Het moordende testament

By

4.1
(5737)

Language: Nederlands | Number of Pages: 490 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Italian , English , French , German , Portuguese

Isbn-10: 9086910238 | Isbn-13: 9789086910236 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Do you like Het moordende testament ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 4

    "Di che cosa è morta? Della stessa cosa di cui muoiono tutti, alla fine: per una serie di circostanze."

    Mi era sembrato buono La banda dei brocchi e molto buono Circolo chiuso, ma ancora non era scatt ...doorgaan

    "Di che cosa è morta? Della stessa cosa di cui muoiono tutti, alla fine: per una serie di circostanze."

    Mi era sembrato buono La banda dei brocchi e molto buono Circolo chiuso, ma ancora non era scattato l'amore per Coe. Sbagliando, per una serie di motivi, non avevo ancora letto La famiglia Winshaw.
    Tanto brillante quanto insolito nella struttura, costruito come un gioco a incastri letterario che alla fine cita esplicitamente la Christie, capace di azzeccare un paio di personaggi secondari memorabili (il vecchio detective gay, la generosa e indolente amica d'infanzia di Michael), è un romanzo che intrattiene, diverte, commuove e nel frattempo regala un affresco amaro, bizzarro, emblematico e spietato dell'Inghilterra tatcheriana, che sfocia quasi antropologicamente nella prima guerra del golfo.

    P.S.
    A breve procedo con La casa del sonno

    gezegd op 

  • 3

    Un libro su cui avevo grandi aspettative, purtroppo in buona parte deluse. Mi piacciono le saghe familiari, tantopiù se promettono quella folla di personaggi ambiziosi e spietati di cui il libro è eff ...doorgaan

    Un libro su cui avevo grandi aspettative, purtroppo in buona parte deluse. Mi piacciono le saghe familiari, tantopiù se promettono quella folla di personaggi ambiziosi e spietati di cui il libro è effettivamente pieno e se insieme a quelli l’autore ci racconta anche lo sfondo storico e sociale di un’epoca (in questo caso l’Inghilterra tatcheriana). La presenza all’inizio del libro di un albero genealogico poi, mi dà un vero brivido anticipatore: significa che la lettura sarà faticosa, possibilmente ingarbugliata, ma che darà vita a un grande affresco da ammirare alla fine nel suo splendido insieme.

    Qui l’affresco riesce molto simile alla copertina dell’edizione Feltrinelli: un’immagine di dubbio significato, in alcune parti abbozzata, con colori incoerenti.

    E’ un romanzo che tratta molti temi interessanti mostrando sullo sfondo la trasformazione di un paese, e lo fa diventando di volta in volta biografia, romanzo realista, diario, cronaca sociale, mistery e racconto gotico (se non ho dimenticato qualcosa). Niente di male in questo, ma tutti questi contenuti sono veramente male amalgamati. Si salta da uno stile all’altro e da un’epoca all’altra, ma senza grazia: il risultato è come un puzzle mal rifinito perché fatto di tessere appartenenti ad altri puzzle… come un libro fatto di pezzi di altri libri (non aiuta la traduzione, che presenta secondo me varie discutibili scelte terminologiche).

    Per aggiungere complicazione, la storia è inoltre narrata da due punti di vista: il racconto “esterno” delle vicende dei vari orridi Winshaw con i loro diversi gradi di rapacità e squallore morale, e la storia in prima persona del loro aspirante biografo, il modesto scrittore Michael Owen, assoldato dalla zia pazza per scrivere la storia della famiglia. Ora, io ho una particolare idiosincrasia per cui quando trovo uno scrittore tra i personaggi di un libro, mi innervosisco sempre: troppe volte un personaggio scrittore diventa un comodo pretesto per l’autore per blaterare di se stesso, troppe volte vengono descritti scrittori dalle personalità pompose e cialtrone... (che non si capisce mai se l’autore voglia affettuosamente prendere in giro la sua stessa categoria o velenosamente punzecchiare qualche suo rivale).

    In realtà il povero Owen è il personaggio più umanamente decente e più artisticamente riuscito dell’opera (nonostante certe sue noiose psicosi) e pur con tutte le sue manchevolezze si fa voler bene, oltre ad essere il protagonista di un finale davvero sorprendente e geniale, che ritengo la parte migliore del libro (parlo delle ultime due pagine). Gli odiosi Winshaw, paradossalmente, non lasciano traccia.

    gezegd op 

  • 4

    Molto inglese, eppure...

