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High & Dry - Primo amore

Di

Editore: Giangiacomo Feltrinelli

3.3
(779)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 112 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Giapponese

Isbn-10: 8807018500 | Isbn-13: 9788807018503 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gala Maria Follaco

Disponibile anche come: eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Descrizione del libro
Yūko è in grado di vedere cose che gli altri non vedono, e di indovinare i desideri e i pensieri di chi le sta intorno grazie a una sensibilità fuori dal comune. Compiuti quattordici anni, tutto sembra assumere sfumature misteriose, e il mondo si popola di bizzarre creature. Yūko sta imparando ad assegnare un colore a ogni stato d'animo e a ogni emozione; a insegnarglielo è Kyū, il suo maestro di disegno, che ha il doppio dei suoi anni. Quando dal fusto di una pianta fuoriescono degli strani omini verdi, loro sono gli unici a vederli. Nello stesso istante, Yūko assapora l'incanto sottile del primo amore.
Sospesa tra realtà e immaginazione, un'adolescente va incontro alla vita accompagnata dagli affetti più cari, e scopre, giorno dopo giorno, i turbamenti del cuore, la tenerezza dei sentimenti e la difficoltà di diventare grande.
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  • 3

    Primo amore...

    Delicato, tenero, ragionato, coinvolgente, caldo, freddo.
    Una storia d'amore particolare, ma emozionante. Non è un libro perfetto, non è un libro memorabile, ma ha la mano inconfondibile della Yoshimoto, capace di dire tutto l'essenziale in poche parole.
    Mi è piaciuto, avrei voluto no ...continua

    Delicato, tenero, ragionato, coinvolgente, caldo, freddo.
    Una storia d'amore particolare, ma emozionante. Non è un libro perfetto, non è un libro memorabile, ma ha la mano inconfondibile della Yoshimoto, capace di dire tutto l'essenziale in poche parole.
    Mi è piaciuto, avrei voluto non finisse così presto.

    ha scritto il 

  • 3

    La tecnica narrativa é sotto le aspettative dell'autrice.. la trama sembra intrigante inizialmente, ma da metà libro inizia ad essere un pó noiosa.. comunque è un libro che si legge velocemente visto il numero esiguo di pagine.

    ha scritto il 

  • 3

    Rispetto a quasi tutti i suoi romanzi letti, questo è stato un po' una delusione. Come se mancasse di qualcosa. Non c'è la Yoshimoto dentro.


    Dal libro:


    “Forse le persone sono capaci di comunicare anche senza che dal di fuori si veda nulla”.


    "La mamma non era tornata indietro ...continua

    Rispetto a quasi tutti i suoi romanzi letti, questo è stato un po' una delusione. Come se mancasse di qualcosa. Non c'è la Yoshimoto dentro.

    Dal libro:

    “Forse le persone sono capaci di comunicare anche senza che dal di fuori si veda nulla”.

    "La mamma non era tornata indietro, al passato, semplicemente stava diventando una persona nuova. Si stava solo avvicinando alla propria natura".

    ha scritto il 

  • 3

    E' la storia di Yuko, una ragazza molto sensibile, alle prese con il delicato periodo dell'adolescenza, che scopre di provare dei sentimenti nuovi per il proprio insegnante di disegno e teme la fine dell'amore tra i suoi genitori. L'ho trovata una lettura semplice, scorrevole. Non avendo mai lett ...continua

    E' la storia di Yuko, una ragazza molto sensibile, alle prese con il delicato periodo dell'adolescenza, che scopre di provare dei sentimenti nuovi per il proprio insegnante di disegno e teme la fine dell'amore tra i suoi genitori. L'ho trovata una lettura semplice, scorrevole. Non avendo mai letto alcun libro di questa autrice giapponese, sono rimasta particolarmente colpita dalla delicatezza utilizzata nel raccontare l'amore, senza cadere nel volgare come spesso accade. Bella la parte in cui Kyu, il ragazzo, si chiarisce con la madre e quella dedicata al rafforzamento del rapporto tra Yuko e sua madre.
    Con questo primo romanzo non posso dire di essere stata pienamente colpita dalla scrittrice, nel corso della lettura mi sarei aspettata dei "colpi di scena" invece il racconto scorre lineare, a tratti quasi noioso, voglio però darle presto un'altra possibilità.

