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Het huis met de geesten

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Uitgever: Wereldbibliotheek

4.4
(15693)

Language:Nederlands | Number of Pages: 431 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Spanish , Chi traditional , Italian , French , German , Chi simplified , Portuguese , Greek , Turkish , Japanese , Norwegian , Croatian , Czech , Polish

Isbn-10: 9028414967 | Isbn-13: 9789028414969 | Publish date: 

Also available as: Others , Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
Rond de figuur van Esteban Trueba, de tirannieke, wellustige grootgrondbezitter bewegen zich vier uitzonderlijke vrouwen. Rose de Schone, de nimf met het groene haar, haar zuster Clara, de dromerige helderziende, die op telekinetische wijze voorwerpen kan laten bewegen en haar dochter Blanca, die een verboden liefde koestert voor een linkse protestzanger, tot grote schande van de familie zwanger van hem wordt en een dochter baart. Dit kind, het meisje Alba, zal later in een tijd van verval en terreur de wonderbaarlijke geschiedenis van haar familie opschrijven, om zoals ze zegt: 'het verleden te laten herleven in mijn eigen ontzetting te overwinnen.'
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  • 5

    Avevo iniziato a conoscere la Allende con una sua autobiografia, Paula, che mi aveva lasciato piacevolmente sorpresa data la sua intensità. Ho deciso di approfondire questa conoscenza con il suo libro ...doorgaan

    Avevo iniziato a conoscere la Allende con una sua autobiografia, Paula, che mi aveva lasciato piacevolmente sorpresa data la sua intensità. Ho deciso di approfondire questa conoscenza con il suo libro più famoso, La casa degli spiriti, e il mio giudizio può confermarsi: mi trovo di fronte ad una grande scrittrice.
    La struttura della storia è simile a quella di Cent'anni di solitudine di Marquez, ma non l'ho visto come un tentativo di emulazione dell'opera sopracitata. Al contrario, lo stile di Isabel Allende mi è piaciuto molto di più: tutto è appeso sopra un filo logico e magico in modo magistrale, cosicché il lettore possa facilmente immedesimarsi a fondo sia nella storia sia nella psicologia dei personaggi, i quali sono delineati a fondo, tanto da potersi rispecchiare in molte cose. Non è una caratteristica scontata, poiché non tutti gli scrittori riescono a descrivere fin nelle profondità dell'animo un personaggio senza dilungarsi troppo in descrizioni. Ogni personaggio di questa storia mi ha segnata profondamente, e non succede spesso.
    E' uno di quei libri che bisogna leggere perché ti fanno ridere senza esagerare, piangere senza cadere troppo nel drammatico, commuovere per i minimi gesti; è un libro che ti fa apprezzare i dettagli, il posto preciso di un quadro storto, la luce opaca della lanterna, il paesaggio cileno con la sua terra -facciamo particolare attenzione: terra- bruna.
    E' la storia di una famiglia fuori dalle righe: la chiaroveggente, il burbero lavoratore che arriva a coprire la carica di senatore, la zia e la nipote con i capelli verdi, la testa della bisnonna e la pelle del cane Barrabas in cantina. Magico e reale vanno a braccetto, in certi momenti prevale uno, in altri l'altro.
    E, vi giuro, alle volte viene una voglia infinita di essere adottati da questi strambi elementi!

    gezegd op 

  • 4

    La casa degli spiriti

    Un romanzo bellissimo che mi ha fatta ridere commuovere e arrabbiare. Un romanzo che emoziona e che ricordo come se lo avessi letto ieri.

    gezegd op 

  • 5

    È da ieri che cerco qualcosa da scrivere su questo libro ma la verità è che non ci sono parole per descriverlo.
    Un romanzo che racconta, partendo dal capofamiglia Esteban fino alla sua esuberante nipo ...doorgaan

    È da ieri che cerco qualcosa da scrivere su questo libro ma la verità è che non ci sono parole per descriverlo.
    Un romanzo che racconta, partendo dal capofamiglia Esteban fino alla sua esuberante nipote Alba, le vicende della famiglia Trueba e, tramite i suoi componenti, del Cile, dalla nascita del comunismo alla guerra civile che portò all'ascesa di Pinochet.
    La narrazione passa da un personaggio all'altro, alternando quindi più punti di vista che permettono di avere una visione globale della storia.
    Un romanzo che consiglio vivamente a tutti, da non leggere tutto d'un fiato ma prendendosi il tempo per assimilarlo fino all'ultima parola.
    Voto: 9,5/10

