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Het zevende zegel

By José Rodrigues dos Santos

(1)

| Paperback | 9789021437576

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Book Description

14 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Apocalittico

    Se soffrite di ansia, non leggetelo, evitatelo come la morte. Dovete farlo non perché la storia vi tiene con il fiato sospeso o perché è un thriller a ritmo serrato, ma perché dipinge uno scenario che definire apocalittico è poco.
    In verità la storia ...(continue)

    Se soffrite di ansia, non leggetelo, evitatelo come la morte. Dovete farlo non perché la storia vi tiene con il fiato sospeso o perché è un thriller a ritmo serrato, ma perché dipinge uno scenario che definire apocalittico è poco.
    In verità la storia fa acqua un po’ da tutte le parti. Aspetti per centinaia di pagine che decolli, ma non lo farà mai. Giustissimo sensibilizzare le masse, ma non me lo chiamare romanzo il tentativo di sensibilizzazione.
    Le premesse iniziali del racconto sono buone, ma poi si perde il tutto in un calderone di informazioni sul surriscaldamento globale e le variazioni climatiche e la storia non esiste più. Ogni tanto ci si appiccica un dialogo qua e là, una fuga od un inseguimento che non hanno veramente nessuna credibilità.
    Insomma, secondo me voleva scrivere un trattato che ha vestito di romanzo, per non approfondire troppo alcuni aspetti.
    Le tre stelle se le merita solo per il ricordo de "Einstein e la formula di Dio".

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    vienteterra said on Dec 9, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un'enorme delusione, un pessimo libro

    Avevo letto il suo "Einstein e la formula di Dio", e mi era piaciuto, con quel suo mix di divulgazione e narrazione. Questo, invece, è un pessimo libro. La costruzione è praticamente inesistente, e tutto ciò che accade (peraltro privo di qualunque co ...(continue)

    Avevo letto il suo "Einstein e la formula di Dio", e mi era piaciuto, con quel suo mix di divulgazione e narrazione. Questo, invece, è un pessimo libro. La costruzione è praticamente inesistente, e tutto ciò che accade (peraltro privo di qualunque coerenza o credibilità narrativa) serve solo da spunto per interminabili monologhi pseudo-divulgativi sui mutamenti climatici e la situazione delle riserve petrolifere. Il protagonista, presunto genio della crittografia (di cui qui non c'è alcuna utilità) è un imbecille; le sue vicende private un inutile sfondo privo di connessione con la storia principale. Per di più il "grande dramma" e la "grande scoperta" coprono due pagine e non lasciano traccia di sé...
    Io, poi, ho un'aggravante: anni fa ho letto "Ausgebrannt" di Andreas Eschbach, che ha per tema, appunto, la fine del petrolio, spingendosi fino alle conseguenze estreme. E quello sì che è un gran libro. In quel caso le informazioni scientifiche sono funzionali alla storia, mentre qui è esattamente il contrario.
    Non leggerò più nulla di questo autore.

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    zeittella said on Oct 31, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Perché ci sei cascato di nuovo? L'ennesimo romanzo noir/avventura molto, molto scadente...i dialoghi, agghiaccianti: didascalici, ripetitivi, esplicativi; pessimi.
    Quale mistero si celerà dietro il numero 666 ? Dove si troverà mai il riferimento al n ...(continue)

    Perché ci sei cascato di nuovo? L'ennesimo romanzo noir/avventura molto, molto scadente...i dialoghi, agghiaccianti: didascalici, ripetitivi, esplicativi; pessimi.
    Quale mistero si celerà dietro il numero 666 ? Dove si troverà mai il riferimento al numero della bestia ? Il protagonista deve leggere tutta la Bibbia dall'inizio alla fine per scoprirlo. Ma il ridicolo è che è un professore universitario di lingue antiche e magari, incidentalmente, qualcosa dell'Apocalisse avrà pure sentito dire. Personaggi che molto spesso superano (involontariamente)il limite del grottesco.
    Insomma, niente di buono. Salvo forse l'idea iniziale.
    Però mi dico: si possono pubblicare dei romanzi simili? Solo degli sprovveduti possono leggere roba del genere.
    Poi lo vedo lì, sul comodino...

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    Yashamazur said on May 30, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Libro interessante, capace di far riflettere su tematiche importanti della società odierna. Semplice e plausibile la trama, che riflette un ipotetico futuro che ci può attendere. Efficace nel far capire le nozioni scientifiche anche ai profani in mat ...(continue)

    Libro interessante, capace di far riflettere su tematiche importanti della società odierna. Semplice e plausibile la trama, che riflette un ipotetico futuro che ci può attendere. Efficace nel far capire le nozioni scientifiche anche ai profani in materia di crisi energetica e climatica. Il libro analizza anche aspetti sociali importanti spesso ignorati, il problema della senescenza e l'incapacità di definire un ruolo sociale degli anziani nella società industrializzata. In conclusione il libro fa riflettere sul futuro di una società basata sul consumo "forzato" dove la politica ostacola il progresso ecocompatibile.

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    Andre8a7 said on Apr 22, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    questo libro è interessante per capire come NON si dovrebbe scrivere: la trama è scontata, gli stereotipi abbondano ma soprattutto i dialoghi sono TERRIBILI! Un esempio per tutti: per indicare l'atto bi bere lo scrittore (?) scrive: afferrò la bottig ...(continue)

    questo libro è interessante per capire come NON si dovrebbe scrivere: la trama è scontata, gli stereotipi abbondano ma soprattutto i dialoghi sono TERRIBILI! Un esempio per tutti: per indicare l'atto bi bere lo scrittore (?) scrive: afferrò la bottiglia per sconfiggere la sete! Assolutamente incomprensibile poi la figura di una madre affetta da demenza senile, probabilmente una proiezione inconscia dell'autore. State alla larga da questo autore!

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    Giancarlo Bernardi said on Mar 27, 2012 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Interessanti soprattutto le informazioni sul picco dei singoli giacimenti sparsi nei vari paesi. Per il resto la storia è abbastanza ordinaria. Spiace un po' per la testa scoppiata di Nadia in Siberia ....

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    Mirkodiaz said on Oct 20, 2011 | 1 feedback

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