Hiob

By

Verleger: Kiepenheuer & Witsch

4.1
(1289)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 216 | Format: Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Italian , Spanish

Isbn-10: 3462015109 | Isbn-13: 9783462015102 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Others , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Buchbeschreibung
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  • 4

    Giobbe è un patriarca, una delle figure centrali dell’Antico Testamento, per Ebrei, Cristiani e Musulmani incarna la figura del giusto perseguitato, del credente la cui fede viene messa duramente alla ...weiter

    Giobbe è un patriarca, una delle figure centrali dell’Antico Testamento, per Ebrei, Cristiani e Musulmani incarna la figura del giusto perseguitato, del credente la cui fede viene messa duramente alla prova da Dio, dell’uomo retto, onesto e fedele colpito da immense sventure. Il “Giobbe” di Roth si chiama Mendel Singer ed è un ebreo russo un Maestro di Talmud, devoto, semplice, timoroso, sfuggente, pensoso.
    La sua vita scorre quietamente, «fra magre sponde», chiusa in un ordine intatto, fino alla nascita del quarto figlio, Menuchim, che è minorato. Da allora in poi, se «tutto ciò che è improvviso è male», la sua vita diventa un fiume di sventure che lo portano ad abbandonare la sua terra per andare a New York. Guerra, follia, morte, Mendel attraversa rassegnato una vita che forse non meriterebbe di essere vissuta. Eppure, man mano che sprofonda nella solitudine e nella disperazione, quest’uomo comune che aveva seguìto nella sua vita l’ordine dei padri senza quasi riflettere, si staglia sempre più grandioso: dopo aver «visto andare in rovina un paio di mondi», si trova sul punto di bruciare i suoi libri sacri perché vuole «bruciare Dio» e in quel momento raggiunge un’intensità e una essenzialità che sembrano negate per sempre ai consolatori che gli si affannano intorno. Più la vita lo spoglia e lo sradica da tutto, più egli appare fermo, con lo sguardo lucido e una forza segreta di resistenza che gli impediscono di crollare. Ed esattamente come era accaduto a Giobbe, anche per Mendel, dopo un periodo di silenzio e di allontanamento da Dio, qualcosa si compie. Quel miracolo che tocca e salva, che giunge inaspettato a rivoluzionare una vita che sembra già persa e lo ripaga di tutte le sofferenze subite.
    Tutto il sapore, l’immenso «pathos», l’antica saggezza e l’indistruttibile forza vitale di una grande civiltà sembrano concentrarsi nel profondo sonno finale di Mendel Singer, carico del «peso della felicità e della grandezza dei miracoli».
    Qualcuno dice che sia il migliore libro di Joseph Roth, non saprei per me è il primo e non sarà l’ultimo. Un libro intenso, a tratti struggente, epico in modo piccolo ed semplice, come il suo protagonista. Da leggere assolutamente.

    gesagt am 

  • 5

    "Perché i piaceri sono più forti finché rimangono segreti."

    Mendel Singer è uno di quei personaggi che ti rimangono impressi per la loro "banalità" e la loro "mediocrità", ma che proprio per questo fai fatica a lasciarli andare....Ebreo devoto e osservante, Me ...weiter

    Mendel Singer è uno di quei personaggi che ti rimangono impressi per la loro "banalità" e la loro "mediocrità", ma che proprio per questo fai fatica a lasciarli andare....Ebreo devoto e osservante, Mendel arriva quasi a rinnegare il suo Dio, dopo una serie di terribili avvenimenti che sconvolgono la sua vita e la sua fede. Ma il suo Dio non ha rinnegato Mendel, e sta preparando per lui un vero e inaspettato miracolo. Struggente capolavoro....pura poesia....

    gesagt am 

  • 5

    Come il patriarca biblico, Mendel Singer, ebro russo, mette alla prova la sua fede.
    Con la nascita di Menuchin il quarto figlio che presto rivelerà handicap fisici e mentali, cominciano a susseguirsi ...weiter

    Come il patriarca biblico, Mendel Singer, ebro russo, mette alla prova la sua fede.
    Con la nascita di Menuchin il quarto figlio che presto rivelerà handicap fisici e mentali, cominciano a susseguirsi una serie di sventure.
    Mentre la moglie Deborah reagisce secondo il famigerato motto "Aiutati che Dio ti aiuta!" Mendel è passivo. Si rifugia nella preghiera ed accetta il volere di Dio in quanto giusto nelle sue punizioni.
    E così passano gli anni e dopo avere assaggiato una piccola briciola di felicità, qualcosa inizierà a scricchiolare.
    Come Giobbe, Mendel maledirà Dio.
    Come Giobbe non crederà che alcun miracolo sia più possibile per chi è nato nella sventura.

