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Hacia rutas salvajes

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Publisher: Ediciones B

4.1
(4569)

Language:Español | Number of Pages: 321 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Italian , Finnish , French , Japanese , German , Portuguese , Catalan , Dutch

Isbn-10: 844067984X | Isbn-13: 9788440679840 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Others

Category: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
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  • 0

    Ho dovuto digerirlo, aspettare qualche giorno prima di scriverci un commento perché è una storia drammaticamente vera.
    Krakauer racconta di Chris, ragazzo vivace, brillante, di famiglia facoltosa ave ...continue

    Ho dovuto digerirlo, aspettare qualche giorno prima di scriverci un commento perché è una storia drammaticamente vera.
    Krakauer racconta di Chris, ragazzo vivace, brillante, di famiglia facoltosa aveva di che scegliere un ottimo avvenire, eppure ha mollato tutto. Zaino in spalla, nuovo nome, autostop e lunghe camminate dal deserto del Nevada fino ad affrontare, assolutamente in solitudine, la foresta dell'Alaska. Ultima tappa.
    La storia è stata ricostruita grazie al diario di Chris e alle interviste a persone che ha incontrato strada facendo, così come sono stati ascoltati i genitori e la sorella senza che l'autore giudichi o pretenda di trovare i motivi che hanno portato il ragazzo ad avventurarsi dentro terre inospitali. Krakauer racconta brevemente anche altre storie simili, lui stesso, quando era poco più che ventenne, si è avventurato solo in Alaska per scalare una cima. Lui ora lo può dire che la paura nelle terre estreme diventa più intensa, così come la felicità, la solitudine, ogni sentimento è amplificato quando si è soli. Veramente soli.
    Il libro a mio parere è scritto bene: Ho sentito sulla pelle l'aria del deserto del Nevada e poi, nell'estate torrida del 2015, ho rabbrividito davanti al blu dei ghiacciai dell'Alaska senza mai nemmeno per un istante dimenticare che Chris non ce l'ha fatta. Krakauer ha scelto di non seguire la linea temporale ma l'ho letto facilmente, non mi sono mai annoiata.

    Qualche giorno dopo ho voluto guardare il film.
    Ah che novità, non mi è piaciuto per niente. Allo scorrere del titolo si legge "storia liberamente ispirata...."
    Vero, liberamente, troppo liberamente.
    Molto meglio il libro (ah si? Veramente? Ah che novità).

    said on 

  • 3

    Lettura interessante anche se a volte non è necessario intestardirsi a capire il perchè di un comportamento che la società considera estremo. Semplicemente esiste il gregge ed esiste chi non ne vuole ...continue

    Lettura interessante anche se a volte non è necessario intestardirsi a capire il perchè di un comportamento che la società considera estremo. Semplicemente esiste il gregge ed esiste chi non ne vuole far parte per innata propensione a vedere la vita da altri punti di vista.

    said on 

  • 1

    Ho fatto molta fatica a leggerlo. Bello e appassionante solo a tratti quando parla della storia di Chris McCandless, ma anche in questo caso non sempre segue un filo temporale. Questo e le continue so ...continue

    Ho fatto molta fatica a leggerlo. Bello e appassionante solo a tratti quando parla della storia di Chris McCandless, ma anche in questo caso non sempre segue un filo temporale. Questo e le continue sovrapposizioni con altre storie e considerazioni personali hanno reso la mia lettura difficile. A mio parere questo è uno dei pochissimi casi dove il film è meglio del libro. Ripeto considerazione del tutto personale.

    said on 

  • 4

    INTO THE WILD. Non si può dire di conoscere veramente la storia di Chris McCandless solo avendo visto il film "Into the wild", anzi si rischia di farsene un'idea sbagliata.