    Un gran bel libro.
    Jonathan Coe ci costruisce un mondo attorno usando, come mappa geografica, l'albero genealogico della famiglia Winshaw.
    Tre storie si intrecciano, quella del Regno Unito dalla guerr ...doorgaan

    Un gran bel libro.
    Jonathan Coe ci costruisce un mondo attorno usando, come mappa geografica, l'albero genealogico della famiglia Winshaw.
    Tre storie si intrecciano, quella del Regno Unito dalla guerra delle Falkland in poi, quella della famiglia da cui prende il titolo il libro, e quella di un giovane scrittore, Michael Owen, cui viene commissionato un libro storico sui Winshaw.
    Via via che la trama si dipana, impariamo dei dettagli sui personaggi e nulla rimane com'era prima.
    Fino al gran finale degli ultimi capitoli (di tutta la seconda parte, in realtà) quando l'autore ci svela fino in fondo la trama.

    Scritto bene, un po' come si usava una volta, con linguaggio ricercato e senza fretta.
    Ottimamente costruito. Insomma da leggere...

    gezegd op 

  • 5

    "Questo libro è pieno di passione. Pieno di rabbia, comunque. Se comunica qualcosa è proprio l'odio che io sento per questa gente, è il male che essi incarnano, è la distruzione che hanno portato con ...doorgaan

    "Questo libro è pieno di passione. Pieno di rabbia, comunque. Se comunica qualcosa è proprio l'odio che io sento per questa gente, è il male che essi incarnano, è la distruzione che hanno portato con sé, facendo uso dei loro interessi acquisiti e della loro influenza, dei loro privilegi e del controllo assoluto e paralizzante su tutti i centri di potere; è come ci hanno messo tutti nella condizione di non nuocere, è come si sono divisi fra loro tutto questo maledetto paese. Tu non sai, Patrick, cos'ha voluto dire dovermi sentire intorno questa famiglia per così tanti anni; giorno dopo giorno in compagnia degli Winshaw e basta. Perché pensi che il libro sia diventato quello che è? Perché scriverne, cercare di raccontare la verità che li concerne, era il solo modo che mi impediva di volerli uccidere. (...)" (p. 109)

    L'ho amato come la prima volta.

    gezegd op 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Che romanzo particolare questo, un Coe ben differente da come lo avevo conosciuto in “Expo 58”.
    L’inizio scoppiettante è caratterizzato dalle descrizioni dei vari Winshaw con un forte tratto inglese, ...doorgaan

    Che romanzo particolare questo, un Coe ben differente da come lo avevo conosciuto in “Expo 58”.
    L’inizio scoppiettante è caratterizzato dalle descrizioni dei vari Winshaw con un forte tratto inglese, uno humor british, per passare poi a momenti di gran noia ed ingiustamente prolissi.
    La fine della prima parte e l’inizio della seconda sono sicuramente le parti che più ho apprezzato.
    Le vicende dei Winshaw lasciano il passo alla vita di Micheal Owen, legato comunque a sua insaputa a questa insana famiglia.
    Un romanzo non semplice, non leggero che resta nella mente e nel cuore.
    “C’è una vena di follia in famiglia, capisce? Siamo tutti matti da legare, fuori di testa, bacati nella cocuzza. Tutti. Perché arriva il momento Michael, in cui rapacità e follia diventano praticamente indistinguibili l’una dall’altra. Si potrebbe quasi dire che diventano una e una sola cosa. E poi arriva un altro momento in cui anche tollerare la rapacità e viverci fianco a fianco, o addirittura prendersene carico, diventa una sorta di follia.
    La follia non ha mai fine. Almeno per… per chi continua a vivere”

    gezegd op 

  • 4

    Non sempre la rilettura di un libro dopo molti anni (venti in questo caso) è capace di suscitare le stesse emozioni provate la prima volta. La famiglia Winshaw ci è in parte riuscita perchè rimane un ...doorgaan

