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Hicksville

Di

4.2
(128)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 272 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8896197422 | Isbn-13: 9788896197424 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Comics & Graphic Novels

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Descrizione del libro
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  • 5

    "La storia ufficiale del fumetto è una storia di frustrazione, di potenziale irrealizzato, di artisti che non hanno mai avuto l'opportunità di realizzare quel capolavoro, di storie che non vennero mai ...continua

    "La storia ufficiale del fumetto è una storia di frustrazione, di potenziale irrealizzato, di artisti che non hanno mai avuto l'opportunità di realizzare quel capolavoro, di storie che non vennero mai raccontate... oppure vennero epurate da supervisori dalla mentalità ristretta... un medium imprigionato in un ghetto e ignorato da innumerevoli persone che avrebbero potuto esaltarne le potenzialità. Beh, eccolo. L'altra storia del fumetto. Come sarebbe dovuta essere. I capolavori. I grandi romanzi. Le pure espressioni". E' una frase tratta dal momento cruciale del libro e pronunciata dal custode del faro di Hicksville (il luogo nella cui immensa biblioteca si racchiudono tutte le opere mai realizzate), che con la sua luce dovrebbe illuminare le menti di fumettisti ed editori. Parole rafforzate dall'introduzione di Seth: "L'industria del fumetto ha privato gli autori della possibilità di svolgere il loro reale discorso creativo. Un'industria che ha costretto grandi fumettisti a sprecare i loro talenti sfornando storie insipide per un pubblico parzialmente interessato. E' qui nella biblioteca che si può percepire la tragedia del potenziale sprecato di un medium".

    Perché, malgrado tutto il mio amore per la letteratura disegnata, quante storie possono realmente ambire ad una definizione siffatta? Poche, purtroppo, tanto da rendere poi difficile perorare "la causa" di fronte ai dubbi degli scettici. Hicksville rientra in questa rosa ristretta, non tanto per il valore assoluto dell'opera (che anzi a tratti soffre di qualche ingenuità nei momenti di leggerezza), ma per questo suo smuovere le coscienze, questo indice metafumettistico puntato verso un comicdom che sta perdendo tutte le sue sfide più importanti: un romanzo bellissimo, sensibile nei momenti intimisti ed intrigante come un thriller, godibile per il lettore occasionale e imperdibile per il fan sfegatato, essendo le sue pagine ricche di tantissime citazioni, rimandi e topoi fumettistici (adorabili, ad esempio, le trame ad incastro e le storie nella storia che ricordano Watchmen).

    Se poi voi che leggete queste righe e siete (presumibilmente) appassionati di tavole a quadretti non acquistate questo libro, beh, ditemi voi come in futuro storie così geniali, opere così innovative, potranno mai essere proposte. Nemmeno Omar Martini e la sua Black Velvet si rimbarcherebbero nell'impresa. Queste storie finirebbero, come tante altre, chiuse in una libreria immaginaria, in un faro di un luogo immaginario, la luce eternamente spenta.
    E noi alla deriva, in un mare placido, con lo sguardo rivolto ad una notte senza stelle.

    ha scritto il 

  • 4

    per appassionati di fumetti!

    Gran bel fumetto! Da leggere su più livelli; c'una storia generale da cui si dipanano almeno altre tre storie ed un'ulteriore storia 'onirica' sul fumetto in generale. Dopo averlo letto la prima volta ...continua

    Gran bel fumetto! Da leggere su più livelli; c'una storia generale da cui si dipanano almeno altre tre storie ed un'ulteriore storia 'onirica' sul fumetto in generale. Dopo averlo letto la prima volta ho dovuto rleggerlo per cogliere nuove sfumature. Bello il glossario finale misto di realtà e fantasia, un po' troppo sempci i disegni. 4 stelle e mezzo: da leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho dato tre stelle non per la storia in se che è strana quanto basta, non per i disegni semplici ma piacevoli a vedersi, ma per la mole di dialoghi che lo rende pesante e, dopo un po', anche palloso.
    ...continua

    Ho dato tre stelle non per la storia in se che è strana quanto basta, non per i disegni semplici ma piacevoli a vedersi, ma per la mole di dialoghi che lo rende pesante e, dopo un po', anche palloso.
    Nella mia concezione del fumetto sono le immagini che raccontano la storia, i dialoghi devono essere stringati, di contorno, accessori per completare e rifinire quello che è già raccontato dalle immagini. Ripeto, nella mia concezione del fumetto.

    ha scritto il 

  • 5

    semplicemente un atto d'amore per i fumetti,da leggere assolutamente per gli appassionati.
    e una storia amarissima, con un paio di misteri giustamente non svelati a lasciare un po' di magia tra le pag ...continua

    semplicemente un atto d'amore per i fumetti,da leggere assolutamente per gli appassionati.
    e una storia amarissima, con un paio di misteri giustamente non svelati a lasciare un po' di magia tra le pagine...
    probabilmente uno dei fumetti migliori che ho letto negli ultimi anni.

    ha scritto il 

  • 3

    L'unica chicca: nella tavola a p. 152 da un pacco inviato dall'Australia salta fuori un libro di Calvino, che - se si ingrandisce l'immagine - si intuisce essere "Se una notte d'inverno un viaggiatore ...continua