    Passate sulla mia pagina di Facebook se vi va :)
    www.facebook.com/quandounlibroticambialavita

    gezegd op 

  • 4

    ...e c'è quella cosa, quella del realismo magico, che saran degli anni che cerco di metter su dei paletti per definirlo al meglio o almeno capire cos'è, di questo realismo magico, che ti trascina tant ...doorgaan

    ...e c'è quella cosa, quella del realismo magico, che saran degli anni che cerco di metter su dei paletti per definirlo al meglio o almeno capire cos'è, di questo realismo magico, che ti trascina tanto nella lettura da sentirne, a distanza di qualche mese, un richiamo tanto forte. E la Allende, con questo suo primo libro, ricalca fedelmente lo stile di chi, prima di lei di circa un ventennio, le basi del realismo magico già le aveva delineate ottimamente. Si snoda così la storia delle tre generazioni della famiglia del Valle / Trueba, rappresentata da eccentrici personaggi dotati di poteri spiritici o sembianze marine, inventori spericolati e avventurieri pronti a perdersi in paesi sconosciuti, ma anche personaggi rigidi e autoritari così come austeri dottori, in un luogo, il sudamerica, che ben si presta come sfondo di queste vicende. Ma mentre si intrecciano amori disperati e improbabili, conflitti di classe, liti di famiglia e catastrofi naturali, viene lentamente a delinearsi l'assetto politico del Cile del novecento. Ed è così che nell'ultima parte del libro la Allende pare quasi volersi liberare di tutta la componente magica del racconto, facendolo capitolare lì dove le vicende politiche del suo Paese prendono prepotentemente la scena: in poche pagine il lettore si trova alle prese con vicende tutt'altro che immaginarie, fra personaggi (Salvador Allende, chiamato semplicemente "il Presidente", o Neruda, "il Poeta") e vicende (il golpe di Pinochet e la spietata repressione su tutti) disperatamente reali e che metteranno a dura prova i rapporti già tesi fra gli ultimi supersiti della oramai decaduta famiglia del Valle / Trueba. La Allende risolleva così un libro che dopo due terzi sembrava assestarsi su un certo genere, riuscendo a raccontare con forza le vicende del suo Paese: ne soffre in scorrevolezza, quella che permette di leggere in breve tempo la prima parte del libro, ma ne acquista in profondità e in interesse. Molto importante è poi il ruolo di primo piano dato alle donne, tratteggiate come le sole a scegliere del proprio destino nonostante le imposizioni dei relativi padri, mariti o nonni: tutte le donne del Valle riescono in un modo o nell'altro, spesso a costo di grandi sacrifici, a raggiungere i propri obiettivi, incontrandosi e scontrandosi fra di loro ma riuscendo in ogni caso a stringere solidi legami. Vengono invece un po' tralasciati i personaggi secondari (si pensi ai due figli maschi di Clara), comprimari di cui si parla solamente nel momento in cui risultano funzionali alla storia, riuscendo a snellire un libro non certo breve, ma che perde così eventuali punti di sviluppo.

    - In quasi tutte le famiglie c'è qualche rimbambito o pazzo, figliola - assicurò Clara mentre si affanna col suo lavoro a maglia, perché in tutti quegli anni non aveva imparato a lavorare senza guardare. - Talvolta non li si nota perché li nascondono come se fossero una vergogna. Li chiudono nelle stanze più isolate, affinché non li vedano quando ci sono visite. Ma in realtà non c'è di che vergognarsene, anche loro sono opera di Dio.
    - Ma nella nostra famiglia non ce ne sono, nonna - replicò Alba.
    - No. Qui la follia si è divisa fra tutti e non ne è avanzata per avere il nostro matto da legare.

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  • 5

    Eccezionale, punto!

    Questo libro di Isabel Allende è a dir poco eccezionale, è uno dei romanzi più belli che abbia mai letto. E' un intreccio riuscitissimo di una saga familiare inventata ed eventi storici. L'avvincente ...doorgaan