    Non sempre la rilettura di un libro dopo molti anni (venti in questo caso) è capace di suscitare le stesse emozioni provate la prima volta. La famiglia Winshaw ci è in parte riuscita perchè rimane un libro profondo, capace di raccontare con ironia una parte di storia inglese moderna (l'Inghilterra degli anni '80, quella guidata da Margaret Tatcher ) che non è sempre facile ricostruire visto la vicinanza temporale. L'analisi è lucida e spietata. Personalmente fra tutto mi ha colpito il modello sanitario inglese in quell'epoca e mi auguro che abbia avuto modo di migliorarsi .La giovane Phoebe muore per una diagnosi arrivata tardi, per degli antibiotici non somministrati, per un posto letto che si fatica a trovare: succedesse oggi in Italia si griderebbe alla malsanità: lì in quel contesto sembra la normalità in una rassegnazione che diventa quasi indifferenza.. Adesso sono curiosa di leggere Numero undici, anche se il Coe degli ultimi romanzi non è più stato capace di raggiungere la bellezza di questi suoi primi.

    gezegd op 

  • 4

    Un caleidoscopio. Una treccia di fili.

    “In ogni caso, non avrebbe dovuto aver nulla a che fare con me – erano cose che succedevano a migliaia di chilometri di distanza, dall’altra parte del mondo: dall’altra parte (che era più lontano anco ...doorgaan

    “In ogni caso, non avrebbe dovuto aver nulla a che fare con me – erano cose che succedevano a migliaia di chilometri di distanza, dall’altra parte del mondo: dall’altra parte (che era più lontano ancora) dello schermo televisivo.”
    E invece.

    "La famiglia Winshaw" è un caleidoscopio e Coe è bravissimo ad intrecciare fili di Storia e fili di storie: li fa incrociare ripetutamente senza che nessuno sfugga al lettore – il quale, anzi, li tiene tutti saldamente in mano – e solo alla fine li annoda.
    E li annoda stretti, ma così stretti che…
    Che niente, io odio lo spoiler.
    (E infatti una punta di stella questo libro l’ha persa col clamoroso spoiler su “Dieci piccoli indiani”.)

    gezegd op 

  • 5

    Avendolo letto ormai 20 anni fa, avevo dimenticato che capolavoro è questo romanzo di Coe. E’ poliedrico, affronta tematiche sociali anche estremamente scomode con naturalezza e “pulizia” nella descri ...doorgaan

    Avendolo letto ormai 20 anni fa, avevo dimenticato che capolavoro è questo romanzo di Coe. E’ poliedrico, affronta tematiche sociali anche estremamente scomode con naturalezza e “pulizia” nella descrizione, che si intrecciano con le vite dei componenti di questa scellerata famiglia di individui senza scrupoli. Dev’essere per questo che mi sono irrimediabilmente innamorata della scrittura di Coe.

    gezegd op 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Mezzosecolo di storia dell'Inghilerra e non solo, raccontata attraverso le vite di personaggi odiosi della famiglia Winshaw. Gli unici ad dimostrare un po' di saggezza sono i vecchi Mortimer e Thabita ...doorgaan

    Mezzosecolo di storia dell'Inghilerra e non solo, raccontata attraverso le vite di personaggi odiosi della famiglia Winshaw. Gli unici ad dimostrare un po' di saggezza sono i vecchi Mortimer e Thabita. I giovani sono invece cinici , spietati, egoisti ma anche stupidi e mediocri. E lo sono sia i personaggi e sia i loro mestieri, o meglio, il modo in cui svolgono i loro mestieri.
    Utile libro per ricordarsi di come eravamo negli anni '80 e per alimentare la speranza che oggi sia già meglio.

    Scritto con humor tipicamente british, a volte l'ho trovato noioso (specia all'inizio e prima del gran finale) e inutilmente lungo (ma è una questione di gusti personali).
    Alcune invenzioni letterarie piacevoli ( meta racconto, piani narrativi che si intersecano, ...)

    gezegd op 

  • 3

    Intreccio complesso con una moltitudine di personaggi e alternanze di flashback tra passato e presente che rendono la lettura certamente non armoniosa, ma efficace. D'altronde lo stile che in questo t ...doorgaan

    Intreccio complesso con una moltitudine di personaggi e alternanze di flashback tra passato e presente che rendono la lettura certamente non armoniosa, ma efficace. D'altronde lo stile che in questo testo Coe ha voluto assumere è quello della caratterizzazione dei personaggi in un arco di tempo ben preciso, inserendoli in una trama lungamente pensata e sviluppata che prende spunto dai dieci piccoli indiani di Agatha Christie.

    gezegd op 

Sorting by
Sorting by