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Het moordende testament

By Jonathan Coe

(2)

| Mass Market Paperback | 9789086910236

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Book Description

691 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    eccezionale

    uno dei più bei libri letti quest'anno.
    un saggio dellaq bravura di questo scrittore.
    Consigliatissimo.

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    Yuko8278 said on Jul 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Fatta eccezione per "Il giro del mondo in 80 giorni" di Verne che da bambino avrò letto mille volte, questo è il primo libro che ho riletto; ho voluto farlo perché è il libro che mi ha fatto "innamorare" di Coe e perché erano passati così tanti ann ...(continue)

    Fatta eccezione per "Il giro del mondo in 80 giorni" di Verne che da bambino avrò letto mille volte, questo è il primo libro che ho riletto; ho voluto farlo perché è il libro che mi ha fatto "innamorare" di Coe e perché erano passati così tanti anni dalla prima lettura. Confermo il mio giudizio: è il più bel libro di Coe, romanzo difficilissimo da classificare e con il grande pregio di farti provare le emozioni più disparate: in alcune pagine ti ritrovi a ridere di gusto, in altre ti viene voglia di piangere, in alcune ti sale la rabbia, in altre ancora resti sbigottito per la piega che prendono gli avvenimenti. In questo libro, Coe è un maestro nell'intrecciare personaggi e situazioni anche a distanza di anni e il finale è stupefacente ed inimmaginabile: sfido chiunque a dire di aver intuito qualcosa prima dell'ultima pagina. Certo, rileggere ti "toglie" un po’ di emozioni, soprattutto perché, anche se non ricordi tutti i particolari, essi ti tornano pian piano in mente ma quando un libro è così bello e coinvolgente non puoi far altro che abbandonarti nuovamente ad esso. Inutile dirlo: assolutamente da leggere!

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    oBiond78 said on Jul 7, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    E comunque, se ami qualcuno, ti devi fidare.

    Notte, sto leggendo a letto.
    Arrivo a questo pezzo e cerco di soffocare la risata che sta per salirmi da dentro. Solo che è un casino. Più cerco di non far rumore e più mi spancio dal ridere.

    Quasi morivo.

    "Da quando avevo avuto quella conversazio ...(continue)

    Notte, sto leggendo a letto.
    Arrivo a questo pezzo e cerco di soffocare la risata che sta per salirmi da dentro. Solo che è un casino. Più cerco di non far rumore e più mi spancio dal ridere.

    Quasi morivo.

