Hamlet

(Orchard Classics)

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Publisher: Orchard Books

4.4
(8924)

Language: English | Number of Pages: 64 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Portuguese , Chi traditional , German , French , Italian , Chi simplified , Swedish , Catalan , Basque , Hungarian , Polish , Finnish

Isbn-10: 1841213403 | Isbn-13: 9781841213408 | Publish date: 

Illustrator or Penciler: Tony Ross

Also available as: Mass Market Paperback , Library Binding , Audio Cassette , Audio CD , Hardcover , School & Library Binding , Others , Unbound , Softcover and Stapled , eBook

Category: Fiction & Literature , Foreign Language Study , Philosophy

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Book Description
Murder most foul...An action-packed retelling of Shakespeare's dark tale of revenge and murder. With notes on Shakespeare and the Globe Theatre, and Revenge in Hamlet.
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  • 3

    Essere o non essere?

    La più famosa opera teatrale del grande William.
    L'ho trovata carina e interessante, ma a tratti pedante e poco scorrevole. È un'opera, a mio onesto parere, fin troppo sopravvalutata.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    Dunque il fantasma del re di Danimarca rivela al figlio di essere stato ucciso dal fratello, che si è impossessato di trono e moglie del defunto. Al figlio, Amleto, l'obbligo di vendicare il padre. Am ...continue

    Dunque il fantasma del re di Danimarca rivela al figlio di essere stato ucciso dal fratello, che si è impossessato di trono e moglie del defunto. Al figlio, Amleto, l'obbligo di vendicare il padre. Amleto vorrebbe farlo, ma si perde in dubbi d'ogni sorta e comincia a insultare tutti fingendosi pazzo, senza però agire concretamente. Ad un certo punto, in preda al furore, finalmente si convince e decide di uccidere lo zio, trafiggendo a casaccio un tizio che origliava da dietro le tende. ma ahimè non è Claudius, è Polonio, il ciambellano! Sua figlia Ofelia impazzisce sul serio per il dolore e suo figlio Laerte chiede vendetta. Amleto e Laerte si battono a duello, ma Laerte d'accordo col re ha avvelenato la sua spada, in modo da uccidere l'avversario a tradimento. Per maggior sicurezza anche una coppa destinata ad Amleto è stata avvelenata... Amleto viene ferito e pertanto muore a causa del veleno, Laerte viene ferito a sua volta da Amleto che per sbaglio ha preso la spada avvelenata, la regina inconsapevole beve dalla coppa incriminata e muore, Claudius viene ucciso in quanto colpevole di tutto... Il principe di Norvegia passa di lì per caso e si becca il regno. Ora che storia è mai questa? Shakespeare sembra più interessato alla parte "di costume" con riferimenti al teatro del seicento e al linguaggio affettato e baroccheggiante di alcuni funzionari che al dramma vero e proprio. Ma secondo me la vis tragica perde moltissimo!

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  • 3

    Something is rotten in this review

    Dirlo o non dirlo, è questo il dilemma.
    Temo di doverlo vedere recitato a teatro per dare un giudizio completo. Temo anche che quello di cui ho bisogno per leggere Shakespeare non sia una traduzione i ...continue

    Dirlo o non dirlo, è questo il dilemma.
    Temo di doverlo vedere recitato a teatro per dare un giudizio completo. Temo anche che quello di cui ho bisogno per leggere Shakespeare non sia una traduzione italiana a fronte, bensì una parafrasi in inglese, accompagnata magari da un apparato critico di note da aggiungersi al solito saggio introduttivo.
    E quindi niente, ecco la mia impressione a pelle, ma tenete presente che sono un ignorante e che il mio parere conta meno di zero: le premesse, i primi atti, mi sono piaciuti tantissimo, più o meno fino a quando Hamlet non parla a Gertrude dopo la messa in scena; più o meno da lì in poi mi è parso che la vendetta del figlio si perdesse un po' per strada, in un precipitarsi di eventi che conduce a un tragico finale per me non esattamente soddisfacente.
    Questo non vuol dire che non mi sia piaciuto per nulla, anzi: pollice in su per il fantasma che urla di giurare una volta uscito di scena (voglio vederlo dal vivo!), per il dilemma morale e per l'astuzia di Hamlet (non tanto per la pazzia, che mi è sembrata essere più qualcosa di cui tutti gli altri parlano che qualcosa di percepibile, al contrario della pazzia di Ophelia), e per la mia scena preferita (Claudius è in preghiera, Hamlet potrebbe ucciderlo seduta stante, ma rimanda l'omicidio perché vuole che Claudius muoia esattamente come suo padre, senza essersi prima confessato).
    Hamlet mi ha anche regalato un paio di frasi da utilizzare a sproposito: se sentite qualcuno per strada cominciare a dire «The time is out of joint…» o «Rightly to be great…» è probabile che sia io.

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  • 5

    Non credo che ci sia molto da dire sulla trama di Amleto, dato che, famosissima com’è, tutti dovrebbero conoscere l’opera.

    Recensione completa: http://lisa.forumcommunity.net/?t=58196963 ...continue

    Non credo che ci sia molto da dire sulla trama di Amleto, dato che, famosissima com’è, tutti dovrebbero conoscere l’opera.

