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Heart of Darkness

By

Publisher: Penguin Books Ltd

3.9
(7945)

Language:English | Number of Pages: 112 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Chi simplified , Chi traditional , French , German , Italian , Finnish , Catalan , Portuguese , Polish , Swedish , Galego

Isbn-10: 0140620486 | Isbn-13: 9780140620481 | Publish date: 

Also available as: Audio CD , Hardcover , Audio Cassette , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Book Description
"Heart of Darkness" has been considered for most of this century as a literary classic, and also as a powerful indictment of the evils of imperialism. It reflects the savage repressions carried out in the Congo by the Belgians in one of the largest acts of genocide committed up to that time. Conrad's narrator encounters at the end of the story a man named Kurtz, dying, insane, and guilty of unspeakable atrocities.
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  • 3

    Questo libro di Conrad ha una fama forse superiore al suo reale valore, probabilmente perché ha ispirato Francis Ford Coppola per Apocalypse Now. Senza infamia né lode, indubbiamente scritto bene ma f ...continue

    Questo libro di Conrad ha una fama forse superiore al suo reale valore, probabilmente perché ha ispirato Francis Ford Coppola per Apocalypse Now. Senza infamia né lode, indubbiamente scritto bene ma forse troppo breve e, almeno a mio giudizio, Conrad avrebbe potuto sviluppare di più e meglio la figura di Kurtz e il rapporto, seppur breve, che quest'ultimo ha con Marlow.

    said on 

  • 4

    Un cuore nell'orrore

    E' un libro carico di rabbia che percuote animi delusi che senza meta si avviano verso orizzonti senza luci. La svolta sembra dietro l'angolo, dietro il vocio, il raccontare, che demonizza ogni spigol ...continue

    E' un libro carico di rabbia che percuote animi delusi che senza meta si avviano verso orizzonti senza luci. La svolta sembra dietro l'angolo, dietro il vocio, il raccontare, che demonizza ogni spigolo di realtà affascinando l'uomo nelle sue possibili visioni di un Gesù Cristo ricercato.
    Gli indigeni sembrano quasi degli angeli; il fiume una corrente di sangue rivolto verso un ideale, non chiaro ma ammaliante, che rimarrà a malincuore conosciuto solo nelle menti di chi ha adorato quell'"essere". Quel Kurtz, che in tedesco vuol dire corto. Un opposto alla sua mente e al suo fisico. L'"orrore" di cui si sente gridare, sospirare e legittimare rimane un'ombra nella cupa idea di chi sotto sotto continua a sperare.

    said on 

  • 5

    Lo considero un capolavoro, uno di quei libri che per quanto ti sforzi di entrarci ti resterà sempre misterioso, quanto la vita, che per quanto ti sforzi di capirla prende una sua piega inspiegabile p ...continue

    Lo considero un capolavoro, uno di quei libri che per quanto ti sforzi di entrarci ti resterà sempre misterioso, quanto la vita, che per quanto ti sforzi di capirla prende una sua piega inspiegabile per la maggioranza di noi. Un mirabile gioco di scatole cinese, un meccanismo imperfetto dal punto di vista letterario e proprio per questo credibile e coinvolgente. Conrad racconta, non scrive, ma si siede un po' all'ombra e con la sua voce profonda ti cattura, come ha catturato tutti l'imponderabile Kurtz. Kurtz è la forza della natura umana quando si spinge aldilà del bene e del male, noi comuni mortali non possiamo che affacciarci sull'orlo del baratro senza mai comprendere la grandezza di chi getta oltre il limite consueto e borghese la propria vita. Perché il protagonista di cui si racconta è un borghesuccio che ammira l'ignoto e lo straordinario ma non ha il coraggio di squarciare il velo delle consuetudini e del perbenismo. Marlow è uno di noi, preferisce rinchiudersi nel bozzolo del suo mondo mentre Kurz guarda negli occhi l'inguardabile. "L'orrore, l'orrore": nessuna frase avrà più verità di questa, che rimane scolpita a lettere di fuoco in chiunque si sia inoltrato in quella jungla.

