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Hearts in Atlantis

By

Verleger: Heyne

3.9
(3146)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 622 | Format: Mass Market Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Chi traditional , Italian , Spanish , French , Dutch , Russian , Greek , Chi simplified , Czech , Portuguese , Swedish

Isbn-10: 3453185668 | Isbn-13: 9783453185661 | Publish date: 

Translator: Peter Robert

Auch verfügbar als: Hardcover , Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Buchbeschreibung
Atlantis erzählt nicht eine, sondern mehrere Geschichten, die alle auf die eine oder andere Weise miteinander verknüpft sind. Um es vorweg zu sagen: Es geht nicht um den versunkenen Kontinent. Jedenfalls nicht um den, an den Sie jetzt denken.
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  • 3

    「有時候要為了一個好故事讀一本書,不要像那些挑剔勢利的讀者一樣;有時候要為了作者的語言讀一本書,不要像那些保守的讀者一樣」--P37
    --
    總覺得史蒂芬.金很喜歡透過書中人物之口
    去抒發自己對於閱讀和寫作這兩件事的看法
    當然也要把握機會酸一下那些所謂的嚴肅作品
    我覺得閱讀應該是隨興所至
    不帶任何目的和壓力的去讀
    才能體會閱讀的真正樂趣
    硬是要在閱讀之前預設目的
    或者要在閱讀之後找尋收穫
    都屬於無病 ...weiter

    「有時候要為了一個好故事讀一本書,不要像那些挑剔勢利的讀者一樣;有時候要為了作者的語言讀一本書,不要像那些保守的讀者一樣」--P37
    --
    總覺得史蒂芬.金很喜歡透過書中人物之口
    去抒發自己對於閱讀和寫作這兩件事的看法
    當然也要把握機會酸一下那些所謂的嚴肅作品
    我覺得閱讀應該是隨興所至
    不帶任何目的和壓力的去讀
    才能體會閱讀的真正樂趣
    硬是要在閱讀之前預設目的
    或者要在閱讀之後找尋收穫
    都屬於無病呻吟之舉
    樂趣,一直是我持續做這件是唯一的目的
    也是我至今的人生觀
    任何我付出心力的事情,都是為了我的樂趣而存在
    另外,他對於成癮者的行為和心理描寫真是一絕
    大概和他曾是酒鬼有關

    gesagt am 

  • 4

    At his finest.

    A collection of connected short stories.

    "Low Men in Yellow Coats"
    "Hearts in Atlantis"
    "Blind Willie"
    "Why We're in Vietnam"
    "Heavenly Shades of Night Are Falling" ...weiter

    A collection of connected short stories.

    "Low Men in Yellow Coats"
    "Hearts in Atlantis"
    "Blind Willie"
    "Why We're in Vietnam"
    "Heavenly Shades of Night Are Falling"

    gesagt am 

  • 2

    Comme ci, Comme ça

    Che dire. Da appassionato della Serie della Torre Nera mi è piaciuto un sacco il primo racconto "Uomini bassi in soprabito giallo" con co-protagonista quel Ted Brautigan, frangitore, già incontrato ne ...weiter

    Che dire. Da appassionato della Serie della Torre Nera mi è piaciuto un sacco il primo racconto "Uomini bassi in soprabito giallo" con co-protagonista quel Ted Brautigan, frangitore, già incontrato nelle avventure del cavaliere Roland. Anche perché ambientato agli inizi degli anni 60, periodo in cui King riesce a dare il massimo rievocando atmosfere nostalgiche che toccano alcune corde misteriose.
    I tre racconti centrali, sinceramente mi hanno annoiato e li ho portati a termine sono per dovere "figliare" nei confronti dell'autore.
    Resta poi l'ultimo racconto, rimando al primo, che conclude l'ideale anello che li collega tutti cinque.

    gesagt am 

  • 4

    Guerras hay muchas, ha habido siempre y queda la desesperanzadora certeza de que siempre habrá. Existen bajo diversos lemas: la igualdad, la fraternidad, la justicia o la religión y siempre marcan el ...weiter

    Guerras hay muchas, ha habido siempre y queda la desesperanzadora certeza de que siempre habrá. Existen bajo diversos lemas: la igualdad, la fraternidad, la justicia o la religión y siempre marcan el comienzo de un cambio. Pero, ¿qué sucede en la individualidad de las personas que participan en ellas? ¿Los que empuñan las armas, los que se defienden, los que protestan a favor y en contra? El análisis de Stephen King no pretende ser exhaustivo, pero no por eso deja de tocar las fibras humanas de aquellos que no hemos participado pero presenciamos guerras y conflictos todos los días.