    ha scritto il 

  • 3

    Bànànà - 26 gen 14

    Dopo un inizio, molti anni fa, che mi lasciò perplesso nei confronti della scrittrice giapponese, da qualche anno, ogni tanto ne prendo in mano un libro, e devo dire ne apprezzo meglio i pregi, pur notandone ancora difetti (ovviamente per il mio modo di interpretare la scrittura). Banana scrive s ...continua

    Dopo un inizio, molti anni fa, che mi lasciò perplesso nei confronti della scrittrice giapponese, da qualche anno, ogni tanto ne prendo in mano un libro, e devo dire ne apprezzo meglio i pregi, pur notandone ancora difetti (ovviamente per il mio modo di interpretare la scrittura). Banana scrive sempre in punta di penna, con quelle pennellate che mi riportano ad acquerelli visti anni fa ad una mostra a Roma: tocchi delicati di sensazioni fuggevoli. Questo pregio a volte si tramuta in difetto, nel corso della stessa scrittura, quando mi aspetterei un movimento, un’azione, qualcosa, insomma, che ogni tanto tocchi la terra. E spesso, non succedendo, come in questo che non direi essere né romanzo né racconto, uno scritto forse, un flusso di parole, un tentativo di descrizione di uno dei tanti riti di passaggio. Qui il passaggio attraverso l’adolescenza, di Yuko una ragazza quattordicenne, molto sensibile, molto attenta anche ai colori delle cose che la circondano, con un padre lontano, in America, a cercare oggetti antiquari da vendere nella sua bottega di Tokyo, ed una madre che lavora in libreria, che si appassiona di momenti ecologici, che mangerebbe solo gelato, e che se si mette a leggere un libro, è capace di scordarsi tutto, anche di portare la figlia a scuola. E Yuko esterna questa sensibilità disegnando (e già qui ricordi si affastellano), e trova una scintilla di comprensione verso Kyu il maestro di disegno, che capisce al volo i suoi stati d’animo, che corregge i suoi colori interpretandoli e che, insieme a lei, vede starni fenomeni visivi. Ma Kyu ha il doppio degli anni di Yuko, è già un artista, e già ha avuto donne e fidanzate. Potrà nascere qualcosa? Banana ci porta a vedere che la sensibilità non ha età, che le affinità elettive vanno oltre ed al di là di momenti temporali. E poi anche il “grande” Kyu ha (o ha avuto) i suoi problemi, il padre è morto, anche la madre è un’artista, anzi una scultrice, e Kyu soffre ancora di un abbandono infantile che non si è mai spiegato. Yuko e Kyu parlando di tutto e scambiandosi sensazioni attraversano le non molte pagine del libro, dandomi, in ogni caso, sensazioni fresche. E sempre, proprio per quei tocchi lievi, pieno anche di frasi, elementi di scrittura che facilmente rimangono nel fondo dell’occhio, per poi penetrare a poco a poco nei labirinti cerebrali, e lì germogliare in pensieri, spesso e volentieri fecondi. Non è importante se la loro storia andrà avanti, non è questo il nocciolo. Il cuore di questo primo amore, di una delicatezza che quasi non si può ri-raccontare sta nella presa di coscienza dei personaggi. In Yuko che si accorge di poter sopravvivere anche se i genitori potranno avere problemi, che rinsalda il forte legame con la madre, che capisce le potenzialità del rapporto con Kyu, ma ne capisce tutti i possibili limiti, che verranno a breve, ma che saranno oggetto di secondi, terzi, altri amori. E Kyu cresce, con la forza di Yuko affronta i suoi lati oscuri, e finalmente e con soddisfazione si chiarisce con la madre. A volte mi aspettavo uno scatto. A volte un colore in più. Ma non sarebbe Banana se fosse così. Rimane una piacevole lettura, che forse sarebbe indicata a qualche giovane in crescita. E che mi fa ribadire un concetto che espressi alla lettura di un libro di Colette, ripetendo con lei, più che un primo amore, mi piacerebbe essere l’ultimo di qualcuno, per andare avanti da ora fino a …
    “Non sapevo che quando ci si innamora di qualcuno si versano così tante lacrime, un po’ per la tristezza e un po’ per la felicità.” (25)
    “Come tutti i maschi, una volta che bacio … finisco per pensare a cosa verrà dopo.” (36)
    “In fondo credo che sia una mamma normale. Del tutto normale. Così tanto da sembrare speciale.” (37)
    “Se questa è la vita, bisogna stare attenti a non sprecarne neanche un po’, in mezzo alla desolazione ed alla fretta.” (50)
    “A questa distanza tu e la mamma mi sembrate ancora più belle che nella realtà.” (64)
    “Quando si è direttamente coinvolti, è difficile accorgersi di qualcosa.” (70)
    “Ho la sensazione che ci siano cose che a parlarne svaniscono, e altre che invece crescono. Quello che c’era tra noi apparteneva alla prima categoria.” (75)
    “Il tempo passa… Lo si percepisce con estrema precisione quando si torna dopo tanto in un luogo rimasto uguale a com’era.” (87)