    said on 

  • 3

    Il libro è interessante ma, purtroppo, un'edizione fatta male rovina il gusto della lettura. (Ho letto l'edizione in ebook Baldini Castoldi Dalai con ISBN-13 9788866201830)
    Non amo particolarmente i l ...continue

    Il libro è interessante ma, purtroppo, un'edizione fatta male rovina il gusto della lettura. (Ho letto l'edizione in ebook Baldini Castoldi Dalai con ISBN-13 9788866201830)
    Non amo particolarmente i libri scritti in prima persona ma in questo caso credo sia l'unico modo per rendere più vivo il racconto di Marlow. La sua improvvisa e inspiegabile attrazione per l'Africa, il suo impatto con quel continente e con le persone che lo abitano, indigeni e stranieri, e i rapporti tra questi.
    Su tutto aleggia, come un fantasma, la figura di Kurtz, tra uomo e mito. Le sue imprese lo precedono e quando compare in scena è così diverso da come è stato descritto che si fa fatica a riconoscerlo. Non l’eroe capace di affrontare i pericoli del continente africano e di procurarsi grandi quantità di avorio ma solo un uomo, alla fine dei suoi giorni, che vuole rimanere aggrappato a tutti i costi ai suoi sogni di grandezza e non accetta l’inevitabile. Grazie a Marlow però questo lato non emergerà mai perché lui stesso contribuirà con il suo silenzio a far vivere quel mito.

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  • 3

    This is not the first book I read in English, but it has been undoubtedly the most challenging. Heart of Darkness is a very oppressive, reflective narration whose ultimate message remains quite ambigu ...continue

    This is not the first book I read in English, but it has been undoubtedly the most challenging. Heart of Darkness is a very oppressive, reflective narration whose ultimate message remains quite ambiguous. Consequently, the racism of the novel has been discussed during decades, and it seems to me that this controversy will always be part of its main essence.
    In my opinion, there is not a clear intention of condemning the violence and slaughter caused by the European colonizers, but their savage and wild world is used as an excuse to Marlow's reflections. It may be an implicit criticism, though it is not expressed through the words of the protagonist.
    Definitely, one of the huge mysteries of this book is Kurtz. His function in Heart of Darkness is enigmatic, since he represents a sort of symbol, a kind of goal that Marlow wants to achieve. Moreover, I really believe that Kurtz is the perfect image of the consequences of the extreme desire. His madness seems to be used as an example of this greedy passion, of the "horror" of the fake progress hiding the most vicious and cruel human behaviours.
    All in all, I found this reading interesting in several ways. Its real meaning is complex and mysterious, and, to my mind, the author was aware of this fact because he wanted to create questions and not being so obvious. A racist novel? I would say so, because as I mentioned before, I can't find a real intention (implicit or explicit) dealing with this aspect. However, my doubts have not been cleared up yet.

    said on 

  • 3

    Bello se letto con una visione passata.

    Gli anni di questo libro si sentono tutti. Tuttavia molte parti mi hanno emozionato ed appassionato; altre purtroppo mi hanno annoiato a morte e mi hanno fatto perdere il filo della storia. Comunque r ...continue

    Gli anni di questo libro si sentono tutti. Tuttavia molte parti mi hanno emozionato ed appassionato; altre purtroppo mi hanno annoiato a morte e mi hanno fatto perdere il filo della storia. Comunque rimane un classico che dovrebbe presenziare in ogni libreria.

    said on 

  • 5

    bellissimo!!!!

    Siamo a bordo di un battello fermo sulle rive del Tamigi in attesa di una marea favorevole per riprendere il viaggio. E’ buio e fra dormiveglia di alcuni e la curiosità di altri, il vecchio marinaio M ...continue

