Haunted

By

Publisher: Vintage

3.5
(3668)

Language: English | Number of Pages: 432 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Chi traditional , Chi simplified

Isbn-10: 0099458373 | Isbn-13: 9780099458371 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Audio CD , eBook

Category: Fiction & Literature , Horror , Humor

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Book Description
Haunted is a novel made up of stories: twenty-three of the most horrifying, hilarious, mind-blowing, stomach-churning tales you'll ever encounter. They are told by the people who have all answered an ad headlined 'Artists Retreat: Abandon your life for three months'. They are led to believe that here they will leave behind all the distractions of 'real life' that are keeping them from creating the masterpiece that is in them. But 'here' turns out to be a cavernous and ornate old theatre where they are utterly isolated from the outside world - and where heat and power and, most importantly, food are in increasingly short supply. And the more desperate the circumstances become, the more desperate the stories they tell - and the more devious their machinations to make themselves the hero of the inevitable play/movie/non-fiction blockbuster that will certainly be made from their plight.
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  • 3

    Non si può negare che il libro sia bello, e anche significativo ai fini sociali. Sicuramente la storia tiene, pur nella sua irrealtà, e ha quella struttura che le conferisce una tale suspence da tener ...continue

    Non si può negare che il libro sia bello, e anche significativo ai fini sociali. Sicuramente la storia tiene, pur nella sua irrealtà, e ha quella struttura che le conferisce una tale suspence da tenere il lettore sulla corda ed incentivarne la lettura. Una prosa scorrevole, facilità di linguaggio, uso sintattico di espressioni leit-motiv che rendono fresca e sarcastica la prosa di un soggetto tutt'altro che scontato. La trama è ricca e ben organizzata, non si sente il peso della relativa lunghezza della narrazione (una delle più corpose di questo autore). Il grosso punto a sfavore di questo buon libro è a mio parere la scelta di inframmezzare regolarissimamente al racconto della vicenda i sotto-racconti che i personaggi si fanno l'un l'altro. Pur essendo questi, infatti, elementi importantissimi per la fruizione dell'opera, in quanto chiariscono la natura dei protagonisti e gettano luce non secondaria su molte sfumature della narrazione, mi pare che spezzettino troppo il racconto dell'intreccio, dandogli uno sgradevole effetto "a singhiozzo" che mi ha affaticato non poco nella lettura, costringendomi spesso a ritornare sulle pagine lette per riprendere il filo della narrazione (cosa che non mi capita spesso). Il prodotto risulta così un ibrido fra un romanzo e una raccolta di racconti, e forse è più vicino a questa seconda modalità narrativa che alla prima, perché in termini di economia del testo il peso dei sotto-racconti è davvero notevole, finendo per schiacciare la trama primcipale riducendola a una sorta di maxi-racconto di raccordo, e privandola non poco del respiro che a mio parere meriterebbe.

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  • 5

    Figlio anacronistico tra "Decameron" e "Dieci piccoli indiani", a mio parere "Cavie" è l'ennesima trovata geniale di Palahniuk, deliziata come al solito da un finale a sorpresa che sconvolge la compre ...continue

    Figlio anacronistico tra "Decameron" e "Dieci piccoli indiani", a mio parere "Cavie" è l'ennesima trovata geniale di Palahniuk, deliziata come al solito da un finale a sorpresa che sconvolge la comprensione di tutto ciò che è stato letto fino a quel momento. Avvincente !

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  • 3

    Ci sono sempre critiche interessanti su vari temi sociali nelle le storie volgari, fuori di testa o inverosimili che l’autore propina in quasi ogni libro, anche qui non è da meno, solo che lo fa in m ...continue

    Ci sono sempre critiche interessanti su vari temi sociali nelle le storie volgari, fuori di testa o inverosimili che l’autore propina in quasi ogni libro, anche qui non è da meno, solo che lo fa in maniera lenta, ripetitiva e a volte noiosa, contando che ci sono parti che veramente potrebbero essere tagliate, inserite tanto per far brodo.
    A me piace come autore, quindi consiglio comunque la lettura di questo libro, sono interessanti le tematiche implicite che tocca, però non come primo libro.

