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Hannibal

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (I miti, 167)

3.5
(2545)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 536 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Polacco , Francese , Tedesco , Svedese , Sloveno , Finlandese , Catalano , Olandese , Ceco , Portoghese

Isbn-10: A000015334 | Isbn-13: 9788804482567 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Laura Grimaldi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 3

    Esagerato.

    Se non l'avesse scritto Harris, con i suoi tagli cinematografici, i numerosi punti di vista ed i capitoli brevi e rapidi a cui ci ha abituato, non avrei concluso la lettura.
    Siamo dinnanzi ad un conde ...continua

    Se non l'avesse scritto Harris, con i suoi tagli cinematografici, i numerosi punti di vista ed i capitoli brevi e rapidi a cui ci ha abituato, non avrei concluso la lettura.
    Siamo dinnanzi ad un condensato di psicopatie, violenze, splatter, vendette tanto paradossali da apparire divertenti ed una sfilza imbarazzante di pedofilie, malattie mentali, menomazioni fisiche ed abusi.
    Il fascino degli antagonisti afflitti e della caccia al topo è completamente soppiantato da questa marea di disgustosi eventi e di personaggi praticamente tutti impazziti.
    Hannibal è soltanto una "scusa" di sfondo per alimentare questo girone infernale, e non ci delizia quasi mai con i dialoghi e le raffinatezze che lo hanno reso celebre.
    Il finale, poi, è quanto di più ridicolo possiate immaginare.
    Nonostante ciò, il libro di lascia leggere in maniera rapida ed interessante, fosse anche solo per capire come andrà a finire.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Se siete amanti del dottore cannibale...non leggetelo!

    Presa dalla nostalgia del personaggio e chiamata a gran voce dal libro stesso che faceva muffa sullo scaffale
    ho deciso di continuare la lettura della saga di Hannibal Lecter con questo terzo episodio ...continua

    Presa dalla nostalgia del personaggio e chiamata a gran voce dal libro stesso che faceva muffa sullo scaffale
    ho deciso di continuare la lettura della saga di Hannibal Lecter con questo terzo episodio.
    Bhe...che dire...tempo buttato.
    Non so neanche come descrivere la sensazione di irritazione che ho provato finendo il romanzo.
    Salvo sicuramente le ambientazione e la cura nella descrizione di questo Hannibal finalmente "libero" dalle prigioni e felice tra le sue passioni artistiche.
    Molto interessante anche le incursioni nel suo palazzo delle memorie.
    Rispetto ad altri lettori non ho trovato troppo disturbante la prosa teatrale e l'intervento in prima persona dello scrittore,ha dato un po di brio alla narrazione.

    Tuttavia l'opera manca di mordente,i personaggi di contorno sono ridicoli e trovo veramente oscena la trasformazione di Clarice!Assolutamente non ci siamo! NO!
    Perchè forzare una relazione ,seppur sopra le righe, tra Lecter e Starling???
    Il Silenzio degli Innocenti metteva una pietra sopra all'intera faccenda e così doveva essere!
    E' talmente senza senso come evento che per quanto mi riguarda è solo un incubo di Starling...anzi tutta la storia è solo un incubo!Un incubo di Harris!

    Per tutti gli amanti del caro Dottore cannibale RISPARMIATE TEMPO,NON LEGGETELO,RILEGGETEVI IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI piuttosto!

    ha scritto il 

  • 3

    Concentrato di splatter

    Clarice Sterling è la brillante agente del FBI che ha interrogato in un manicomio criminale Hannibal Lecter, lo psichiatra pazzo e cannibale, e grazie ai suoi suggerimenti ha risolto il caso del sadic ...continua

