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Hanno tutti ragione

By Paolo Sorrentino

(1971)

| Others | 9788807018091

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Book Description

Tony Pagoda è un cantante melodico con tanto passato alle spalle. La sua è stata la scena di un’Italia florida e sgangheratamente felice, fra Napoli, Capri, e il mondo. È stato tutto molto facile e tutto all’insegna del successo. Ha avuto il talento, i soldi, le donne. E inoltre ha incontrato personContinue

Tony Pagoda è un cantante melodico con tanto passato alle spalle. La sua è stata la scena di un’Italia florida e sgangheratamente felice, fra Napoli, Capri, e il mondo. È stato tutto molto facile e tutto all’insegna del successo. Ha avuto il talento, i soldi, le donne. E inoltre ha incontrato personaggi straordinari e miserabili, maestri e compagni di strada. Da tutti ha saputo imparare e ora è come se una sfrenata, esuberante saggezza si sprigionasse da lui senza fatica. Ne ha per tutti e, come un Falstaff contemporaneo, svela con comica ebbrezza di cosa è fatta la sostanza degli uomini, di quelli che vincono e di quelli che perdono. Quando la vita comincia a complicarsi, quando la scena muta, Tony Pagoda sa che è venuto il tempo di cambiare. Una sterzata netta. Andarsene. Sparire. Cercare il silenzio. Fa una breve tournée in Brasile e decide di restarci, prima a Rio, poi a Manaus, coronato da una nuova libertà e ossessionato dagli scarafaggi. Ma per Tony Pagoda, picaro senza confini, non è finita. Dopo diciotto anni di umido esilio amazzonico qualcuno è pronto a firmare un assegno stratosferico perché torni in Italia. C’è ancora una vita che lo aspetta.

Critics

  • Ha ragione anche Servillo

    Il cantante melodico Tony Pagoda, in esilio in Sud America, deve tornare in Italia, il paese che critica con un’ironia spietata. Le sue avventure sono al centro del primo romanzo del regista Paolo Sorrentino, Hanno tutti ragione (Emons-Feltrinelli, 1 ... (read full critics)

    corrieredellasera published on Mon, 21 Feb 2011

  • Hanno tutti ragione Paolo Sorrentino

    Esordio letterario in grande stile quello di Paolo Sorrentino, regista pluripremiato del film Il Divo. Ironico, dissacrante e perfino grottesco (a partire dal titolo), Hanno tutti ragione ha conquistato pubblico e critica in tempi record. Il protagon ... (read full critics)

    elle published on Fri, 3 Dec 2010

31 Reviews

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  • 8 people find this helpful

    2 stelle e 1/2

    Tony Pagoda trasuda antipatia dalle pagine.
    Più di un lettore mi ha confessato di aver provato una vera e propria insofferenza per questo personaggio. Anche se è vero pure che a molti è piaciuto. Quando uno scrittore si espone molto e spara a zero su tutto ma non sa scrivere come Louis Ferdinand Cè ... (continue)

    Tony Pagoda trasuda antipatia dalle pagine.
    Più di un lettore mi ha confessato di aver provato una vera e propria insofferenza per questo personaggio. Anche se è vero pure che a molti è piaciuto. Quando uno scrittore si espone molto e spara a zero su tutto ma non sa scrivere come Louis Ferdinand Cèline, succede.

    Tony Pagoda è il protagonista del romanzo di Sorrentino. Un cantante melodico napoletano, cocainomane, puttaniere, fedifrago, con alle spalle una vita avventurosa ma in fondo triste. Solitaria, nonostante il successo.