    L'unica chicca: nella tavola a p. 152 da un pacco inviato dall'Australia salta fuori un libro di Calvino, che - se si ingrandisce l'immagine - si intuisce essere "Se una notte d'inverno un viaggiatore" (o meglio, "If on a winter's night a traveler").

    ha scritto il 

  • 5

    Ohh che sorpresa

    Regalatomi per il compleanno, mi ritrovo tra le mani un fumetto che non conoscevo affatto che probabilmente non avrei mai comprato.
    E invece...
    e invece, cazzo, Hicksville è una bomba.
    Un romanzo di f ...continua

    Regalatomi per il compleanno, mi ritrovo tra le mani un fumetto che non conoscevo affatto che probabilmente non avrei mai comprato.
    E invece...
    e invece, cazzo, Hicksville è una bomba.
    Un romanzo di fumetti, anzi un romanzo sul fumetto, con più fumetti, sull'editoria, il mercato, l'arte, la passione, tutto.
    Tutto condensato, intrecciato, con una storia, con più storie, in un vortice solo apparentemente confuso.
    Probabilmente uno dei migliori letti quest'anno, un acquisto da fare se siete amanti dei fumetti, dei romanzi a fumetti tanto quanto delle strisce.

    ha scritto il 

  • 5

    5 stelle non sufficienti.

    Quanta amarezza in questo Hicksville, che pure è un fumetto spesso ironico, se non umoristico. Eppure, una volta terminata la lettura, ti lascia addosso un senso di peso che è difficile far andare via ...continua

    Quanta amarezza in questo Hicksville, che pure è un fumetto spesso ironico, se non umoristico. Eppure, una volta terminata la lettura, ti lascia addosso un senso di peso che è difficile far andare via.
    Un atto d’amore verso il mondo del fumetto, come molti hanno detto; ma nello stesso tempo un’acuta e spietata presa di coscienza del fallimento della forma d’arte che noi tutti (per pochi che siamo) amiamo.
    La trama è molto semplice: Leonard, giornalista che si occupa di fumetti, si reca ad Hicksville, paese NeoZelandese che ha dato i natali a Dick Burger, enfant-prodige del fumetto supereroistico americano, che grazie alle sue storie vincenti è riuscito a sfondare ed arrivare in breve tempo al massimo del successo. Leonard è in cerca di aneddoti attraverso i quali ricostruire la vita di Burger per un libro che sta scrivendo; ma come mai gli abitanti di Hicksville sono così restii a parlare di quello che dovrebbe essere il loro concittadino più famoso? Cosa strana, stranissima, soprattutto considerando il fatto che in quel piccolo borgo TUTTI leggono fumetti, facendosi addirittura recapitare per posta le più misconosciute autoproduzioni Polacche o Turche, per poi parlarne al bar come da noi si parla di calcio, o di SanRemo, o di Belen.
    Che cosa ha fatto dunque Burger per inimicarsi l’intero paese? E quale mistero si nasconde nella biblioteca segreta?
    Non aggiungo altro, per timore di rovinare una trama ottima, spietata al punto giusto, e con un finale che colpisce al cuore, prima portandoti al centro di una battaglia che non sapevi neppure che qualcuno stesse combattendo, e poi dimostrandoti che quella battaglia non solo è già stata combattuta, ma è anche stata persa, più e più volte.
    L’unica cosa che posso dire e che sicuramente l’opera si rivolge ad un pubblico che conosce i fumetti: le strizzate d’occhio e i riferimenti sono ovunque, e di certo il non saperli riconoscere può inficiare la bellezza della lettura. Ma a parte questo, Hicksville è davvero un’ottima prova, dai significati profondi, capace di farti vedere le cose da un punto di vista completamente diverso, capace addirittura di cambiare definitivamente la tua visione del medium fumetto. Se poi il messaggio che lascia sia positivo o negativo, arrendersi o combattere ancora, sinceramente mi è difficile stabilirlo.
    In un’altra recensione mi capitò di dire che quando un libro è molto bello, o molto amato, il recensore in quanto persona non può che scomparire, fare un passo indietro, per lasciare tutto lo spazio alla Storia di cui sta parlando. L’ho detto, lo ripeto qui, e lo ripeterò in futuro. Quando una Storia è molto valida essa trascende, supera le persone che le stanno intorno, le annulla, in quanto essa fa parte dell’Universale, e intorno a lei qualsiasi altra cosa si offusca e perde valore.
    Conoscendo voi e io il mio abituale narcisismo, nonché la mia naturale tendenza ad interpormi sempre e comunque ai libri di cui parlo, converrete con me che – mancando qui quasi del tutto la mia persona – questa è appunto una di quelle Storie.
    .
    Cit: «La storia ufficiale del fumetto è una storia di frustrazione. Di potenziale non realizzato, di artisti che non hanno mai avuto l’opportunità di realizzare il loro capolavoro, di storie che non vennero mai raccontate… oppure vennero epurate da supervisori dalla mentalità ristretta… un medium imprigionato in un ghetto e ignorato da innumerevoli persone che avrebbero potuto esaltarne le potenzialità…»

    ha scritto il