    gesagt am 

  • 0

    Non è proprio il Giobbe biblico ma la vita si accanisce verso Mendel Singer, un povero ebreo, modesto nei costumi, uomo di fede. Quando tutto gli crolla addosso è direttamente con Dio che se la rifà, ...weiter

    Non è proprio il Giobbe biblico ma la vita si accanisce verso Mendel Singer, un povero ebreo, modesto nei costumi, uomo di fede. Quando tutto gli crolla addosso è direttamente con Dio che se la rifà, lo vuole bruciare.pensa di nona re più nulla da perdere e non crede che Dio abbia né voglia né tempo da perdere per fare miracoli per la povera gente. Le vicende della vita lo porteranno. Ricredersi. Una storia la di miseria, emigrazione, guerra, fede e solidarietà.

    gesagt am 

  • 4

    Una vita qualunque, difficile, piena di attese e speranze e tante disilliusioni. Ma con un finale travolgente, poetico, inaspettato. Un capolavoro di Roth che lascia leggere fra le righe la vita di un ...weiter

    Una vita qualunque, difficile, piena di attese e speranze e tante disilliusioni. Ma con un finale travolgente, poetico, inaspettato. Un capolavoro di Roth che lascia leggere fra le righe la vita di un popolo, non solo ebreo, ma di un intero mondo, quello a lui caro, mitteleuropeo e austriaco in particolare, in perenne bilico fra ricordi, nostalgia e presente. Da non perdere.

    gesagt am 

  • 4

    Il libro si apre con la descrizione del protagonista,un ebreo credente e praticante di circa trent'anni di nome Mendel Singer, il ritratto di un uomo comune e insignificante e demodè ( il sottotitolo ...weiter

    Il libro si apre con la descrizione del protagonista,un ebreo credente e praticante di circa trent'anni di nome Mendel Singer, il ritratto di un uomo comune e insignificante e demodè ( il sottotitolo è romanzo di un uomo semplice), un maestro come tanti, " La sua vita era una seccatura perpetua e di tanto in tanto persino un tormento"......" Dio aveva dato fertilità ai suoi lombi, imperturbabilità al suo cuore e povertà alle mani" Non aveva sogni, la sua anima era casta,la sua coscienza pulita. Pregava quattro volte al giorno. Insegnava a dodici alunni ad imparare la Bibbia e quando questi crescevano cercavano maestri più saggi. La moglie Deborah si lamentava e invidiava i soldi degli altri e gli rinfacciava persino il maltempo.Quando gli nasce il quarto figlio con problemi di salute ( ritardo nella crescita e convulsioni) si rifiuta di farlo curare dai dottori e si affida a Dio." Non c'è dottore che lo possa guarire se Dio non vuole."
    La vita riserva a Mendele alla sua famiglia tanta sofferenza e ,come il Giobbe leggendario, Mendel sopporta ogni prova che gli viene da Dio. All'ennesima tragedia,però, si ribella.
    Trova ingiusto dover affrontare tutti questi dolori, proprio lui che ha sempre servito Dio : "Dio è crudele e più gli si ubbidisce tanto più severo diventa…..annienta i deboli volentieri”
    Nella mentalità ebraica c’è una sorta di parità contrattuale fra l’uomo e Dio: un “do ut des” istituzionalizzato che non permette nemmeno alla divinità, pur nella sua onnipotenza, di venir meno ai patti.
    Mentre Giobbe è un vincitore, perché è e si sente un giusto e sente immeritate le sofferenze, il nostro Mendel è un vinto, un vinto che accetta le proprie sofferenze credendo di meritarle.A volte dà fastidio la sua passività, a volte fa tenerezza.

    Nel romanzo breve di Roth c'è la poesia delle piccole cose, della miseria, della durezza della vita quotidiana, dell'umiliazione.
    C'è la ricostruzione ambientale della famiglia, della società , del momento storico della prima guerra mondiale e della fine del periodo zarista.
    C'è l'attaccamento alle tradizioni e la difficoltà dei vecchi ebrei di dover emigrare e cercare nuove terre e ambientarsi in esse , in contrasto con i giovani che invece si integrano bene.Il sogno americano, così incomprensibile a Mendel e così sentito da suo figlio Schemarjah, trasformatosi in Sam, pronto a dar la vita per quel sogno.
    C'è La vitalità di Mirjam, colpevole d’essere ragazza, di voler godere della sua giovinezza e delle sue pulsioni.
    C'è la speranza di poter cambiare le cose e di credere in un futuro migliore.

    gesagt am 

  • 4

    Il peso della felicità...

