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Higiene del Asesino

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Publisher: Circe

3.7
(2910)

Language:Español | Number of Pages: 184 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Italian , German , Catalan , Dutch , English , Portuguese

Isbn-10: 8477651205 | Isbn-13: 9788477651208 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Al anciano Prétrextat Tach, premio Nobel de Literatura y acérrimo enemigo de las entrevistas, sólo le quedan dos meses de vida. Al hacerse pública la noticia de su próximo fallecimiento, periodistas de todo el mundo solicitan un encuentro con el novelista. Sólo cinco lograrán su propósito.
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  • 4

    Esordio di Amélie Nothomb, un romanzo che usa come forma di scrittura preponderante il dialogo. Protagonista di quest'opera è il premio nobel per la letteratura Prétextat Tach, il quale, prossimo orma ...continue

    Esordio di Amélie Nothomb, un romanzo che usa come forma di scrittura preponderante il dialogo. Protagonista di quest'opera è il premio nobel per la letteratura Prétextat Tach, il quale, prossimo ormai alla morte, partecipa ad una serie di interviste. Prétextat Tach è un misantropo, un genio, un cinico, che non risparmierà insulti e realtà crude e nauseabonde a tutti i giornalisti che si presenteranno davanti a lui. Una nota negativa di questo romanzo è, a parer mio, il finale; sembra messo lì giusto per concludere la storia, ma non è stato particolarmente entusiasmante, forse mi aspettavo di più.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    “L'oblio è un oceano gigantesco sul quale naviga un solo naviglio che è la memoria “

    Confesso che se non fosse stato per la calda “sponsorizzazione” di una convinta ammiratrice Anobiiana di Amélie Nothomb probabilmente non l'avrei mai presa neppure in considerazione.
    Sarebbe stato un ...continue

    Confesso che se non fosse stato per la calda “sponsorizzazione” di una convinta ammiratrice Anobiiana di Amélie Nothomb probabilmente non l'avrei mai presa neppure in considerazione.
    Sarebbe stato un errore.
    Il romanzo appena letto , che è anche il primo scritto dall'autrice oltre che quello che l'ha segnalata all'attenzione della critica , è sviluppato con un tono decisamente giornalistico su cinque interviste .
    L'idea di sviluppare un canovaccio del genere in sé non è nuova perché anche (il grande) Philip Roth , nel suo “Chiacchiere di bottega”, ha realizzato qualcosa di analogo , ma ciò che rende quest'opera diversa risiede proprio nella particolare “asciuttezza” del linguaggio adottato .
    Infatti il disgustoso (in tutti i sensi) protagonista Prétextet Tach , premio Nobel per la letteratura al quale una rara forma di cancro alle cartilagini concederà solo due mesi di vita , liquida con una scortesia , tanto irritante ed odiosa da rasentare la brutalità , i primi quattro giornalisti da costringerli , non solo ad abbandonare l'impresa , ma ad uscirne mentalmente e fisicamente provati .
    Ma il tono della storia cambia, così come lo stile espositivo , quando entra in scena Nina , l'unica giornalista donna ammessa fra gli intervistatori , e come in un gioco diabolico e perverso , le parti vengono ad invertirsi per giungere così ad un finale , forse prevedibile , ma comunque di grande effetto.
    Una lettura non entusiasmante dal punto di vista meramente stilistico , né poteva esserlo data la “bruttezza” del personaggio ed il taglio impresso alla narrazione , ma ho trovato invece notevole il tratto dell'autrice , la sua capacità di esprimersi al di fuori di canoni tradizionali , non rinunciando tuttavia ad offrire momenti di grande intensità nel delineare , appunto nella seconda parte , i contorni di un “amore” malato, innaturale , perverso oltre che criminale.

    said on 

  • 2

    Che dire, comincia piuttosto bene, è divertente, i dialoghi affilati e l'acume tachiano stuzzicante.
    Quattro capitoli così, poco meno di metà del libro.
    Il quinto capitolo arriva alla fine del libro, ...continue

