Higiene del Asesino

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Publisher: Circe

3.7
(2986)

Language: Español | Number of Pages: 184 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Italian , German , Catalan , Dutch , English , Portuguese

Isbn-10: 8477651205 | Isbn-13: 9788477651208 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Al anciano Prétrextat Tach, premio Nobel de Literatura y acérrimo enemigo de las entrevistas, sólo le quedan dos meses de vida. Al hacerse pública la noticia de su próximo fallecimiento, periodistas de todo el mundo solicitan un encuentro con el novelista. Sólo cinco lograrán su propósito.
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  • 3

    Prétextat Tach è uno dei personaggi più odiosi mail letti, lessico "gustoso", dalla trama mi aspettavo qualcosa di più.
    Ad ogni modo piacevole lettura per intervallare narrative più impegnate/impegnat ...continue

    Prétextat Tach è uno dei personaggi più odiosi mail letti, lessico "gustoso", dalla trama mi aspettavo qualcosa di più.
    Ad ogni modo piacevole lettura per intervallare narrative più impegnate/impegnative.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Inquietante

    Un lungo dialogo che non fa mai rimpiangere la mancanza, quasi totale, del narratore. Lo scambio di battute tra il protagonista, sofisticato dispensatore di farneticazioni sul piacere, sulla morte e s ...continue

    Un lungo dialogo che non fa mai rimpiangere la mancanza, quasi totale, del narratore. Lo scambio di battute tra il protagonista, sofisticato dispensatore di farneticazioni sul piacere, sulla morte e sull'amore, e i suoi interlocutori è rapido, tagliente, sottile, profondo, mai banale sebbene spesso rasenti l'assurdo. Ed è sul dialogo serrato che si gioca tutto: il concetto di odio e di amore, di vita e di morte, di giusto e ingiusto, di libertà e costrizione, di possesso e di condivisione, di Bene e di Male.
    Sì, il Male, quello che ha davvero mille forme: nell'opera ha le fattezze flaccide, eteree ed imberbi di un uomo ossessionato da ciò che ha consapevolmente distrutto mentre creava (o che ha languidamente creato mentre distruggeva?) ma anche quelle di una donna bruttina e geniale, che diverrà, con sommo piacere, la sua inquietante e degnissima discepola.

    said on 

  • 4

    Più che un romanzo è un lungo dialogo di impostazione teatrale, fatto di botta e risposta taglienti e affilatissimi, due personaggi stupendi, anche se il finale non mi ha convinto del tutto.

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  • 4

    Sono sconvolta...

    Ho iniziato questo libro e sono andata avanti spedita; ma più mi addentravo nella storia più mi chiedevo come sarebbe potuta finire... ....e a quella fine ci arrivai!

    Mi ritrovo ancora incredula, ma ...continue

    Ho iniziato questo libro e sono andata avanti spedita; ma più mi addentravo nella storia più mi chiedevo come sarebbe potuta finire... ....e a quella fine ci arrivai!

    Mi ritrovo ancora incredula, ma allo stesso tempo incantata da tale scrittura.

    Incredibilmente, LaFra.

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  • 0

    Vale, un libro corto y entretenido pero bien pasable. Había leído críticas de gente que vamos, lo ponía por las nubes y nada más lejos de la realidad, calificar así este libro es de haber leído muy po ...continue

    Vale, un libro corto y entretenido pero bien pasable. Había leído críticas de gente que vamos, lo ponía por las nubes y nada más lejos de la realidad, calificar así este libro es de haber leído muy poco.
    Lo dicho, un libro para pasar un ratillo pero que no te va a dejar marca.

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  • 4

    Aggressivo e inquietante, ironico e dissacrante, mistero e intrigo si svelano con grazia perfida, è arzigogolato il finale, è un romanzo lucido, schietto e crudo. La storia verte molto sui dialoghi, s ...continue

    Aggressivo e inquietante, ironico e dissacrante, mistero e intrigo si svelano con grazia perfida, è arzigogolato il finale, è un romanzo lucido, schietto e crudo. La storia verte molto sui dialoghi, su delle interviste che rivelano essere un pretesto per far emergere un segreto, sepolto molti anni prima… L'A. restituisce una morale sul valore della lettura e degli scritti, condannando un'epoca e rimanendo valido anche nella successiva. Un piccolo gioiello di retorica, un esercizio di stile!

