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Harry Potter and the Chamber of Secrets

(Harry Potter, Book 2)

By

Publisher: Bloomsbury

4.2
(29351)

Language:English | Number of Pages: 256 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi simplified , Chi traditional , Catalan , Spanish , Japanese , German , French , Italian , Portuguese , Czech , Russian , Swedish , Dutch , Polish , Slovak , Arabic , Galego , Latvian , Basque , Danish , Norwegian , Turkish , Finnish , Indian (Hindi) , Croatian , Greek , Romanian , Hungarian

Isbn-10: 0747538484 | Isbn-13: 9780747538486 | Publish date: 

Also available as: Audio CD , Hardcover , Audio Cassette , Mass Market Paperback , School & Library Binding , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

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Book Description
Harry Potter is a wizard. He is in his second year at Hogwarts School of Witchcraft and Wizardry. Little does he know that this year will be just as eventful as the last...
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  • 3

    Niente da fare! Il secondo libro di Harry Potter non riesce proprio a conquistarmi, nemmeno letto in lingua originale. Raggiunge ampiamente la sufficienza ma gli manca qualcosa per piacermi come il pr ...continue

    Niente da fare! Il secondo libro di Harry Potter non riesce proprio a conquistarmi, nemmeno letto in lingua originale. Raggiunge ampiamente la sufficienza ma gli manca qualcosa per piacermi come il primo.
    Suppongo che sia anche colpa della presenza di due personaggi che non amo, Dobby e Ginny, ma non sono gli unici o forse perchè facciamo la conoscenza di Aragog, ed io non sono aracnofobica ma i ragni non sono di certo i miei animali preferiti.
    Essendo una rilettura ora so bene quanto sia importante il diario di Tom Riddle e probabilmente questo secondo libro è la base per i successivi ma nel complesso lo trovo troppo confuso. Forse ci sono troppi argomenti concentrati in poche pagine.

    said on 

  • 2

    La Rowling invece che gli scheletri negli armadi ci mette Harry Potter.

    Ho fatto circolare la voce del mio interessamento a Accappì – che adesso non è più la moto o la marca di computer: se dici HP ormai tutti pensano a Daniel Radcliffe se non alla Rowling – e per il mio ...continue

    Ho fatto circolare la voce del mio interessamento a Accappì – che adesso non è più la moto o la marca di computer: se dici HP ormai tutti pensano a Daniel Radcliffe se non alla Rowling – e per il mio trentatreesimo compleanno un gruppo d’amici m’ha regalato il quinto volume della saga: i primi quattro me li sono procurati in meno di un mese, e i sette volumi di Harry Potter hanno posticipato la mia lettura integrale della Ricerca di Proust. Con la Rowling penso che un po’ stia succedendo come con Proust, tra l’altro: tutti che dicono che devi assolutamente leggerlo, e pochissimi che poi l’hanno letto davvero. Con Proust è più facile capire se mentono, perché sulla “Ricerca” non c’hanno fatto un film per volume, e comunque non ha fatto gli incassi di Harry Potter. Però se leggi i libri e poi guardi i film e capisci i magheggi sulla trama, poi te ne puoi accorgere, se uno ha più letto o se ha più visto: ma il tempo che ci impiegheresti per fare tutti questi distinguo tanto vale spenderlo in una maniera migliore, leggendo Proust per esempio.

    Gli amici sono contenti, sicuramente del fatto che non mi sia venuto il pallino né per le moto né per i computer perché non costano certo quanto un libro della Salani, sebbene me l’abbiano regalato nell’edizione costosa e io per cortesia non gl’ho fatto notare che con la stessa spesa, a questo punto, avrebbero potuto prendermene due di volumi, così a me sarebbe rimasto da comprare solo l’ultimo. Sono contenti proprio del fatto che io legga Harry Potter, perché secondo loro è più normale che un trentatreenne legga una saga fantasy che i ragazzi si meritano molto più di lui che non che legga i classici dell’Ottocento o i più selvaggi della letteratura contemporanea. “Harry Potter lo leggono tutti!” dicono, corrompendo immediatamente il senso dell’opera della Rowling, che a suo modo cerca di invitare a un minimo sindacale di anticonformismo. Babbuò.

    Ieri nel giro di quattro ore – tra le venti e la mezzanotte, inframmezzato da una cena con risotto alla zucca ma ancora un po’ acerba e gialliccia: le zucche coltivate da Hagrid per Halloween sarebbero state mooolto più appetitose – ho concluso il secondo capitolo della saga. Una cosa sempre bella da dire di un libro è che si legge con nessuna fatica: non è la naturale conseguenza di un libro perciò superficiale, un libro dà l’impressione sia stato colpito da un incantesimo di lievitazione quando la scrittura che lo compone ha saputo far scattare la sua magia, pure in traduzione. I libri scritti male, loro sono la vera maledizione, e una storia d’ambientazione fantasy scritta senza perizia può diventare più intricata e schiacciante di “Essere e tempo” di Heidegger letto in originale da uno che voleva sfogliarlo solo per sapere qualcosa sulle previsioni climatiche.