    A través de cinco relatos presenciamos la vida como era antes, durante y después (si es que hay un después para los involucrados) de la guerra de Vietnam. La pérdida de la inocencia y de la esperanza, el conformismo, las consecuencias de nuestras propias decisiones, el poder y la voluntad de hacer algo bueno por los demás, de levantarse cuando se tiene la oportunidad, todos esos son temas que se analizan a través de cinco perspectivas diferentes, con prosa fluida pero capaz de crear la ilusión de una persona real al contarla.

    Algunos relatos me gustaron más que otros, pero evaluando el libro en su totalidad creo que es una obra completa, enriquecedora y que deja una reflexión importante en el lector, haya estado o no relacionado con Vietnam. Muy recomendado para aquellos que buscan algo más "realista", aquí no hay monstruos o seres fantásticos (al menos no al por mayor, como en otras obras del autor), los monstruos y también los ángeles somos nosotros.

    gesagt am 

  • 4

    Viene presentato come una raccolta di cinque racconti, ma a me piace pensarli più (ed in effetti lo sono) come capitoli molto diversi tra loro, ma con elementi in comune che spaziano tra il 1960 ed il ...weiter

    Viene presentato come una raccolta di cinque racconti, ma a me piace pensarli più (ed in effetti lo sono) come capitoli molto diversi tra loro, ma con elementi in comune che spaziano tra il 1960 ed il 1999. E' proprio ciò che li lega ad essere il punto di forza piuttosto che le trame singole di ogni episodio. In un certo senso abbiamo quel romanticismo struggente e malinconico che non guarda solo all'amore, ma forse soprattutto alla nostalgia delle vite passate. Il divenire adulti e guardare al passato con una sorta di rimpianto rassegnato, ma al tempo stesso vivere il presente e sperare nel futuro. Stephen King è bravo, e non lo fa solo qui, nel catturare momenti all'apparenza banali e trasformarli in periodi significanti ed indimenticabili, soprattutto quelli legati all'adolescenza ed alle prime amicizie. Il romanzo è abbastanza voluminoso, prolisso in alcune parti, avvincente quanto basta da affrontare la noia che purtroppo trasuda da alcune descrizioni estremamente capillari, ma la magia, il fato ed il destino che inevitabilmente si incrociano, mi hanno lasciato ad un passo dalla commozione.

    gesagt am 

  • 3

    C'era una volta la guerra in Vietnam

    Raccolta di 5 racconti collegati ambientati tra il 1960 e il 1999, pervasi da cupi fantasmi e dall’ombra della guerra in Vietnam, che ha contribuito a cambiare la storia americana e non solo. Un perco ...weiter

    Raccolta di 5 racconti collegati ambientati tra il 1960 e il 1999, pervasi da cupi fantasmi e dall’ombra della guerra in Vietnam, che ha contribuito a cambiare la storia americana e non solo. Un percorso nostalgico dall’infanzia alle soglie della vecchiaia.
    1. Uomini bassi in soprabito giallo 2/5 Un ragazzino fa amicizia con uno strano vecchio. Viaggio d’iniziazione all’adolescenza, l’età in cui si abbandona l’innocenza dell’infanzia x la consapevolezza che nel mondo c’è il male e nella vita il dolore. Poi il racconto diventa l’ennesimo, confuso, noioso e prolisso trailer de “La torre nera”.
    2. Cuori in Atlantide 5/5 Un gruppo di studenti universitari del Maine trascura gli studi x dedicarsi ad un assurdo gioco di carte. Contestano la guerra in Vietnam e vivono i primi amori. Stupendo affresco del mondo universitario nel periodo che segnò un profondo cambiamento nella società e nel costume, in cui non posso non identificarmi. Furono gli anni dell’allontanamento dalla famiglia e dalle tradizioni bacchettone, delle manifestazioni studentesche, del libero amore e delle prime delusioni. Un lascito x le generazioni successive, ma con un retrogusto amaro, cinico e disilluso.
    3. Willie il cieco 3/5 Un reduce del Vietnam fanatico religioso è tormentato da sensi colpa x lontani atti di vigliaccheria e violenza, che espia con una demenziale tripla personalità. Solo King poteva rendere interessante una storia che sembra tratta dalle avventure di Mandrake.
    4. Perché siamo finiti in Vietnam 3/5 Un reduce è ossessionato dai ricordi della guerra e dai fantasmi del passato. Rimane intrappolato in un ingorgo stradale sotto una micidiale pioggia di oggetti casalinghi. Allucinazione o realtà? La guerra distrugge non solo nel fisico, ma anche nello spirito chi ha visto tanta morte.
    5. Scendono le celesti ombre della notte 3/5 Ritroviamo i protagonisti del primo racconto, adulti disillusi che hanno attraversato la vita ma ancora prigionieri dei ricordi.