    Questo libro di Isabel Allende è a dir poco eccezionale, è uno dei romanzi più belli che abbia mai letto. E' un intreccio riuscitissimo di una saga familiare inventata ed eventi storici. L'avvincente storia della famiglia Trueba si intreccerà col destino del Cile degli anni Settanta, fra la presidenza di Salvador Allende e il golpe di Pinochet. Consiglio tantissimo questo romanzo a chi ha interesse per gli eventi storico-politici, in particolare dell'America Latina. Dopo averlo terminato, ho fatto ricerche su wikipedia e youtube, totalmente coinvolto dalla storia del Cile. La tecnica narrativa della Allende è spettacolare. Nonostante siano circa 365 pagine di narrazione con pochi dialoghi, il libro risulta sempre avvincente e appassionante. L'autrice sa bene come descrivere le emozioni dei personaggi, anche attraverso l'uso di una punteggiatura efficace. Del tutto assenti riferimenti espliciti al Cile, a Santiago, a Neruda (chiamato Il Poeta), a Salvador Allende, a Pinochet... ogni riferimento è velato, il che rende la lettura intrigante e stimola ricerche su google. Complimenti, 5 stelle.

    gezegd op 

  • 4

    Sono successe troppe cose da quando l'ho letto a ora (leggi: sotto il gazebo, a petto nudo, nel pieno del caldo di un pomeriggio d'agosto, fermo nella convinzione che adesso o mai più), quindi acconte ...doorgaan

    Sono successe troppe cose da quando l'ho letto a ora (leggi: sotto il gazebo, a petto nudo, nel pieno del caldo di un pomeriggio d'agosto, fermo nella convinzione che adesso o mai più), quindi accontentatevi di qualche inutile annotazione a margine:
    - Ha saziato la mia fame per saghe familiari e realismo magico, eredità di Cent'anni di solitudine;
    - Esteban mi ha ricordato un po' Heathcliff;
    - Tanto amore per Clara, soprattutto per aver scelto di dare sempre nomi nuovi per evitare confusione nei diari.

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  • 3

    «Tenía la idea de que al poner nombre a los problemas, éstos se materializan y ya no es posible ignorarlos; en cambio, si se mantienen en el limbo de las palabras no dichas, pueden desaparecer solos, ...doorgaan

    «Tenía la idea de que al poner nombre a los problemas, éstos se materializan y ya no es posible ignorarlos; en cambio, si se mantienen en el limbo de las palabras no dichas, pueden desaparecer solos, con el transcurso del tiempo».

    Entre la laberíntica y excéntrica casa hecha construir por el señor Trueba y la hacienda “Las tres Marías”, a lo largo de tres generaciones, se desarrolla una saga familiar que refleja el destino de todo el pueblo chileno. Junto con Clara, Blanca y Alba, entramos a un mundo asombroso en donde el tiempo huye de los ordinarios límites humanos, los objetos se mueven y los espíritus conviven con los vivos.

    La novela describe un mundo densamente femenino en el cual historia y autobiografía se entrelazan, en una realidad que es caleidoscópica, a elementos sobrenaturales. La autora, a pesar de la clarividencia de los personajes y del narrador omnisciente, no deja de sorprender al lector.

    Isabel Allende, en la novela que la hizo famosa, nos regala una historia destacable tejiendo una trama de amor, magia, misterio, sueños, de horrores y violencia. Una historia que hechizará sobre todo a las lectoras: ¡buena lectura!

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  • 3

    La gente non legge quello che non gli interessa, e se gli interessa è perché ha la maturità per farlo.

    Nella mia carriera di lettrice ho sempre avuto qualche problema con le saghe famigliare, con quel naturale tentativo di entrare nel cielo di un'altro e trovarlo pieno di nuvole plumbee e poco accoglie ...doorgaan

