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Henry et June

Les cahiers secrets

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Editeur: Stock

3.7
(408)

Language:Français | Number of pages: 329 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , Spanish , Dutch , Portuguese

Isbn-10: 2234059909 | Isbn-13: 9782234059900 | Publish date: 

Translator: Béatrice Commengé

Category: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Description du livre
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  • 5

    Anaïs, that's Amore.

    Allora, penso che questo sia un libro che o si ama o si odia. Nel senso, o riesci a reggerti e a goderti i pipponi e la dichiarata grafomania di Anaïs (e allora godi) oppure non ci riesci (e allora ti rompi).


    Questo è il diario di una donna che ha vissuto intensamente, in primis, e di una ...continuer

    Allora, penso che questo sia un libro che o si ama o si odia. Nel senso, o riesci a reggerti e a goderti i pipponi e la dichiarata grafomania di Anaïs (e allora godi) oppure non ci riesci (e allora ti rompi).

    Questo è il diario di una donna che ha vissuto intensamente, in primis, e di una grande scrittrice, in secundis. Ciò fa sì che ogni pagina di questo libro trabocchi letteralmente di emozioni e di grovigli di parole accuratamente selezionate, abbracciati stretti stretti fra loro. Certo, i malpensanti penseranno che sia solo un raccontino soft porno del classico ménage à trois (che poi è a quatre, a cinq, a chi più ne ha più ne metta). Niente di più sbagliato. Quello che si esplora qui è un intero mondo interiore, un'intera gamma di sentimenti e di sensazioni fisiche, uno spaccato della psiche di una donna incredibilmente interessante quanto complessa come Anaïs. Diciamo che se gli Harmony fossero scritti così sarebbero considerati Letteratura. Diciamo che ogni casalinga che ha letto "50 sfumature di grigio" dovrebbe leggere un libro che parli davvero di sesso, ma con grazia, con giusto quelle due paroline lì che non sono sboccate ma che rendono l'idea, eccome se rendono. Diciamo che ogni lettore snob di Letteratura dovrebbe perdersi in questa scrittura grafomane, eredità ultima di tutto il filone dei romanzi psicologici, e godersi le comparsate del nome "Dostoevskij" (ebbene sì, lui, il Divino!).

    Diciamo che loro e tutti gli altri dovrebbero leggersi questo libro: perchè qua si parla d'Amore, signori, e lo si fa meravigliosamente.

    dit le 

  • 3

    <i>"La nostra epoca ha bisogno di violenza," scrive. E lui è violenza.</i>

    Confusione e intensità ovunque, una donna che ha capito come vivere, come realizzare se stessa grazie agli uomini.
    Innamorata, però, solo dell'idea che lei ha creato di loro per se stessa.
    Un libro, quindi, fatto di idee e di concetti sfuggenti (come la stessa June), di carne, ma anch ...continuer

    Confusione e intensità ovunque, una donna che ha capito come vivere, come realizzare se stessa grazie agli uomini.
    Innamorata, però, solo dell'idea che lei ha creato di loro per se stessa.
    Un libro, quindi, fatto di idee e di concetti sfuggenti (come la stessa June), di carne, ma anche di misticità.
    Un uomo rude che viene addolcito e spogliato dai suoi comportamenti dall'amore di una donna ingenua, inesperta e dolce, una donna che fa la differenza tra tutte le sue prostitute.
    Un libro che merita abbastanza, seppur appunto, evanescente.

    dit le 

  • 3

    Su dulzura es peligrosa, porque cuando escribe no lo hace con amor, sino para caricaturizar, para atacar, para ridiculizar, para destruir, para rebelarse. Siempre está en contra de algo. La ira lo incita. Yo siempre estoy a favor de algo. La ira me envenena. Yo amo, amo, amo.

    dit le 

  • 5

    Incantevole Nin!

    E' con un profondo senso di gratitudine e con un forte senso di inadeguatezza che mi accingo a scrivere di questo libro.
    Perché non conoscevo la Nin, se non per i suoi racconti erotici, e questo testo me l'ha mostrata in tutta la sua sfolgorante bravura.
    Le pagine di questo libro sono ...continuer

    E' con un profondo senso di gratitudine e con un forte senso di inadeguatezza che mi accingo a scrivere di questo libro.
    Perché non conoscevo la Nin, se non per i suoi racconti erotici, e questo testo me l'ha mostrata in tutta la sua sfolgorante bravura.
    Le pagine di questo libro sono distillati di vita, di umana natura, di istinti, di passione e razionalità. Un diario che nacque per consolarsi dell'assenza di un padre che troppo presto lasciò l'Autrice a se stessa, si evolve negli anni e qui diviene lo specchio dell'amore tra la delicata Nin e il rude Henry Miller e, di sfuggita, per sua moglie June.
    Le pagine di questo diario sanno di miracolo: la Nin riesce, apparentemente senza sforzo, in un'impresa titanica, poiché sa scrivere dell'amore e della passione in maniera lucida ed estremamente razionale, ma non per questo asettica. E così queste pagine mostrano una donna che è insieme sabotatrice e psicologa di se stessa, abile nell'utilizzare i chiaro-scuri della sua vita senza mai scadere nel volgare o nel morboso, con una naturalezza e una capacità che smettono di stupire solo se si considera che a questo esercizio - quello di mettere in righe la vita - l'Autrice si sottopone dall'età di 13 anni, ed è, perciò, diventato per lei un'abitudine senza sforzi.
    La leggerezza delle sue parole, tutte scelte con un'accuratezza estrema, quasi cesellate, è insieme grande pesantezza: perché questa donna ha la capacità di inchiodare il lettore alle riflessioni e ai ragionamenti che conduce,con una intensità ed una forza tali da suscitare il dubbio che, per molti aspetti, potrebbero essere i propri. In lei nulla è banalità, nulla è superfluo: ogni dettaglio è delineato come se fosse dipinto e, spesso, sembra che la prosa si intrecci con la più nobile poesia.
    E' passato quasi un secolo dagli eventi narrati sullo sfondo di una bellissima Parigi degli anni Trenta, tra bistrot e bordelli, borghesia e artisti bohémiens. Eppure, queste pagine sono di una modernità disarmante: segno che rimaniamo sempre gli stessi, di fronte all'Amore. Con la sola differenza che in pochi sono in grado di scriverne con l'intensità e la verità che si colgono in questo diario, leggendo il quale si ha la sensazione di imparare molto anche di se stessi.
    Ecco quindi il senso di gratitudine che si ricava da questo libro: la Nin ha l'indiscutibile merito di parlare, insieme, al cuore e alla ragione.
    E, con ambedue, sa farlo benissimo.

