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Heart of Darkness

With the Congo Diary

By

Publisher: Penguin Books Ltd

3.9
(8062)

Language:English | Number of Pages: 224 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Chi simplified , Chi traditional , French , German , Italian , Finnish , Catalan , Portuguese , Polish , Swedish , Galego

Isbn-10: 0141182431 | Isbn-13: 9780141182438 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Audio CD , Hardcover , Audio Cassette , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Book Description
Marlow voyages into the wildness and jungle of the Belgian Congo to meet Kurtz, a company agent, and having found him, realizes that Kurtz has won supremacy over the natives through unrestrained violence. The story explores the workings of the subconscious, and addresses political imperialism.
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  • 2

    Non sono solita modificare vecchi voti o recensioni. A volte, nel vedere come avevo votato o recensito un determinato libro, mi sento prudere le mani dalla tentazione di rimuovere ogni traccia. Resist ...continue

    Non sono solita modificare vecchi voti o recensioni. A volte, nel vedere come avevo votato o recensito un determinato libro, mi sento prudere le mani dalla tentazione di rimuovere ogni traccia. Resisto sempre. Anche se ora la cancellerei dalla faccia della terra, la recensione X era un'espressione fedelissima di come pensavo allora, di come mi esprimevo. Se non ci fosse, non potrei tracciare la mia evoluzione.
    Questo preambolo per dire che ho cambiato la valutazione di Cuore di tenebra da 4 a 2 stelline. Ma in realtà non l'ho affatto cambiata: sarebbe sempre dovuta essere di due stelle. Perché non lo era? Bella domanda. Spero mi si perdonerà se, invece di parlare del libro, farò considerazioni di carattere più generale.

    Non mi piacque nemmeno allora, Cuore di tenebra. Dalla lettura ricordo solo noia di fronte ad un viaggio che sembrava non finire mai, un protagonista noioso assai, un personaggio dipinto come un uomo eccezionale che a me non sembrava altro che un negriero. Sì, ricordo anche la splendida scena de L'orrore, l'orrore, ma è di magra consolazione se confrontata con il - nemmeno tanto - malcelato razzismo che permeava il resto del libro.
    Erano sensazioni che provavo anche allora. Eppure le ho ignorate. Evidentemente trovavo "non accettabile" pensare che Cuore di tenebra non fosse il capolavoro di cui tutti parlavano; così, con un'autocensura che renderebbe fiero un dittatore, mi sono sforzata di trovare i pregi necessari per alzare la valutazione quel tanto che bastava per non renderla "compromettente". (Notare che non scrissi alcuna recensione: a quanto pare l'autocensura non fa miracoli).
    Non ho mai dimenticato del tutto questa storia. Qualche giorno fa ho avuto l'occasione di ripensarci, e ho scoperto quello che in realtà sapevo da sempre: non ho niente da perdere se dico che un capolavoro non mi è piaciuto. Anzi, ho solo da guadagnarci. Quindi, forse la lettura di Cuore di tenebra non è stata del tutto inutile: mi ha dimostrato come sia difficile resistere a certi meccanismi mentali, come sia facile farsi condizionare dagli altri, sottomettendosi placidamente al pensiero dominante. Peccato solo che il libro non intendesse parlare di questo.

    said on 

  • 4

    Sin Aliento

    Novela corta pero muy densa, con relatos dentro del relato y con un estilo narrativo descriptivo y lleno de entrecomillados con una asombrosa capacidad para alejarnos de la realidad. La capacidad y e ...continue

    Novela corta pero muy densa, con relatos dentro del relato y con un estilo narrativo descriptivo y lleno de entrecomillados con una asombrosa capacidad para alejarnos de la realidad. La capacidad y el dominio de las técnicas narrativas del escritor es apabullante.
    Un descenso a los infernos de la colonización europea de África y al mismo tiempo de la mente humana. Aunque muchos lo consideran racista yo creo que hay que situar el libro en su contexto, fue escrito a finales del siglo XIX cuando el colonialismo estaba en pleno apogeo, para mi Conrad fue un adelantado en la denuncia del racismo.
    Este relato es el inspirador de la película Apocalipsis Now que aunque se desarrolla en una época y lugar diferentes refleja muy bien el sentido de la novela.
    Resumiendo, libro cortito pero difícil de leer y que te deja sin aliento.

    said on 

  • 4

    "La corrente fluiva liscia e veloce ma sulle sponde pesava una muta immobilità.
    Sembrava che tutti quegli alberi vivi, allacciati gli uni agli altri da liane e rampicanti, che ogni arbusto di quella v ...continue

