Hamlet

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Förlag: Ordfront förlag AB

4.4
(8925)

Language: Svenska | Number of Pages: 139 | Format: Mass Market Paperback | På andra språk: (andra språk) English , Spanish , Portuguese , Chi traditional , German , French , Italian , Chi simplified , Catalan , Basque , Hungarian , Polish , Finnish

Isbn-10: 917037967X | Isbn-13: 9789170379673 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Britt G Hallqvist ; Christer Hellmark

Category: Fiction & Literature , Foreign Language Study , Philosophy

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Bokbeskrivning
Hamlet - världsdramatikens mest berömda drama – har blivit spelat, tolkat och översatt i otaliga versioner. Bland dess teman finns sådant som generationsstrider och ungt uppror mot vuxenvärldens svek. Var tid har sin Hamlet. Alla kan citera ur den, eller gör det utan att veta om det: ”eftertankens kranka blekhet”, ”metod i galenskapen” eller förstås början på Hamlets monolog i Hagbergs klassiska översättning: ”Att vara eller inte vara”. Britt G Hallqvists moderna tolkning ställer en Hamlet för vår tid på scenen. Översättningen gjordes för Ingmar Bergmans Dramatenuppsättning 1986.
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  • 3

    Essere o non essere?

    La più famosa opera teatrale del grande William.
    L'ho trovata carina e interessante, ma a tratti pedante e poco scorrevole. È un'opera, a mio onesto parere, fin troppo sopravvalutata.

    sagt den 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    Dunque il fantasma del re di Danimarca rivela al figlio di essere stato ucciso dal fratello, che si è impossessato di trono e moglie del defunto. Al figlio, Amleto, l'obbligo di vendicare il padre. Am ...fortsätt

    Dunque il fantasma del re di Danimarca rivela al figlio di essere stato ucciso dal fratello, che si è impossessato di trono e moglie del defunto. Al figlio, Amleto, l'obbligo di vendicare il padre. Amleto vorrebbe farlo, ma si perde in dubbi d'ogni sorta e comincia a insultare tutti fingendosi pazzo, senza però agire concretamente. Ad un certo punto, in preda al furore, finalmente si convince e decide di uccidere lo zio, trafiggendo a casaccio un tizio che origliava da dietro le tende. ma ahimè non è Claudius, è Polonio, il ciambellano! Sua figlia Ofelia impazzisce sul serio per il dolore e suo figlio Laerte chiede vendetta. Amleto e Laerte si battono a duello, ma Laerte d'accordo col re ha avvelenato la sua spada, in modo da uccidere l'avversario a tradimento. Per maggior sicurezza anche una coppa destinata ad Amleto è stata avvelenata... Amleto viene ferito e pertanto muore a causa del veleno, Laerte viene ferito a sua volta da Amleto che per sbaglio ha preso la spada avvelenata, la regina inconsapevole beve dalla coppa incriminata e muore, Claudius viene ucciso in quanto colpevole di tutto... Il principe di Norvegia passa di lì per caso e si becca il regno. Ora che storia è mai questa? Shakespeare sembra più interessato alla parte "di costume" con riferimenti al teatro del seicento e al linguaggio affettato e baroccheggiante di alcuni funzionari che al dramma vero e proprio. Ma secondo me la vis tragica perde moltissimo!

    sagt den 

  • 3

    Something is rotten in this review

    Dirlo o non dirlo, è questo il dilemma.
    Temo di doverlo vedere recitato a teatro per dare un giudizio completo. Temo anche che quello di cui ho bisogno per leggere Shakespeare non sia una traduzione i ...fortsätt

    Dirlo o non dirlo, è questo il dilemma.
    Temo di doverlo vedere recitato a teatro per dare un giudizio completo. Temo anche che quello di cui ho bisogno per leggere Shakespeare non sia una traduzione italiana a fronte, bensì una parafrasi in inglese, accompagnata magari da un apparato critico di note da aggiungersi al solito saggio introduttivo.
    E quindi niente, ecco la mia impressione a pelle, ma tenete presente che sono un ignorante e che il mio parere conta meno di zero: le premesse, i primi atti, mi sono piaciuti tantissimo, più o meno fino a quando Hamlet non parla a Gertrude dopo la messa in scena; più o meno da lì in poi mi è parso che la vendetta del figlio si perdesse un po' per strada, in un precipitarsi di eventi che conduce a un tragico finale per me non esattamente soddisfacente.
    Questo non vuol dire che non mi sia piaciuto per nulla, anzi: pollice in su per il fantasma che urla di giurare una volta uscito di scena (voglio vederlo dal vivo!), per il dilemma morale e per l'astuzia di Hamlet (non tanto per la pazzia, che mi è sembrata essere più qualcosa di cui tutti gli altri parlano che qualcosa di percepibile, al contrario della pazzia di Ophelia), e per la mia scena preferita (Claudius è in preghiera, Hamlet potrebbe ucciderlo seduta stante, ma rimanda l'omicidio perché vuole che Claudius muoia esattamente come suo padre, senza essersi prima confessato).
    Hamlet mi ha anche regalato un paio di frasi da utilizzare a sproposito: se sentite qualcuno per strada cominciare a dire «The time is out of joint…» o «Rightly to be great…» è probabile che sia io.

    sagt den 

  • 5

    Non credo che ci sia molto da dire sulla trama di Amleto, dato che, famosissima com’è, tutti dovrebbero conoscere l’opera.