    La parte piacevole del romanzo sono alcune divertenti battute e un po' di situazioni grottesche. E qualche riflessione sentita, sincera.
    Il fastidio invece, principalmente sta nel fatto che Pagoda/Sorrentino ne spara troppe di verità e presunte perle di saggezza. Troppo spesso banali o discutibili. In alcuni punti proprio irritanti. E la trama del racconto gira un po' a vuoto. Quasi una scusa necessaria per propinarci le sue riflessioni, anche se in realtà dovrebbe essere una sorta di romanzo di formazione tardivo. Poichè Tony, dopo tanto peregrinare, nonostante il successo e i soldi e le donne, (e sti cazzi però!) vuole qualcosa di più profondo dalla vita. Perciò cambia, sparisce dalla circolazione e poi torna ancora, ad affronare la vita finalmente nel modo giusto.

    Dire che l'ho letto con noia non sarebbe vero. Con un pizzico di divertimento e una manciata di fastidio, mi sembra più azzeccato come esempio.
    Fate voi.

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    Daniele (Ero il più stucchevole assaggiatore di libri) said on Feb 7, 2012 | 2 feedbacks

  • 6 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    L’impressione è che qualcuno abbia assegnato a Sorrentino un compito di scrittura creativa, così per avviarlo dalla carriera consolidata di regista a una nuova arte di riserva: prendere un romanzo di successo e riscriverlo cambiandogli i connotati. Potrebbe anche trattarsi dell’esito andato a buon f ... (continue)

    L’impressione è che qualcuno abbia assegnato a Sorrentino un compito di scrittura creativa, così per avviarlo dalla carriera consolidata di regista a una nuova arte di riserva: prendere un romanzo di successo e riscriverlo cambiandogli i connotati. Potrebbe anche trattarsi dell’esito andato a buon fine di una scommessa fatta tra amici burloni, chissà.
    Fatto sta che i punti di contatto fra la storia di Tony Pagoda e quella di Barney Panofski sono davvero parecchi perché siano casuali: innanzitutto, il medesimo flusso di pensieri, ondivago e sproloquiante, disancorato da un’ordinata cronologia dei fatti, quasi sputato con disprezzo per il mondo da un personaggio egocentrico sulle soglie della vecchiaia (e questa è la somiglianza più sfacciata). Si aggiungano la professione, in entrambi i casi inerente il mondo dello spettacolo: cantante melodico-confidenziale Tony, produttore televisivo Barney, e l’annosa dipendenza che fa deragliare (dall’alcool il primo, dalla coca il secondo). Poi ci sono una donna amata, stupidamente perduta e rimpianta a ogni piè sospinto (l’adorata Miriam di Barney e la Beatrice nostrana: perché è ovvio che tutte le donne belle e impossibili in nessun altro modo si possano chiamare) e una donna insulsa che ingombra la vita, sposata senza convinzione. Con qualche variante di peso, ci sono pure gli anni della lontananza: non nelle soffitte parigine della bohème, nel nostro caso, ma nel Brasile più improbabile di Manaus, su un tappeto di scarafaggi. Ci sono pezzi molto grossi, tycoon là e mafiosi qua; c’è persino un omicidio.
    Un apprezzabile esercizio di variazione sul tema, con un provocatorio cambiamento di setting dal Quebec inquieto dei quartieri ebraici e delle rivendicazioni linguistiche alla Napoli magica e corrotta vista con gli occhi di un ragazzino povero.
    Entrambi i personaggi si sono fatti da soli (e un po’ ne sono fieri, un po’ si vergognano della loro fortuna); entrambi hanno la battuta pronta; sono sguaiati, supponenti, eccessivi. Però Barney è una simpatica canaglia; Tony è un cafone rifatto.
    E’ una questione di stile, innanzitutto, proprio delle sfumature di cui Tony si proclama fedelissimo sostenitore: la scrittura di Sorrentino è interessante e originale in alta percentuale, poi si perde in alcune sfumature (troppe didascalie, qualche aggettivo fuori posto, molte metafore tracimanti il buon gusto) che la fanno greve e stonata sul più bello.
    Ma non è tutto qui. L’errore macroscopico è l’insincerità. Un personaggio sgradevole come Tony Pagoda potrebbe diventare il beniamino dei lettori solo se, nel suo lungo viaggio dentro se stesso e la sua vita, parlasse in modo onesto, se – con tutte le sue grandezze e tutte le sue miserie - fosse davvero credibile. E in effetti così sembrerebbe per una buona parte del romanzo, finché a un certo punto, quasi en passant, si butta lì la rivelazione sorprendente sulla fine di Beatrice, che fino a quel momento godeva della presunzione dell’esistenza.
    Tony dunque è un assassino, e se lo lascia sfuggire in poche righe, poi torna ad essere quello di prima come se niente fosse, struggendosi come sempre sul suo grande amore senza curarsi del dettaglio di averlo ucciso.
    No, queste scelte da bari si pagano: se ne rammaricava persino Alfred Hitchcock, quando in Paura in palcoscenico aveva introdotto un falso flash back che gli aveva guastato l’intero film.