    "La corrente fluiva liscia e veloce ma sulle sponde pesava una muta immobilità.
    Sembrava che tutti quegli alberi vivi, allacciati gli uni agli altri da liane e rampicanti, che ogni arbusto di quella viva boscaglia, fossero stati tramutati in pietra, dal rametto più sottile, alla foglia più leggera. Troppo innaturale per essere un sonno: sembrava uno stato di trance. Non si sentiva il più debole suono, di nessuna specie. Si stava a guardare stupiti, con il sospetto di essere diventati sordi e all'improvviso scese la notte a renderci anche ciechi."
    Questa è, secondo me, una descrizione di una bellezza incredibile perchè mi sembra di percepire anche l'apprensione ...l'inquietudine che la natura può suscitare nell'uomo...

    said on 

  • 5

    La scrittura di Conrad conquista, ipnotizza e avvolge il lettore, risucchiandolo all'interno della giungla umida e afosa dove si svolge l'azione.
    In pochi libri ho trovato così tanti passaggi degni di ...continue

    La scrittura di Conrad conquista, ipnotizza e avvolge il lettore, risucchiandolo all'interno della giungla umida e afosa dove si svolge l'azione.
    In pochi libri ho trovato così tanti passaggi degni di essere sottolineati e impressi nella memoria.
    Il tema più evidente del romanzo è la feroce critica al colonialismo europeo attraverso la descrizione delle barbarie e delle razzie compiute dalle potenze occidentali nei confronti del continente africano.
    Colonialismo non solo inglese, quindi ma di tutte le nazioni occidentali indistintamente. Arrivati nel continente con la falsa auto-giustificazione di portare luce, cultura, progresso in territori ancora sottosviluppati (parole di Kurtz), in realtà nascondono solo il desiderio di ottenere più ricchezza e potere, violentando quelle terre e chi vi abita, depredandole delle proprie ricchezze, nel caso del romanzo, l'oro bianco.
    Più il protagonista penetra nel continente, più in realtà si addentra nell'animo oscuro dell'Europa e queste barbarie appaiono più evidenti, banalizzati nella propria quotidianità.
    Altra chiave di lettura è quella che accomuna questo romanzo ad un altro di cui avevo parlato: Il Signore delle Mosche.
    Kurtz è un uomo intelligente e dotato, inizialmente mosso da ideali sinceri, ma che alla fine cade vittima del proprio lato oscuro, non è in grado di resistere alla tentazione di un potere assoluto che gli indigeni gli hanno attribuito proprio in ragione delle sue capacità personali.
    Kurtz è la dimostrazione del fatto che l'uomo occidentale moderno e civile può mutare in un mostro quando nessuna regola o convenzione esterna impedisce che la propria libertà si spinga oltre ogni limite.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Non so se sono io che non ho compreso la vera natura di questo romanzo. All'apparenza sembra il racconto di un marinaio stanco ma il nome "Lacrima di tenebra" e gli orrori ivi descritti mi fanno rifle ...continue

    Non so se sono io che non ho compreso la vera natura di questo romanzo. All'apparenza sembra il racconto di un marinaio stanco ma il nome "Lacrima di tenebra" e gli orrori ivi descritti mi fanno riflettere.
    La natura onirica suggerisce una chiave di lettura molto più filosofica e meno superficiale. L'Africa diviene metafora della terra di nessuno dove i peggiori istinti dell'uomo di manifestano con libertà senza il freno delle istituzioni e del bon ton occidentale.
    In questa chiave il viaggio del marinaio è a tutti gli effetti un viaggio nel cuore di tenebra degli uomini, nel loro lato più oscuro e pericoloso. Infatti è incredibile di quali orrori sia capace l'individuo quando è lontano dagli sguardi dei loro simili (avvengono tutt'ora ogni dannato giorno in Africa, tra bambini che muoiono di fame, sete e malattie e guerre senza senso orchestrate da avidi commercianti d'armi e multinazionali.
    Un libro che fa riflettere.

    said on 

  • 5

    Libro di tenebra

    Cinque stelle perchè, anche se il libro non appartiene al genere di lettura che prediligo, è indiscutibilmente notevole. Conrad ha scritto qualcosa di oscuro, misterioso, magico e cupo: un libro che v ...continue

