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Hey, Wait...

By

Publisher: Fantagraphics

4.4
(99)

Language:English | Number of Pages: 64 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , French

Isbn-10: 1560976411 | Isbn-13: 9781560976417 | Publish date:  | Edition New Ed

Category: Comics & Graphic Novels

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Book Description
One of Europe's most exciting young cartoonists makes his American debut.

This superbly evocative graphic novella by the award-winning Norwegian cartoonist Jason (his first appearance in the English language) starts off as a melancholy childhood memoir and then, with a shocking twist midway through, becomes the summary of lives lived, wasted, and lost. Like Art Spiegelman did with Maus, Jason utilizes anthropomorphic stylizations to reach deeper, more general truths, and to create elegantly minimalist panels whose emotional depth-charge comes as an even greater shock. His sparse dialogue, dark wit, and supremely bold use of "jump-cuts" from one scene to the next (sometimes spanning a number of years) make Hey, Wait... one of the most surprising and engaging debuts of the year.

Sorting by
  • 4

    Primo "contatto" con la poetica dei "sad animals" di Jason. Quattro stellette e mezzo

    Circa una ventina di opere alle spalle, oltre un paio tra Eisner e Harvey Award (che fregiano qualsiasi palmarès), pubblicazioni in giro per quasi tutta Europa. Insomma John Arne Sæterøy da Molde (cit ...continue

    Circa una ventina di opere alle spalle, oltre un paio tra Eisner e Harvey Award (che fregiano qualsiasi palmarès), pubblicazioni in giro per quasi tutta Europa. Insomma John Arne Sæterøy da Molde (città norvegese) - più noto come Jason - è sbarcato qualche anno fa in Italia grazie alla grandissima Black Velvet (recentemente scomparsa, purtroppo) che ha "tradotto" (l'autore inserisce nei suoi fumetti sequenze per lo più mute) opere come "Sshhhhh!", "on puoi arrivarci da qui" e appunto "Ehi aspetta".
    Un titolo in apparenza assolutamente casuale, più che banale se ci pensate, che letteralmente spezza il cuore in due arrivati (dopo pochi minuti di lettura) a metà delle sessanta tavole dell'albo.
    Non dirò nulla della trama ma mi limiterò a segnalare come Jason come (e forse più) dei vari Jeff Smith, Walt Kelly, James Kochalka e co. utilizza i funny animals per raccontare stralci della nostra vita, esperienze che ci hanno toccato e/o ci toccano da vicino.
    "Ehi aspetta" è uno "scampolo" di vita davvero triste, raccontanto benissimo con pochissimi ballons ed un uso sapiente della regia, del montaggio e dell'espressività dei characters solo in apparenza tutti uguali. Ottima edizione che meritava uno straccio di redazionale sull'autore e l'opera.

    said on 

  • 3

    Hai presente le lunghe giornate delle estati da ragazzo? quelle in cui cazzeggi con gli amici, e passi tutto il tempo a decidere cosa si potrebbe fare per non annoiarsi, ma poi non lo si fa mai, e ci ...continue

    Hai presente le lunghe giornate delle estati da ragazzo? quelle in cui cazzeggi con gli amici, e passi tutto il tempo a decidere cosa si potrebbe fare per non annoiarsi, ma poi non lo si fa mai, e ci si continua ad annoiare?
    Ecco. Hai presente quando poi entra in scena la morte, che non puoi dimenticare, e tutto cambia, e ripensi a tutta quella noia come ad un'oasi? Oddio, non è che adesso ci sia meno noia, per carità, però allora mancava la cognizione del dolore.
    Ecco. Questo libro parla di questo.

    said on 

  • 0

    Mmm.
    La storia è interessante.
    ma è disegnata e portata avanti in un modo che io non riesco ad apprezzare.
    Forse questo stile di disegno, o di racconto, o insomma non so, ma forse questo non è il modo ...continue

    Mmm.
    La storia è interessante.
    ma è disegnata e portata avanti in un modo che io non riesco ad apprezzare.
    Forse questo stile di disegno, o di racconto, o insomma non so, ma forse questo non è il modo migliore per entrare nella mia sensibilità.

    said on 

  • 4

    preso in biblioteca

    E' tutto racchiuso nel tratto essenziale di Jason, nei suoi animali antropomorfi di poche, pochissime parole.
    Le immagini narrano tutto, sono da interpretare come si interpretano le metafore in una po ...continue

    E' tutto racchiuso nel tratto essenziale di Jason, nei suoi animali antropomorfi di poche, pochissime parole.
    Le immagini narrano tutto, sono da interpretare come si interpretano le metafore in una poesia.

    La sequenza finale mi è rimasta oscura, lasciandomi quel senso di "capito a metà".

    Forse è anche questo che gli ha fatto conquistare uno spazietto nel cuore.

    said on 

  • 0

    La storia analizza con un cinismo e un senso di ineluttabilita' devastante la vita di un ragazzino, narrata con pochissime pennellate,un contrasto di bianco e nero rigidissimo e con personaggi caratte ...continue

    La storia analizza con un cinismo e un senso di ineluttabilita' devastante la vita di un ragazzino, narrata con pochissime pennellate,un contrasto di bianco e nero rigidissimo e con personaggi caratterizzati come animali antropomorfi dalla tenerissima essenzialita' grafica. Una vita come tante altre, ma proprio per questo resa speciale dai sogni e i sentimenti che traspaiono dalle frasi brevi e intense che il protagonista e il suo amico del cuore si scambiano, parole che sintetizzano in maniera eccellente in sogni e paure dell'universo infantile. A un certo punto del racconto succede "qualcosa" che fa virare la vicenda verso un finale amaro, un lucido cammino autodistruttivo lento ma costante. Il norvegese Jason e' un maestro della "closure", capace di portare avanti la "lancetta dell'orologio" di questa sua storia che racchiude tutta un'esistenza in una sincopata successione di vignette concatenate. Lo spazio bianco tra le vignette diventa qui l'assenza dell'unica cosa che potrebbe salvare tragedie preannunciate: la fantasia e la voglia di riempire momenti vuoti.

    said on 

  • 5

    Muy bueno.

    Cada vez me cuesta más que una lectura me deje un poso dentro, que vaya recordando y digeriendo durante un tiempo. Y todo lo que voy leyendo de Jason, lo consigue.

    said on 

  • 3

    oddio... non sono proprio tre stellette piene, mi ha lasciata troppo spaesata.
    è un genere di fumetto a cui non sono troppo abituata, ma mi è piaciuto anche se probabilmente non l'ho capito bene.
    bella ...continue

    oddio... non sono proprio tre stellette piene, mi ha lasciata troppo spaesata.
    è un genere di fumetto a cui non sono troppo abituata, ma mi è piaciuto anche se probabilmente non l'ho capito bene.
    bella regia, bei tempi, belli anche i disegni, solo mi ha messo addosso una cosa che potrei dire "paura di crescere" o "paura di fallire".
    qui pare siano la stessa cosa.
    "comunque... la mia vita non è andata esattamente come mi aspettavo...
    ora, tutto questo avrebbe avuto senso per me se mi stessero punendo...
    ... se fossi una cattiva persona...
    ... ma non lo sono."

    said on