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    Gaglioz said on Feb 5, 2012 about the Audio CD edition | 3 feedbacks

  • 4 people find this helpful

    Solo i figli piccoli, infine, sanno difendere le madri.
    Con una goffaggine che li rende potentissimi. E invincibili.
    Poi io, all'improvviso, senza motivo, domando quando accadrà che loro moriranno.
    E loro, senza scomporsi, con grande sicurezza, mi dicono che non moriranno mai.
    Io ci credo.
    E sorrido ... (continue)

    Solo i figli piccoli, infine, sanno difendere le madri.
    Con una goffaggine che li rende potentissimi. E invincibili.
    Poi io, all'improvviso, senza motivo, domando quando accadrà che loro moriranno.
    E loro, senza scomporsi, con grande sicurezza, mi dicono che non moriranno mai.
    Io ci credo.
    E sorrido mentre guardo, di sotto, un mare ancora pulito.
    Invece mi stavano mentendo.
    E, da quell'istante, sono cominciati tutti i miei guai.
    E tutte le mie gioie.
    Il sole è tramontato.
    Il sogno è terminato.
    Ma io, da quel momento, non mi sono più svegliato.

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    di respiri, di attese, / di anime contese ... said on Dec 30, 2011 | Add your feedback

  • tre stelle e mezzo per questo romanzo sarcastico, su un'italia che non ci piace.
    toni pagoda non è simpatico, incarna molti difetti che possiamo riconoscere, ma ha l'abilità di pensare. forse troppo.il ritmo della narrazione a volte si spezza dalla divagazione.
    da leggere con un sorriso amaro sulle ... (continue)

    tre stelle e mezzo per questo romanzo sarcastico, su un'italia che non ci piace.
    toni pagoda non è simpatico, incarna molti difetti che possiamo riconoscere, ma ha l'abilità di pensare. forse troppo.il ritmo della narrazione a volte si spezza dalla divagazione.
    da leggere con un sorriso amaro sulle labbra.

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    Silvia G said on Feb 11, 2012 | Add your feedback

  • Tutta la decadenza e la miseria del nostro bel paese, dagli anni Settanta ad oggi, trasudano attraverso Tony Pagoda. Venti anni nelle piazze di periferia ad elargire il suo ottuso amore per la vita, altri venti anni da solo a riflettere in Brasile, in mezzo alla foresta e agli scarafaggi, per ricord ... (continue)

    Tutta la decadenza e la miseria del nostro bel paese, dagli anni Settanta ad oggi, trasudano attraverso Tony Pagoda. Venti anni nelle piazze di periferia ad elargire il suo ottuso amore per la vita, altri venti anni da solo a riflettere in Brasile, in mezzo alla foresta e agli scarafaggi, per ricordare meglio le donne, gli amici e il successo, fino al colpo di scena finale...

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    Valentina said on Feb 1, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (1971)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Others 319 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8807018098
  • ISBN-13: 9788807018091
  • Publisher: Feltrinelli
  • Pub date: Mar 10, 2010
  • Also available as: Paperback and Audio CD
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