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Herzog

(Penguin Classics)

By Philip Roth,Saul Bellow

(56)

| Paperback | 9780142437292

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Book Description

In one of his finest achievements, Nobel Prize winner Saul Bellow presents a multifaceted portrait of a modern-day hero, a man struggling with the complexity of existence and longing for redemption.

Introduction by Philip Roth

136 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Bello e difficile.
    Avrò capito un terzo di questo libro.

    Si dice che fosse uno dei testi (se non IL) preferiti da Mordecai e che ne avesse preso parecchio spunto nella stesura de La versione.
    Le somiglianze ci sono, è vero; ma ciò che lega i due l ...(continue)

    Bello e difficile.
    Avrò capito un terzo di questo libro.

    Si dice che fosse uno dei testi (se non IL) preferiti da Mordecai e che ne avesse preso parecchio spunto nella stesura de La versione.
    Le somiglianze ci sono, è vero; ma ciò che lega i due libri è la capacità di aver reso vero e fami(g)liare un personaggio letterario.
    Moses, a me, già un po' manca.

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    gab che fissa le bianche pareti di casa said on Aug 16, 2014 | 5 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Pubblicato 50 anni fa, Moses Herzog è un uomo che straparla, risentito, spinto al limite del pazzoide e che sa essere divertente. «Se sono matto per me va benissimo», è così che comincia il libro. Risentito verso la sua seconda moglie, Madeleine, che ...(continue)

    Pubblicato 50 anni fa, Moses Herzog è un uomo che straparla, risentito, spinto al limite del pazzoide e che sa essere divertente. «Se sono matto per me va benissimo», è così che comincia il libro. Risentito verso la sua seconda moglie, Madeleine, che l’ha tradito con il suo migliore amico, «Madeleine non era semplicemente una moglie ma un programma educativo». Dapprima Herzog sembra confinato in uno stato di solipsismo fatto di morti celebri, come Spinoza, a cui scrive abbozzi di lettere. Tutto il romanzo ha in sé, annidata tra le righe, molta poesia. È ciò che rende Herzog un romanzo ancora straordinario; cercano in molti di dirgli come vivere e lui lascia fare, «farsi rimproverare è meglio di niente. Perlomeno tiene compagnia». Verso la metà del libro (la parte migliore) si sofferma a ricordare l’incontro con Madeleine, le vicende che porteranno al tradimento, le amanti che in seguito lo salveranno, la giapponese Sono e l’attuale Ramona che lo tira su con affettuosa sensualità: «Moses! tu sei chimicamente giovane». Herzog è uomo dalla follia brillante altrimenti il libro non reggerebbe per 500 pagine. Molte elucubrazioni vengono rese digeribili dal suo spirito divagante. Pagine e pagine di vera poesia descrittiva, ecco le righe in cui si parla di Sono: «Aveva un cuore tenero, ed Herzog sapeva che se le avesse scritto di come era triste la sua vita, di sicuro si sarebbe messa a piangere. Aveva le lacrime istantanee. Le comparivano negli occhi in un modo tutto loro, senza i soliti preliminari occidentali [...] Una volta cercò di spiegarmi che la terra e i pianeti venivano risucchiati dal sole per mezzo di una stella che stava passando. Come se un cane, trovandosi a trotterellare accanto a un cespuglio, mettesse in libertà dei mondi. E in questi mondi appariva la vita, ed entro quella vita, come noi – anime. E persino creature più strane di noi, diceva. A me piaceva ascoltarla, però non la capivo molto bene».
    A Spinoza Herzog scrive: «Secondo lei i pensieri non casualmente collegati sono fonte di dolore. Trovo che risponda effettivamente a verità. L’associazione libera, quando l’intelletto è passivo, è una forma di schiavitù. O meglio, in quelle circostanze è possibile qualsiasi forma di schiavitù. Le può interessare sapere che nel ventesimo secolo si crede che l’associazione libera riveli i più profondi segreti della psiche».

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    Domenico Fina said on Aug 11, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    La mia ignoranza mi diverte molto (cit.); nulla sapevo di questo autore di origine ebraica vincitore del premio nobel e noto a Potok. Fortunatamente ho colmato una lacuna e mi sono impegnata in una lettura non facile che incrocia Faulkner, Celine, Bu ...(continue)

    La mia ignoranza mi diverte molto (cit.); nulla sapevo di questo autore di origine ebraica vincitore del premio nobel e noto a Potok. Fortunatamente ho colmato una lacuna e mi sono impegnata in una lettura non facile che incrocia Faulkner, Celine, Bukowski.. uno strano incontro/scontro tra Europa e America.
    Certo molto interessante, ci si lascia coinvolgere dalle vicissitudini e dai deliri lucidi e razionalmente cinici di Moses Herzog..ma il troppo stroppia; le sue lettere...dio mio! Lunghe lunghe digressioni che Bellow poteva tranquillamente risparmiarsi.

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    LauraDafne90 said on Jun 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un viaggio nella mente di Moses Herzog. Poca trama, molto contenuto.

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    Guido said on May 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non ci ho messo davvero così tanto a leggerlo, è che l'ho mollato più volte. Non sono mai riuscito a decollare veramente, con la lettura. Non è un brutto libro, soprattutto quando succedono cose (o vengono spiegate cose successe), più che in tutte le ...(continue)

    Non ci ho messo davvero così tanto a leggerlo, è che l'ho mollato più volte. Non sono mai riuscito a decollare veramente, con la lettura. Non è un brutto libro, soprattutto quando succedono cose (o vengono spiegate cose successe), più che in tutte le pippe mentali e nelle lettere. Ho letto tanto Roth e nella "bella logorrea" lui è imbattibile. Quando mi capita letteratura simile, pure se (come in questo caso) antecedente, non posso esimermi dal confronto. E credo lo perda più o meno chiunque.

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    Jeremy said on May 17, 2014 | Add your feedback

  • 8 people find this helpful

    Ah Herzog, Herzog, tu parli troppo, scrivi troppo, ti avviti, ti contorci.
    Dipendi e ti appendi, ti indigni e ti impigli, mi induci sbadigli.

    Quale fosse il problema si era capito subito, la soluzione la capisti troppo tardi. Bastava un po’ di sana ...(continue)

    Ah Herzog, Herzog, tu parli troppo, scrivi troppo, ti avviti, ti contorci.
    Dipendi e ti appendi, ti indigni e ti impigli, mi induci sbadigli.

    Quale fosse il problema si era capito subito, la soluzione la capisti troppo tardi. Bastava un po’ di sana solitudine, silenzio.
    Silenzio, e molte pagine in meno.

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    Momi said on Feb 23, 2014 | 8 feedbacks

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