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Book Description

“Ogni cosa piccola è bella” scrive Sei Shōnagon nelle sue Note del guanciale. Lo haiku, la più piccola forma di poesia esistente, scandito in tre versi di 5-7-5 sillabe, affonda le sue radici nel passato lontano della cultura nipponica: origin Continue

“Ogni cosa piccola è bella” scrive Sei Shōnagon nelle sue Note del guanciale. Lo haiku, la più piccola forma di poesia esistente, scandito in tre versi di 5-7-5 sillabe, affonda le sue radici nel passato lontano della cultura nipponica: originariamente prima strofa, detta hokku, di un componimento più lungo, acquista un’importanza sempre crescente fino ad essere riconosciuto come un genere pienamente indipendente, e viene ribattezzato “haiku” nell’Ottocento da Masaoka Shiki.
Il grande mastro Bashō (1644-1694) e quanti verranno dopo di lui riescono con gli haiku a cogliere il respiro del mondo e a proiettarlo in una dimensione senza soggetto e senza tempo: contro uno sfondo naturale grande, mai descritto ma solo suggerito da un termine che metonimicamente indica la stagione, un movimento infinitesimale ci scuote, ci fa conoscere il fueki ryūkō, "l'impermanenza e l’eternità" che costituiscono il gioco eterno della vita.
Questa antologia segue la storia dello haiku dalla sua prima grande fioritura nel Seicento, epoca di profondo rinnovamento sociale in Giappone, fino alle soglie del periodo contemporaneo, attraverso nuove traduzioni che mirano a restituire al pubblico italiano l’icasticità e la purezza di questa forma poetica che fin dal suo primo apparire ha affascinato l’Occidente.

59 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Poesie brevissime che colpiscono con leggera violenza

    C'è una meta
    per il vento dell'inverno:
    il rumore del mare

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    civuolepazienza said on Feb 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    HAIKU CLASSICI

    Avendo da poco pubblicato una piccola antologia di haiku (“Rossi di sangue sono dell’uomo l’alba e il tramonto”), mi è venuta voglia di leggerne alcuni del periodo classico.
    Il volume “Haiku”, sottotitolo “Il fiore della poesia giapponese da Bashō a ...(continue)

    Avendo da poco pubblicato una piccola antologia di haiku (“Rossi di sangue sono dell’uomo l’alba e il tramonto”), mi è venuta voglia di leggerne alcuni del periodo classico.
    Il volume “Haiku”, sottotitolo “Il fiore della poesia giapponese da Bashō all’Ottocento”, curato da Elena Dal Pra ed edito negli Oscar Mondadori faceva al caso mio.
    L’introduzione, scritta dalla curatrice, è stata un utile ripasso, soprattutto della terminologia legata a questo breve componimento giapponese.
    Si scopre (o ricorda) così che i poeti che scrivono haiku si chiamano haijin, che già nel IX secolo d.c. in Giappone fossero d’uso delle contese poetiche dette uta-awase, che nel Manyōshū, la prima antologia poetica giapponese (VIII secolo), il tanka è la forma poetica prevalente. Come noto, l’haiku deriva in un certo senso dal tanka, assumendo una composizione sillabica più semplice (5-7-5), rispetto a quella di cinque versi (5-7-5-7-7) del tanka, assecondando una tendenza tipica giapponese verso la “miniaturizzazione”.
    Fu quando in Giappone nasceva il romanzo moderno con Ihara Saikaku e fiorivano i teatri kabuki e jōruri con Chikamatasu Monzaemon, che l’haijin Bashō pone le basi dello haiku (io avrei messo l’apostrofo ma Elena dal Pra lo omette regolarmente).
    Non conoscere il giapponese e dover leggere haiku tradotti è senz’altro un peccato, perché la vaghezza di questa lingua, che non possiede generi, numeri, declinazioni (che si devono desumere dal contesto), dona allo haiku, con la sua brevità e decontestializzazione, il mistero e l’indeterminatezza che lo caratterizzano.
    Il volume riporta anche il testo originale (in caratteri latini), così che c’è almeno possibile tentare di apprezzarne gli effetti fonici, tanto favoriti da una lingua ricchissima di omofoni. Altra cosa che si perde nella traduzione è la struttura della poesia, dato che in giapponese l’ordine dei vari elementi della frase è praticamente inverso rispetto all’italiano.
    Grati alla curatrice per tante utili notizie, affrontiamo quindi l’antologia, che si snoda in ordine cronologico, presentando una breve biografia di ciascun autore, seguita da una snella scelta di versi.
    Si parte da Itō Shintoku, haijin vissuto nel XVII secolo, per chiudere infine la carrellata con Masaoka Shiki, autore scomparso nel 1902, passando per i tre grandi del genere: Bashō, Issa e Buson.