    Cinque stelle perchè, anche se il libro non appartiene al genere di lettura che prediligo, è indiscutibilmente notevole. Conrad ha scritto qualcosa di oscuro, misterioso, magico e cupo: un libro che vuole smascherare lo sfrenato ed innarrestabile colonialismo occidentale, ma non solo. Cuore di tenebra ("Heart of darkness") è anche la storia di un passato primitivo e selvaggio, quello dell'Africa nera, che non può essere dimenticato: il sogno occidentale di conquista che ben presto si trasforma in un incubo inquieto ed opprimente. Basta leggere le prime pagine per essere immediatamente catapultati in un mondo fatto di fiumi che sembrano serpenti, fitte vegetazioni, cannibali e teste impalate; un mondo di silenzio (foresta) e voce (Kurtz), bianco (avorio) e nero (indigeni), luci ed ombre.
    Da leggere, soprattutto per aprire gli occhi sul fatto che il progresso in realtà è un concetto limite che viene superato da quel lato oscuro e tenebroso che è insito in ogni paese.
    " (..) Parlava di svezzare quei milioni di ignoranti dalle loro orribili abitudini'': il fatto è che il primitivo non è sinonimo di Africa, è sinonimo di mondo, è sinonimo di noi stessi; ognuno ha un lato selvaggio, il problema sta nel controllarlo e reprimerlo. Tutti, insomma, hanno un cuore di tenebra.

    said on 

  • 5

    Non stento a credere che venga considerato una delle opere migliori del '900, di sicuro è una delle opere più ambiguamente potenti che abbia mai letto.
    L'ambiguità deriva dal fatto che appena ho chius ...continue

    Non stento a credere che venga considerato una delle opere migliori del '900, di sicuro è una delle opere più ambiguamente potenti che abbia mai letto.
    L'ambiguità deriva dal fatto che appena ho chiuso il libro sono stato impossessato da una strana sensazione, quasi una repulsione verso tutto ciò che avevo letto ma anche un'attrazione per la perfezione letteraria del personaggio di Kurtz; un personaggio che si vede poco e quando Marlow lo raggiunge non è in ottime condizioni, ma resta un personaggio in grado di stordire con le sue ambizioni.
    Anche Conrad, come Pessoa, non ha scritto un romanzo facile. La complessità della narrazione l'ho trovata un modo compiuto per moltiplicare i sensi sottaciuti del testo.
    Già alla prima lettura è chiaro che non sia solo un'opera che si scaglia contro il colonialismo, quello è il pretesto per parlare d'altro, o meglio: per inserire in un quadro di senso più ampio la mostruosità colonialista, per rendere universale il "fatto".
    Conrad ha una delle migliori prose che abbia mai letto, mi pento di non averlo fatto prima; periodi lunghi e un continuo ricorso alla ripetizione, quasi come a voler rimarcare l'inafferrabile.
    Addentrandosi nella lettura, e risalendo il fiume con Marlow, il romanzo diventa sempre più asfissiante, si appiccica addosso ma mantenendo una caratteristica costante: tutto assume dei contorni eterei, sembra di essere dentro un sogno. Lo scopo di Conrad sembra proprio essere quello di farsi strada nella coltre onirica del reale: per Marlow, Kurtz è "solo una parola".
    «Do you see him? Do you see the story? Do you see anything? It seems to me I am trying to tell you a dream» dice Marlow al suo auditorio di marinai/dice Conrad ai suoi lettori, e continua specificando che raccontare il sogno è inutile, "un tentativo inutile", perchè è impossibile comunicare con le parole «that notion of being captured by the incredible which is of the one very essence of dreams...».
    Quindi il testo, per cercare di afferrare la sfuggevolezza del reale, si fa metaforico, allucinogeno. Quell'Africa, mai nominata per tutto il testo, assume i contorni spettrali di un luogo fantastico, pieno di quelle "black shadow of disease" che Marlow non vede come nemici, notando piuttosto il legame indissolubile che persiste fra schiavo e padrone.
    Un legame che Marlow percepisce anche fra lui e Kurtz. Pur non abbracciando i metodi e le idee di quell'uomo adorato come un dio dai selvaggi, sente di doverlo rispettare, sente di capirlo quasi, sente di non essere poi molto diverso da lui. Sente di doverlo difendere con la colossale menzogna che segna la fine del romanzo.
    Quindi il "cuore della tenebra" dov'è? Conrad sembra suggerirci che non è nel cuore del Congo, in Africa, ma forse sta passeggiando per le strade di una rispettabile metropoli in questo momento.

    said on 

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