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  • 0

    Le circostanze? Un alibi usurato

    "Abbandona la tua vita per tre mesi. Scompari. Dimentica tutto ciò che ti impedisce di creare il tuo capolavoro. Lavoro, famiglia, casa, obblighi e distrazioni: metti tutto in stanby per tre mesi. Tre ...continue

    "Abbandona la tua vita per tre mesi. Scompari. Dimentica tutto ciò che ti impedisce di creare il tuo capolavoro. Lavoro, famiglia, casa, obblighi e distrazioni: metti tutto in stanby per tre mesi. Tre mesi durante i quali sarai circondato da gente affine in un contesto che favorisce l'immersione totale nel lavoro. Vitto e alloggio garantiti e gratuiti per chi supererà la selezione. Investi una minuscola porzione della tua vita sulla possibilità di crearti un futuro nuovo come poeta, romanziere, sceneggiatore professionista. Prima che sia troppo tardi, vivi la vita che hai sempre sognato. Posti limitatissimi."
    Tre mesi, anche molto di più che tre mesi saremmo disposti per un'occasione strepitosa come questa. Perché siamo quasi tutti fermamente convinti che l'impedimento a fare e, soprattutto a concludere, sia la vita reale. La vita reale ci distoglie dalla nostra opera, ci succhia troppa energia. E la differenza (secondo l'autore dell'annuncio), tra chi sarà padrone della propria vita e gli altri, la farà la capacità di non farsi influenzare dalle circostanze, tra chi andrà dritto per la sua strada a portare a termine il programma che ha promesso a se stesso e chi rimarrà prigioniero delle preoccupazioni, distrazioni e relazioni della vita quotidiana, destinato a fare parte per sempre della "massa informe". Peccato che la vita reale purtroppo sia anche l'unico argomento interessante dell'eventuale nostro capolavoro: la nascita, la morte, il lavoro, il successo, il fallimento, i soldi, la fama, la malattia, dimenticavo il sesso, la famiglia, i figli, il potere, la politica, le guerre, il razzismo, il reddito di base incondizionato.

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  • 4

    L'obiettivo che sta dietro l'obiettivo che sta dietro l'obiettivo

    Ci sono storie, direbbe il signor Whittier, che quando le racconti si consumano. Altre storie, invece, consumano te.

    Queste storie non si consumano, in realtà non consumano neanche il lettore per for ...continue

    Ci sono storie, direbbe il signor Whittier, che quando le racconti si consumano. Altre storie, invece, consumano te.

    Queste storie non si consumano, in realtà non consumano neanche il lettore per fortuna ma di certo nel bene o nel male provocano e scombussolano e poi come per tutti i romanzi c'è chi ne rimane affascinato, chi schifato o chi non ce la fa. Certo non è questo il libro per iniziare a conoscere questo autore, io stessa che più di una volta sono rimasta folgorata dai suoi libri devo riconoscere che qui è andato oltre, davvero oltre ogni immaginazione. Truce, cattivo, splatter potrei scrivere aggettivi all'infinito non solo per descrivere l'atroce e l'assurdo dei racconti (alcuni davvero notevoli) di questi personaggi in cerca di gloria ma anche e soprattutto di quello che riescono a farsi partecipando a questo raduno per scrittori, chiusi in un teatro abbandonato, pur di far parlare di se il giorno in cui e se verranno liberati. Più dolore e sofferenza si vedrà nei loro visi e nei loro corpi o di quello che rimane, più risplenderanno alle luci della ribalta. Folle Palahniuk. O si ama o si odia.

    Ci sono storie, diceva, che quando le racconti si consumano. Sono quelle in cui il pathos si appanna, e ogni versione suona più sciocca e vuota della precedente. Altre storie, invece, consumano te. Più le racconti, più acquisiscono forza. Quel tipo di storie non fa che ricordarti quanto sei stato stupido. Quanto lo sei ancora. E quanto la sarai ancora.

    Se riusciamo a perdonare ciò che gli altri ci hanno fatto...
    Se riusciamo a perdonare ciò che noi abbiamo fatto agli altri...
    Se riusciamo a prendere congedo da tutte le nostre storie. Dal nostro essere carnefici o vittime.
    Solo allora, forse, potremo salvare il mondo.

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  • 2

    Palahniuk stavolta non mi ha entusiasmato

    Sarò io che non vengo attratto dalle storie suddivise in racconti oppure Palahniuk stavolta ha davvero scritto un libro che non dice nulla. Il suo stile rimane sempre crudo e malsano, ma stavolta la t ...continue

    Sarò io che non vengo attratto dalle storie suddivise in racconti oppure Palahniuk stavolta ha davvero scritto un libro che non dice nulla. Il suo stile rimane sempre crudo e malsano, ma stavolta la trama del libro non mi ha detto poprio nulla.

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  • 3

    Alti e bassi

    Prima opera di Palahniuk che mi capita di leggere e forse non è stata la scelta migliore. Lo stile mi piace molto, ma 23 racconti sono un po' troppi per entusiasmarsi davvero al libro.
    La qualità degl ...continue

    Prima opera di Palahniuk che mi capita di leggere e forse non è stata la scelta migliore. Lo stile mi piace molto, ma 23 racconti sono un po' troppi per entusiasmarsi davvero al libro.
    La qualità degli stessi è inoltre abbastanza altalenante: si passa dall'ottima qualità di "Budella" e "Il canto del cigno" a racconti dimenticabilissimi quali "Lavorare coi piedi" e "Tesi". La trama orizzontale inoltre a volte annoia. Il tutto comunque è scritto molto bene con uno stile unico, ma se volete iniziare a leggere questo autore non iniziate da Cavie

