Heart of Darkness

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Publisher: Penguin Books Australia

3.9
(8287)

Language: English | Number of Pages: 146 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Chi simplified , Chi traditional , French , German , Italian , Finnish , Catalan , Portuguese , Polish , Swedish , Galego

Isbn-10: 0140281630 | Isbn-13: 9780140281637 | Publish date: 

Also available as: Audio CD , Hardcover , Audio Cassette , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Book Description
A masterpiece of twentieth-century writing, Heart of Darkness (1902) exposes the tenuous fabric that holds "civilization" together and the brutal horror at the center of European colonialism. Conrad's crowning achievement recounts Marlow's physical and psychological journey deep into the heart of the Belgian Congo in search of the mysterious trader Kurtz.

Joyce Carol Oates on Joseph Conrad's Heart of Darkness:

"Heart of Darkness has had an influence that goes beyond the specifically literary. This parable of a man's 'heart of darkness' dramatized in the alleged 'Dark Continent' of Africa transcended its late Victorian era to acquire the stature of one of the great, if troubling, visionary works of western civilization."

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  • 2

    Tratterà anche temi importanti ma niente, non mi è proprio piaciuto. Tanta tanta noia, lettura passiva e sfiancante, non ho abbandonato solo perchè al momento non avevo altro con cui impegnare il temp ...continue

    Tratterà anche temi importanti ma niente, non mi è proprio piaciuto. Tanta tanta noia, lettura passiva e sfiancante, non ho abbandonato solo perchè al momento non avevo altro con cui impegnare il tempo.
    La linea d'ombra mi è piaciuto, ma da lì in poi per me Conrad è stato un percorso in discesa: Il tifone mi è piaciucchiato..ma questo proprio no.

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  • 3

    Lentoooo...

    Probabilmente non è il mio genere... una faticaccia per leggerlo! L'ho trovato lento e noiosetto da leggere, la tematica è sicuramente interessate ma forse non mi appartiene come genere boh...

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  • 2

    Cuore di Tenebra è un romanzo breve scritto dal britannico Joseph Conrad pubblicato nel 1902.

    Un battello è in attesa dell'alba per salpare da un porto sul Tamigi. Marlow, uno dei marinai più anziani, ...continue

    Cuore di Tenebra è un romanzo breve scritto dal britannico Joseph Conrad pubblicato nel 1902.

    Un battello è in attesa dell'alba per salpare da un porto sul Tamigi. Marlow, uno dei marinai più anziani, comincia a sussurrare una storia del suo passato animando le ombre di una fredda notte londinese.
    Parla di quando si era imbarcato con una Compagnia Francese alla volta dell'Africa Nera, per commerciare (razziare) avorio alle popolazioni indigene. Viene tratteggiato un mondo ancora tremendamente selvaggio, una giungla incontaminata, con uomini duri in un ambiente ancora più duro...

    Nonostante sia uno dei più celebrati romanzi del XX secolo, io ne sono rimasto molto deluso. Vero che le descrizioni dei luoghi sono stimolanti ed accurate (figlie di un vero viaggio che Joseph Conrad ha fatto risalendo il fiume Congo), ma la tanta decantata descrizione della pazzia di Kurtz, un agente incaricato di reperire avorio, dalla sua genesi al suo apice che ne decreta la morte, a me è sembrata smorta e banale.

    Unici temi che condivido, anche se troppo nascosti e quasi mai sviscerati, sono la critica al colonialismo Europeo e al bisogno di potere di Kurtz.

    Se vi interessa il tema del potere come involuzione dell'animo umano perché non cominciate Il signore degli Anelli di Tolkien?

    said on 

  • 4

    La voce narrante...

    il capitano Marlow, ci porta lungo il corso di un fiume nel Congo belga, alla ricerca o recupero di uno degli agenti, il più efficace ed efficiente nel reperire grosse quantità di avorio. Mr Kurtz è l ...continue

    il capitano Marlow, ci porta lungo il corso di un fiume nel Congo belga, alla ricerca o recupero di uno degli agenti, il più efficace ed efficiente nel reperire grosse quantità di avorio. Mr Kurtz è la personificazione dell'avidità e del desiderio di potere e di predominio, ma lungo il lento viaggio di avvicinamento alla sua stazione Marlow conoscerà tutti gli innumerevoli aspetti dello sfruttamento europeo in Africa. Quando arriverà a Kurtz lo troverà malato, delirante, al centro di una sorta di culto da parte delle tribù del luogo, è un personaggio inquietante, un uomo privo di spessore ma intelligente e che in Africa perderà la sua umanità e diventerà una sorta di mostro. L'Europa non porta civiltà in Africa ma solo sfruttamento, crudeltà e stupidità. Tutti i personaggi concorrono a questo sfruttamento, in maniera più o meno lungimirante ma tutti sono colpevoli. Kurtz è forse il più consapevole del suo ruolo e questo lo rende diverso dagli altri, ma certo non lo redime. Tra tutti l'unico personaggio innocente, non interessato allo sfruttamento, è la figura del vagabondo russo di cui non conosciamo il nome e che non tornerà alla civiltà insieme a Marlow ma resterà nella foresta più profonda e inesplorata.