    Recensione completa: http://lisa.forumcommunity.net/?t=58196963

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  • 3

    Il dubbio

    Sono tornato ancora una volta su questo libro per scoprire nuovi significati. Si tratta di un'opera ricca di spunti di riflessione. Questa volta il monologo "to be or not to be" mi è sembrato un po' p ...continue

    Sono tornato ancora una volta su questo libro per scoprire nuovi significati. Si tratta di un'opera ricca di spunti di riflessione. Questa volta il monologo "to be or not to be" mi è sembrato un po' più banale: sopportare i mali della vita o suicidarsi, al mondo d'oggi non è un'alternativa reale. Non tanto per quanto argomenta Amleto, vale a dire perché non sappiamo cosa ci aspetta dopo, quanto perché siamo troppo attaccati alle comodità della vita e separarcene ci costerebbe troppo. Abbastanza trita anche la riflessione del "teschio": la morte che livella tutti verso il basso e non si cura di chi siamo stati in vita, rendendo così vane le nostre sofferenze e struggimenti terreni. Molto più interessante la rassegnazione lucida al male da parte di Claudio, che comprende di aver sbagliato ma si trova ingabbiato dalla sua stessa malvagità. Bello anche l'equivoco che porta tutti a considerare Amleto pazzo, mentre in realtà è solo, profondamente, se stesso. Lo rileggerò ancora, alla ricerca di altri spunti e nuove visioni.

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  • 0

    Recensione Amleto Il Messia

    Il libro Amleto di Shakespeare contiene una delle frasi più famose di tutti i tempi : "Essere o non essere questo è il problema".Conoscere è sinonimo di leggere ed è vero perché se non avessi letto ...continue

    Il libro Amleto di Shakespeare contiene una delle frasi più famose di tutti i tempi : "Essere o non essere questo è il problema".Conoscere è sinonimo di leggere ed è vero perché se non avessi letto l'Amleto non avrei mai saputo che fosse di questo libro invece che una frase famosa detta a caso da Shakespeare.L'autore ha saputo mettere in scena in modo molto sensato attraverso il protagonista Amleto,l'ambiguità e l'incertezza che contraddistinguono l'uomo moderno e la sua epoca.Amleto viene descritto quasi come un eroe tragico, per le sue azioni di vendetta in onore del padre ma si distingue per la caratteristica del dubbio.La tragedia di Amleto può sembrarci distante ma si rivela attuale nel momento in cui si giunge a considerarla come dramma dell'individuo.Ciò che Shakespeare vuole denunciare non è nè una politica corrotta nè una società violenta ma è il dramma dell'uomo circondato dal dubbio,il conflitto tra bene o male.

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  • 4

    Che egli sia pazzo, è vero; che sia vero, è un peccato; ed è peccato che sia vero; un'originale figura retorica, ma diciamole addio, non voglio usare l'arte. Concediamo dunque che sia pazzo; ci resta ...continue

    Che egli sia pazzo, è vero; che sia vero, è un peccato; ed è peccato che sia vero; un'originale figura retorica, ma diciamole addio, non voglio usare l'arte. Concediamo dunque che sia pazzo; ci resta da trovare la causa di questo effetto, o meglio, la causa di questo difetto, poiché anche un effetto difettoso viene da una causa. Si rimane così, e il rimanente è lì.

    Giusto una rispolverata alla memoria prima di andarlo a vedere al teatro.

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  • 5

    C’è del marcio in Danimarca, dice. Ebbene, assai più ve n’è su anobii!!!

    Recensire o non recensire, questo è il dilemma. Se sia più figo fare quello colto e infiocchettare frasi raffinate e profonde, oppure guardarsi allo specchio e, con un pizzico di umiltà e generosità v ...continue

    Recensire o non recensire, questo è il dilemma. Se sia più figo fare quello colto e infiocchettare frasi raffinate e profonde, oppure guardarsi allo specchio e, con un pizzico di umiltà e generosità verso i potenziali lettori, lasciar stare; farsi un pisolino.
    Recensire, dormire. Nulla più. E dire che col sonno non mettiamo fine alle mille aspirazioni recensorie, retaggio della carne - giacché, in ultima analisi, tutto si fa per cuccare.
    Recensire, dormire. Dormire, forse sognare: ah, ecco l’inghippo, perché in quel sogno di critico letterario, il pensiero delle recensioni che potremmo scrivere ci rende esaltati. Altrimenti come faremmo a torturare i nostri amici anobiiani, a tediarli con lunghi sfoggi della nostra arguzia da quattro soldi, a martoriarli con le nostre interpretazioni, se non fallaci, quantomeno riduttive di questa o quell’opera letteraria? Così ci fa spavaldi l’ambizione, così l’incarnato naturale della determinazione si scolora al cospetto di una promessa spolliciata. E così imprese di grande importanza e rilievo - come ubriacarsi, oppure masturbarsi, o, al limite, scopare! - sono distratte dal loro naturale corso: e dell’azione perdono anche il nome…

    (E che si sappia: a mali estremi, estremi rimedi!)

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