Heidi

Di

Editore: Biblioteca Universale Rizzoli

4.0
(464)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 328 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Polacco , Olandese , Danese

Isbn-10: A000042801 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Studio di Lingue Straniere

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Descrizione del libro
BUR 324Questo libro in questa edizione non ha ISBN
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  • 3

    Libro che era partito nei migliori dei modi ma il cui iniziale entusiasmo è andato mano a mano a scemare fino ad arrivare ad un giudizio alquanto tiepido, Heidi si è rivelato una mezza delusione.
    Con ...continua

    Libro che era partito nei migliori dei modi ma il cui iniziale entusiasmo è andato mano a mano a scemare fino ad arrivare ad un giudizio alquanto tiepido, Heidi si è rivelato una mezza delusione.
    Con i classici per ragazzi il fattore età è sempre da tenere presente ma non credo che in questo caso specifico sia stato il problema più grosso perchè la prima parte del romanzo mi è piaciuta moltissimo: Heidi è una bimbetta deliziosa, sempre di buon umore e con un entusiasmo davvero contagioso, ha un amore per la natura davvero invidiabile e i suoi sentimenti sono sempre positivi.
    Dopo la dipartita della bimba verso Francoforte e soprattutto con l'incontro della seppur deliziosa nonna di Clara, il fattore "morale" si è fatto sentire in maniera prepotente: la nonna è proprio il personaggio portatore di questa morale e di una fede religiosa importante che insegna alla bambina ad avere fede in un potere superiore all'uomo e ad affidarsi per qualunque problema alla preghiera. Questo aspetto è uno dei principali motivi che mi hanno fatto storcere il naso, nella seconda parte ogni scusa è buona per tirare fuori l'argomento e il tutto sembra essere troppo forzato, non risultando mai del tutto naturale soprattutto nella bambina.
    Altro aspetto che rallenta la seconda parte è la ripetitività: dal momento che Heidi ritorna sulle montagne, nonostante la felicità scaturita dalla sua guarigione, il libro non scorre più e diventa una sequenza di immagini una uguale all'altra, Heidi sempre felice e contenta, le caprette affettuose, le lunghe passeggiate per la montagna, Peter che scende e che sale e la compassionevole nonna di Peter che a fine lettura annoia...in questi momenti bui lo zio dell'Alpe e la nonna di Clara sono sicuramente gli unici spiragli di luce, i due personaggi a cui non si può dire di no e a cui non ci si può non affezionare.
    Purtroppo l'amore per la montagna che mi accomuna ad Heidi non è bastato a farmi apprezzare più di tanto questo classico per ragazzi.

    ha scritto il 

  • 5

    Appena tornata da uno splendido viaggio sulle Dolomiti durante il quale la sigla dello stra-famoso cartone animato non mi ha mai abbandonata, mi sono precipitata a leggere il libro omonimo! ^^ Purtrop ...continua

    Appena tornata da uno splendido viaggio sulle Dolomiti durante il quale la sigla dello stra-famoso cartone animato non mi ha mai abbandonata, mi sono precipitata a leggere il libro omonimo! ^^ Purtroppo l'edizione della Giunti Junior non è integrale ma rimaneggiata (cosa che viene specificata solo nella postfazione, grrr) quindi a chi voglia leggere la delicata storia della bimba che era felice solo tra i monti consiglio di procurarsi o quella contenuta nel Mammut Newton "I sette capolavori della letteratura per ragazze" oppure la bella edizione illustrata della Donzelli editore, che costa un po' ma sembra magnifica *_*
    Passando al libro vero e proprio, le 5 stelle parlano da sole: mi è piaciuto davvero tanto! Una storia semplice, delicata e ricca di fede, adatta a grandi e piccini. Se amate i monti come me, poi, è il top! ^^

    ha scritto il 

  • 3

    La storia di Heidi la conosciamo un pò tutti: una piccola bimba dalle gote rosee rimane orfana e viene affidata al solitario nonno che vive tra i monti della Svizzera.
    Heidi subito si innamora della n ...continua