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  • 5

    SPECCHIO OSCURO

    Viaggio allegorico verso l'essenza ultima della natura umana,questo romanzo é come uno specchio oscuro che ne riflette la parte più inaccessibile.Messo di fronte a questo abisso di inconoscibilità,l'e ...continue

    Viaggio allegorico verso l'essenza ultima della natura umana,questo romanzo é come uno specchio oscuro che ne riflette la parte più inaccessibile.Messo di fronte a questo abisso di inconoscibilità,l'essere umano perde la capacità di razionalizzare questa esperienza e l'unica via d'uscita(salvezza)é la follia.Conrad si propone di spingere ognuno di noi a riflettere sul fatto se abbia senso parlare di razze umane o se non sia più corretto,al contrario, esprimersi in termini di umanità in senso stretto.Dare una risposta a questo quesito é,poi,tutta un'altra storia.Capolavoro assoluto

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  • 5

    Un romanzo che è un viaggio, un viaggio all'interno dell'Africa lungo il fiume Congo, sulle sue acque all'apparenza placide, a ritroso verso la sua sorgente. Un viaggio all'interno dell'essere umano, ...continue

    Un romanzo che è un viaggio, un viaggio all'interno dell'Africa lungo il fiume Congo, sulle sue acque all'apparenza placide, a ritroso verso la sua sorgente. Un viaggio all'interno dell'essere umano, del significato dell'essere umani, della maestosità della grandezza e dei limiti a cui solo l'ambizione di un essere umano può spingersi tanto lontano da sfidarli e superarli, fino all'annichilimento.
    La grandezza e l'ambizione dell'uomo si confrontano e si scontrano con la mestosa potenza della natura, anzi della Natura. La foresta è un essere vivente la cui voce parla soprattutto di notte, la cui oscurità penetra inavvertitamente e assorda e confonde, si impadronisce dell'uomo spingendolo ad ambire alla massima espressione di sè e dei suoi desideri per poi ridurlo a schiavo di essi e di ciò che si rivela a sè stesso.
    La foresta popolata di indigeni che di soppiatto feriscono con le loro frecce è più che un'ambientazione, è un personaggio. E' il personaggio che fa da controcanto a Kurz: entrambi permeano il romanzo ad ogni respiro, anche quando non sono tangibili e presenti, e entrano dentro per non abbandonare il lettore nemmeno a romanzo finito, nemmeno ad anni di distanza.

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  • 4

    L'orrore.

    http://www.ultimasettimana.it/2016/04/24/cuore-di-tenebra-di-joseph-conrad/

    Lo scorrere del fiume Congo era un lento discendere nel cuore della mente umana. Perché quando le nebbie del mattino si dira ...continue

    http://www.ultimasettimana.it/2016/04/24/cuore-di-tenebra-di-joseph-conrad/

    Lo scorrere del fiume Congo era un lento discendere nel cuore della mente umana. Perché quando le nebbie del mattino si diradarono, quelle persone, quelli indigeni che seguivano con lo sguardo la barca di Marlow furono lo spettacolo più irrazionale e folle a cui il giovane avrebbe assistito nel corso di tutta la sua vita.

    E, quando alla fine del viaggio scorse la grande costruzione bianca, la figura che stanziava dritta sul pontile fu la personificazione del terrore.

    Fu lui a portarli da Kuntz. Quell’uomo vestito di nero, macilento, dai lunghi capelli biondi, quasi bianchi che calpestava i corridoio bui più come un fantasma che come una figura in carne ossa, quasi sparì quando di fronte a Marlow si stanziò la figura di Kurtz.

    Era alto quasi due metri. Stava su uno scranno ricoperto d’oro, circondato da indigeni che guardavano tutti Marlow. L’uomo non sbatteva le palpebre. Si alzò. Si mosse.

    “So chi sei.” Gli disse. E Marlow ebbe la certezza che fosse vero. Che lo avesse letto nella sua mente.

    Lui era l’orrore.

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  • 4

    Ottimo per...

    ... l'idea e la tensione, ma non per la prosa. C'è qualcosa che non mi attira fino in fondo. Sono rimasto in superficie. Già mi era successo con «La follia di Almeyer».

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  • 2

    Sarà perché non è il mio genere ma l'ho trovato lento, faticoso come il fiume percorso da Marlow. La morale e gli spunti ci sono tutti ma purtroppo non mi ha coinvolto. Raro caso in cui il film che si ...continue

    Sarà perché non è il mio genere ma l'ho trovato lento, faticoso come il fiume percorso da Marlow. La morale e gli spunti ci sono tutti ma purtroppo non mi ha coinvolto. Raro caso in cui il film che si è basato sull'opera mi è piaciuto molto di più.

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