    Questo libro racconta la sua VERA storia partendo dai suoi diari, dalle sue lettere, dalle sottolineature dei libri che ha letto, dai racconti di tutta la gente che ha incontrato, dai resoconti dei su ...continue

    Questo libro racconta la sua VERA storia partendo dai suoi diari, dalle sue lettere, dalle sottolineature dei libri che ha letto, dai racconti di tutta la gente che ha incontrato, dai resoconti dei suoi genitori, dalla visita dei luoghi in cui ha vissuto. La vera vita di Chris, non solo la sua celebrazione in un film, qualità ma anche difetti ed errori. Insieme a questo anche paralleli con altre persone che in un modo o nell'altro hanno intrapreso una via simile alla sua, una via per scoprirsi INTO THE WILD.

    said on 

  • 4

    Triste fine di uno sprovveduto

    Da una storia vera. Nel 1990 Chris McCandless subito dopo la laurea abbandona la famiglia, appartenente alla borghesia benestante di Washington, e inizia a vagabondare x gli USA, senza denaro, vivendo ...continue

    Da una storia vera. Nel 1990 Chris McCandless subito dopo la laurea abbandona la famiglia, appartenente alla borghesia benestante di Washington, e inizia a vagabondare x gli USA, senza denaro, vivendo di lavori precari e trascorrendo molto tempo in solitudine nei luoghi più remoti del paese. Due anni dopo, la sua ultima avventura in Alaska: alcuni cacciatori lo troveranno in un autobus abbandonato, morto x la fame e le privazioni. Accanto al corpo, il suo diario. Krakauer cerca di capire cosa abbia spinto il ragazzo a questa scelta estrema: idealismo romantico, una sorta di ascetismo, arroganza, sfida incosciente ai pericoli della natura, rancore verso i genitori. In parte, come Krakauer m’identifico nelle scelte di Chris: a vent’anni ho lasciato la famiglia, senza però provare rancore, ma una sorta di non- rapporto; ho viaggiato molto x le “terre estreme” del “mondo senza gente”, dai deserti africani e australiani, alle foreste pluviali, all’Artico canadese. Tuttavia, a differenza di Chris non ho mai scelto di affrontare questi viaggi senza denaro, viveri, mezzi ed equipaggiamenti adeguati. Amo la Natura e solo in essa trovo la pace. La Natura però, non è buona né cattiva, semplicemente è, e uccide chi non la rispetta e la teme, perché non ha bisogno di noi. Il pericolo esiste comunque, ma ignorarlo conduce al disastro. Penso che Chris fosse un hippy con vent’anni di ritardo, e che alla fine avesse ragione quel lettore dell’Alaska che ha scritto a Krakauer: “Avventurarsi nella natura di proposito impreparati e sopravvivere a rischi mortali non rende una persona migliore, ma solo molto fortunata”. L’autore si chiede cosa avesse Chris di speciale rispetto ad altri che hanno fatto le sue scelte e la stessa tragica fine: che qualcuno abbia raccontato la sua storia, appunto. Il libro è molto migliore del film, che presenta un’Alaska da cartolina e non mi è piaciuto.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    首先,得先承認對這本書的兩顆星評價以及評論都是十足情緒化的...
    會納入書單,完全是因為喜歡的人超愛這本書..
    他一直夢想著像主角克里斯般拋棄所有羈絆在世界中遊走..

    由於是相當私人的理由觀看這本書...
    閱讀過程充滿了負面情緒...
    克里斯想與世隔絕,卻不斷的寄明信片與撰寫日記..
    不啻是一種需要他人認同的渴望嗎?
    鄙視現代文明,但身上帶的獵槍,睡袋等,不也是文明的產物嗎?
    最無厘頭的是...
    ...continue

    首先,得先承認對這本書的兩顆星評價以及評論都是十足情緒化的...
    會納入書單,完全是因為喜歡的人超愛這本書..
    他一直夢想著像主角克里斯般拋棄所有羈絆在世界中遊走..

    由於是相當私人的理由觀看這本書...
    閱讀過程充滿了負面情緒...
    克里斯想與世隔絕,卻不斷的寄明信片與撰寫日記..
    不啻是一種需要他人認同的渴望嗎?
    鄙視現代文明,但身上帶的獵槍,睡袋等,不也是文明的產物嗎?
    最無厘頭的是...
    作者穿插了他個人攀爬拇指山的章節,試圖闡述他與克里斯英雄惜英雄...
    到底有沒搞清楚主角是誰啊?
    作者的"堅持與英雄",不也是祈求世人認同嗎?