    ha scritto il 

  • 4

    Trovato per caso ieri in libreria, ho subito deciso di procurarmelo e leggerlo. Rispetto agli altri romanzi letti della Yoshimoto, parte un pò in sordina per poi decollare e descrivere magistralmente cosa sia vivere il primo amore, nel bene e nel male. Tra l'altro é una lettura divorata, e che ha ...continua

    Trovato per caso ieri in libreria, ho subito deciso di procurarmelo e leggerlo. Rispetto agli altri romanzi letti della Yoshimoto, parte un pò in sordina per poi decollare e descrivere magistralmente cosa sia vivere il primo amore, nel bene e nel male. Tra l'altro é una lettura divorata, e che hai lei stessa divorato me per la sua dolce unicità.

    ha scritto il 

  • 4

    Sempre incantevole

    Sempre incantevole Banana Yoshimoto, scrittrice che apprezzo e "adottata" dalla sua prima uscita in Italia con Kitchen (1991) e che seguo sempre con piacere.


    Scrittura alla "giapponese moderno", ricca di inventiva, tratto delicato nel tratteggio delle storie, riflessioni, grande scorrevole ...continua

    Sempre incantevole Banana Yoshimoto, scrittrice che apprezzo e "adottata" dalla sua prima uscita in Italia con Kitchen (1991) e che seguo sempre con piacere.

    Scrittura alla "giapponese moderno", ricca di inventiva, tratto delicato nel tratteggio delle storie, riflessioni, grande scorrevolezza e naturalezza nel raccontare.

    Bello questo romanzo, o meglio taglio e stile del racconto lungo, storia d'amore tra una ragazzina ed il suo giovane insegnante di disegno.
    Di contorno le madri ed i padri, assenti o defunti, e altre figure femminili.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Banana_Yoshimoto

    http://www.yoshimotobanana.com/index_e.html

    Da Feltrinelli:
    Sinossi

    Yuko è in grado di vedere cose che gli altri non vedono, e di indovinare i desideri e i pensieri di chi le sta intorno grazie a una sensibilità fuori dal comune. Nell’autunno dei suoi quattordici anni, tutto sembra assumere sfumature misteriose, e il mondo si popola di bizzarre creature. Yuko sta imparando ad assegnare un colore a ogni stato d’animo e a ogni emozione; a insegnarglielo è Kyu, il suo maestro di disegno, che ha il doppio dei suoi anni. Quando dal fusto di una pianta fuoriescono degli strani omini verdi, loro sono gli unici a vederli. Nello stesso istante, Yuko assapora l’incanto sottile del primo amore. Sospesa tra realtà e immaginazione, un’adolescente va incontro alla vita accompagnata dagli affetti più cari, e scopre, giorno dopo giorno, i turbamenti del cuore, la tenerezza dei sentimenti e la difficoltà di diventare grande.

    ha scritto il 

  • 3

    Seconda chance data alla Yoshimoto (incuriosito dal titolo "radioheadiano", lo ammetto), seconda prova che non mi ha convinto fino in fondo. Evidentemente è un'autrice che non è nelle mie corde, anche se ha una scorrevolezza notevole.

    ha scritto il 

  • 3

    High & Dry - Primo amore

    Uno dei libri meno riusciti della Yoshimoto. Una ragazza adolescente (che vede luci strane e e omini verdi che escono dalle piante...) si innamora di un artista affermato parecchio più grande di lei.

    ha scritto il 

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