Haunted

By

Publisher: Vintage

3.5
(3647)

Language: English | Number of Pages: 432 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Chi traditional , Chi simplified

Isbn-10: 0099458373 | Isbn-13: 9780099458371 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Audio CD , eBook

Category: Fiction & Literature , Horror , Humor

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Book Description
Haunted is a novel made up of stories: twenty-three of the most horrifying, hilarious, mind-blowing, stomach-churning tales you'll ever encounter. They are told by the people who have all answered an ad headlined 'Artists Retreat: Abandon your life for three months'. They are led to believe that here they will leave behind all the distractions of 'real life' that are keeping them from creating the masterpiece that is in them. But 'here' turns out to be a cavernous and ornate old theatre where they are utterly isolated from the outside world - and where heat and power and, most importantly, food are in increasingly short supply. And the more desperate the circumstances become, the more desperate the stories they tell - and the more devious their machinations to make themselves the hero of the inevitable play/movie/non-fiction blockbuster that will certainly be made from their plight.
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  • 0

    Le circostanze? Un alibi usurato

    "Abbandona la tua vita per tre mesi. Scompari. Dimentica tutto ciò che ti impedisce di creare il tuo capolavoro. Lavoro, famiglia, casa, obblighi e distrazioni: metti tutto in stanby per tre mesi. Tre ...continue

    "Abbandona la tua vita per tre mesi. Scompari. Dimentica tutto ciò che ti impedisce di creare il tuo capolavoro. Lavoro, famiglia, casa, obblighi e distrazioni: metti tutto in stanby per tre mesi. Tre mesi durante i quali sarai circondato da gente affine in un contesto che favorisce l'immersione totale nel lavoro. Vitto e alloggio garantiti e gratuiti per chi supererà la selezione. Investi una minuscola porzione della tua vita sulla possibilità di crearti un futuro nuovo come poeta, romanziere, sceneggiatore professionista. Prima che sia troppo tardi, vivi la vita che hai sempre sognato. Posti limitatissimi."
    Tre mesi, anche molto di più che tre mesi saremmo disposti per un'occasione strepitosa come questa. Perché siamo fermamente convinti che l'impedimento a fare e, soprattutto a concludere, è la vita reale, che però è anche quell'unica cosa di cui vorremmo scrivere. L'unico argomento interessante, la vita, la morte, il lavoro, i soldi, il successo, la fama, eventualmente la malattia, dimenticavo il sesso, la famiglia, i figli, il potere, la politica, le guerre, il razzismo, il reddito di base incondizionato. E la differenza tra chi sarà padrone della propria vita e gli altri la farà la capacità di non farsi influenzare dalle circostanze, tra chi andrà dritto per la sua strada a portare a termine il programma che ha promesso a se stesso e a chi lo conosce, e gli altri. Destinati a fare parte per sempre della massa informe.

    said on 

  • 4

    L'obiettivo che sta dietro l'obiettivo che sta dietro l'obiettivo

    Ci sono storie, direbbe il signor Whittier, che quando le racconti si consumano. Altre storie, invece, consumano te.

    Queste storie non si consumano, in realtà non consumano neanche il lettore per for ...continue

    Ci sono storie, direbbe il signor Whittier, che quando le racconti si consumano. Altre storie, invece, consumano te.

    Queste storie non si consumano, in realtà non consumano neanche il lettore per fortuna ma di certo nel bene o nel male provocano e scombussolano e poi come per tutti i romanzi c'è chi ne rimane affascinato, chi schifato o chi non ce la fa. Certo non è questo il libro per iniziare a conoscere questo autore, io stessa che più di una volta sono rimasta folgorata dai suoi libri devo riconoscere che qui è andato oltre, davvero oltre ogni immaginazione. Truce, cattivo, splatter potrei scrivere aggettivi all'infinito non solo per descrivere l'atroce e l'assurdo dei racconti (alcuni davvero notevoli) di questi personaggi in cerca di gloria ma anche e soprattutto di quello che riescono a farsi partecipando a questo raduno per scrittori, chiusi in un teatro abbandonato, pur di far parlare di se il giorno in cui e se verranno liberati. Più dolore e sofferenza si vedrà nei loro visi e nei loro corpi o di quello che rimane, più risplenderanno alle luci della ribalta. Folle Palahniuk. O si ama o si odia.

    Ci sono storie, diceva, che quando le racconti si consumano. Sono quelle in cui il pathos si appanna, e ogni versione suona più sciocca e vuota della precedente. Altre storie, invece, consumano te. Più le racconti, più acquisiscono forza. Quel tipo di storie non fa che ricordarti quanto sei stato stupido. Quanto lo sei ancora. E quanto la sarai ancora.

    Se riusciamo a perdonare ciò che gli altri ci hanno fatto...
    Se riusciamo a perdonare ciò che noi abbiamo fatto agli altri...
    Se riusciamo a prendere congedo da tutte le nostre storie. Dal nostro essere carnefici o vittime.
    Solo allora, forse, potremo salvare il mondo.