    Che dire, comincia piuttosto bene, è divertente, i dialoghi affilati e l'acume tachiano stuzzicante.
    Quattro capitoli così, poco meno di metà del libro.
    Il quinto capitolo arriva alla fine del libro, decisamente troppo lungo e ininterrotto. Cambiano i temi, i toni, gli argomenti, la trasformazione è poco logica, complessivamente anche la conclusione. Direi pretestuoso nella seconda parte, vivace e stuzzicante nella prima.

    said on 

  • 3

    il personaggio principale è fantastico. simpaticissimo. il libro, boh, è il primo della Nothomb, non so dire se mi sia piaciuto o meno. però mi spinge a leggerne alri, ecco.

    said on 

  • 4

    C'è gente così sofisticata da leggere senza leggere

    Questo romanzo, basa quasi interamente su dialoghi, parla dell’ottantatreenne premio Nobel della Letteratura, Pretextat Tach, a cui viene diagnosticato un rarissimo cancro della cartilagine e presumib ...continue

    Questo romanzo, basa quasi interamente su dialoghi, parla dell’ottantatreenne premio Nobel della Letteratura, Pretextat Tach, a cui viene diagnosticato un rarissimo cancro della cartilagine e presumibilmente dovrà morire entro un paio di mesi. Tach si rimpinza da sessantasei anni con tutto ciò che è commestibile e nauseante, è quindi obeso, invalido, misantropo, insopportabile, disgustoso, spietato, misogino e geniale. .

    Tach ha sempre evitato interviste, non ha nemmeno ritirato il premio Nobel, quindi il mondo rischia di perdere la sua testimonianza sul suo lavoro. Il suo segretario decide dunque di selezionare cinque giornalisti che avranno il compito di intervistarlo.

    Tach però non è un uomo facile da intervistare. Con abile dialettica, con logica spietata, con una notevole supremazia intellettuale, distrugge i primi quattro poco a poco, spaventandoli e disgustandoli facendoli scappare o cacciandoli dalla sua casa. Il primo affoga nell'alcol la brutta figura, il secondo vomita nel primo cespuglio, il terzo rimprovera gli altri per la loro incapacità ma alla fine farà anche peggio, il quarto dura un po’ di più ma alla fine fallisce anche lui. Ma il quinto giornalista non è un lui. E' uno degli esseri più brutti, stupidi e inutili di questo mondo: una donna.

    Nina è sicura, brillante, documentata e dotata della stessa logica di Tach. Comincia un gioco di battute, insulti, sofismi, finte, colpi bassi, mentre si fa strada una verità tenuta per anni nascosta nel posto più impensabile, vale a dire sotto gli occhi di tutti. E riesce quindi a ribaltare i ruoli e a dominare la scena.

    Per prima cosa devo complimentarmi con Amelie Nothomb. E’ molto brava e ha le idee ben chiare. E’ intelligente, ironica, è originale, sa stupire e usare benissimo la sua penna.

    Molti i temi: la figura della donna ed il suo ruolo nella società, la superficialità del giornalismo, cosa e’ disposto a sacrificare un uomo pur di ottenere l’eternità e la gloria?

    Il clou si raggiunge però quando il libro parla di lettori, letteratura e premi letterari.

    La Nothomb fa dire a Tach che il lettore medio è incapace di comprendere un libro nella sua profondità e di andare più a fondo della mera superficie della trama.

    “Il sommo della raffinatezza è vendere milioni di copie e non essere letto”

    Nel libro si parla di letterati che premiano i libri quasi senza leggerli, di giornalisti che addirittura parlano di libri senza averli mai aperti, di scrittori che hanno bisogno di autocelebrarsi per sentirsi tali. E questo non può non farci pensare alle recensioni tutte uguali che si leggono sui giornali che gridano al capolavoro anche se si tratta di puro pattume.

