Het moordende testament

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4.1
(5718)

Language: Nederlands | Number of Pages: 490 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Italian , English , French , German , Portuguese

Isbn-10: 9086910238 | Isbn-13: 9789086910236 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 4

    Un caleidoscopio. Una treccia di fili.

    “In ogni caso, non avrebbe dovuto aver nulla a che fare con me – erano cose che succedevano a migliaia di chilometri di distanza, dall’altra parte del mondo: dall’altra parte (che era più lontano anco ...doorgaan

    “In ogni caso, non avrebbe dovuto aver nulla a che fare con me – erano cose che succedevano a migliaia di chilometri di distanza, dall’altra parte del mondo: dall’altra parte (che era più lontano ancora) dello schermo televisivo.”
    E invece.

    "La famiglia Winshaw" è un caleidoscopio e Coe è bravissimo ad intrecciare fili di Storia e fili di storie: li fa incrociare ripetutamente senza che nessuno sfugga al lettore – il quale, anzi, li tiene tutti saldamente in mano – e solo alla fine li annoda.
    E li annoda stretti, ma così stretti che…
    Che niente, io odio lo spoiler.
    (E infatti una punta di stella questo libro l’ha persa col clamoroso spoiler su “Dieci piccoli indiani”.)

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  • 5

    Avendolo letto ormai 20 anni fa, avevo dimenticato che capolavoro è questo romanzo di Coe. E’ poliedrico, affronta tematiche sociali anche estremamente scomode con naturalezza e “pulizia” nella descri ...doorgaan

    Avendolo letto ormai 20 anni fa, avevo dimenticato che capolavoro è questo romanzo di Coe. E’ poliedrico, affronta tematiche sociali anche estremamente scomode con naturalezza e “pulizia” nella descrizione, che si intrecciano con le vite dei componenti di questa scellerata famiglia di individui senza scrupoli. Dev’essere per questo che mi sono irrimediabilmente innamorata della scrittura di Coe.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Mezzosecolo di storia dell'Inghilerra e non solo, raccontata attraverso le vite di personaggi odiosi della famiglia Winshaw. Gli unici ad dimostrare un po' di saggezza sono i vecchi Mortimer e Thabita ...doorgaan

    Mezzosecolo di storia dell'Inghilerra e non solo, raccontata attraverso le vite di personaggi odiosi della famiglia Winshaw. Gli unici ad dimostrare un po' di saggezza sono i vecchi Mortimer e Thabita. I giovani sono invece cinici , spietati, egoisti ma anche stupidi e mediocri. E lo sono sia i personaggi e sia i loro mestieri, o meglio, il modo in cui svolgono i loro mestieri.
    Utile libro per ricordarsi di come eravamo negli anni '80 e per alimentare la speranza che oggi sia già meglio.

    Scritto con humor tipicamente british, a volte l'ho trovato noioso (specia all'inizio e prima del gran finale) e inutilmente lungo (ma è una questione di gusti personali).
    Alcune invenzioni letterarie piacevoli ( meta racconto, piani narrativi che si intersecano, ...)

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  • 3

    Intreccio complesso con una moltitudine di personaggi e alternanze di flashback tra passato e presente che rendono la lettura certamente non armoniosa, ma efficace. D'altronde lo stile che in questo t ...doorgaan

    Intreccio complesso con una moltitudine di personaggi e alternanze di flashback tra passato e presente che rendono la lettura certamente non armoniosa, ma efficace. D'altronde lo stile che in questo testo Coe ha voluto assumere è quello della caratterizzazione dei personaggi in un arco di tempo ben preciso, inserendoli in una trama lungamente pensata e sviluppata che prende spunto dai dieci piccoli indiani di Agatha Christie.

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  • 2

    Deludenterrimo

    Una lettura pesantissima: libro finito con enorme fatica. Per chi abbia in mente quel romanzo straordinario qual è La casa del sonno, il confronto è davvero impietoso. Personaggi anonimi, scialbi, fas ...doorgaan

    Una lettura pesantissima: libro finito con enorme fatica. Per chi abbia in mente quel romanzo straordinario qual è La casa del sonno, il confronto è davvero impietoso. Personaggi anonimi, scialbi, fastidiosi, non tanto per demeriti narrativi dell’autore, che certo non è uno sprovveduto, ma proprio dal punto di vista umano. Non credo di avere mai avuto così tanto disinteresse per i personaggi di una storia, quanto in questo caso. E la mancanza di scrupoli con cui Coe si diverte a dipingere gli appartenenti alla famiglia Winshaw è, il più delle volte, veramente poco credibile. Artificioso l’espediente narrativo di disseminare i frammenti della storia senza ordine cronologico, per poi ricomporli via via: ciò dovrebbe avere l’effetto di solleticare l’interesse del lettore, mentre ha quello di disorientarlo e rallentare il ritmo. E poi il tema del romanzo: la puerile associazione tra profitto e disonestà/vizio/perversione ecc., che ne è la spina dorsale, non soltanto non è giustificata in alcun modo bensì data per assodata – peraltro, come dicevo, con personaggi davvero improbabili –, ma è anche poco comprensibile nei suoi intrecci con le vicende politiche dell’epoca (thatcherismo, Guerra del Golfo). Il retro di copertina ci informa infatti che “i componenti della famiglia Winshaw incarnano il delirio di potere che ha segnato gli anni di Margaret Thatcher e ha portato l’Inghilterra allo sfascio”. Le cose sono due: o quelli di Feltrinelli si sono presi una bella libertà a scrivere queste parole, oppure l’impianto storico del romanzo è tracciato poveramente e le presunte colpe del thatcherismo sono raccontate in modo inadeguato (anzi, non sono raccontate affatto). Si salva l’ultima cinquantina di pagine.

