbandonata. Leggendo le ultime pagine, praticamente ero con Seldon, in un ufficio vuoto che rimbomba del ricordo di anni di lavoro e secoli di storia futura.
    Confesso di aver pianto, un pochino.

    said on 

  • 4

    "Credo che a un occhio non allenato questo turbine multicolore sembrerebbe soltanto un guazzabuglio di numeri, figure e forme, ma per me questa è la Psicostoria sbocciata alla vita."

    Trovo che Asimov sia un autore fondamentale per un numero di ragioni talmente grande che, fantascientificamente parlando, neppure i trentamila anni di storia umana necessari per arrivare alle Fondazio ...continue

    Trovo che Asimov sia un autore fondamentale per un numero di ragioni talmente grande che, fantascientificamente parlando, neppure i trentamila anni di storia umana necessari per arrivare alle Fondazioni sarebbero sufficienti a esporle tutte e sviscerarle debitamente. Come è superfluo far notare, è uno scrittore di fantascienza: nei suoi libri ci sono gravitassì (suppongo che la traduzione sia alquanto datata), ascensori a repulsione gravitazionale, ipernavi, robot umanoidi; nei suoi libri, il particolare scientifico è curato al minimo dettaglio. Ma ciò che mi lascia sempre sorpresa e ciò che costituisce il motivo forse principale per cui io ritengo che la mia vita senza le storie di Asimov sarebbe più vuota è che, nei suoi libri, ad essere curata al minimo dettaglio è anche la componente umana.

    Non mi riferisco propriamente ai comportamenti, alle emozioni o ai sentimenti dei singoli, o al modo in cui parlano o gestiscono la loro vita privata -non mi riferisco, in poche parole, al quotidiano. Sarebbe inutile negare che molti personaggi asimoviani mancano di spessore, altri a volte si lanciano in spiegoni che stanno a sentire soltanto loro, quasi tutti spesso tendono a iper-reagire. Non si tratta di figure molto realistiche, ma paradossalmente questo le rende anche più vere. Asimov fa con i suoi umani quel che fa con i suoi robot: ne accentua l'emotività per mostrare la natura dell'animo umano, ne esalta l'ingegno per ridurre la tridimensionalità della mente alle sei facce di un cubo appiattite su un tavolo con il solo scopo di riassemblarle in qualcosa di diverso, per quanto l'impresa sembri impossibile. Entrambe queste operazioni, accidentalmente o volutamente, lo portano sempre a produrre delle storie eccellenti.

    Gli episodi di Fondazione anno zero (benché l'ordine cronologico sia molto importante, le quattro parti in cui il romanzo è diviso possono considerarsi autoconclusive in sé) sono tra le storie più intelligenti che Asimov abbia mai scritto, specialmente il primo e il secondo, che vedono il geniale matematico Hari Seldon alle prese con i problemi che si incontrano nella gestione di un impero di venticinque milioni di mondi -normale amministrazione, insomma. Nel corso di queste avventure Seldon dà prova di un'astuzia e una scaltrezza di cui, basandomi sui miei ricordi di Preludio alla Fondazione, non l'avrei considerato capace. Lo stupore non ha fatto altro che aumentare il piacere e il divertimento che ho provato nel seguire la serie di stratagemmi, trucchi e manipolazioni di cui Seldon si rende, gioco forza, degnissimo artefice.

    Nella terza e nella quarta parte, invece, si fa chiaramente più consistente il fatto emotivo, e neanche qui Asimov si spreca. Non fosse stato per l'indiscutibile impenetrabilità del mio cuoricino -questa frase ha tanti buchi quanti un colabrodo- avrei pianto un paio di volte, e una di queste sarebbe stata per un robot. Esatto, quest'uomo è capace di far piangere la gente per il destino di una macchina. Spero che il mondo si renda conto di cosa questo significhi.
    E a questo proposito, avrei voluto più Demerzel. Quanto mi mancano i vecchi tempi in cui Daneel e Bailey se ne andavano in giro a braccetto a risolvere omicidi su pianeti random, quando ancora c'erano gli Spaziali che vivevano trecento anni e i mondi erano tutt'al più cinquanta.

    Ebbene sì. Asimov mi fa persino diventare nostalgica.

    said on 

  • 4

    Più denso del precedente (o forse è solo l'apparenza, data da una formattazione del testo diversa) ma altrettanto - se non più - appassionante. Il leitmotiv del primo è riassumibile con la parola "fug ...continue

    Più denso del precedente (o forse è solo l'apparenza, data da una formattazione del testo diversa) ma altrettanto - se non più - appassionante. Il leitmotiv del primo è riassumibile con la parola "fuga"; qui è "minaccia": minaccia che proviene da tutti i gruppi che cospirano contro l'impero e il lavoro portato avanti da Hari Seldon. Quello che mi ha convinto a dare un voto rotondo è stata la sensazione di perdita progressiva: l'impero che va sempre più in rovina, le persone attorno al protagonista che muoiono, Seldon stesso che invecchia. Proprio come la vita.