    Nella mia carriera di lettrice ho sempre avuto qualche problema con le saghe famigliare, con quel naturale tentativo di entrare nel cielo di un'altro e trovarlo pieno di nuvole plumbee e poco accoglienti. Queste saghe mi hanno sempre procurato qualche difficoltà. Fra i momenti più orticanti dei quasi ventitre anni della mia vita in cui - pur di soddisfare una strana fame incontenibile - ho impiegato parte del mio tempo leggendo testimonianze estremamente realistiche di famiglie prostrate dalla guerra. Intramontabili, indimenticabili, crudi, capaci di offuscare una parte del nostro animo, sfolgorando e sfavillando nella mente di chi legge. Ricordi di una vita lontana, vissuta, orrori spaventosi, promesse ad una libertà effimera e vana che davano o meno forma a un particolare disegno, una traccia memorabile ricco di sogni e speranze.
    Per qualche tempo sono stata felicissima di cimentarmi in questo tipo di letture, ma, col romanzo della Allende, con questa incredibile odissea che si protrarrà per generazioni in generazioni, non sono riuscita ad identificarmi come volevo.
    In qualche modo me l'aspettavo, con una storia che è scivolata sul palmo della mia mano come sabbia fine, ma non per arroganza. Quasi per un altro motivo. Non riuscivo ad immobilizzarla e abbracciarla spassionatamente, ne ad imprigionarla. Il suo spirito non era con me e, pur quanto fossero immani i miei sforzi purché ci fosse anche la minima parvenza di un unione, non riuscivo a sentirmi parte di quella che la Allende chiamava "dimora degli spiriti". Onestamente: mi sono sforzata di condividere alcuni aspetti della mia vita. Ma invano. Forse la mia presenza oscurava l'aura lucente dei personaggi, quando conversavano fra loro o erano impegnati in qualche strana faccenda amorosa. Eppure non potevo sopportare che, lettori pretenziosi o diffidenti, inclini ad un altro genere di lettura, avessero amato ogni singola parola di questo romanzo. In pratica, ero sola e abbandonata da tutti. E questa solitudine ha marchiato e lasciato un segno, come il bruciore di una ferita. Non aver potuto apprezzare La casa degli spiriti è qualcosa di terribilmente "ingiusto". Ma non ho potuto farci niente.
    Mentre scrivo, penso che questa storia avrei dovuto leggerla in un altro momento. Forse. Fra qualche mese, fra qualche anno, al mare, o in campagna, quando meno me lo aspettavo. L'anima del romanzo intrappolata nei miei pensieri.
    Qualcosa di profondo mi ha unito però a questi nuovi amici. Come tutti loro, anch'io non aveva mai pensato seriamente ai numerosi divari che ci avrebbero diviso. Certo, sin dalle prime pagine avevo captato qualcosa di possibile e lontano ; ma non ci volevo credere, coscientemente parlando. Non è una colpa, sebbene sembri il contrario. Eppure, sono fatta così. Ognuno di noi predilige un certo tipo di romanzo e, in poco tempo, i protagonisti di quel romanzo potrebbero rivelarsi come le persone più importanti tra tutti. La nostra vita racchiusa nelle loro menti, nei loro cuori, persino in ogni battito. E, con La casa degli spiriti, disgraziatamente per me, non è stato così.
    In questo senso mi sento anch'io "segnata", quando i miei amici mi domandano cosa non abbia gradito in questo caposaldo della letteratura. Le mie preferenze si riferiscono a qualcosa di definito, concreto; non é la storia di per sé. E' l'andamento lento e sincopato. Il peso politico del secolo che descrive fedelmente la realtà del genere umano. Analizzando sia gli aspetti più sensibili dell'animo umano, che quelli più disparati. Descrivendo il dolore, il male, la dittatura come un vortice travolgente che spinge il lettore a protrarre questo strano viaggio. Tuttavia è stato il bisogno di leggere qualcosa in cui l'amore e gli strani sussulti del cuore predominassero sulla bellezza e sulla possessione dei personaggi generosi e comprensivi a farmene prendere atto, che con ogni probabilità avrei voluto vedere, ma con cui, col passare dei giorni, mi hanno permesso di instaurare una certa intimità. Realizzando un legame solido che, secondo me, già questo, era positivo. Un segno della mia volontà di "proseguire la lettura".
    A me ha deluso che l'amore, con o senza il risvolto cruento della guerra, fosse una sorta di stile di vita che abbracciano quasi tutti i personaggi e che specie quelli che non avevano ancora interpretato il suo linguaggio contorto contassero di farlo senza conoscerne la vera natura di cui io non ho mai convenuto. Queste sono situazioni che, a posteriori, potrebbero accadere. Eppure io, quando leggo di storie d'amore forti e passionali, mi auguro sempre rispecchino i miei concetti di romanticismo; qualcosa di potente, intenso, indimenticabile; qualcosa di necessario, dinanzi al quale è impossibile vedere la realtà. E le ricordo tutte bene, i due amanti che si giurano amore eterno e che, amandosi, vivono. Il loro amore trionfava ed io li guardavo con meraviglia e struggimento. L'amore c'era.
    La casa degli spiriti è una storia che è stata al centro di molte discussioni. Non sapevo esattamente cosa aspettarmi. Una storia avvincente e indimenticabile, che avrebbe popolato l'invisibile cittadella della mia coscienza? Probabilmente. E parlarne ha acquietato una parte del mio spirito, richiamando alla mente echi che si erano perduti nel tempo, anime inquiete e tormentate che si limitano a coltivare piccoli poderi famigliari, pur di non morire di fame. In un paese abituato alla dignità del dolore e della solitudine, in un luogo rigoglioso in cui la gente che ci vive è buona e semplice, in un mondo di storie stupefacenti, silenzi tranquilli - in cui il tempo non è scandito da orologi o da calendari - mi sono intrufolata fra le pareti di una casa fatiscente. Fra passato e futuro, in una realtà concepita come un caleidoscopio di specchi in cui tutto può succedere.
    Captarne la sua essenza è stato tuttavia molto bello, in cui è racchiuso un mondo magico e finito. La piccola Clara si muoveva come una figura incerta, in un universo che è frutto della sua immaginazione. Protetta dalle avversità del mondo, dove la verità effimera delle cose materiali si fonde con quella tumultuosa dei sogni, nei quali le leggi della fisica non sempre funzionano.
    Il romanzo della Allende getta una particolare luce sui segreti intimi di una generazione che non è più nostra che, a seconda delle varie interpretazioni, ha un ché di nascosto e profondo. Riavvolgendo la pellicola della vita dei personaggi all'indietro come un nastro, percorrendo un percorso di formazione ed evoluzione, non riuscendo tuttavia a creare del tutto una relazione fra autore e lettore fatta esclusivamente di parole, dialoghi asciutti e semplici, descrizioni meramente accennate - talvolta inesistenti - che non lasciano un segno indelebile nei recessi più remoti di chi legge. Esamina la condizione sociale dell'uomo combinando eventi storici all'analisi dell'animo umano, intrecciando dramma e guerra, cinismo e pragmaticità, articolando un romanzo vivo, concreto come un esistenza stessa. Attraverso lo sguardo dell'autrice, il lettore vede e comprende sviluppi e riflessioni. Assiste a un lungo esame sulla libertà individuale e d'espressione e, ponderando quello che nei secoli passati è sempre stato visto come oggetto di ribellione, riconosce la capacità del romanzo di spiegare cosa significhi vivere fra gli stenti e la fame.
    La casa degli spiriti è una notevole testimonianza storica. Un fatto di cronaca che nasce, cresce e si evolve, e si riproduce mediante le gesta di famiglie prostrate dalla piaga del comunismo o del regime hitleriano, che scoprono la sopravvivenza come qualcosa di necessario.
    Clara. Questo libro è di Clara. In ogni frase o forma, che scandisce i capitoli attraverso repentini passaggi dal presente al passato e viceversa, in cui Clara adulta ci parla della strada che ha dovuto imboccare.
    E' un romanzo che parla di contadini, gente umile e povera che fa riflettere e lascia un po' insoddisfatti. Parla di una famiglia che ha sempre preservato la beata speranza di poter, un giorno, ottenere le gioie della vita e che, con le numerose difficoltà affrontate, mi ha permesso di capire cosa voglia dire vivere.
    Crudo e drammatico, è una storia a tratti disarmante: un manipolo di anime che vagano, inconsapevolmente, lungo la riva dell'assurdo. Pretenzioso. Particolare, che riflette i sentimenti repressi dei protagonisti.