    gesagt am 

  • 5

    "Way down below the ocean where I wanna be, she may be" Atlantis, Donovan Leitch (1969)

    "Stephen King. Se c'è un autore che non ha bisogno di presentazioni, questo è Stephen King. Attualmente è il romanziere più popolare al mondo e forse quello di maggior successo negli Stati Uniti. Sebb ...weiter

    "Stephen King. Se c'è un autore che non ha bisogno di presentazioni, questo è Stephen King. Attualmente è il romanziere più popolare al mondo e forse quello di maggior successo negli Stati Uniti. Sebbene sia stato spesso etichettato come autore di genere, il suo straordinario talento supera i confini tematici: King è soprattutto un narratore magistrale."
    Faccio mie le parole della nota sull'autore, alla fine di "Cuori in Atlantide", perché sono molto simili a quelle che mi girano per la testa, ma non avrei saputo esprimerle meglio.

    Si sa, amo King, gli perdono i pochi passi falsi, mi inchino di fronte alla sua scrittura, quando produce libri come questo.
    Ho pianto, tantissimo, ma non un pianto da cuore tenero. Ho pianto perché ho letto la testimonianza di quello che è stato il crollo del sogno americano, marcito nel verde della guerra del Vietnam.
    Milioni di pagine sono state scritte e chilometri di pellicole sono state impresse per dire al mondo un'altra verità, quella di una Nazione che ha buttato via le vite di tanti suoi figli in una delle guerre più cruente, inutili, sanguinose che abbiano toccato la storia del mondo. Una guerra che, oltre ai 54.000 morti (pochi, vero? Ma basta essere stati a Washington e avere visto il "Vietnam War Memorial Wall", con tutti i nomi dei caduti incisi in oro nel marmo nero, per ricredersi sull'esiguità del numero) ha fatto milioni di vittime con un destino ancora più crudele della morte: i reduci, i "Veterani".
    1960, 1966,1983, 1999. Quattro capitoli-racconti, dove il tocco soprannaturale avvolge parzialmente solo gli anni iniziali. Le vite di bambini e adolescenti, diventati successivamente studenti universitari e poi soldati. E, infine, reduci. Ognuno di questi bambini porta una testimonianza delle ferite visibili e non, ognuno di essi si aggancia all'infanzia comune e vive la disillusione della vita adulta, stroncata fisicamente, a volte, moralmente, sempre, dall'esperienza comune di una "guerra in tempo di pace mondiale".
    Chi ha vissuto quegli anni qui, lontano dagli Stati Uniti e ancor più lontano dalla giungla Vietnamita ha avuto una parziale e falsata percezione dell'inferno.
    Questo libro ne spalanca le porte, vi immerge il lettore, gli apre gli occhi e gli fa domandare come sia possibile, come si possa desiderare, auspicare, invocare ancora una guerra, qualunque guerra, anche quella che a noi può sembrare l'unica soluzione in un momento storico difficile.

    "Nell'eloquenza, ritengo, la perfezione si raggiunge quasi sempre senza parole" (pag. 311)

    " - Tu fumi ancora?
    - Ho chiuso. L'anno scorso.
    - E' l'abitudine peggiore.
    - Per la verità io credo che l'abitudine peggiore sia vivere." (pag. 454)

    " E anche se abbiamo dimenticato la lingua che parlavamo in quegli anni - è perduta come i calzoni a zampa d'elefante, le camicie tinte in casa, le giacche alla Nehru e slogan come UCCIDERE IN NOME DELLA PACE E' COME SCOPARE IN NOME DELLA CASTITA' - ogni tanto riaffiora qualche parola. Informazioni, sapete. Informazioni. " (pag. 456)

    Da pagina 534 a pagina 536, per capire l'inimmaginabile.

    gesagt am 

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