Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Suchen Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Hiob

By

Verleger: Kiepenheuer & Witsch

4.1
(1252)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 216 | Format: Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Italian , Spanish

Isbn-10: 3462015109 | Isbn-13: 9783462015102 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Others , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

Do you like Hiob ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Anmeldung kostenlos
Buchbeschreibung
Sorting by
  • 4

    Il libro si apre con la descrizione del protagonista,un ebreo credente e praticante di circa trent'anni di nome Mendel Singer, il ritratto di un uomo comune e insignificante e demodè ( il sottotitolo ...weiter

    Il libro si apre con la descrizione del protagonista,un ebreo credente e praticante di circa trent'anni di nome Mendel Singer, il ritratto di un uomo comune e insignificante e demodè ( il sottotitolo è romanzo di un uomo semplice), un maestro come tanti, " La sua vita era una seccatura perpetua e di tanto in tanto persino un tormento"......" Dio aveva dato fertilità ai suoi lombi, imperturbabilità al suo cuore e povertà alle mani" Non aveva sogni, la sua anima era casta,la sua coscienza pulita. Pregava quattro volte al giorno. Insegnava a dodici alunni ad imparare la Bibbia e quando questi crescevano cercavano maestri più saggi. La moglie Deborah si lamentava e invidiava i soldi degli altri e gli rinfacciava persino il maltempo.Quando gli nasce il quarto figlio con problemi di salute ( ritardo nella crescita e convulsioni) si rifiuta di farlo curare dai dottori e si affida a Dio." Non c'è dottore che lo possa guarire se Dio non vuole."
    La vita riserva a Mendele alla sua famiglia tanta sofferenza e ,come il Giobbe leggendario, Mendel sopporta ogni prova che gli viene da Dio. All'ennesima tragedia,però, si ribella.
    Trova ingiusto dover affrontare tutti questi dolori, proprio lui che ha sempre servito Dio : "Dio è crudele e più gli si ubbidisce tanto più severo diventa…..annienta i deboli volentieri”
    Nella mentalità ebraica c’è una sorta di parità contrattuale fra l’uomo e Dio: un “do ut des” istituzionalizzato che non permette nemmeno alla divinità, pur nella sua onnipotenza, di venir meno ai patti.
    Mentre Giobbe è un vincitore, perché è e si sente un giusto e sente immeritate le sofferenze, il nostro Mendel è un vinto, un vinto che accetta le proprie sofferenze credendo di meritarle.A volte dà fastidio la sua passività, a volte fa tenerezza.

    Nel romanzo breve di Roth c'è la poesia delle piccole cose, della miseria, della durezza della vita quotidiana, dell'umiliazione.
    C'è la ricostruzione ambientale della famiglia, della società , del momento storico della prima guerra mondiale e della fine del periodo zarista.
    C'è l'attaccamento alle tradizioni e la difficoltà dei vecchi ebrei di dover emigrare e cercare nuove terre e ambientarsi in esse , in contrasto con i giovani che invece si integrano bene.Il sogno americano, così incomprensibile a Mendel e così sentito da suo figlio Schemarjah, trasformatosi in Sam, pronto a dar la vita per quel sogno.
    C'è La vitalità di Mirjam, colpevole d’essere ragazza, di voler godere della sua giovinezza e delle sue pulsioni.
    C'è la speranza di poter cambiare le cose e di credere in un futuro migliore.

    gesagt am 

  • 4

    Il peso della felicità...

    E’ una storia struggente, poetica e malinconica , scandita come una favola.
    Mendel Singer, un ebreo russo, vive in Volinia dove esercita la professione di maestro insegnando la Bibbia a dodici fanciul ...weiter