    "Da quando avevo avuto quella conversazione con Patrick, avevo deciso di dimostrargli che potevo scrivere di sesso come chiunque altro
    [...]
    Avrei dovuto buttar giù qualunque cosa mi fosse venuta in mente; dei dettagli mi sarei preoccupato solo in una fase successiva.
    Perciò andai a prendere una bottiglia di vino bianco in cucina, me ne versai un bicchierone e scrissi la prima frase.
    Ella lo seguì in camera da letto.
    Non male come avvio.
    Niente di troppo complicato.
    Una sorsata di vino, una sfregata di mani.
    Forse non sarebbe stato così difficile come avevo pensato.
    Adesso magari ci voleva un bel paio di frasi per descrivere la camera da letto, e poi da qualche parte saremmo arrivati.
    Era una Era una che cosa, però? Non volevo niente di troppo elaborato a questo punto, impantanando il lettore nella prolissità delle descrizioni.
    Un solo epiteto scelto con attenzione avrebbe fatto al caso mio.
    Che dire di...
    Era una stanza grande No: troppo noioso.
    E se fosse stata una stanza sontuosa? Un cliché abusato.
    E una stanza incantevole? Troppo stucchevole.
    Era una stanza grande, incantevole, sontuosa.
    Era incantevolmente sontuosa.
    Era ampiamente incantevole.
    A dire il vero, me ne sbattevo il cazzo di come dovesse essere la stanza.
    E, con ogni probabilità, anche i miei lettori.
    Meglio liquidare tutta quella roba e mantenere viva l'azione.
    Egli la spinse rudemente verso il letto No, così no.
    Non volevo che la cosa suonasse come uno stupro.
    Egli la spinse dolcemente verso il letto Troppo debole.
    Egli la trascinò verso il letto Lui si sedette sul letto e la trasse rudemente a sé.
    Non ti siedi? disse e indicò dritto il letto.
    Guardò dritto verso il letto e aggrottò le sopracciglia di un occhio, con fare provocatorio e aggrottò le sopracciglia di un occhio, con fare allusivo Aggrottò le sopracciglia di un occhio solo Aggrottò le sopracciglia di entrambi gli occhi Aggrottò le sopracciglia dell'occhio destro, con fare provocatorio Aggrottò le sopraccciglia dell'occhio sinistro, con fare allusivo Aggrottando le sopracciglia di entrambi gli occhi uno con fare provocatorio, l'altro con fare allusivo la sospinse dolcemente dritta verso il letto Forse era meglio fare a meno anche di questa sezione.
    Sapevo benissimo quale sarebbe stata la critica di Patrick: che mi impegolavo in queste sottigliezze preliminari onde evitare di entrare nel vivo dell'azione.
    Lei indossava una Cos'è che indossava? Lei indossava una camicetta Una camicetta? Lei indossava una fine camicetta di mussola Lei indossava una fine camicetta di mussola, attraverso la quale i suoi Avanti! Scrivi! attraverso la quale i suoi capezzoli spiccavano come Come? come due ciliegie come due ciliegie al maraschino come due ciliegie glacé come due Fox's Glacier Mints come due piselli in un baccello come tre uomini in barca come susine Vittoria come le cascate Vittoria come un chiodo fisso Che lo volessi o no, lei aveva i capezzoli, e basta.
    Era perfettamente ovvio.
    E lui? Non volevo essere accusato di sessismo: ero obbligato, stando così le cose, a presentare anche il maschio come un oggetto sessuale.
    Per esempio, così: I suoi stretti pantaloni neri contenevano a stento O meglio ancora Il gonfiore nei suoi stretti pantaloni neri non le lasciavano alcun dubbio su sul suo desiderio sulle sue intenzioni sulla sua dotazione sui suoi piani sulla natura delle sue dotazioni sulla misura della sua virilità su quanto ce l'aveva lungo sul volume della sua straripante, pulsante virilità sullo straripante volume del suo caldo membro pulsante Dovevo ammetterlo, mi stavo perdendo per strada.
    Inoltre, potevo sempre tornarci sopra più tardi e limare questi dettagli descrittivi.
    Se non arrivavo presto al cuore della materia, avrei perso lo slancio.
    Lui le strappò via la camicetta No, troppo aggressivo.
    Le sbottonò la camicetta e gliela sfilò di dosso come fosse stata una come fosse stata come fosse stata la pelle di una banana matura Lasciai cadere la penna e mi ritrassi per il disgusto.
    Ma che cosa avevo quella sera? Forse era il vino o forse solo il fatto che ero completamente fuori esercizio in questo genere di cose, ma nulla sembrava funzionare.
    Comunque mi muovessi, sbagliavo, cadevo a ogni ostacolo, annaspando e brancolando e non comunicando nient'altro che la mia inesperienza.
    Egli appoggiò una mano esitante, incerta sui suoi soffici, bianchi caldi, lisci docili, palpitanti vigili, lenti gonfi, pieni grossi, imperiosi carnosi, diseguali, pesanti, tozzi, gagliardi, enormi, immensi, mastodontici, massicci, mostruosi, prodigiosi, colossali, giganteschi, monta gnosi, immani, titanici, erculei sui suoi piccoli seni sbarazzini sui suoi seni perfettamente proporzionati sui suoi seni di proporzioni comuni ma tuttavia sorprendenti sui suoi seni deformi.
    Perfetto.
    Via tutto.
    Altro vino.
    Adesso pensaci attentamente.
    Immagina queste due persone giovani e belle, sono sole in una stanza e non s'aspettano altro che il piacere da trarre dai loro corpi.
    Dipingiteli nella mente.
    Ora scegli le parole con sicurezza e precisione.
    Avanti, senza timore.
    quando lui le affondò la faccia nel petto generoso, lei gli sfilò la camicia dalle belle spalle lui si lasciò cadere sulle ginocchia e frugò col naso nell'ombelico di lei caddero sopra il letto e lui le si stese sopra, mentre le loro labbra penetravano rapacemente le une dentro le altre in un lungo umido bacio caddero sopra il letto e lei gli si stese sopra, mentre le loro umide labbra si incollavano avide in un lungo bacio penetrante Oh al diavolo lei ansimava di desiderio a lui esplodevano i pantaloni lei era bagnata fra le cosce lui era bagnato come un pulcino lei era sul punto di venire lui non sapeva se andare o venire E fu al vertice di questa drammatica congiuntura, proprio quando ero riuscito a entrare in uno stato di eccitazione alquanto disperata, che suonò il telefono."

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    LadyRock said on May 19, 2014 | 8 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    L'opera di passaggio alla maturità di Coe, è stato un libro bellissimo che ti tiene in suspence fino alle ultime righe. E' propio ponte artistico tra "La casa del sonno" e "La banda dei brocchi".

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    el Mariachi said on May 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Svolgimento deludente

    Ben scritto di certo, ma con una seconda parte deludente.

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    NettUrbano said on May 3, 2014 | Add your feedback

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