    La storia di Heidi la conosciamo un pò tutti: una piccola bimba dalle gote rosee rimane orfana e viene affidata al solitario nonno che vive tra i monti della Svizzera.
    Heidi subito si innamora della natura, delle montagne, dei tramonti e delle caprette.
    Heidi è una bambina sensibile, altruista e libera.
    Quando viene affidata alle cure della famiglia Seseman, una delle più ricche e importanti di Francoforte, affinchè la piccola faccia compagnia a Clara, una bambina che non riesce a camminare e si trova su una sedia a rotelle, heidi inizia a sentire nostalgia dei suoi monti, delle sue vallate e del nonno.
    Francoforte, con i suoi palazzi, con le sue strade asfaltate le sta stretta ed Heidi inizia a non mangiare più tanto è la sofferenza dovuta dalla lontananza dal nonno e dall'alpe.
    Beh qui mi fermo per non anticipare troppo.
    Ho trovato il libro carino con varie riflessioni sull'altruismo, sulla fede e sulla libertà.
    Nella mia mente ovviamente avevo le immagini del cartone animato. Chi non ha visto Heidi? io si ma come spesso accade non dall'inizio alla fine e così non ne conoscevo il finale.
    Contenta di aver letto il libro e aver scoperto cosa succede ad Heidi e a Clara.
    Lettura consigliata soprattutto ai ragazzi.

    ha scritto il 

  • 5

    Ce l'avevo lì dall'infanzia, in attesa di essere letto. Ho sempre adorato Heidi, ma proprio perché la adoravo non ho mai voluto leggere il libro per "risparmiarmelo". Adesso ho deciso di smetterla con ...continua

    Ce l'avevo lì dall'infanzia, in attesa di essere letto. Ho sempre adorato Heidi, ma proprio perché la adoravo non ho mai voluto leggere il libro per "risparmiarmelo". Adesso ho deciso di smetterla con queste pazzie (ci sono molti libri che ho custodito per anni perché mi dispiaceva leggerli, perché poi li avevo finiti...come se non esistesse la possibilità di rileggerli ancora!) e ho deciso di farmi un regalo: che meraviglia!

    Ci sono tantissime cose stupende in Heidi: l'amore per la montagna rude ma dove la vita è semplice e felice, la disponibilità e l'amicizia che trovi in chi meno ti aspetti, l'innocenza e la bontà dell'infanzia, l'allegria e la facilità a vedere il bello in ogni piccola cosa, la gioia che viene nell'occuparsi spontaneamente degli altri, non ultima la fede che ci fortifica e ci tiene in piedi e con la testa alta quando non abbiamo nient'altro.

    Soprattutto poi, è il libro della nostalgia di casa che ci fa venire un groppo in gola, e dei nonni...! Per me Heidi è come prima cosa un libro sull'amore per e dei nonni, mi ricorda i miei soggiorni in montagna da loro, da cui la vita non poteva che essere fantastica.

    ha scritto il 

  • 4

    Si tratta di un'edizione per ragazzi perché la versione integrale ed originale fu scritta nel 1880 e quindi lo stile di narrazione sarebbe stato troppo complesso e macchinoso per i giovani lettori di ...continua

    Si tratta di un'edizione per ragazzi perché la versione integrale ed originale fu scritta nel 1880 e quindi lo stile di narrazione sarebbe stato troppo complesso e macchinoso per i giovani lettori di oggi. Di certo è una buona traduzione, però secondo me ancora troppo lontana dalla narrazione junior. Ci sono ancora formulazioni letterarie non più usate ai giorni nostri che non avvicinano il lettore al libro. A dispetto di ciò la storia narrata va oltre al suo essere un libro di narrativa, vuole lasciare un segno ai giovani, un insegnamento alla religione, all'aiuto del prossimo, all'amore e all'amicizia, alla cura dell'anima e degli affetti. Un libro che sicuramente bisogna far leggere ai nostri ragazzi, se pur dovendoli incitare più volte a terminarlo, perché lo stile letterario non è quello coinvolgente dei loro tempi, stile "Harry Potter", ma almeno sa andare al di là di una lettura per passatempo.

