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Het geheimzinnige eiland

de luchtschipbreukelingen

By Jules Verne

(0)

| Others | 9789010013934

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Book Description

90 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un grande classico

    Un romanzo veramente gigantesco. La vita di 5 naufraghi dell'aria su un'isola deserta e sconosciuta. Colpi di scena e trovate geniali a ripetizione fino al finale che riserva sorprese ad ogni capoverso. Per non parlare poi dei comprimari che si susse ...(continue)

    Un romanzo veramente gigantesco. La vita di 5 naufraghi dell'aria su un'isola deserta e sconosciuta. Colpi di scena e trovate geniali a ripetizione fino al finale che riserva sorprese ad ogni capoverso. Per non parlare poi dei comprimari che si susseguono, fra tutti il mitico e misterioso capitano Nemo che qui svela tutti i suoi segreti. Verme non sbaglia un colpo e qui supera se stesso raccontando un'avventura che copre un arco di tempo di ben 4 anni. Consiglio di leggerlo dopo Ventimila leghe sotto i mari e dopo I figli del capitano Grant di cui ne è l'ideale conclusione.

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    master_blaster said on Sep 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Bel romanzo di avventura, anche se sapendo già chi sia il misterioso genio che aiuta i naufraghi dell’Isola di Lincoln il pathos ne risente un po’. Nonostante questo è sicuramente un degno finale per la trilogia verniana che anni dopo aver letto il p ...(continue)

    Bel romanzo di avventura, anche se sapendo già chi sia il misterioso genio che aiuta i naufraghi dell’Isola di Lincoln il pathos ne risente un po’. Nonostante questo è sicuramente un degno finale per la trilogia verniana che anni dopo aver letto il primo libro, “I figli del capitano Grant”, finalmente concludo.
    Scagliati da un tremendo uragano su un’isola deserta i protagonisti di quest’avventura devono cavarsela contando solamente sulle proprie forze e conoscenze, ma grazie alla vasta scienza teorica e pratica posseduta soprattutto dall’ingegnere Cyrus Smith e alla loro coesione riusciranno a cavarsela egregiamente, in un perfetto esempio pratico del pensiero ottocentesco che vede l’uomo plasmare la natura e assoggettarla ai propri bisogni.

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    Accipiter said on Sep 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    parla di un ragazzo, un giornalista, uno scienziato, un marinaio, un ex schiavo, un criminale ravvedutosi e una scimmia divenuta maggiordomo che, durante la guerra di seccessione, decidono di scappare a bordo di un pallone. ma esso viene bucato e sba ...(continue)

    parla di un ragazzo, un giornalista, uno scienziato, un marinaio, un ex schiavo, un criminale ravvedutosi e una scimmia divenuta maggiordomo che, durante la guerra di seccessione, decidono di scappare a bordo di un pallone. ma esso viene bucato e sbarcano su un'isola misteriosa. riusciranno a cavarsela in quella foresta primitiva?

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    Gregorio said on Aug 6, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    “Ah, quanto è dura la solitudine per un’anima lacerata dai rimorsi!”

    Quanti ricordi sopiti risvegliano alla mia mente i libri di Jules Verne, leggendoli mi sembra di tornare indietro nel tempo, quando da bambina iniziai i “primi passi” nel mondo della lettura.
    Erano soprattutto i libri di Verne che leggevo, insieme a ...(continue)