    said on 

  • 5

    Ennesima conferma di aver avuto la fortuna di leggere i libri di questo Maestro della Fantascienza

    Parlando di Asimov e dei suoi libri ho paura di essere ripetitivo. I suoi lavori sono affascinanti. Per me è il maestro più importante della fantascienza. I suoi libri sono scritti in modo eccezionale ...continue

    Parlando di Asimov e dei suoi libri ho paura di essere ripetitivo. I suoi lavori sono affascinanti. Per me è il maestro più importante della fantascienza. I suoi libri sono scritti in modo eccezionale. I loro personaggi sono fantastici. Le trame bellissime. E questo capitolo della saga non fa sicuramente eccezione. Potrei riempire pagine e pagine di elogi per questo maestro della fantascienza.

    said on 

  • 4

    Fondazione delle Fondazioni

    Diciamo il meno bello dei romanzi del ciclo, và.. Però è superfluo dire che se ne sentiva il bisogno per chiudere il cerchio. Anche se, come sappiamo, "un circolo non ha un capo" heheheheh! "Fondazion ...continue

    Diciamo il meno bello dei romanzi del ciclo, và.. Però è superfluo dire che se ne sentiva il bisogno per chiudere il cerchio. Anche se, come sappiamo, "un circolo non ha un capo" heheheheh! "Fondazione anno zero" serve a capire molte cose. È evidente che su molti passaggi l'autore scorre frettoloso, e credo che, specialmente questo libro, debba essere letto alla luce degli altri sei, o perlomeno del Preludio alla Fondazione. Mi è piaciuta molto la parte centrale, che presenta un paio di colpi di scena stupefacenti, e il piccolo giallo riguardo alla "morte alla limonata", col suo tragico epilogo, vale da sè il romanzo. Si avverte una certa fretta e il rifiuto di approfondire molti personaggi che avrei voluto conoscere meglio, ad essere sincero. Anche appunto il rapporto tra Seldon e Dors. Resta comunque un'opera imponente, che mi ha folgorato, e solo provare a raccontare la trama a qualcuno che non la sappia già, risulta assai complesso, e si ha la sensazione chiara di quanto maestosa sia la storia di questo ciclo di romanzi.

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  • 1

    Imbarazzante

    Comprato per la copertina, ho abbandonato la lettura dopo pochissime pagine; forse ai suoi tempi era una scrittura valida, ma oggi risulta vecchia ed ingenua.

    said on 

  • 5

    Emozionante...

    Dopo aver letto la Trilogia, "L'Orlo della Fondazione", "Fondazione e Terra" e "Preludio alla Fondazione", ho pensato che ormai la bellezza incontrastata dei primi tre libri del Ciclo fosse scomparsa ...continue

    Dopo aver letto la Trilogia, "L'Orlo della Fondazione", "Fondazione e Terra" e "Preludio alla Fondazione", ho pensato che ormai la bellezza incontrastata dei primi tre libri del Ciclo fosse scomparsa e impossibile da recuperare.

    Questo secondo prequel, invece, mi ha stupito, emozionato e fatto ricredere.
    Questo capitolo del Ciclo è incentrato, a mio avviso, sulle continue incursioni nella mente e nel carattere di un personaggio che nei primi cinque libri viene a dir poco mitizzato, mentre nel primo prequel non spicca mai...
    E quindi ne esce finalmente una caratterizzazione completa e appassionante dei sentimenti di Hari Seldon, che secondo me va a completare in maniera magistrale il Ciclo.

    Se la Trilogia vi è piaciuta e i successivi non vi hanno convinto, prendetevi comunque la briga di arrivare fino in fondo perchè secondo me ne vale la pena!

    said on 

  • 5

    Sublime. Con este libro cierro la saga de las fundaciones y me siento un poco triste aunque esperanzado.
    Sigue con la vide de Hari Seldon en un Imperio que definitivamente empieza a dar muestras de ve ...continue

    Sublime. Con este libro cierro la saga de las fundaciones y me siento un poco triste aunque esperanzado.
    Sigue con la vide de Hari Seldon en un Imperio que definitivamente empieza a dar muestras de venirse abajo, pero Seldon y su equipo lucharán para seguir con su proyecto Psicohistoria.
    Después de leer el cómo empezó todo, me siento obligado a releer las fundaciones de nuevo porque creo que lo haré con otra mirada.
    Creo que voy a convertir estas obras en mi máxima, si alguna vez me decido a escribir algo, seguramente respetaré el mundo que describe Asimov aquí. Gracias.

    said on 

  • 3

    Spero che nessuno faccia mai un film su questo, perche io sono innamorata di R. Daneel Olivaw e non sopporterei di vederlo sullo schermo.
    A meno che non lo interpreti MAtthew Impronunciabile, quello c ...continue

    Spero che nessuno faccia mai un film su questo, perche io sono innamorata di R. Daneel Olivaw e non sopporterei di vederlo sullo schermo.
    A meno che non lo interpreti MAtthew Impronunciabile, quello che ha fatto True Detective, ma non andrebbe bene lo stesso perchè cadrei continuamente dal divano.

    said on 

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