    Siamo a bordo di un battello fermo sulle rive del Tamigi in attesa di una marea favorevole per riprendere il viaggio. E’ buio e fra dormiveglia di alcuni e la curiosità di altri, il vecchio marinaio Marlow comincia a raccontare di un viaggio che aveva fatto molti anni prima nel cuore dell’Africa nera dove una compagnia di bianchi aveva come scopo quello di acquisire e vendere a caro prezzo l’avorio, colonizzando i luoghi selvaggi e sottomettere il “nemico”.
    Marlow arriva in Africa e fa la conoscenza di vari individui che sembrano al limite della normalità e che non mascherano la loro invidia nei confronti di Mr. Kurtz che è l’unico che riesce a razziare ingenti quantità di avorio. Questo personaggio viene invidiato e temuto ma sempre con un certo timore reverenziale e sarà proprio da qui che anche Marlow cadrà nel fascino di questo personaggio che brama di incontrare.
    Grazie a indigeni e cannibali risalirà il fiume a bordo di un vaporetto piuttosto malconcio fino al arrivare nel cuore dell’africa più nera in cui Marlow farà finalmente conoscenza di questo famigerato Mr. Kurtz.
    Un uomo rispettato perfino dalle popolazioni indigene.

    Premetto che questo libro me lo hanno regalato e se fosse stato per me non lo avrei mai letto di mia spontanea volontà. Non amo i libri ambientati nei paesi caldi quindi questo sarebbe stato scartato a prescindere. In realtà mi sono ritrovata fra le mani un libro che mi ha ammaliata e mi ha trasportata nel cuore dell’Africa nera, sentivo i tamburi delle popolazioni indigene, mi sembrava di ballare con loro intorno al fuoco in una danza macabra mossa da spiriti maligni, mi sembrava di sentire l’odore di morte e il caldo soffocante.
    Secondo me il messaggio di questo libro si può riassumere con questo paragrafetto:

    “…Aveva occupato un soglio eccelso tra i demoni di quella terra – lo dico in senso letterale. Voi non potete capire. E come potreste? – con un buon selciato compatto sotto i vostri piedi, circondati da vicini cortesi pronti ad incoraggiarvi o ad attaccarvi, mentre muovete passi cauti fra il macellaio e il poliziotto, nel sacro terrore dello scandalo e delle forche e dei manicomi – come potreste immaginare quella particolare regione dell’era primordiale in cui la solitudine – una solitudine totale, senza poliziotto – e il silenzio – un silenzio totale, senza la voce ammonitrice di un cortese vicino che sussurri la pubblica opinione – conducono i passi di un uomo liberi da ostacoli? Queste piccole cose costituiscono l’immane differenza. Quando vengono meno si è costretti a ripiegare sulla propria forza innata, sulla propria attitudine alla fedeltà. Naturalmente si può essere anche troppo idioti da finir male – tanto ottusi da non accorgersi neppure di essere assaliti dalle potenze delle tenebre.”

    Sono rimasta sorpresa dell’effetto che mi ha fatto, delle riflessioni che mi ha fatto fare e no avrei mai pensato che questo libro potesse addirittura commuovermi.
    E’ una chiara critica al colonialismo nei confronti del continente africano in cui il “nemico” da sconfiggere era l’indigeno.
    Scene di morte molto toccanti e tristi che appesantiscono il cuore, come per esempio quando Marlow arriva vicino al fiume e trova un cimitero a cielo aperto dove gli indigeni, sfruttati fino allo stremo, andavano a morire soli e stanchi.
    Il romanzo si può dividere in due: la prima parte quella in cui Conrad entra lentamente in questa terra sconosciuta e affascinante, in cui il lettore fatica a staccarsi dalla voce narrante e vive la storia con distacco.
    Nella seconda parte invece sembra di scivolare dentro ad un incubo in cui il battello è guidato dalla morte in persona che fa da guida turistica fra le terre del male.
    E’ un incubo da cui vorresti svegliarti ma non riesci perché vuoi e devi arrivare fino alla fine e ormai la velocità che hai preso è troppo veloce e non puoi fermarti.
    Kurtz è la parte selvaggia dell’animo umano che senza regole imposte dalla società deve far fede al suo istinto che senza veli si rivela spietato, crudele, malato e sadico.
    Marlow invece è come un uomo che si guarda allo specchio e vede Kurtz in se stesso, lo vede in modo distaccato ma lo rispetta e ne è anche tremendamente affascinato. Vuole salvarlo e mentre lo porta verso casa muore urlando “Che orrore! Che orrore!”.
    Perché?
    Secondo me perché Kurts estrapolato dalla vita selvaggia e senza regole se non quella de “Il più forte vince”, il suo lato “civilizzato” si rende conto delle cose che ha fatto e ne prova orrore.
    L’ho trovato molto forte e potente. Non serve andare troppo lontano per capire che questo messaggio e attuale.
    Basta vedere anche ai giorni nostri dove scoppia una guerra tutto è permesso: seppellire bambini e donne e cani vivi, decapitare persone senza mostrare alcuna umanità, uccidere il proprio vicino di casa, violentare e seviziare, uccidere persone e animali senza motivo.
    Kurtz rappresenta la parte selvaggia e sadica dentro ad ognuno di noi, Marlow è la parte civilizzata che tenta di salvare il salvabile.
    Mi ha impressionato moltissimo.
    Inoltre in questo libro c’è una quantità enorme di frasi che rasentano la poesia, è scritto con enorme passione e mi sono ritrovata spesso a sottolineare frasi per condividerle con voi:

    “Vidi l’inconcepibile mistero di un’anima che non conosceva ritegno, né fede, né paura e che tuttavia lottava ciecamente contro se stessa.”

    “Pareva un’effige animata della morte, scolpita in avorio antico, che agitasse minacciosa la mano davanti a una folla di uomini fusi in bronzo scuro e lucente."

    “… come se la foresta che aveva espulso quegli esseri all'improvviso, li avesse risucchiati come rientra il respiro in una lunga inspirazione.”

    “La luna aveva steso sopra ogni cosa una sottile patina d’argento – sull'erba lussureggiante, sul fango, sul muro di intricata vegetazione più alto del muro d’un tempio, sul grande fiume, che attraverso un varco cupo vedevo brillare, brillare mentre scorreva ampio senza un solo mormorio.”

    “La mente umana è capace di qualsiasi cosa – poiché racchiude in sé ogni cosa, tutto il passato e tutto il futuro.”

    “Scivolavamo come fantasmi, pieni di stupore e di segreto spavento, come dei sani di mente di fronte a un’esplosione di euforia in un manicomio. Non potevamo capire perché eravamo troppo lontani per ricordare perché viaggiavamo nella notte dell’era primordiale, di epoche ormai scomparse, lasciando appena una traccia – e nessun ricordo. La terra non aveva nulla di terrestre.”

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  • 5

    Non è la prima volta che Joseph Conrad affronta il tema dell’animo umano; e non è la prima volta che lo fa con uno stile nuovo, compatto, estroso di riflessioni e descrizioni.
    Tuttavia “Cuore di teneb ...continue

    Non è la prima volta che Joseph Conrad affronta il tema dell’animo umano; e non è la prima volta che lo fa con uno stile nuovo, compatto, estroso di riflessioni e descrizioni.
    Tuttavia “Cuore di tenebra” secondo me si rivela come il libro centrale dello scrittore polacco, se non addirittura della letteratura in generale. Il motivo deriva dal fatto che “Cuore di tenebra” è una prova congeniale ad una imminente forma letterale che ha caratterizzato tutto il secolo scorso. Un racconto che è stato destinato a essere considerato un romanzo. Una crude “vera” storia, seppure piccola nella grandezza del mondo, che è restato e resterà indelebile, indimenticabile per il lettore, per i critici e gli studiosi etc.
    “Cuore di tenebra” è un macigno rivelatore.
    La realtà innanzitutto “esiste” per essere scritta, altrimenti non vale la pena neppure viverla.
    Conrad parte da una denuncia contro il colonialismo europeo – fondato sulla disumanità e sulla supremazia dell’uomo bianco civilizzato nei confronti dell’uomo indigeno, la debolezza conforme – e ci porta ad indagare dentro di noi per scoprire o confessare una nostra parte oscura dell’anima che forse non conosciamo - dato che ci è stato offuscato – vale a dire quello innato terrore, quella irremovibile paura che accidentalmente può schizzare fuori non appena la realtà ci appare davanti incoerente e meschina. E quest’orrore ci rende bruti, irragionevoli, animaleschi, ribelli, folli e calpestiamo a chiunque sia invece ceco, debole che si fa facilmente sottomettere.
    Questo detto in parole povere, ma "Cuore di Tenebra" merita un'attenzione maggiore.

    said on 

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