    Quanti ricordi sopiti risvegliano alla mia mente i libri di Jules Verne, leggendoli mi sembra di tornare indietro nel tempo, quando da bambina iniziai i “primi passi” nel mondo della lettura.
    Erano soprattutto i libri di Verne che leggevo, insieme a quelli di Emilio Salgari, tutti libri che solleticavano la mia fantasia, che mi permettevano di fare viaggi in terre a me lontane e sconosciute, che mi permettevano di vivere avventure uniche e straordinarie, il tutto usando solo la mia fantasia.
    Non c’erano videogiochi all’epoca, non c’erano i cellulari, non c’erano i computer, non c’erano le diavolerie tecnologiche quotidiane, c’era solo ed esclusivamente la fantasia, un aspetto che andrebbe fatto riscoprire anche ai bimbi di oggi, che di fantasia, purtroppo, ne usano ben poca.
    Verne era davvero bravo a inventare storie e ci sono delle volte in cui mi dispiace davvero per il fatto che sia stato relegato solo a scrittore per l’infanzia, quando avrebbe meritato molto di più.
    Questo straordinario scrittore sapeva scrivere di avventure straordinarie, ma a differenza di Salgari che amava più la natura incontaminata, lui si affidava alla sua amata scienza, quell’innato amore per la scienza che gli permise di scrivere di viaggi al centro della Terra o di costruire con la mente un meraviglioso sottomarino.
    “L’isola misteriosa” è a mio modesto parere il suo miglior romanzo, terzo e ultimo capitolo della trilogia dedicata al capitano Nemo(gli altri due sono “I figli del capitano Grant” e “Ventimila leghe sotto i mari”, da leggere in questo rigoroso ordine).
    Protagonisti della storia sono un gruppo di cinque naufraghi americani, scappati dalla guerra di Secessione e che si ritrovano, loro malgrado, dispersi durante un naufragio su un’isola dell’oceano Pacifico, un’isola situata nell’emisfero australe e che nessuna mappa ha mai rilevato.
    Grazie alla determinazione e intelligenza di uno di loro, l’ingegnere Ciro Smith, i cinque riescono a sopravvivere alla dura vita dell’isola, avvalendosi anche delle tante risorse naturali, sia animali che vegetali, che l’isola dona loro ogni giorno.
    Come dei piccoli e novelli Robinson Crosue si costruiscono una casa, si producono da loro dei vestiti, coltivano ortaggi, allevano animali selvatici, addomesticano persino un orango, Jup, che diviene un loro fedele servitore.
    Però non tutto è così rose e fiori come sembra, tanti pericoli sono in agguato dietro ogni angolo, pericoli ai quali riusciranno sempre a scampare grazie all’inspiegabile intervento di un fattore esterno che loro attribuiscono alla Provvidenza.
    Ma è davvero la Provvidenza? Ciro Smith, il più razionale del gruppo, non ci crede…questi interventi insperati e piovuti dal nulla fanno sempre più balenare nella sua mente che non sono soli sull’isola, che una presenza misteriosa e benefattrice sta tentando di mettersi in contatto con loro…
    Potrei trovare milioni di aggettivi per descrivere la bellezza di quello che è , senza dubbio, il romanzo più complesso e affascinante di Verne, un’ambientazione selvaggia e bellissima, un alone di mistero che si percepisce dalla prima all’ultima pagina e che accompagna, come una silenziosa ombra, la vita e le avventure dei naufraghi, un finale dolce, struggente e malinconico, che conclude al meglio una trilogia che è entrata di diritto nei cuori di tutti coloro che amano i romanzi di avventura.
    Un piccolo capolavoro, un tributo a quello che è l’impegno umano, a quella che è l’infinita sapienza che un uomo può conquistare.
    Uno di quei libri che rileggerei all’infinito…avventura allo stato puro, narrata con passione da colui che l’amava forse più di sé stesso.
    Un romanzo purtroppo sottovalutato, relegato a letteratura per l’infanzia quando in realtà dietro c’è molto, molto di più.
    E quanto vorrei vivere anch’io su quell’isola…

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    Banshee said on Jul 14, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    No es ni con mucho la mejor de Verne, pero siempre despierta en mí un cariño mágico y especial.
    Novela clásica de aventuras, secretos y enigmas, en una isla aparentemente desierta de los mares del sur.
    En ella el autor hace un canto exhaustivo al hon ...(continue)

    No es ni con mucho la mejor de Verne, pero siempre despierta en mí un cariño mágico y especial.
    Novela clásica de aventuras, secretos y enigmas, en una isla aparentemente desierta de los mares del sur.
    En ella el autor hace un canto exhaustivo al honor, a la camaradería y a la supervivencia.
    La reaparición estelar del capitán Nemo y su Nautilus, pone el broche final a un entretenimiento excepcional.

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    mancusso73 said on Feb 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il suo capolavoro

    un'avventura fatta di sofferenza e sentimenti condivisi, in un posto dove il confine tra tragico e sublime è spesso ridotto. Vince l'animo dei protagonisti.

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    Erwin Zadra said on Jan 31, 2014 | Add your feedback

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