    Recensione completa: http://lisa.forumcommunity.net/?t=58196963 ...fortsätt

    Non credo che ci sia molto da dire sulla trama di Amleto, dato che, famosissima com’è, tutti dovrebbero conoscere l’opera.

    Recensione completa: http://lisa.forumcommunity.net/?t=58196963

    sagt den 

  • 3

    Il dubbio

    Sono tornato ancora una volta su questo libro per scoprire nuovi significati. Si tratta di un'opera ricca di spunti di riflessione. Questa volta il monologo "to be or not to be" mi è sembrato un po' p ...fortsätt

    Sono tornato ancora una volta su questo libro per scoprire nuovi significati. Si tratta di un'opera ricca di spunti di riflessione. Questa volta il monologo "to be or not to be" mi è sembrato un po' più banale: sopportare i mali della vita o suicidarsi, al mondo d'oggi non è un'alternativa reale. Non tanto per quanto argomenta Amleto, vale a dire perché non sappiamo cosa ci aspetta dopo, quanto perché siamo troppo attaccati alle comodità della vita e separarcene ci costerebbe troppo. Abbastanza trita anche la riflessione del "teschio": la morte che livella tutti verso il basso e non si cura di chi siamo stati in vita, rendendo così vane le nostre sofferenze e struggimenti terreni. Molto più interessante la rassegnazione lucida al male da parte di Claudio, che comprende di aver sbagliato ma si trova ingabbiato dalla sua stessa malvagità. Bello anche l'equivoco che porta tutti a considerare Amleto pazzo, mentre in realtà è solo, profondamente, se stesso. Lo rileggerò ancora, alla ricerca di altri spunti e nuove visioni.

    sagt den 

  • 0

    Recensione Amleto Il Messia

    Il libro Amleto di Shakespeare contiene una delle frasi più famose di tutti i tempi : "Essere o non essere questo è il problema".Conoscere è sinonimo di leggere ed è vero perché se non avessi letto ...fortsätt

    Il libro Amleto di Shakespeare contiene una delle frasi più famose di tutti i tempi : "Essere o non essere questo è il problema".Conoscere è sinonimo di leggere ed è vero perché se non avessi letto l'Amleto non avrei mai saputo che fosse di questo libro invece che una frase famosa detta a caso da Shakespeare.L'autore ha saputo mettere in scena in modo molto sensato attraverso il protagonista Amleto,l'ambiguità e l'incertezza che contraddistinguono l'uomo moderno e la sua epoca.Amleto viene descritto quasi come un eroe tragico, per le sue azioni di vendetta in onore del padre ma si distingue per la caratteristica del dubbio.La tragedia di Amleto può sembrarci distante ma si rivela attuale nel momento in cui si giunge a considerarla come dramma dell'individuo.Ciò che Shakespeare vuole denunciare non è nè una politica corrotta nè una società violenta ma è il dramma dell'uomo circondato dal dubbio,il conflitto tra bene o male.

    sagt den 

  • 4

    Che egli sia pazzo, è vero; che sia vero, è un peccato; ed è peccato che sia vero; un'originale figura retorica, ma diciamole addio, non voglio usare l'arte. Concediamo dunque che sia pazzo; ci resta ...fortsätt

    Che egli sia pazzo, è vero; che sia vero, è un peccato; ed è peccato che sia vero; un'originale figura retorica, ma diciamole addio, non voglio usare l'arte. Concediamo dunque che sia pazzo; ci resta da trovare la causa di questo effetto, o meglio, la causa di questo difetto, poiché anche un effetto difettoso viene da una causa. Si rimane così, e il rimanente è lì.

    Giusto una rispolverata alla memoria prima di andarlo a vedere al teatro.

    sagt den 

  • 5

    C’è del marcio in Danimarca, dice. Ebbene, assai più ve n’è su anobii!!!

    Recensire o non recensire, questo è il dilemma. Se sia più figo fare quello colto e infiocchettare frasi raffinate e profonde, oppure guardarsi allo specchio e, con un pizzico di umiltà e generosità v ...fortsätt

    Recensire o non recensire, questo è il dilemma. Se sia più figo fare quello colto e infiocchettare frasi raffinate e profonde, oppure guardarsi allo specchio e, con un pizzico di umiltà e generosità verso i potenziali lettori, lasciar stare; farsi un pisolino.
    Recensire, dormire. Nulla più. E dire che col sonno non mettiamo fine alle mille aspirazioni recensorie, retaggio della carne - giacché, in ultima analisi, tutto si fa per cuccare.
    Recensire, dormire. Dormire, forse sognare: ah, ecco l’inghippo, perché in quel sogno di critico letterario, il pensiero delle recensioni che potremmo scrivere ci rende esaltati. Altrimenti come faremmo a torturare i nostri amici anobiiani, a tediarli con lunghi sfoggi della nostra arguzia da quattro soldi, a martoriarli con le nostre interpretazioni, se non fallaci, quantomeno riduttive di questa o quell’opera letteraria? Così ci fa spavaldi l’ambizione, così l’incarnato naturale della determinazione si scolora al cospetto di una promessa spolliciata. E così imprese di grande importanza e rilievo - come ubriacarsi, oppure masturbarsi, o, al limite, scopare! - sono distratte dal loro naturale corso: e dell’azione perdono anche il nome…

    (E che si sappia: a mali estremi, estremi rimedi!)

    sagt den 

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