    不否認,人是需要某程度的與世隔絕...
    但人也是群居的動物..
    克里斯進入曠野,最後仍想回到文明的懷抱..
    這樣一本小說,簡直像在歌頌離群索居的美好..
    我個人是完全無法接受的..
    想到倘若真的有一天,喜歡的人浪跡天崖去,心情沉重不已...
    千萬別....別發生!!

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    從阿拉斯加的廢棄巴士里的一具身份不明遺體開始,許多人開始追蹤並試圖還原並剖析他的身份、動機和背景。本書從這位流浪著的朋友、家人和留下的書本等資料,企圖側寫這位流浪者的心路歷程。作者與這位死去的青年有相似的經驗,都曾嚮往自然,獨自深入曠野不毛之地,最大的不同是作者最後幸運的重回文明,但這位青年顯然沒有成功。這本書描述了世上有人是企圖用最原始的方式在曠野中生存。或許克里斯是聰明且充分準備地前往阿拉斯加 ...continue

    從阿拉斯加的廢棄巴士里的一具身份不明遺體開始,許多人開始追蹤並試圖還原並剖析他的身份、動機和背景。本書從這位流浪著的朋友、家人和留下的書本等資料,企圖側寫這位流浪者的心路歷程。作者與這位死去的青年有相似的經驗,都曾嚮往自然,獨自深入曠野不毛之地,最大的不同是作者最後幸運的重回文明,但這位青年顯然沒有成功。這本書描述了世上有人是企圖用最原始的方式在曠野中生存。或許克里斯是聰明且充分準備地前往阿拉斯加,但個人還是比較相信他只是個浪漫天真又不甘平凡的年輕人,義無反顧地想在原始曠野中生活,企圖實現他那過度理想化又不切實際的"夢想"。勇氣可佩,但不值得效法。

    said on 

  • 4

    Into the comprehension

    Duecento pagine d'intensità e trasporto emotivo del tutto inaspettati. Nonostante mi sia sentita "ingannata" sin dalla prima pagina, questo racconto è stato in grado di sorprendermi e ripagarmi di tut ...continue

    Duecento pagine d'intensità e trasporto emotivo del tutto inaspettati. Nonostante mi sia sentita "ingannata" sin dalla prima pagina, questo racconto è stato in grado di sorprendermi e ripagarmi di tutte le fatiche e tutti i compromessi che ho dovuto fare con l’autore, con il tipo di impostazione, con la storia e il suo protagonista... Praticamente col libro stesso.