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  • 4

    Ripeto quello che ho detto a mio figlio mentre gli consegnavo il libro: “è un libro stranissimo. Per dirla in breve è costruito come il Decamerone: un gruppo di persone chiuse in un ambiente si raccon ...continue

    Ripeto quello che ho detto a mio figlio mentre gli consegnavo il libro: “è un libro stranissimo. Per dirla in breve è costruito come il Decamerone: un gruppo di persone chiuse in un ambiente si raccontano storie. Palahniuk lavora su tre livelli: 1) la storia di contorno: come i personaggi sono finiti in quel locale chiuso, chi sono e cosa fanno lì dentro. È un intreccio assolutamente demenziale, che tesse la sua folle trama tra una storia e l'altra. Ha un suo perché? All'inizio no, ma verso la fine un po' ci si pente di averlo letto con disattenzione. Poi c'è il livello 2) quello delle poesie. Ogni storia è preceduta da una poesia: S A L T A L E tutte, non ti pentirai; credo che facciano schifo già in lingua originale, in italiano sono imbarazzanti. Poi ci sono le storie. Livello 3) Le storie meritano tutto. Sono racconti potenti, rotondi come le sfere di un flipper, duri e affilati. Non potranno non piacerti.
    Anche uno solo di questi racconti vale la spesa. Il primo fa rotolare a terra per le risate (gli uomini si rotolano, le donne faranno un sorriso di circostanza). Gli altri racconti non fanno ridere perché fanno male. Ridi se ti torco un braccio dietro la schiena? No, ecco. Tagliano come quegli arnesi per fare le rondelle di zucchini. Credi di farcela e invece ti tranci un po' di polpastrello”.
    Questo ho detto a mio figlio mentre partiva per l'Erasmus. Io invece resto qui, anche perché mi dicono che Palahniuk ha scritto persino di meglio. Quindi ho da fare. Subito.

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  • 2

    Ebbene si!

    Sono una lettrice compulsiva di thriller, gialli, polizieschi, noir… e siccome in circolazione ce ne sono un’infinità ogni tanto finisco impantanata in qualche emerita schifezza.

    Così, di delusione in ...continue

    Sono una lettrice compulsiva di thriller, gialli, polizieschi, noir… e siccome in circolazione ce ne sono un’infinità ogni tanto finisco impantanata in qualche emerita schifezza.

    Così, di delusione in delusione, ad un certo punto della mia vita sono arrivata ad un bivio cruciale; continuare a disperdere le mie energie o diventare finalmente una lettrice seria di libri impegnati e scrittori di peso, come ad esempio le mie amiche Chiara ed Aria?
    Ho scelto l’opzione B e subito mi sono messa alla frenetica ricerca di uno scrittore capace di darmi quella botta di cultura letteraria che mi manca.
    Ed ecco qui! Finalmente ho trovato l’uomo giusto! Chuck Palahniuk!
    Il libro s’intitola Cavie, mi è sembrato perfetto per il mio esperimento di avanzamento culturale, e ho iniziato a leggerlo trepidante.

    La trama sembrava interessante. Una strampalata pattuglia di aspiranti scrittori in fuga dalla realtà quotidiana riceve una proposta che non può rifiutare; rimanere rinchiusi tre mesi in un teatro abbandonato, all’insaputa di tutti, per scrivere un capolavoro e guadagnarsi la libertà da mogli, genitori, obblighi vari della vita. Oppure dichiararsi sconfitti.

    In realtà, all’inizio, sembra più un manuale per giovani pipparoli imbranati. Uno s’infila un moccolo di candela dentro l’uccello, un altro una carota nel didietro, il più furbo si fa risucchiare il sedere dalla pompa aspirante della piscina… e avanti così.
    Ero un po’ scoraggiata.
    Poi il romanzo procede e si trasforma in una raccolta di racconti che descrivono le spietate strategie pensate dai partecipanti per guadagnarsi fama e visibilità ai danni dei compagni d’avventura.
    Tutti inframmezzati da una poesiola scemina e/o noiosa.

    Insomma, il mio esperimento letterario s’è rivelato una mezza catastrofe.
    Forse il Chuck non è l’uomo giusto per me. Proseguo nella ricerca.

    ☆ ☆ neanche mezza in più

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  • 5

    Primo libro di Palahniuk. che leggo!
    Un racconto di racconti in cui si mostra tutta la cattiveria,l'ambizione e l'assurdità di certa umanità.
    un libro surreale.esasperato ,assurdo e geniale allo stess ...continue

    Primo libro di Palahniuk. che leggo!
    Un racconto di racconti in cui si mostra tutta la cattiveria,l'ambizione e l'assurdità di certa umanità.
    un libro surreale.esasperato ,assurdo e geniale allo stesso tempo!

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