    ha scritto il 

  • 5

    Tra le montagne della Svizzera, dove la natura è incontaminata, sorge una piccola baita abitata da un uomo anziano incupito dal dolore per la perdita del figlio.
    Un giorno, però, ecco arrivare alla ba ...continua

    Tra le montagne della Svizzera, dove la natura è incontaminata, sorge una piccola baita abitata da un uomo anziano incupito dal dolore per la perdita del figlio.
    Un giorno, però, ecco arrivare alla baita Heidi, la piccola nipotina!
    Heidi è sempre allegra, felice di vivere in mezzo alla natura con il nonno e le caprette e, con il suo modo di essere e di fare, riscalda il cuore del vecchio nonno.
    Ma la serenità non dura tanto. Per Heidi si presenta l’opportunità di recarsi a Francoforte, presso una famiglia benestante, per diventare la compagna di giochi di Clara, bambina cagionevole di salute e affidata alle cure della signorina Rottenmeier, severa governante di casa Seaseman.
    Ma Heidi non è abituata a rimanere chiusa tra i confini ristretti di una casa di città e pian pianino, nonostante la tenera amicizia che la lega a Clara, diventa malinconica. E’ essenziale che ritorni presto a casa…

    Si tratta di una bellissima favola in cui prevalgono i buoni sentimenti e l’amore per la natura.
    E mentre si legge non si può non associare a Heidi il bel faccino dei cartoons che l’ha resa famosa! I cartoons della mia infanzia, quelli istruttivi e privi di violenza che guardavo per ore intere.

    ha scritto il 

  • 1

    Troppo, troppo buonista per i miei gusti.
    Heidi è troppo "perfetta" nel libro e l'unica nota negativa è come tiranneggia Peter... e anche questo sembra essere una cosa positiva.
    La religiosità della s ...continua

    Troppo, troppo buonista per i miei gusti.
    Heidi è troppo "perfetta" nel libro e l'unica nota negativa è come tiranneggia Peter... e anche questo sembra essere una cosa positiva.
    La religiosità della seconda parte del libro è un po' difficile da digerire.

    ha scritto il 

  • 2

    “All'aquila non piace il modo di vivere degli uomini, quel loro starsene ammassati gli uni addosso agli altri nei villaggi, e intanto pensare solo a farsi male a vicenda. E così, con le sue strida vorrebbe dirci: "Andatevene ognuno per la propria strada..

    ...e volate in alto, come me. Allora sì che starete bene!"

    Heidi…questo nome riporta alla mente di noi trenta-quarantenni lontani ricordi, scaturiti soprattutto dal ricordo del cartone animato che, a ...continua

    ...e volate in alto, come me. Allora sì che starete bene!"

