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Harold il ladro

Di

Editore: Fanucci

3.6
(33)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8834716213 | Isbn-13: 9788834716212 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Un'immensa armata si sta radunando; migliaia di giganti, ogre e altre creature stanno raccogliendo le forze da tutte le Terre Desolate, unite per la prima volta sotto un unico vessillo nero. Entro la primavera colui che è conosciuto come il Senza Nome raggiungerà con il suo esercito le mura della grande città di Avendoom. Almeno che Harold l'Ombra, uno dei ladri più abili al mondo, non trovi un modo per fermarlo. Solo raggiungendo i tenebrosi Palazzi d'Ossa e recuperando il Corno dell'Arcobaleno ci sarà una possibilità di salvezza. Su incarico del re, Harold accetta di partire per un lungo viaggio verso la desolata Hrad Spein, mentre altre forze oscure minacciano la quiete di Siala, come il misterioso maestro e i suoi temibili servitori, che con l'aiuto delle armi e dell'antica magia sciamana vogliono ostacolare la missione. Compagni d'avventura nel suo cammino saranno un'affascinante principessa elfica, Miralissa, la sua scorta, dieci Cuori Selvaggi, i guerrieri più esperti e mortali del mondo, uno gnomo, un nano...e il giullare di corte.
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  • 4

    TRADUZIONE: lo sapete che la versione italiana e' la traduzione della versione inglese che e', a sua volta, la traduzione della versione russa? La traduzione di una traduzione, insomma. Cosa eticamente scorrettissima. La Fanucci non ha ancora risposto alla mia segnalazione e richiesta di spieg ...continua

    TRADUZIONE: lo sapete che la versione italiana e' la traduzione della versione inglese che e', a sua volta, la traduzione della versione russa? La traduzione di una traduzione, insomma. Cosa eticamente scorrettissima. La Fanucci non ha ancora risposto alla mia segnalazione e richiesta di spiegazioni.
    Sempre a riguardo, ho due problemi:
    *perche' a pagina 136 si parla di una 'slitta di natale'? Quale natale? De che? Dovrei controllare l'originale russo.
    *"dovro' prendere la mia sedia migliore e prenderti a cinghiate" ehm? forse c'e' stato un errore di traduzione gia' da russo a inglese?
    E poi, ma perche' diavolo dall'originale Garret siamo arrivati a Harold?! Ecco cosa succede a tradurre una traduzione, idioti!

    Bello, non spettacolare, ma bello. Esattamente il fantasy che volevo per staccare da tutto questo universitarismo, prima del grande rush. E poi quella copertina e' meravigliosa.

    ha scritto il 

  • 5

    Finalmente un fantasy come si deve, o meglio, come piace a me!
    Ho letteralmente divorato il libro che ho trovato appassionante ed emozionante. Si tratta di un fantasy classico la cui ambientazione però si distacca dai canoni tolkeniani o di forgotten realms.
    La storia narra di Harold, ...continua

    Finalmente un fantasy come si deve, o meglio, come piace a me!
    Ho letteralmente divorato il libro che ho trovato appassionante ed emozionante. Si tratta di un fantasy classico la cui ambientazione però si distacca dai canoni tolkeniani o di forgotten realms.
    La storia narra di Harold, lo shadowdancer, che assieme ad un manipolo di guerrieri dovrà avventurarsi alla ricerca di un potente artefatto, il solo in grado di fermare l'avanzata del "Senza Nome" figura oscura che sta minacciando la vita di tutte le razze del mondo. Al filo conduttore di questa avventura si intrecciano poi misteriosi nemici, intrighi di palazzo e interessanti flashback, che aiutano il lettore a familiarizzare con l'ambientazione di questo universo fantasy creato da Pechov.
    Inutile dire che il nostro personaggio principale è assolutamente accattivante con la sua spiccata ironia e ciliegina sulla torta si rivelerà la caratterizzazione splendida di un goblin giullare, Kli-Kli, che non mancherà di farvi sorridere in più occasioni.
    In conclusione un libro che ho trovato veramente bello, che consiglio e straconsiglio a tutti gli amanti del genere.

    ha scritto il 

  • 3

    pensavo che...

    ...fosse una schifezza, ma presa dall'acquisto compulsivo e dalla trama fantasy non ho resistito, beh mi ero sbagliata il libro è carino, scorrevole, insomma si legge volentieri. La trama rispecchia l'intreccio fantasy più classico, e proprio per questo mi è molto piaciuta, l'unica a mio avviso v ...continua

    ...fosse una schifezza, ma presa dall'acquisto compulsivo e dalla trama fantasy non ho resistito, beh mi ero sbagliata il libro è carino, scorrevole, insomma si legge volentieri. La trama rispecchia l'intreccio fantasy più classico, e proprio per questo mi è molto piaciuta, l'unica a mio avviso veramente nota stonata è il fatto che in questa saga gli Elfi sono orrendi, brutti e anche un pò stronzi...non mi era mai successo in tanti anni di onorata lettura del genere fantasy. Perciò si può leggere senza troppe pretese.....occhio perchè è solo il primo di una lunga serie..