    Spesso, sostiene la Nothomb, giudichiamo bello o brutto ciò che leggiamo senza domandarcene la ragione, proprio perché raramente cerchiamo di capire quello che lo scrittore ci comunica ma leggiamo in funzione della chiave di lettura suggerita da qualcun altro. La scrittrice sostiene tra le righe che la lettura è una attività che si fa in proprio e che necessita di senso critico e attenzione. Dobbiamo evitare che questa attività, assolutamente personale e dipendente dalla nostra esperienza, sia influenzata da altri. La lettura è un momento privato con l'autore, lui si impegna a raccontare e noi giudichiamo. Se non svisceriamo, se non andiamo oltre e se non siamo completamente sinceri e attenti con il mondo delle parole la lettura perde significato. C’è molta differenza tra leggere e comprendere, ahimè….

    "Ma mi creda: anche nel caso che i giurati mi abbiano letto, questo non cambia nulla alla mia teoria. C'è gente così sofisticata da leggere senza leggere. Come uomini-rana, attraversano i libri senza prendere una goccia d’acqua.” "Sono i lettori-rana. Costituiscono la stragrande maggioranza dei lettori umani, e tuttavia ne ho scoperto l'esistenza molto tardi. Sono così ingenuo. pensavo che tutti leggessero come me; io leggo, come mangio: questo non significa solo che ne ho bisogno. significa soprattutto che entra nelle mie componenti e che le modifica. Non si è gli stessi che si mangi sanguinaccio o caviale; allo stesso modo non si è gli stessi se si è appena letto Kant (Dio ce ne scampi) o Queneau. In realtà, quando dico ‘si' dovrei dire 'io e qualche altro', in uno stato identico, senza aver perduto una briciola di in più. Hanno letto, ecco tutto: nel migliore dei casi, sanno di 'cosa parla'. Non pensi che esagero. Quante volte ho domandato a persone intelligenti: 'Questo libro vi ha cambiato?' E mi hanno guardato, gli occhi sgranati, con l'aria di dire: 'Perché avrebbe dovuto cambiarmi?’"

    Il romanzo è molto ricco di metafore, di significati nascosti, di rimandi letterari, di frasi latine, di filosofia; ed è scritto molto bene. Molto carino, molto interessante! Considerato poi che la Nothomb aveva venticinque anni quando l’ha scritto e che è il primo suo romanzo….

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  • 2

    Buona la scrittura, i personaggi sono, come dire, antipatici, se si riesce ad effettuare una lettura a prescindere da questo credo si possa essere più imparziali di me che da questo non sono riuscita ...continue

    Buona la scrittura, i personaggi sono, come dire, antipatici, se si riesce ad effettuare una lettura a prescindere da questo credo si possa essere più imparziali di me che da questo non sono riuscita a "staccarmi".

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  • 0

    Senza voto

    Per i primi 2/3 mi è piaciuto, l'ultima parte mi ha fatto storcere il naso. Tirando le somme non riesco a capire se mi è piaciuto oppure no.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Ho letto recentemente della stessa autrice un altro libro: Barbablù. Colpisce la somiglianza dei temi tra quello e questo. Da un lato, un personaggio maschile, isolato dal mondo, perverso e che ha all ...continue

    Ho letto recentemente della stessa autrice un altro libro: Barbablù. Colpisce la somiglianza dei temi tra quello e questo. Da un lato, un personaggio maschile, isolato dal mondo, perverso e che ha alle sue spalle uno o piu' assassini di donne, che teorizza quali assassini fatti per amore. Dall'altro, l'antagonista, una giovane donna, che non ha timore alcuno a sfidarlo e a tenergli testa, ne ottiene la capitolazione, ma, alla fine, ne assume la medesima logica, sicche' resta alla fine il dubbio se il vero vincitore non sia l'uomo, pure apparente sconfitto. L'ambiguita' dell'esito si rafforza perche' in entrambi i casi la storia, giunta al suo culmine, termina e resta quindi la domanda se l'assimilazione tra la donna, vincitrice in apparenza, e l'uomo, sempre in apparenza soccombente, sia da ritenere accidentale e contingente o strutturale e definitiva.

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