    Io a un bambino farei leggere la Rowling e non Heidegger pure se il bambino avesse tra i trenta e i quaranta anni. Saper leggere Heidegger a dieci anni deve essere difficile, però saper leggere la Rowling dopo i trenta e i quaranta è ancora più difficile. L’umiltà intellettuale è il più imprendibile dei saperi, è quello che impartisce a se stessa la Rowling facendosi il verso nel personaggio di Gilderoy Lockhart.

    Però se questo secondo capitolo di Harry Potter non lo si legge in lingua originale un buon cinquanta percento dello stupore più bello – quello agganciato a un gioco linguistico – va perduto: un personaggio che in inglese si chiama Riddle non puoi lasciarmelo Riddle pure in italiano: Bartezzaghi, proprio tu che c’hai la colonnina su L’Espresso con gli anagrammi più psicolabili della storia della letteratura italiana, non mi puoi lasciare Riddle (enigma, indovinello, rompicapo) così com’è! Altro che Tom Marvolo Riddle: potevi tradurlo con Tom Ordorso Indovello, sarebbe stata tutta un’altracosa, a partire dal diario, che è poi la più bella invenzione del libro (mooolto più della incoerente Aglia stregata, demenziale come la Chirstine di Stephen King in uno dei suoi peggiori b-books e del gran casotto tra fenici e spade coi rubini grossi come uova e elfi domestici decisamente gratuiti): un diario che è un sortilegio per chi lo scrive convinto di starci parlando con qualcuno al di fuori di sé, che poi è il rischio rappresentato da ogni vero diario, sia esso un’agendina lucchettata o un profilo pubblico su Facebook: è la vera camera dei segreti di ognuno.

    Una dose minima di politicamente scorretto del tutto la Rowling l’ha zampettata: Piton fa gli Sgonfiotti ai suoi alunni durante le lezioni di Po(llu)zioni, è scritto a chiare lettere nel romanzo, che per il resto cerca di educare contro il razzismo, ma capirai, ormai son bravi tutti a dar torto a Salvini e poi a votare le alleanze politiche che comprendono la Lega: Piton che fa gli Sgonfiotti è più inquietante dei ragnoni giganti (un altro finale da B-book alla King quando masticare aspirine non gli fa venire più buone idee). D’altronde non si può perdonare alla Rowling neanche di aver permesso la rivelazione del mostro finale grazie a una cartaccia rimasta imprigionata per chissà quanti mesi nella mano di una bambina impietrita: capisco la sospensione della credulità, ma quanto sciatta deve essere l’infermiera di Hogwarts per non accorgersi per mesi di cosa avesse in mano una delle sue pazienti? Manco una spolverata ogni tanto dava alle povere vittime? C’è da licenziarla all’istante per negligenza.

    Nel secondo Harry-Potter la Rowling si comporta come quegli studenti che hanno preso il massimo dei voti l’anno prima: campa di rendita, e infatti il secondo romanzo potrebbe essere il primo, bene o male fanno tutti le stesse cose; si aggiunge giusto una spiritella che infesta i gabinetti (ma l’anno prima a nessuna alunna doveva esserle scappata proprio nei paraggi di quei cessi lì?) e un personaggio - Gilderoy Lockhart – più vano che vanitoso in definitiva, e non fosse stato per la descrizione dellla coltivazione delle mandragole la Rowling non avrebbe raggiunto neppure la sufficienza.

    Comunque se nel mondo di Harry Potter le persone cominciassero a prendere l’abitudine di chiudere gli armadi il processo narrativo della Rowling si incepperebbe ogni cinquanta pagine. Dal vicolo della Magia Oscura alla Sala dei Professori, Harry Potter – che il mantello dell’invisibilità lo indossa solo di notte, quando insomma sarebbe più difficile vederlo al buio specie se andasse in giro direttamente chiuso in un armadio – trova sempre l’armadio giusto nella stanza giusta, per fargli origliare quel pezzettino di conversazione che provocherà quel tanto di ambiguità indispensabile al proseguimento dell’intreccio.