    Avviare la lettura è stato talmente impegnativo da rasentare il ridicolo, suscitare lo sdegno e l'autoironia. Rileggere ad oltranza gli stessi due capitoli in oltre un mese (dopo gli innumerevoli tentativi già avviati in precedenza) è stato materia di autocommiserazione per una che si autoproclamava con orgoglio "fervida lettrice".
    Ho acquistato il libro in modo compulsivo, conoscendo vagamente la storia e commettendo lo stupidissimo errore di scambiare l'autore per il protagonista. Sono sviste che si pagano col prezzo del disgusto, perché quando si crede di iniziare la lettura di un'opera autobiografica e invece ci si ritrova nel mezzo dei tentativi di rintracciare la vita altrui, la delusione è dietro l'angolo. E questo è stato il primo impatto con il libro: la delusione nel leggere quello che mi pareva si delineasse sempre più come un reportage su di un giovane morto in Alaska e delle buone impressioni che aveva lasciato nella gente nella quale si era imbattuto. Niente filosofia, nessun discorso in prima persona... Solo descrizioni paesaggistiche, mappature degli spostamenti e collezione di impressioni.
    Una volta finalmente accostumata allo stile e quasi superata l'iniziale illusione, ciò che ha iniziato a deludermi è stato il personaggio stesso di Alexander Supertramp alias Christopher J. McCandless. Dopo averlo etichettato come eroe della sua stessa storia, artefice del suo destino, Krakauer, cambiando interlocutori, inizia a ripercorrere il passato di Chris e lì ci si rende conto di quanto un "outsider per scelta" possa cadere nella stereotipizzazione. Premetto che le storie dei personaggi alla "Jack London/Thoreau/Tolstoj“, che vanno a vivere per strada o nei boschi volontariamente, non hanno mai attirato le mie simpatie o consensi. E meno che meno quelli che lo fanno perché hanno una storia irrisolta con la famiglia, problemi con figure paterne autoritarie, non sanno scendere a compromessi, fanno scempio dei loro naturali talenti e si ribellano nei modi più "alternativi". Perché è questo che, superficialmente parlando, ho creduto essere alla fine Alex/Chris: il tipico ragazzo che scappa dalla famiglia, conduce una vita diametralmente opposta a quella dei genitori e fa tutto questo solo per sfregio, per testardaggine, per mancanza di un livello minimo di umiltà, convinto di essere nel giusto. Neppure il suo inserimento nei miti americani di una vita nella wilderness o della ricerca della felicità sono riusciti in un primo momento a distrarmi da questa etichetta.
    A rendere speciale Chris e a dimostrarmi il fatto che stavo ragionando in maniera del tutto convenzionale e aderente ai luoghi comuni è stato Krakauer stesso. Con il semplice riportare i commenti sulla morte di Christopher, ha acceso in me l’idea che stessi leggendo il libro in una prospettiva del tutto scorretta, che stessi ricercando un tema errato, che volessi un “outsider secondo i miei canoni e ideali”. Quando Chris cessa di riferirsi a se stesso come un’altra persona, come Alex, diventa ineffabile, il suo diario diventa un capolavoro di alta spiritualità.
    Una volta giunto alla piena maturazione del suo viaggio -che è insieme ribellione, ricerca e crescita personale- la natura lo “ricompensa” con la morte del suo corpo fisico. Nonostante persino nel libro, la morte del protagonista sia stata suggerita come una svista dovuta alla sua ignoranza, poiché ignaro della “tossicità stagionale” di alcune parti vegetali; ho preferito leggere l’accaduto come se la natura stessa avesse voluto scegliere e fondersi con il suo asceta all’apice della sua comprensione.

    said on 

  • 4

    Mezcla fascinante de narrativa y reportaje

    Lo que más destaca en el libro de Krakauer es el intento - casi completamente llevado a cabo con éxito - de proporcionar al lector una mezcla fascinante de narrativa y reportaje, donde se deje el meno ...continue

    Lo que más destaca en el libro de Krakauer es el intento - casi completamente llevado a cabo con éxito - de proporcionar al lector una mezcla fascinante de narrativa y reportaje, donde se deje el menor espacio posible a la exaltación fácil y no objetiva de la historia del joven McCandless. Es más, a veces la reconstrucción de los sucesos y de los sentimientos, las razones y las inquietudes del protagonista a través de los recuerdos de parientes, amigos y los que tropezaron con él a lo largo de sus viajes sobrepasan mucho los rasgos más exquisitamente literarios y románticos que se pueden asociar a una historia de viaje y libertad. Por eso, el libro se lee con bastante facilidad, resultando solo un poco pesado en las partes – quizás demasiadas largas – dedicadas por el autor a las aventuras de sí mismo y otros aventureros en los siglos pasados. También, el orden cronológico de los acontecimientos está respetado lo suficiente como para no convertirse en un informe científico y frío. Finalmente, "Hacia rutas salvajes" es realmente recomendable para todos los que les gusten los libros de viajes (y no únicamente para ellos) pero que no estén buscando algo que les cambie completamente su vida.

    said on 

  • 3

    Il lungo viaggio

    "bellissima" storia, non ho amato la forma di diario perchè a me non piace molto, ma l'avventura di Supertramp è indimenticabile.

    said on 

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