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  • 2

    Palahniuk stavolta non mi ha entusiasmato

    Sarò io che non vengo attratto dalle storie suddivise in racconti oppure Palahniuk stavolta ha davvero scritto un libro che non dice nulla. Il suo stile rimane sempre crudo e malsano, ma stavolta la t ...continue

    Sarò io che non vengo attratto dalle storie suddivise in racconti oppure Palahniuk stavolta ha davvero scritto un libro che non dice nulla. Il suo stile rimane sempre crudo e malsano, ma stavolta la trama del libro non mi ha detto poprio nulla.

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  • 3

    Alti e bassi

    Prima opera di Palahniuk che mi capita di leggere e forse non è stata la scelta migliore. Lo stile mi piace molto, ma 23 racconti sono un po' troppi per entusiasmarsi davvero al libro.
    La qualità degl ...continue

    Prima opera di Palahniuk che mi capita di leggere e forse non è stata la scelta migliore. Lo stile mi piace molto, ma 23 racconti sono un po' troppi per entusiasmarsi davvero al libro.
    La qualità degli stessi è inoltre abbastanza altalenante: si passa dall'ottima qualità di "Budella" e "Il canto del cigno" a racconti dimenticabilissimi quali "Lavorare coi piedi" e "Tesi". La trama orizzontale inoltre a volte annoia. Il tutto comunque è scritto molto bene con uno stile unico, ma se volete iniziare a leggere questo autore non iniziate da Cavie

    said on 

  • 4

    Ripeto quello che ho detto a mio figlio mentre gli consegnavo il libro: “è un libro stranissimo. Per dirla in breve è costruito come il Decamerone: un gruppo di persone chiuse in un ambiente si raccon ...continue

    Ripeto quello che ho detto a mio figlio mentre gli consegnavo il libro: “è un libro stranissimo. Per dirla in breve è costruito come il Decamerone: un gruppo di persone chiuse in un ambiente si raccontano storie. Palahniuk lavora su tre livelli: 1) la storia di contorno: come i personaggi sono finiti in quel locale chiuso, chi sono e cosa fanno lì dentro. È un intreccio assolutamente demenziale, che tesse la sua folle trama tra una storia e l'altra. Ha un suo perché? All'inizio no, ma verso la fine un po' ci si pente di averlo letto con disattenzione. Poi c'è il livello 2) quello delle poesie. Ogni storia è preceduta da una poesia: S A L T A L E tutte, non ti pentirai; credo che facciano schifo già in lingua originale, in italiano sono imbarazzanti. Poi ci sono le storie. Livello 3) Le storie meritano tutto. Sono racconti potenti, rotondi come le sfere di un flipper, duri e affilati. Non potranno non piacerti.
    Anche uno solo di questi racconti vale la spesa. Il primo fa rotolare a terra per le risate (gli uomini si rotolano, le donne faranno un sorriso di circostanza). Gli altri racconti non fanno ridere perché fanno male. Ridi se ti torco un braccio dietro la schiena? No, ecco. Tagliano come quegli arnesi per fare le rondelle di zucchini. Credi di farcela e invece ti tranci un po' di polpastrello”.
    Questo ho detto a mio figlio mentre partiva per l'Erasmus. Io invece resto qui, anche perché mi dicono che Palahniuk ha scritto persino di meglio. Quindi ho da fare. Subito.

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  • 2

    Ebbene si!

    Sono una lettrice compulsiva di thriller, gialli, polizieschi, noir… e siccome in circolazione ce ne sono un’infinità ogni tanto finisco impantanata in qualche emerita schifezza.

    Così, di delusione in ...continue

    Sono una lettrice compulsiva di thriller, gialli, polizieschi, noir… e siccome in circolazione ce ne sono un’infinità ogni tanto finisco impantanata in qualche emerita schifezza.

    Così, di delusione in delusione, ad un certo punto della mia vita sono arrivata ad un bivio cruciale; continuare a disperdere le mie energie o diventare finalmente una lettrice seria di libri impegnati e scrittori di peso, come ad esempio le mie amiche Chiara ed Aria?
    Ho scelto l’opzione B e subito mi sono messa alla frenetica ricerca di uno scrittore capace di darmi quella botta di cultura letteraria che mi manca.
    Ed ecco qui! Finalmente ho trovato l’uomo giusto! Chuck Palahniuk!
    Il libro s’intitola Cavie, mi è sembrato perfetto per il mio esperimento di avanzamento culturale, e ho iniziato a leggerlo trepidante.

    La trama sembrava interessante. Una strampalata pattuglia di aspiranti scrittori in fuga dalla realtà quotidiana riceve una proposta che non può rifiutare; rimanere rinchiusi tre mesi in un teatro abbandonato, all’insaputa di tutti, per scrivere un capolavoro e guadagnarsi la libertà da mogli, genitori, obblighi vari della vita. Oppure dichiararsi sconfitti.