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  • 3

    Io sono una voce fuori dal coro... adoro leggere ma questo particolare libro mi ha annoiata parecchio. Personaggi maschili tutti uguali quando fanno i ribelli, tutte le ragazze uguali nei loro innamor ...doorgaan

    Io sono una voce fuori dal coro... adoro leggere ma questo particolare libro mi ha annoiata parecchio. Personaggi maschili tutti uguali quando fanno i ribelli, tutte le ragazze uguali nei loro innamoramenti. La Allende sa scrivere benissimo ma questo particolare libro, che agli altri piace così tanto, a me ha dato veramente poco.

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  • 2

    Poteva essere lungo la metà: la ridondanza nella caratterizzazione di alcuni personaggi è stucchevole, e mi riferisco in particolare alla figura di Clara, che dovrebbe essere fascinosa, misteriosa, ma ...doorgaan

    Poteva essere lungo la metà: la ridondanza nella caratterizzazione di alcuni personaggi è stucchevole, e mi riferisco in particolare alla figura di Clara, che dovrebbe essere fascinosa, misteriosa, magnetica e che invece ho finito per detestare con tutto il mio cuore. I topoi caratteristici del cosiddetto realismo magico mi sembrano messi lì un po' a caso, adoperati senza personalità, ridotti quasi a tratti imitativi volti a suggerire un vago sentore di Grande Romanzo Della Letteratura Sudamericana. Comunque nel complesso non è malvagio, scorre via facilmente e poi sono troppo buonista per stroncare un libro che parla di certi argomenti.

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