    Tra i versi voglio ricordare quelli di Tan Taigi:

    ad una ad una
    si affacciano nel freddo
    le stelle

    di Miura Chora

    in questo giorno
    che tramonta
    sono caduti i fiori di ciliegio

    gli splendidi versi di Kobayashi Issa

    in questo mondo
    frenesia anche nella vita
    della farfalla

    o anche

    ad ogni cancello
    la primavera comincia
    dal fango sui sandali

    l’allodola
    del mio villaggio: non la vedo,
    ma so che canta

    villaggio di montagna:
    il plenilunio d’autunno arriva
    nella mia zuppa

    o la modernità di Masaoka Shiki

    giorno di primavera:
    si perde lo sguardo in un giardino
    largo tre piedi

    di me scrivete
    che ho amato i versi
    e i kaki

    ombre d’alberi –
    e la mia ombra che si muove
    nella luna invernale

    (per quanto ovvio, ricordo che ogni terzina è un componimento autonomo).

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    Carlo Menzinger said on Oct 12, 2013 | 2 feedbacks

  • 12 people find this helpful

    La luna nuova // Lei pure la guarda // ma da una altra porta.

    L’Haiku è probabilmente la forma poetica più piccola esistente, formata di soli tre versi di rispettive 5-7-5 sillabe. Nata ovviamente e sviluppata in Giappone anche se poi praticata poi da molti altri poeti non nipponici, ha anche altre regole inter ...(continue)

    L’Haiku è probabilmente la forma poetica più piccola esistente, formata di soli tre versi di rispettive 5-7-5 sillabe. Nata ovviamente e sviluppata in Giappone anche se poi praticata poi da molti altri poeti non nipponici, ha anche altre regole interne da rispettare ed c’è veramente del miracoloso come con una forma così restrittiva i poeti riescano a darci delle gemme così preziose. Viene quasi da pensare che proprio queste costrizioni siano di stimolo alla fantasia e alla poesia.
    Sono frammenti di pura luce, privi di fronzoli, di aggettivi inutili, di retorica, di sentimentalismo, sono l’apparizione per pochi attimi in una notte limpida ma nuvolosa, tra una nuvola nera e un’altra, della luna piena.
    Sono i primi 32 secondi della debussyana “Reflets dans l’Eau” (Images I),con quella lenta e magica serie di accordi ascendenti che finiscono in un definito accordo discendente, nella mitica esecuzione del divino Arturo.
    Se dovessi dare una definizione, ruberei il titolo ad un altro brano delle “Images” di Debussy : “Dans le mouviment d’une Sarabande, c’est-à-dire avec une élégance grâve et lent….”.
    L’edizione ha un impaginato abbastanza bello, certo meriterebbe una carta più pregiata e una copertina meno tristenzuola, esistono altre raccolte ma siamo da un punto di vista grafico sullo stesso piano. Si trova anche una edizione di lusso, un volume corposo ma per me dalla grafica troppo “cadeau”, sembra uno di quelle che ti regalano a Natale,…..
    p.s. l’autore del Haiku iniziale è un famoso giapponese, spesso ritratto col kimono e i capelli tirati e codino ….. il suo nome è … Jorge Luis Borges.

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    Mario08 said on Dec 3, 2012 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Ad ogni cancello la primavera comincia dal fango sui sandali

    Un'antologia per chi ama l'haiku o per chi vuole avvicinarsi per la prima volta a questo genere di poesia.
    Secondo me andrebbero inseriti dei commenti o maggiori delucidazioni alle poesie proposte, giusto per aiutare chi si accosta per la prima volta ...(continue)

    Un'antologia per chi ama l'haiku o per chi vuole avvicinarsi per la prima volta a questo genere di poesia.
    Secondo me andrebbero inseriti dei commenti o maggiori delucidazioni alle poesie proposte, giusto per aiutare chi si accosta per la prima volta a questo genere. Certo la poesia è sensibilità e troppe spiegazioni non servono, qualcuna però sì
    Lo consiglio comunque come primo approccio.

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    Irene Elle said on Oct 15, 2012 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Recensione in 17 sillabe

    Piccolo tomo
    che racchiude l'anima
    di una cultura.

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    domronin said on May 5, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (795)
    • 5 stars
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    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 270 Pages
  • ISBN-10: 8804427205
  • ISBN-13: 9788804427209
  • Publisher: Arnoldo Mondadori (Oscar Classici, 413)
  • Publish date: 1998-02-01
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