    E’ una storia struggente, poetica e malinconica , scandita come una favola.
    Mendel Singer, un ebreo russo, vive in Volinia dove esercita la professione di maestro insegnando la Bibbia a dodici fanciul ...weiter

    E’ una storia struggente, poetica e malinconica , scandita come una favola.
    Mendel Singer, un ebreo russo, vive in Volinia dove esercita la professione di maestro insegnando la Bibbia a dodici fanciulli, come “migliaia e migliaia di ebrei prima di lui avevano vissuto e insegnato nello stesso modo”. Ha una moglie, Deborah, e tre figli: Jonas, Schemarjah, e Mirjam. E’impressionante l’uso sapiente delle parole di questo scrittore, per me una scoperta, che con pochi tratti riesce a delineare perfettamente i personaggi della moglie e dei tre figli. Questa è Deborah: “Era una donna e qualche volta aveva il diavolo addosso. Occhieggiava le proprietà dei benestanti e invidiava i guadagni della gente di commercio. Era troppo tapino Mendel Singer ai suoi occhi. Gli rimproverava i bambini, la gravidanza, il carovita, i bassi onorari e spesso perfino il brutto tempo.”
    Questi, invece, i due figli maschi: “Jonas, il maggiore, era forte come un orso. Schemarjah, il minore, era astuto come una volpe. Jonas camminava con passo pesante, la testa piegata in avanti, le braccia penzoloni, le guance paffute, eternamente affamato, i folti capelli ricciuti che uscivano prepotenti dal bordo del berretto. Adagio, lemme lemme, il profilo aguzzo, gli occhi limpidi sempre svegli, braccia sottili, le mani affondate nelle tasche, lo seguiva suo fratello Schemarjah.”
    Infine c’è Myriam: “Aveva i suoi capelli neri e i suoi occhi neri, torpidi e dolci. Le sue membra erano delicate, le giunture fragili. Una giovane gazzella.”
    Ma torniamo a Mendel: è’ un uomo semplice, profondamente devoto, le cui giornate scorrono ripetitive, scandite dalla preghiera costante, al risveglio, per lodare il Signore per il sonno e per il giorno nascente, al tramonto quando il cielo si riempie di stelle, e prima di coricarsi. La tranquillità e ritmicità della sua vita sembrano spezzarsi alla nascita del quarto figlio, Menuchim, che nasce deforme e affetto da epilessia.
    Qui irrompe subito la contrapposizione tra la personalità di Mendel e quella di sua moglie Deborah. Tanto timorato di Dio, rassegnato e piegato al volere divino lui, quanto ostinata e determinata lei nel non darsi pace di fronte alla malattia e alla diversità del figlio e, visto che il suo motto è “Aiutati che Dio ti aiuta”, spera di trovare conforto e soluzione dal rabbi dal quale si reca, ricevendo in dono questa profezia: “Il dolore lo farà saggio, la deformità buono, l’amarezza mite e la malattia forte. I suoi occhi saranno grandi e profondi, le sue orecchie limpide e piene di risonanza. La sua bocca tacerà ma le labbra, quando si apriranno, annunceranno il bene.”
    I due figli sani, intanto, devono partire per diventare soldati dello zar. In realtà solo Jonas parte, mentre Schemarjah sceglie la strada del disertore. Passano gli anni e Schemarjah riesce ad approdare ed avere successo in America. Annuncia la notizia ai suoi attraverso un amico e manda loro i biglietti per raggiungerlo. Mendel è combattutto, non ama le novità e vorrebbe restare ancorato alla sua semplice quotidianità ma scopre che sua figlia Mirjam, divenuta una splendida ragazza, va con i cosacchi. Per un ebreo come lui, questo è un grave disonore e costituisce la spinta a partire pur dovendo sacrificare Menuchim che resta in Russia, affidato a dei vicini di casa.
    La partenza, il viaggio e l’arrivo dei Singer negli Stati Uniti sono per me le pagine più dense e belle del libro.
    E’ l’eterno tema degli ebrei costretti a lasciare la propria terra e ad emigrare altrove. Roth riesce a comunicare il senso di profondo smarrimento del povero Mendel che non si abituerà mai all’America e continuerà a pensare con struggente malinconia al suo paese natio e soprattutto al figlio che crede ormai perduto.
    “Gli avevano detto che l’America si chiamava God’s own country, che era la terra di Dio, come un tempo la Palestina, e New York propriamente the wonder city, la città dei miracoli, come un tempo Gerusalemme. Invece il pregare si diceva service e la beneficienza pure. Il bambino di Sam, venuto al mondo neanche una settimana dopo l’arrivo del nonno, non si chiamava altrimenti che Mac Lincoln e fra qualche anno, il tempo vola in America, sarà un college boy. My dear boy, dice oggi al piccolo la nuora. Lei, caso strano, si chiama sempre Vega "
    "Gli americani erano sani, le americane belle, lo sport importante, il tempo prezioso, la povertà un vizio, la ricchezza un merito, la virtù un successo a metà, la fiducia in se stessi un successo completo, il ballo igienico, lo schettinare un dovere, la beneficienza un investimento di capitale, l’anarchismo un delitto, gli scioperanti i nemici dell’umanità, i sovversivi alleati del diavolo, le macchine moderne benedizioni del cielo, Edison il più grande genio. Presto gli uomini voleranno come uccelli, nuoteranno come pesci, vedranno il futuro come i profeti, vivranno in eterna pace e costruiranno in perfetta concordia grattacieli alti fino alle stelle...Tuttavia alla sua ammirazione per il futuro, si mischiava una nostalgia per la Russia...Era già troppo vecchio per le novità e troppo debole per i trionfi. Aveva ancora un'unica speranza: vedere Menuchim"
    I drammi familiari continuano a susseguirsi anche a New York fino alla completa solitudine di Mendel che, dopo aver continuato a resistere, abituato com’è a seguire ciecamente il volere di Dio, arriva ad un punto di rottura e si ribella. La sua rabbia è tale che dice addirittura di voler bruciare Dio e, con lui, tutti i suoi libri sacri.
    Ma, come nel Giobbe biblico, anche per Mendel ci sarà un miracolo inaspettato che gli restiturà il figlio creduto ormai perso e lo riconcilierà con il suo Dio.
    Il lieto fine in realtà è abbastanza scontato, si scorge prima di arrivarci ma, del resto, altro non poteva essere e comunque mi è piaciuto il modo in cui Roth descrive la felicità finale di Mendel: forse perché non ci è abituato, dopo tante sofferenze, la sua è una felicità che pesa e dalla quale ha bisogno di riposarsi.