    ha scritto il 

  • 3

    Un’immensa armata composta da creature mostruose provenienti dalle Terre Desolate. Un ladro che deve recuperare l’unico oggetto magico in grado di sconfiggere una creatura nota come il Senza Nome. Una compagnia composta da un gruppo di eterogenei compagni, fra i quali spicca un’affascinante princ ...continua

    Un’immensa armata composta da creature mostruose provenienti dalle Terre Desolate. Un ladro che deve recuperare l’unico oggetto magico in grado di sconfiggere una creatura nota come il Senza Nome. Una compagnia composta da un gruppo di eterogenei compagni, fra i quali spicca un’affascinante principessa elfica.
    Tutto già visto prima ancora di aprire il libro, quindi? Non proprio, anche se la presenza di alcuni fra gli elementi più ricorrenti della fantasy può far guardare il romanzo di Aleksej Pechov con una certa aria di sufficienza. E invece Harold il ladro è ben più che una mera riproposizione dei cliché del genere, come dimostra anche la descrizione dell’affascinante principessa dotata — fra l’altro — di labbra nere e denti sporgenti che la rendono più simile a un orco che alle eteree creature alle quali siamo abituati. I cliché insomma possono comparire, e compaiono, a volte semplicemente per essere ribaltati.
    Il romanzo è scritto in prima persona, con Harold che racconta le vicende di cui è protagonista usando un tono divertito e irriverente che gli consente di sdrammatizzare anche gli episodi più drammatici. Qualche caduta di tono si registra soprattutto all’inizio, nel corso del colloquio nel quale riceve il suo Incarico, e in un paio di altri passaggi.
    Per alcune pagine il ritmo diventa troppo lento e le spiegazioni troppo didascaliche, come se l’autore stesse svolgendo il suo bravo compitino per spiegarci esattamente come funziona il suo mondo prima di tornare alla storia. Fatto questo gli eventi si susseguono con un ritmo notevole, lasciando al povero Harold ben poco tempo per tirare il fiato.
    Non tutto nella costruzione dell’ambientazione scorre liscio e alcuni elementi quali il tempio dei ladri con relativi sacerdoti, descritti come se fosse la cosa più normale del mondo trovarne in ogni città, destano qualche perplessità. Se l’attività praticata dal protagonista e probabilmente da tutti i fedeli di Sagot è chiaramente illegale, non si capisce come sia possibile l’esistenza di un luogo di culto i cui visitatori e abitanti dovrebbero stare in prigione. (…)
    In due occasioni Pechov sceglie di narrare episodi del passato fondamentali per la trama “in presa diretta”, così come li hanno vissuti i loro protagonisti. Ma se nel primo caso la scena funziona perfettamente nel secondo sembra un po’ forzata, tanto nella modalità dello svolgimento quanto nella scelta dei personaggi coinvolti e del momento in cui questa si verifica.
    Così come poco più avanti non funziona uno dei problemi affrontati dalla compagnia nel corso del suo viaggio. Nel dialogo fra la principessa Miralissa e coloro che stanno cercando di attirare lei e tutto il gruppo in una trappola c’è una grossa falla logica, ma nessuno sembra accorgersene, nemmeno dopo che il pericolo è stato superato.
    Anche alcune descrizioni lasciano perplessi, come quella di un manufatto definito ripetutamente “oggetto magico” dallo stesso Harold. Il protagonista riesce a nominarlo più volte senza mai descriverlo o dire di cosa si tratti, come se lui stesso non ne avesse idea malgrado il fatto che lo porti con sé in una missione e che lo adoperi nel momento del bisogno. Leggere ripetutamente frasi quali “misi da parte l’oggetto magico” e “tirai fuori l’oggetto magico” risulta un po’ pesante, anche se forse il problema è legato alla traduzione. (…)
    Nonostante queste piccole imperfezioni la storia scorre piacevolmente fino a una conclusione che in effetti non c’è. Il gruppo, partito per una missione fondamentale, supera un paio di ostacoli e poi il volume finisce. Niente di epico, drammatico o divertente, solo la fine di un capitolo come tanti e i nostri eroi, come nelle vecchie serie televisive, sono rimandati alla prossima puntata. Da leggere senza probabilmente aspettarsi un capolavoro, ma alcune ore di sano divertimento sì.
    La recensione completa: http://www.fantasymagazine.it/libri/13086/harold-il-ladro/

    ha scritto il 

  • 4

    Contesto ricco di razze e di magie per un avventura di buon classico fantasy (solo un oggetto può salvare il regno e viene mandato il più improbabile degli eroi - in questo caso un ladro - a recuperarlo, accompagnato da un gruppo di comprimari assortito).
    Scrittura scorrevole e piacevole. U ...continua

    Contesto ricco di razze e di magie per un avventura di buon classico fantasy (solo un oggetto può salvare il regno e viene mandato il più improbabile degli eroi - in questo caso un ladro - a recuperarlo, accompagnato da un gruppo di comprimari assortito).
    Scrittura scorrevole e piacevole. Unico neo: i momenti in cui il protagonista parla in prima persona, un po' ridondanti.

    P.S.: Il libro si interrompe proprio a metà della storia (o un terzo chissà....) senza una parvenza di conclusione. Non resta che aspettare il seguito.

    ha scritto il