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  • 3

    Coe è sempre Coe o quasi?

    Non per giustificare il mio disappunto su alcune parti del romanzo ma mi sento in dovere di dichiarare il mio amore per Coe, un amore nato quest'inverno leggendo La casa del sonno e alimentato dalla s ...doorgaan

    Non per giustificare il mio disappunto su alcune parti del romanzo ma mi sento in dovere di dichiarare il mio amore per Coe, un amore nato quest'inverno leggendo La casa del sonno e alimentato dalla sua maestria nel gestire la trama, un'abilità che ho ritrovato con mia grande gioia anche ne La famiglia Winshaw. Un libro non facile, con tanti riferimenti storici dell'Inghilterra degli anni '80 e '90, tanti personaggi, tanti intrecci e un finale dalle sfumature noir.

    Conosciamo i Winshaw grazie alle ricerche che Micheal Owen, uno scrittore squattrinato e sociopatico, fa sulla famiglia su commissione di una dei suoi capisaldi, Tabitha che vuole far luce sulla morte del fratello Godfrey. Attraverso diverse forme narrative, da quella giornalistica a quella del diario, sei componenti della famiglia Winshaw vengono messi sotto l'occhio del lettore per scoprire i risvolti delle loro vite caratterizzate da sete di potere e di ricchezza. Si sveleranno incredibili intrecci tra i vari Winshaw e lo stesso Micheal, dando al reale autore la possibilità di giocare con la trama e i personaggi nel miglior dei modi.

    Le vicende dei Winshaw non sono solo il pretesto per Coe di esprimere la propria abilità di scrittore/burattinaio, ma gli danno anche la possibilità di trattare temi importanti come la privatizzazione del sistema sanitario, l'obiettività dei giornalisti, l'allevamento intensivo, l'influenza dei media, la guerra in Iraq, ritraendo la società moderna nelle sue assurdità.
    Un romanzo non semplice, ma che vale la pena di leggere cercando di ritagliare il giusto spazio per leggerlo con attenzione.

    Consigliato a … Chi ama Coe e vuole avere un quadro generale sulla Gran Bretagna negli anni '80-'90

    Sconsigliato a … Che cerca un romanzo leggero

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    http://saleeparole.weebly.com/

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  • 3

    E aggiungo anche una mezza stellina alle tre!! Mi sembra azzeccatissima l'introduzione dove si dice: "Saga familiare?, giallo?, thriller?" in effetti è difficile contenere tutto quello che c'è nel lib ...doorgaan

    E aggiungo anche una mezza stellina alle tre!! Mi sembra azzeccatissima l'introduzione dove si dice: "Saga familiare?, giallo?, thriller?" in effetti è difficile contenere tutto quello che c'è nel libro con una sola descrizione. I molti personaggi un po' confondono ma tutto l'intreccio, arrivati alla fine, si dipana e diventa chiaro.

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  • 3

    Tre stelline perché lo avevo accantonato in passato, due volte, dopo poche pagine, quindi anche se stavolta è andato liscio e l'ho letto senza particolari problemi, non me la sento di dare di più. Un ...doorgaan

    Tre stelline perché lo avevo accantonato in passato, due volte, dopo poche pagine, quindi anche se stavolta è andato liscio e l'ho letto senza particolari problemi, non me la sento di dare di più. Un po' pesanti, infatti, alcuni dei capitoli sui Winshaw, ma il finale... Il finale è perfetto. Jonathan Coe nei suoi finali è sempre un po' eccessivo e anche stavolta non si è smentito. Dagli ultimi capitoli, che (spoiler?) sembrano un po' un incrocio tra "dieci piccoli indiani" e il film "seven", è impossibile staccarsi.

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  • 4

    Un libro molto divertente: una rappresentazione satirica della Gran Bretagna ai tempi di Margaret Thatcher, densa di avvenimenti storici reali, in un contesto rappresentativo del modo di essere di un ...doorgaan

    Un libro molto divertente: una rappresentazione satirica della Gran Bretagna ai tempi di Margaret Thatcher, densa di avvenimenti storici reali, in un contesto rappresentativo del modo di essere di una certa alta borghesia priva di scrupoli. Anche la trama che si rivela a poco a poco è accattivante.

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  • 3

    Sarebbero tre stelle e mezzo ma visto la assoluta incongruenza della modestissima seconda parte con la prima ne metto tre.
    La seconda parte non riesco a spiegarmela: Coe si era stufato di scrivere e n ...doorgaan

    Sarebbero tre stelle e mezzo ma visto la assoluta incongruenza della modestissima seconda parte con la prima ne metto tre.
    La seconda parte non riesco a spiegarmela: Coe si era stufato di scrivere e non trovava una conclusione che lo soddisfacesse oppure ha voluto che fosse fatta giustizia di personaggi orribili? Comunque sembra presa di peso da un romanzo di altro autore e forse è proprio così leggendo le note finali dell'autore.

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