    Ma in un libro incentrato sulla crisi d’identità un po’ di crisi nell’autrice ci calza a pennello come un Cappello Magico durante la cerimonia dello Smistamento.

    said on 

  • 4

    E anche il secondo volume è già finito!
    Ho impiegato qualche giorno in più rispetto al primo, ma il capitolo "Aragog" mi ha bloccata per un po'. Già Tolkien e la sua bestiaccia Shelob mi avevano frega ...continue

    E anche il secondo volume è già finito!
    Ho impiegato qualche giorno in più rispetto al primo, ma il capitolo "Aragog" mi ha bloccata per un po'. Già Tolkien e la sua bestiaccia Shelob mi avevano fregata una volta (ho avuto incubi per una settimana, mai più ragni mostruosi per me prima di andare a letto!!) quindi ho aspettato un pomeriggio di sole per affrontare le mie paure XD
    Ho preferito il primo libro, mi è sembrato più dettagliato e soprattutto sono arrivata alla conclusione che Hermione è il mio personaggio preferito, nella seconda metà (quando è pietrificata) ho sentito la sua mancanza nel mitico trio.
    Non vedo l'ora di affrontare anche il terzo, visto il salto dei film (si fanno sempre più "maturi"), e fare la conoscenza di Sirius :)

    said on 

  • 5

    Il fantasy che non finisce di stupire

    Il secondo libro della saga vede Harry ancora molto inesperto con il mondo magico che è sempre esistito ma inizia a capire che è proprio il mondo a cui è destinato, senza sentirsi più inadatto come ne ...continue

    Il secondo libro della saga vede Harry ancora molto inesperto con il mondo magico che è sempre esistito ma inizia a capire che è proprio il mondo a cui è destinato, senza sentirsi più inadatto come nel primo libro ma è ancora un ragazzino che non sa a cosa è destinato. Mentre una voce indefinita lo perseguita, deve, per l'ennesima volta, vedersela contro Voldemort che vorrebbe tornare in vita, e ogni volta che lo affronta, Harry cresce sempre più velocemente.

    "Udire voci che nessun altro sente non è un buon segno, neanche tra i maghi."

    said on 

  • 4

    non come il primo

    Continuo ad amare Harry c'è poco da fare, ma qui la Rowling perde quache colpo.. NOn male l'idea, ma no regge il paragone con il primo libro; rimane comunque bellissimo.

    said on 

  • 4

    ancora non mi convince!

    Come ho scritto sulla recensione del primo libro della saga di Harry Potter, anche questo secondo volume è ben scritto ma ancora non ci trovo quel non so che di particolare che rende la saga aldisopra ...continue

    Come ho scritto sulla recensione del primo libro della saga di Harry Potter, anche questo secondo volume è ben scritto ma ancora non ci trovo quel non so che di particolare che rende la saga aldisopra di un certo livello e quindi meritevole delle 5 stelle.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    p.387 『但是分類帽還是把你分到了葛來分多。你該曉得這是為了什麼。想想看吧。』
    『它會把我分到葛來分多,』哈利用一種十分挫敗的語氣說,『只不過是因為我求它不要把我分到史萊哲林⋯⋯』
    『完全正確,』鄧不利多說,再度露出開心的微笑,『這點就讓你變得跟湯姆.瑞斗大大不同啦。事實上,我們的選擇,遠比我們的天賦才能,更能顯示出我們的真貌,』哈利目瞪口呆地坐在椅子上,驚訝得完全不能動彈,『哈利,如果你非得 ...continue

    p.387 『但是分類帽還是把你分到了葛來分多。你該曉得這是為了什麼。想想看吧。』
    『它會把我分到葛來分多,』哈利用一種十分挫敗的語氣說,『只不過是因為我求它不要把我分到史萊哲林⋯⋯』
    『完全正確,』鄧不利多說,再度露出開心的微笑,『這點就讓你變得跟湯姆.瑞斗大大不同啦。事實上,我們的選擇,遠比我們的天賦才能,更能顯示出我們的真貌,』哈利目瞪口呆地坐在椅子上,驚訝得完全不能動彈,『哈利,如果你非得看到某些證據,來證明你真的是屬於葛來分多,我建議你仔細看看這個。』

    said on 

  • 5

    Favoloso!!

    Come ho detto per il primo libro della saga, anche questo ti coinvolge e ti fa vivere le emozioni dei protagonisti, non ho parole per descrivere la meraviglia che si prova leggendo le avventure di har ...continue

    Come ho detto per il primo libro della saga, anche questo ti coinvolge e ti fa vivere le emozioni dei protagonisti, non ho parole per descrivere la meraviglia che si prova leggendo le avventure di harry e company...

    said on 

  • 5

    Questo è probabilmente il libro che più mi ha avvicinata alla lettura quando ero piccola.
    Rileggerlo dopo tanti anni è come ritrovare un amico d'infanzia.

    said on 

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