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  • 1

    S’io fossi Nina

    “Da quando dagli atomi a caso
    fu generata questa cosa che chiamiamo mondo”

    banalità (recitata in testa o in coda, non ricordo, al suo “Jekill e mister Hyde” da Albertazzi, uomo e autore banale peral ...continue

    “Da quando dagli atomi a caso
    fu generata questa cosa che chiamiamo mondo”

    banalità (recitata in testa o in coda, non ricordo, al suo “Jekill e mister Hyde” da Albertazzi, uomo e autore banale peraltro) che mi frulla in testa da stamattina in tandem con “perculamento”, superneologismo della mia amica anobina, da quando ho pensato di scrivere di questo libello che il caso (il cerchio si chiude e la frammentazione schizofrenica svanisce) ha voluto lei avesse letto e commentato quando a me era stato appena affibbiato in una sfida, e ero ancora ancora alle prese con” Nothomb chi era costei?”, e le sue foto da dark lady sul web, da sembrarmi una che con la perculatio (traduco. Non resisto allo sfoggio di aulicismi!) non ci andava leggera.
    (Respirate. Il periodo è finito ma per quanto lo rilegga, non ho trovo un punto, dove metterci un punto.)
    Sposo tutto il già detto dalla mia amica. Perculamento in primis.
    Perculatio palese: erudizione (è Voltaire e Diderot, Celine e Queneau) impastata in polpettine di sarde, roba mainstream, perché la grande cuisine la fanno gli ingredienti di prima qualità!
    E quando l’ho finito (protesto: gli ebook fanno schifo e non valgono i sei euro che spensieratamente paghi per quell’impaginamento a pene di cane! ) l’Amelie mi ha fatto pena.
    Si affida nelle mani di Nina (l’ultima dei giornalisti ad avere il privilegio dell’intervista con l’ottuagenario terminale genio della letteratura). E quella scema superficiale non riesce a sfuggire al controllo della narratrice, e non fa l’unica cosa che la Nothomb aveva bisogno facesse: indagare su di lei, Amelie, la povera bambina che non sarebbe voluta diventare donna e che in quel primo sangue mestruale aveva visto l’opera di Nosferatu per trasformarla in non morta, nientemeno!
    Se fossi stata Nina avrei smascherato Prétextat Tacht, (trucco da premio a Tale e Quale Show), scrittore obeso da far schifo ad ogni anoressica che si rispetti come Ameliè, vecchio in menopausa di ispirazione da trent’anni, immeritato premio nobel per libri non letti da nessuno (i lettori rana, mamma mia che metafora! Ho il brivido caldo!) ma andati a ruba.
    Se fossi stata Nina, con il mio vero malo carattere a differenza del finto suo, le avrei detto, con una smorfietta di sprezzo, di farla finita con la perculatio (e l’autoperculatio soprattutto), chè di bambine così – quelle che negano il menarca per anni, vanno in giro con i calzini gettando le calze lunghe nella pattumiera, fasciandosi il seno e facendo le babbe se si parla di ciclo - ce ne sono milioni al mondo e non tritano i cabbasisi con pseudo letteratura (più che meta letteratura, come si picca di fare la tipa. Non è che sia impossibile: Leopardi era gobbo ma non tutti i gobbi scrivono l’Infinito.) Se fossi stata Nina l’avrei portata da un buon terapista, lei e la sua autobiografia mascherata (quante ne leggono quei poveretti prima di finire essi stessi in manicomio).
    Non sono Nina o meglio, lei non è me: scrivo scarso ma leggo pregiato. Una stellina una*

    said on 

  • 2

    Se fossi una (…. a piacere) potrei fare un commento fighissimo: innanzitutto copincollerei tre o quattro passaggi ad effetto (quello sui lettori rana in cima); sottolineerei la contaminazione s ...continue

    Se fossi una (…. a piacere) potrei fare un commento fighissimo: innanzitutto copincollerei tre o quattro passaggi ad effetto (quello sui lettori rana in cima); sottolineerei la contaminazione simpatetica dei personaggi, tale da attuare un completo ribaltamento di ruolo tra la giovane giornalista e il vecchio scrittore assassino morituro; lancerei tre o quattro argute riflessioni sull’aspetto metaletterario del romanzo - Nobel/Lettori/Scrittura/Lettura-, esalterei la struttura completamente dialogica del testo che lo rende simile ad una performance teatrale, intrecciando così realtà/finzione/inganno/rappresentazione/poropopò etc etc.

    Invece sono una (…. a piacere) e non posso esimermi dall’esprimere profondissimi irritazione e fastidio, sensazioni che hanno prevalso su qualunque altra considerazione.
    Irritazione per la detestabilità dei protagonisti (Nina e gli altri giornalisti sempre, nel finale il lardone), fastidio per una strisciante saccenteria, irritazione e fastidio per l’abnorme irrealtà dei contenuti – non surrealtà, che è altra cosa – , irritazione e fastidio al quadrato per la sensazione di perculamento che mi si è appiccicata appena letta l’ultima pagina.

    Sono inzallanuta.
    Non dimentico solo i libri che leggo, ma anche qual è il mio spazzolino.
    Non farò alcun dramma quando dimenticherò Igiene dell’assassino.

    said on 

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