    In realtà, all’inizio, sembra più un manuale per giovani pipparoli imbranati. Uno s’infila un moccolo di candela dentro l’uccello, un altro una carota nel didietro, il più furbo si fa risucchiare il sedere dalla pompa aspirante della piscina… e avanti così.
    Ero un po’ scoraggiata.
    Poi il romanzo procede e si trasforma in una raccolta di racconti che descrivono le spietate strategie pensate dai partecipanti per guadagnarsi fama e visibilità ai danni dei compagni d’avventura.
    Tutti inframmezzati da una poesiola scemina e/o noiosa.

    Insomma, il mio esperimento letterario s’è rivelato una mezza catastrofe.
    Forse il Chuck non è l’uomo giusto per me. Proseguo nella ricerca.

    ☆ ☆ neanche mezza in più

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  • 5

    Primo libro di Palahniuk. che leggo!
    Un racconto di racconti in cui si mostra tutta la cattiveria,l'ambizione e l'assurdità di certa umanità.
    un libro surreale.esasperato ,assurdo e geniale allo stess ...continue

    Primo libro di Palahniuk. che leggo!
    Un racconto di racconti in cui si mostra tutta la cattiveria,l'ambizione e l'assurdità di certa umanità.
    un libro surreale.esasperato ,assurdo e geniale allo stesso tempo!

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  • 4

    Geniale. La storia di cornice è terrificante in un modo così particolare che difficilmente potrei collocarlo nella categoria "horror".
    I racconti sono grandiosi.
    L'unico difetto è la struttura troppo ...continue

    Geniale. La storia di cornice è terrificante in un modo così particolare che difficilmente potrei collocarlo nella categoria "horror".
    I racconti sono grandiosi.
    L'unico difetto è la struttura troppo frammentata per poter catturare veramente l'attenzione, ma vi assicuro che appena comincerete un racconto non potrete fare a meno di divorarlo.
    Assolutamente consigliato.

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  • 4

    Splatter Decameron!

    Folle, truce e cinico.
    Assolutamente Palahniuk.
    Non adatto a stomaci delicati.

    "Ci sono storie, diceva, che quando le racconti si consumano. Sono quelle in cui il pathos si appanna, e ogni versione su ...continue

    Folle, truce e cinico.
    Assolutamente Palahniuk.
    Non adatto a stomaci delicati.

    "Ci sono storie, diceva, che quando le racconti si consumano. Sono quelle in cui il pathos si appanna, e ogni versione suona più sciocca e vuota della precedente. Altre storie, invece, consumano te. Più le racconti, più acquisiscono forza. Quel tipo di storie non fa che ricordarti quanto sei stato stupido. Quanto lo sei ancora. E quanto la sarai ancora."

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    La gente si innamora del proprio dolore al punto che non riesce più ad abbandonarlo.Lo stesso vale per le storie che racconta. Siamo noi stessi a tenerci in trappola.

    Credo che questa citazione riassuma pienamente Cavie.
    Il mio rapporto con questo libro è stato un pò travagliato: troppo lungo,troppo prolisso,un pò pesante. Ma ,paradossalmente, i miei libri preferit ...continue

    Credo che questa citazione riassuma pienamente Cavie.
    Il mio rapporto con questo libro è stato un pò travagliato: troppo lungo,troppo prolisso,un pò pesante. Ma ,paradossalmente, i miei libri preferiti di Chuck sono proprio i più pesanti, perchè sono quelli carichi di un significato e di un messaggio.
    Dopo Fight Club e Invisible Monsters stavo per gettare la spugna. Non trovavo più un libro all'altezza di questi due. Rabbia forse, ma era troppo lontano da questi due capolavori. E poi ho letto Cavie.
    Che dire, Chuck è Chuck. Un ritiro di scrittori,certo, che finisce per diventare un massacro. L'anima umana portata allo stremo, che si rivela per quel che è, anche se accompagnata da storie molto tristi. Ma le storie ci definiscono, e nonostante quello che ci raccontiamo, noi vogliamo sempre passare per vittime perchè ci fa comodo. Perchè accettare il contrario è disturbante, significa prendere coscienza di non essere capaci di reagire, di prendersi la colpa. Non va bene.
    Con questo libro Chuck si è superato,forse ai livelli dei primi due. Il colpo di scena finale poi è stato strabiliante :" State recitando per una platea vuota". Avete fatto tutto questo per nulla. E non succede nient'altro. Succede altro niente.
    Chiudo con una citazione magnifica. Altri eventi- quelli che non riesci a digerire - ti avvelenano. Le parti peggiori della tua vita, i momenti di cui non puoi parlare, ti fanno marcire all'interno

    said on 

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