    dit le 

  • 3

    "L'unico potere che ti tiene insieme è il tuo amore per Henry, ed è per questo che lo ami. Lui ti fa male, ma tiene insieme il tuo corpo e la tua anima. Lui ti completa."


    "E ascolta, Anais, rispondimi. Non stai semplicemente facendo un sacrificio. Non sei veramente felice, vero? A volte vu ...continuer

    "L'unico potere che ti tiene insieme è il tuo amore per Henry, ed è per questo che lo ami. Lui ti fa male, ma tiene insieme il tuo corpo e la tua anima. Lui ti completa."

    "E ascolta, Anais, rispondimi. Non stai semplicemente facendo un sacrificio. Non sei veramente felice, vero? A volte vuoi scappare da Hugo?" Non riesco a rispondere. Piego la testa e piango.

    dit le 

  • 3

    Capita sempre così. Di fronte a un volume conciato in questo modo mi trovo spesso a pensare che i libri presi in prestito possiedono qualcosa che gli altri, vergini ancora, non hanno: tra le loro pagine gialle, e brutte, non sta soltanto la storia narrata da chi li ha scritti, ma vi è impressa in ...continuer

    Capita sempre così. Di fronte a un volume conciato in questo modo mi trovo spesso a pensare che i libri presi in prestito possiedono qualcosa che gli altri, vergini ancora, non hanno: tra le loro pagine gialle, e brutte, non sta soltanto la storia narrata da chi li ha scritti, ma vi è impressa in qualche misura pure la traccia delle vicende di chi con quelle pagine si è scontrato prima di noi.
    Leggo questo diario, credo, nella prima edizione italiana, trovata tra gli scaffali della biblioteca. E' meravigliosamente scompaginata, le pagine sembrano volersi gettar fuori dalla legatura, riuscendoci pure, a tratti; é sporca la copertina rossa, quasi cancellata la segnatura, e la carta è costellata di sottolineature, segni e orecchie. Povera copia l'hanno così consumata da averla pure lasciata nuda, senza più la sua pudica bianca sovracoperta.
    Tanti inorridiscono di fronte a un libro così. Io sorrido, coccolo questa copia per il tempo in cui è mia, e mi chiedo perché queste righe, con cui qualcuno ha lottato e litigato, mi hanno lasciata tutto sommato un po' freddina. Mi chiedo di quando siano questi segni, se corrispondono all'oggi o, più probabilmente, sono i resti di una lettura vecchia di vent'anni. Che significato aveva vent'anni fa sbirciare tra le righe del diario di una donna come la Nin. Mi chiedo che cosa in questa lettura potesse creare in qualcuno un po' di scompiglio, perché ai miei occhi questa scrittura risulta francamente datata, per nulla stupefacente, e men che meno voluttuosa. La passione nel mio panorama di sentimenti e sensazioni sta da un 'altra parte. E così la descrizione di questo fuoco, o meglio, di questo triangolo amoroso tra l'autrice, Anais Nin, lo scrittore Henry Miller e June, sua moglie, mi lascia piuttosto indifferente.
    Come mai allora metto un voto che corrisponde a una sufficienza a questa lettura? Perché, grazie al cielo, non c'è traccia in queste pagine dell'idea, o anche solo della parola pentimento. E forse in questo riconosco un briciolo di modernità.

    dit le 

  • 2

    Mi aspettavo chissà cosa e invece è stata una lettura deludente.
    Anais, in un diario di solito si scrive la verità su se stessi ma a me sembra che tu lo abbia scritto solo per farcelo leggere lasciando tante cose in superficie. Di Henry ci hai raccontato quanto era bravo come amante ma se ...continuer

    Mi aspettavo chissà cosa e invece è stata una lettura deludente.
    Anais, in un diario di solito si scrive la verità su se stessi ma a me sembra che tu lo abbia scritto solo per farcelo leggere lasciando tante cose in superficie. Di Henry ci hai raccontato quanto era bravo come amante ma se non avessi riportato le sue lettere di lui sapremmo ben poco. June resta impalpabile, defilata, eppure la sua ambiguità e la sua forza apparente ne fanno un personaggio di rilievo. Con il tuo resoconto di situazioni e di amplessi hai reso tutto ripetitivo e stancante. Ad un certo punto mi è sembrato di assistere ad uno spettacolo di burattini dove l'unico protagonista è il burattinaio.
    Certe definizioni poi, strane e molto fantasiose, una fra tutte quella che proprio mi ha fatto ridere: 'sentirsi arata e seminata da Henry'....come un campo di granturco!

    dit le 

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