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Harmonia caelestis

Di

Editore: Feltrinelli

3.6
(42)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 706 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Svedese , Tedesco

Isbn-10: 8807818701 | Isbn-13: 9788807818707 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Sciacovelli

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
L'autore è il discendente dei principi Esterházy d'Ungheria, famiglia diaristocratici vicini a imperatori e re. Quando, nel 1949, il partitocomunista impose un regime stalinista, la famiglia di Péter decise di restarepiuttosto che di andare in esilio. In questo libro lo scrittore, accanitosperimentatore, racconta con una narrazione non lineare la storia dellafamiglia dal '500 in poi dando vita a una lunga carrellata storica, in cuiogni antenato maschio viene chiamato "mio padre" con un effetto distraniamento evidente.
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  • 0

    Difficile apprezzare e comprendere a fondo questo libro se non si ha una buona conoscenza della storia nazionale ungherese (io non ce l'ho). Suggerirei di affrontarlo leggendo prima la seconda parte, scritta sotto forma di romanzo, e poi passare alla prima piena di riferimenti storici ma senza in ...continua

    Difficile apprezzare e comprendere a fondo questo libro se non si ha una buona conoscenza della storia nazionale ungherese (io non ce l'ho). Suggerirei di affrontarlo leggendo prima la seconda parte, scritta sotto forma di romanzo, e poi passare alla prima piena di riferimenti storici ma senza indicazioni spazio-temporali e, soprattutto, senza una cronologia degli avvenimenti che permetta di capire meglio.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro che non può lasciare indifferenti: o lo si ama come uno dei libri più belli mai letti o lo si abbandona dopo poche pagine.
    Ecco: io ho adorato questo libro.
    La prima parte è un potpourri di aneddoti, storie, frasi, leggende legate dal leitmotiv delle parole "il mio buon padre ...continua

    Un libro che non può lasciare indifferenti: o lo si ama come uno dei libri più belli mai letti o lo si abbandona dopo poche pagine.
    Ecco: io ho adorato questo libro.
    La prima parte è un potpourri di aneddoti, storie, frasi, leggende legate dal leitmotiv delle parole "il mio buon padre". All'inizio è difficile destreggiarsi perché non si capisce di chi si sta parlando, ma poi si rimane affascinati da questo fluire di parole. La seconda parte ambientata nel periodo sovietico in Ungheria è invece un romanzo più tradizionale.
    Se si supera lo sconcerto iniziale, si scoprirà un romanzo meraviglioso.

    ha scritto il 

  • 5

    Nuvole barocche si addensano in un cupo cielo medievale e gli aneddoti sugli Esterhazy fioccano come folgori preannunciate da tuoni che sconquassano l'atmosfera della Storia. La pioggia scende allegra e copiosa, divertita lungo tutto il Rinascimento, l'Età dei lumi e l'800.
    Fine prima parte ...continua

    Nuvole barocche si addensano in un cupo cielo medievale e gli aneddoti sugli Esterhazy fioccano come folgori preannunciate da tuoni che sconquassano l'atmosfera della Storia. La pioggia scende allegra e copiosa, divertita lungo tutto il Rinascimento, l'Età dei lumi e l'800.
    Fine prima parte. (Dopo quasi 350 pagine)
    Il cielo si rasserena, spunta il Sol dell'avvenire e la tormentata, sbalestrata famiglia Esterhazy della Repubblica Popolare d'Ungheria diventa cara come la famiglia Cipputi!
    Fine

    ha scritto il 

  • 0

    argh

    purtroppo leggo in ritardo le recensioni di chi mi ha preceduta.
    Non differisco affatto dalle opnioni che testé ho letto.
    Una cosa inaudita, la prima parte.
    l'ho chiuso e riposto in libreria dopo una cinquantina di pagine.
    Ora sono spinta a leggerne la seconda parte.
    ...continua

    purtroppo leggo in ritardo le recensioni di chi mi ha preceduta.
    Non differisco affatto dalle opnioni che testé ho letto.
    Una cosa inaudita, la prima parte.
    l'ho chiuso e riposto in libreria dopo una cinquantina di pagine.
    Ora sono spinta a leggerne la seconda parte.
    Vediamo quel che mi aspetta.

    Odio i libri impostati in questa maniera

    ha scritto il 

  • 3

    Del 2000.
    Prima parte abbandonata a pagina 70 su 340: sono 371 frammenti di racconto, alcuni surreali, come un montaggio impazzito di situazioni dal Medio Evo alla modernità. Illeggibile.
    La seconda parte (pagine 343-695) racconta la storia della famiglia Esterhazy dal 1918 al 1975 ci ...continua

    Del 2000.
    Prima parte abbandonata a pagina 70 su 340: sono 371 frammenti di racconto, alcuni surreali, come un montaggio impazzito di situazioni dal Medio Evo alla modernità. Illeggibile.
    La seconda parte (pagine 343-695) racconta la storia della famiglia Esterhazy dal 1918 al 1975 circa. Il racconto "flusso di coscienza" rende alcune parti difficili, i riferimenti alla storia ungherese a me ignota rendono altre parti quasi incomprensibili (io sono un ignorante, ma Feltrinelli poteva mettere qualche breve nota a piè di pagina o 2 paginette di introduzione).
    Quel che rimane da tanta difficoltà e incomprensibilità, però, è molto bello e affascinante.

    ha scritto il 

  • 0

    Ok, Pausa.

    Non so se avete presente come è organizzato questo libro. Le prime 340 - trecentoquaranta! - pagine sono composte esclusivamente di frammenti, aforismi e aneddoti su un unico tema: "il mio buon padre". Sono slegati fra di loro, e diversi per tono, "autore", stile e datazione (dal XVI secolo a un ...continua

    Non so se avete presente come è organizzato questo libro. Le prime 340 - trecentoquaranta! - pagine sono composte esclusivamente di frammenti, aforismi e aneddoti su un unico tema: "il mio buon padre". Sono slegati fra di loro, e diversi per tono, "autore", stile e datazione (dal XVI secolo a un futuro non meglio precisato); e il padre di cui si parla è di volta in volta un eroe o un buffone, un contadino o un nobile e così via. Il risultato è, per quanto scritto benissimo e tradotto ancor meglio, una palude, un labirinto di parole in cui ben presto ci si perde. Così quando si arriva alla seconda metà del libro, dove si narrano, in forma intelligibile, le vicende della famiglia Esterhazy, si è semplicemente stravolti. Peccato, perchè l'incipit del romanzo vero e proprio è spettacolare ("Signora eccellentissima, veramente, come dire, chiedo venia, ma sarebbero arrivati i comunisti."); ma adesso quel che ci vuole è una pausa, un po' di fantascienza vecchio stile e poi riprenderemo con rinnovato vigore questo monolito di saggezza.

    ha scritto il 

  • 5

    Quest’opera conclude la letteratura del ventesimo secolo. Non la si deve leggere solo come la storia della famiglia Esterházy. Tutta la vita terrena è un gigantesco labirinto a specchi. Tutto splende e scintilla come un enorme lampadario barocco.

    ha scritto il 

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