    Heidi…questo nome riporta alla mente di noi trenta-quarantenni lontani ricordi, scaturiti soprattutto dal ricordo del cartone animato che, a dirla tutta, ci è quasi venuto ad antipatia data la continua frequenza con cui viene trasmesso dalle reti Mediaset.
    La storia penso sia notta a tutti, Heidi è una piccola orfanella di circa cinque anni che viene affidata dalla zia materna Dete al nonno(nel libro viene chiamato lo “Zio dell’Alpe”) che vive come un’eremita in una baita sulle montagne.
    L’anziano nonno a quanto pare non gode di molta simpatia tra gli abitanti del paese e, a quanto pare, ha un passato da nascondere(nel romanzo non viene specificato, ma a quanto pare il nonno in passato ha compiuto degli errori che l’hanno portato a quello stato di misantropia in cui vive adesso)…anche la nipote non nutre simpatia nei suoi confronti, ma è costretta a lasciarle la bambina perché per motivi di lavoro non può più occuparsene.
    Ed è proprio grazie alla bambina che il nonno riscoprirà una nuova vita, con la sua dolcezza, la sua solarità e la sua gioia di vivere riuscirà a far breccia nella corazza dura del nonno e a farlo diventare di nuovo un essere umano socievole e meno arrabbiato verso la vita.
    Il loro idillio dura circa tre anni, fino a quando Dete, oramai divenuta una signora di città, fa ritorno alla casa del nonno a riprendersi la bambina…infatti ha trovato per lei un posto come dama di compagnia presso una ricca famiglia di Francoforte, i Seasaman, che hanno una figlia di dodici anni, Clara, costretta su una sedia a rotelle.
    Per Heidi è uno shock: dalla sua vita spensierata in montagna ecco prepararsi per lei un’esistenza fatta di grigiore, di costrizioni, di piccole privazioni perpetrate dalla signorina Rottermaier, la severa governante della famiglia Seasaman.
    Per Heidi quella vita è un inferno, un inferno che nemmeno l’affetto e l’amore di Clara e della nonna riusciranno a lenire, tanto che la piccola si ammalerà gravemente.
    Il dottore e il padre di Clara, il signor Seasaman, decidono di comune accordo di far ritornare Heidi sulle sue amate montagne, ridandole così nuova linfa vitale.
    Dopo qualche tempo anche Clara raggiunge Heidi sulle montagne e…beh, il finale è inutile che ve lo racconti, tanto lo conoscete già tutti…
    Penso sia uno di quei rari casi in cui ho preferito il film(e anche la versione animata) al libro, un romanzo ottimo per i primi dieci capitoli(la bellezza delle montagne, la semplicità della vita, l’amore per la natura e gli animali, l’arrivo a Francoforte, il fantasma in casa), ma insufficiente negli ultimi dieci, pieni di buonismo, melensaggini e soprattutto più simili a una lezione di catechismo che a un romanzo per ragazzi(i protagonisti ringraziano Dio ogni tre righe per il sole che sorge, la luna che risplende, il vento che soffia, il formaggio che è buono e la pupù degli animali…che poi, opinione puramente personale, si da un’immagine sbagliata ai bambini della religione, insegnandogli che quando si ha un problema basta pregare Dio che Lui ce lo risolve subito…con l’ingenuità di bambino ci si può anche credere, ma quando si diventa adulti si sa fin troppo bene che non è così, che i problemi te li devi risolvere da te, i miracoli non esistono…).
    Anche i personaggi lasciano un po’ a desiderare, la signorina Rottermaier, il simbolo della vicenda, ridotta a una macchietta che non farebbe paura nemmeno a un bimbo di un anno(e, a quanto pare, ha pure una liaison con il dottore di Clara…), la nonna di Clara ridotta a una sorta di fanatica religiosa che non ti fa un passo se non ti ringrazia Dio, il nonno di Heidi ridotto a una sorta di delinquente che deve espiare chissà quale terribile colpa…gli unici personaggi che si salvano sono il cameriere Sebastian e il dottore, per il resto meglio lasciar perdere.
    Mi aspettavo qualcosa di più…non lo boccio in toto, ma di tutti i romanzi per ragazzi che ho letto finora, questi è senza dubbio il peggiore.
    E si, sono d’accordo con chi scrive che ha preferito di gran lunga la versione animata di Isao Takahata.

    ha scritto il 

  • 4

    35 anni dopo aver visto il mitico cartone animato affronto la lettura di questo classico per bambini cercando di non avere troppe aspettative. Sono rimasto molto ma molto deluso dall'assenza di Nebbia ...continua

    35 anni dopo aver visto il mitico cartone animato affronto la lettura di questo classico per bambini cercando di non avere troppe aspettative. Sono rimasto molto ma molto deluso dall'assenza di Nebbia, il gran sanbernardo che fa compagnia al vecchio dell'alpe e quasi irritato dalla signorina Rottenmeier che pur essendoci non si fa quasi notare (nemmeno con i suoi mitici misericordia!!!).
    Fatto il confronto passiamo al libro in se, molto scorrevole e soprattutto molto veloce tanto che ho il dubbio che non si tratti della versione integrale ma di una versione alleggerita sia pure ottimamente tradotta. Pur non essendo un romanzo di avventure non ci sono momenti di pausa o passaggi lenti, tutto scorre e continua a scorrere, la parte che personalmente ho trovato indigesta è quella che fa riferimento alla religione, credo che l'autrice avesse questo scopo nello scrivere il libro trasmettere un messaggio evangelico.
    A parte questo lettura sicuramente consigliata.

    ha scritto il 

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