    Clarice Sterling è la brillante agente del FBI che ha interrogato in un manicomio criminale Hannibal Lecter, lo psichiatra pazzo e cannibale, e grazie ai suoi suggerimenti ha risolto il caso del sadico serial killer Jame Gumb. Lecter è evaso ormai da sette anni, e Clarice deve cercare di rintracciarlo. Non solo i federali sono interessati alla sua cattura: anche Mason Verger, il perverso milionario paralizzato e sfigurato dal dottore, gli dà la caccia x vendicarsi. Le tracce portano dapprima ai palazzi d’arte di Firenze, poi negli Stati Uniti, e ovunque Lecter lascia una scia di sangue. Il finale a sorpresa è anticipato nel film, ed è la degna conclusione di questo concentrato di pulp. Il libro non è neppure un romanzo: è una raccolta di episodi splatter e horror, legati da un tenue filo conduttore, pensati x una trasposizione cinematografica. Non è mai noioso, però, grazie allo stile stringato e al susseguirsi di sanguinosi colpi di scena. Harris vuole disgustare, colpire, turbare il lettore, far emergere il sadismo che si nasconde in ognuno di noi, il primitivo cavernicolo che si eccita alla vista del sangue, si ferma a guardare gli incidenti stradali, è avido di particolari dei più efferati delitti. Infastidiscono gli improbabili paladini della verità e della giustizia con l’inevitabile trionfo del Bene, ma personaggi totalmente negativi sono altrettanto inattendibili. Tutti i protagonisti sono odiosi, malvagi, complessati, vendicativi, sadici, dal miliardario pedofilo ai poliziotti corrotti, vittime e carnefici accomunati da crudeltà e meschinità d’animo. Anche la dura, algida, incorruttibile Clarice è attratta dal groviglio di raffinatezza, cultura e sadismo di Lecter, sorta di superuomo onnisciente. Hannibal è l’avatar di Harris, che studia e giudica gli altri con la freddezza, l’alterigia e il distacco dello scienziato. A una prima lettura, avevo abbandonato questo libro, ora l’ho in parte rivalutato pur nell’eccessivo compiacimento del macabro.

    ha scritto il 

  • 4

    E mi sono decisa a leggere anche il libro dopo aver visto anni fa il film e devo dire che è tutta un altra storia (come accade sempre se si tratta di trasposizione cinematografica).
    La storia è la ste ...continua

    E mi sono decisa a leggere anche il libro dopo aver visto anni fa il film e devo dire che è tutta un altra storia (come accade sempre se si tratta di trasposizione cinematografica).
    La storia è la stessa che tutti conosciamo sono passati sette anni da quando Hannibal è riuscito a scappare di prigione e durante i quali è riuscito a far perdere le sue tracce, ma nel momento i cui l'agente Starling finirà nei guai lui non potrà starsene in disparte e fare finta di nulla. Sara questo che lo porterà nei guai ma sarà anche quello che gli permetterà di realizzare la sua aspirazione nei confronti dell'agente. Nulla si potrà ora intromettere fra loro due e il loro destino o meglio il destino che il dottor Hannibal ha pianificato per loro.

    ha scritto il 

  • 4

    Hannibal: L’ultimo spettacolo del Dottor Lecter

    Sono passati sette anni dalla vicende del romanzo precedente (Il Silenzio degli innocenti), l’agente Clarice Starling non se la passa proprio alla grande, dopo un primo capitolo d’azione, si trova pri ...continua

    Sono passati sette anni dalla vicende del romanzo precedente (Il Silenzio degli innocenti), l’agente Clarice Starling non se la passa proprio alla grande, dopo un primo capitolo d’azione, si trova prima nel mezzo di una sparatoria, poi al centro di un inchiesta, con la carriera in bilico, ma l’agente speciale dell’FBI si ritroverà presto in prima linea, perché dall’altra parte del mondo, in uno strambo paese a forma di scarpa, il Dottor Lecter è tornato a colpire.

    Un romanzo strano questo “Hannibal” il primo in cui la creatura più celebre di Thomas Harris è il vero protagonista (fin dal titolo), leggerlo ora, a distanza di anni dalla sua uscita, farcita di (inutili) polemiche, quasi tutte le gate al film, è decisamente un'altra cosa, anche perché parliamoci chiaro, il film mi aveva impressionato poco, dopo aver letto il romanzo, ha perso ulteriori punti…

    Thomas Harris ambienta buona porzione del romanzo a Firenze, città ideale per il raffinato Lecter, amante del buon cibo, dei vini di qualità e della cultura, sulla sua tracce un altro poliziotto, Rinaldo Pazzi (si, QUEI Pazzi di Firenze), impossibile non notare l’accuratezza delle ricerche fatte da Harris, Firenze è descritta strada per strada, tra la raffinata città fiorentina, e la campagna Sarda, con i suoi allevatori di maiali che hanno un ruolo fondamentale nella storia (vi faranno rivalutare l’idea di diventare Vegani), questo strambo paese a forma di scarpa è descritto con dovizia di dettaglia, per altro, una delle svolte delle trama, prevede un errore dovuto alle lungaggini della burocrazia Italiana, quindi si, molto accurato.

    Harris introduce il terrificante Mason Verger, l’unica vittima sopravvissuta a Lecter, personaggio disgustoso che il “buon” Dottore ha contribuito a rendere esteticamente allineato alla sua natura di sadico e torturatore, mi risparmio la descrizione, ma vi avviso, è per stomaci forti.