    gesagt am 

  • 4

    Un bel libro classico di facile e veloce lettura su una famiglia ebrea e l’immigrazione (ultima parte) vista in modo differente dai membri della famiglia. Giobbe perchè la figura del padre sarebbe la ...weiter

    Un bel libro classico di facile e veloce lettura su una famiglia ebrea e l’immigrazione (ultima parte) vista in modo differente dai membri della famiglia. Giobbe perchè la figura del padre sarebbe la centrale, ma a me è parso che la madre sia stata il deus ex machina di tutto il racconto. Il padre serve solo a chiudere la scena avendo preso coscienza di una situazione... e cmq c’è del “favolismo” per un certo lieto fine che un pò guasta sinceramente visto tutte le disgrazie in corso.

    gesagt am 

  • 0

    Un libro molto coinvolgente, ma con un finale che ha reso difficile farmene un'opinione...in ogni caso, a questo link la mia recensione: http://mainchesenso.blogspot.it/2014/09/giobbe-joseph-roth.html ...weiter

    Un libro molto coinvolgente, ma con un finale che ha reso difficile farmene un'opinione...in ogni caso, a questo link la mia recensione: http://mainchesenso.blogspot.it/2014/09/giobbe-joseph-roth.html

    gesagt am 

  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    5

    Ho apprezzato moltissimo questo libro tanto da ritenerlo un capolavoro. E' la storia di Mendel Singer, un ebreo mite, onesto ed osservante della Legge di Dio fino al parossismo, maestro di sacre scrit ...weiter

    Ho apprezzato moltissimo questo libro tanto da ritenerlo un capolavoro. E' la storia di Mendel Singer, un ebreo mite, onesto ed osservante della Legge di Dio fino al parossismo, maestro di sacre scritture, marito e padre la cui vita si svolge in assoluta ordinarietà. Sarà costretto da una sequela di infausti eventi ad assistere cosciente alla rovinosa perdita di tutto. Dapprima la nascita di un figlio gravemente minorato, poi il primogenito costretto ad arruolarsi nell'esercito dello zar, il secondogenito disertore obbligato all'espatrio, l'unica figlia, di avvenente bellezza, si concede disinvolti amoreggiamenti. Tenta la fuga in America per allontanare quest'ultima dai problemi, non avrà più patria, perderà i figli maschi e la moglie all'acme del dolore, la figlia sarà dichiarata pazza. E' solo, ha perso tutto, non ha futuro. Litiga con Dio sentendolo ostile ed insensibile, Gli ha dedicato ogni azione ed obbedienza della vita, senza che Dio gli abbia mai riservato alcun favore, alcun segno di bonarietà. Ma proprio quando tacciono le sue preghiere avviene il miracolo. Il figlio malato è guarito e prende con sé il vecchio padre. Mendel ha una serena riappacificazione con la vita e con Dio. La fede fatta di obbedienza diventa speranza e dialogo e solo ora Dio concede la morte serena al giusto.

    gesagt am 

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