    Verger è un super cattivo un po’ sopra le righe, per dire, si diverte a far piangere i bambini, giusto per davi un idea, in questo il romanzo risulta più sopra le righe rispetto ai precedenti “Red Dragon” e “Il Silenzio degli Innocenti”, anche essi popolari da coloriti Serial Killer sì, ma meno “Fumettistici” di questo romanzo.

    La stessa sorella di Verger, Margot è un personaggio difficile da rendere, infatti nell’adattamento cinematografico è scomparsa. Certo non è tutto pesche e crema, perché comunque ogni tanto Harris si perde in passaggi un po’ a vuoto, la scena di Margot e Barney nella doccia era davvero così necessaria ai fini della trama?

    “Hannibal” è decisamente il capitolo più splatter della saga, la cosa non mi ha disturbato più di tanto, d’altra parte Harris ha passato due libri a raccontarci quanto fosse diabolico e pericoloso Lecter, questo è il romanzo in cui ci fa vedere di cosa è capace, per assurdo, proprio per la presenza di Mason Verger, quasi si finisce a fare il tifo per il sociopatico puro, questo raffinatissimo Dottore, che anche in fuga, non si negherà mai più una boccia di quello buono. In fondo, se escludiamo Clarice Starling, non ci sono personaggio davvero buoni in questo romanzo, tutti nascondono qualcosa, Barney, Paul Krendler e lo stesso Rinaldo Pazzi, ricoprono ruoli istituzionali, ma sono tutt’altro che dei buoni.

    Parliamo del finale… Senza SPOILER giuro!
    Ho capito perché ha fatto arrabbiare un sacco di gente, perché non è consolatorio, rompe lo schema classico del poliziesco, che vuole cacciatore e preda scontrarsi, ma con il Dottor Lecter, non è mai stato chiaro chi è il vero predatore.

    Nella parte finale del romanzo, il Dottor Lecter utilizza tutto il suo talento di Psicologo, senza entrare nei dettagli, posso dire che è la parte più interessante della storia, la meno spettacolare certo, ma quella più importante, il problema che Thomas Harris, gli dedica un numero irrisorio di pagine, veramente poche se confrontate con la parte Action/Horror del romanzo, il risultato è qualcosa che richiede una grossa sospensione dell’incredulità, o un ottima conoscenza di psicologia fate voi…

    In generale, quando di parla di orrore, penso che il non mostrato faccia sempre più paura, qui Lecter si mostra, nella sua sanguinaria superiorità, ma anche nel tragico passato (la sorella Mischa), questa è la scelta di Harris per dare un finale al suo personaggio più celebre, lasciargli il palcoscenico. Se poi l’orrore solo suggerito de “Il Silenzio degli innocenti” vi sembra superiore, forse la motivazione va ricercata anche qui.

    Chissà se questo romanzo sarebbe stato lo stesso senza le pressioni di Hollywood, vogliosa di dare un seguito cinematografico al Dottor Lecter, curioso che la stesa Hollywood che richiedeva a gran voce il sanguinario Serial Killer, si stata la prima a spaventarsi, davanti al suo spettacolo da solista.

    ha scritto il 

  • 1

    Esagerato

    Rispetto a "Il Silenzio degli innocenti" è deludente. Da un lato il ritmo è più noioso, dall'altro alcune soluzioni sembrano concepite per stupire a tutti i costi e risultano poco credibili (per quant ...continua

    Rispetto a "Il Silenzio degli innocenti" è deludente. Da un lato il ritmo è più noioso, dall'altro alcune soluzioni sembrano concepite per stupire a tutti i costi e risultano poco credibili (per quanto si possa pensare che la malvagità non abbia limiti). Peccato.

    ha scritto il 

  • 5

    Es en este libro donde realmente llegamos a conocer al doctor Lecter. Sabemos cómo actúa y por qué lo hace. Conocemos su "Palacio de la memoria", un ejercicio que lo hace capaz de aislarse del mundo d ...continua

    Es en este libro donde realmente llegamos a conocer al doctor Lecter. Sabemos cómo actúa y por qué lo hace. Conocemos su "Palacio de la memoria", un ejercicio que lo hace capaz de aislarse del mundo de la única manera que explica el que haya podido sobrevivir a 7 años internado en el manicomio.

    El final puede encantarte o puedes odiarlo, pero no deja indiferentea nadie.

    ha scritto il 

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