    E’ una storia struggente, poetica e malinconica , scandita come una favola.
    Mendel Singer, un ebreo russo, vive in Volinia dove esercita la professione di maestro insegnando la Bibbia a dodici fanciulli, come “migliaia e migliaia di ebrei prima di lui avevano vissuto e insegnato nello stesso modo”. Ha una moglie, Deborah, e tre figli: Jonas, Schemarjah, e Mirjam. E’impressionante l’uso sapiente delle parole di questo scrittore, per me una scoperta, che con pochi tratti riesce a delineare perfettamente i personaggi della moglie e dei tre figli. Questa è Deborah: “Era una donna e qualche volta aveva il diavolo addosso. Occhieggiava le proprietà dei benestanti e invidiava i guadagni della gente di commercio. Era troppo tapino Mendel Singer ai suoi occhi. Gli rimproverava i bambini, la gravidanza, il carovita, i bassi onorari e spesso perfino il brutto tempo.”
    Questi, invece, i due figli maschi: “Jonas, il maggiore, era forte come un orso. Schemarjah, il minore, era astuto come una volpe. Jonas camminava con passo pesante, la testa piegata in avanti, le braccia penzoloni, le guance paffute, eternamente affamato, i folti capelli ricciuti che uscivano prepotenti dal bordo del berretto. Adagio, lemme lemme, il profilo aguzzo, gli occhi limpidi sempre svegli, braccia sottili, le mani affondate nelle tasche, lo seguiva suo fratello Schemarjah.”
    Infine c’è Myriam: “Aveva i suoi capelli neri e i suoi occhi neri, torpidi e dolci. Le sue membra erano delicate, le giunture fragili. Una giovane gazzella.”
    Ma torniamo a Mendel: è’ un uomo semplice, profondamente devoto, le cui giornate scorrono ripetitive, scandite dalla preghiera costante, al risveglio, per lodare il Signore per il sonno e per il giorno nascente, al tramonto quando il cielo si riempie di stelle, e prima di coricarsi. La tranquillità e ritmicità della sua vita sembrano spezzarsi alla nascita del quarto figlio, Menuchim, che nasce deforme e affetto da epilessia.
    Qui irrompe subito la contrapposizione tra la personalità di Mendel e quella di sua moglie Deborah. Tanto timorato di Dio, rassegnato e piegato al volere divino lui, quanto ostinata e determinata lei nel non darsi pace di fronte alla malattia e alla diversità del figlio e, visto che il suo motto è “Aiutati che Dio ti aiuta”, spera di trovare conforto e soluzione dal rabbi dal quale si reca, ricevendo in dono questa profezia: “Il dolore lo farà saggio, la deformità buono, l’amarezza mite e la malattia forte. I suoi occhi saranno grandi e profondi, le sue orecchie limpide e piene di risonanza. La sua bocca tacerà ma le labbra, quando si apriranno, annunceranno il bene.”
    I due figli sani, intanto, devono partire per diventare soldati dello zar. In realtà solo Jonas parte, mentre Schemarjah sceglie la strada del disertore. Passano gli anni e Schemarjah riesce ad approdare ed avere successo in America. Annuncia la notizia ai suoi attraverso un amico e manda loro i biglietti per raggiungerlo. Mendel è combattutto, non ama le novità e vorrebbe restare ancorato alla sua semplice quotidianità ma scopre che sua figlia Mirjam, divenuta una splendida ragazza, va con i cosacchi. Per un ebreo come lui, questo è un grave disonore e costituisce la spinta a partire pur dovendo sacrificare Menuchim che resta in Russia, affidato a dei vicini di casa.
    La partenza, il viaggio e l’arrivo dei Singer negli Stati Uniti sono per me le pagine più dense e belle del libro.
    E’ l’eterno tema degli ebrei costretti a lasciare la propria terra e ad emigrare altrove. Roth riesce a comunicare il senso di profondo smarrimento del povero Mendel che non si abituerà mai all’America e continuerà a pensare con struggente malinconia al suo paese natio e soprattutto al figlio che crede ormai perduto.
    “Gli avevano detto che l’America si chiamava God’s own country, che era la terra di Dio, come un tempo la Palestina, e New York propriamente the wonder city, la città dei miracoli, come un tempo Gerusalemme. Invece il pregare si diceva service e la beneficienza pure. Il bambino di Sam, venuto al mondo neanche una settimana dopo l’arrivo del nonno, non si chiamava altrimenti che Mac Lincoln e fra qualche anno, il tempo vola in America, sarà un college boy. My dear boy, dice oggi al piccolo la nuora. Lei, caso strano, si chiama sempre Vega "
    "Gli americani erano sani, le americane belle, lo sport importante, il tempo prezioso, la povertà un vizio, la ricchezza un merito, la virtù un successo a metà, la fiducia in se stessi un successo completo, il ballo igienico, lo schettinare un dovere, la beneficienza un investimento di capitale, l’anarchismo un delitto, gli scioperanti i nemici dell’umanità, i sovversivi alleati del diavolo, le macchine moderne benedizioni del cielo, Edison il più grande genio. Presto gli uomini voleranno come uccelli, nuoteranno come pesci, vedranno il futuro come i profeti, vivranno in eterna pace e costruiranno in perfetta concordia grattacieli alti fino alle stelle...Tuttavia alla sua ammirazione per il futuro, si mischiava una nostalgia per la Russia...Era già troppo vecchio per le novità e troppo debole per i trionfi. Aveva ancora un'unica speranza: vedere Menuchim"
    I drammi familiari continuano a susseguirsi anche a New York fino alla completa solitudine di Mendel che, dopo aver continuato a resistere, abituato com’è a seguire ciecamente il volere di Dio, arriva ad un punto di rottura e si ribella. La sua rabbia è tale che dice addirittura di voler bruciare Dio e, con lui, tutti i suoi libri sacri.
    Ma, come nel Giobbe biblico, anche per Mendel ci sarà un miracolo inaspettato che gli restiturà il figlio creduto ormai perso e lo riconcilierà con il suo Dio.
    Il lieto fine in realtà è abbastanza scontato, si scorge prima di arrivarci ma, del resto, altro non poteva essere e comunque mi è piaciuto il modo in cui Roth descrive la felicità finale di Mendel: forse perché non ci è abituato, dopo tante sofferenze, la sua è una felicità che pesa e dalla quale ha bisogno di riposarsi.

    gesagt am 

  • 4

    Un bel libro classico di facile e veloce lettura su una famiglia ebrea e l’immigrazione (ultima parte) vista in modo differente dai membri della famiglia. Giobbe perchè la figura del padre sarebbe la ...weiter

    Un bel libro classico di facile e veloce lettura su una famiglia ebrea e l’immigrazione (ultima parte) vista in modo differente dai membri della famiglia. Giobbe perchè la figura del padre sarebbe la centrale, ma a me è parso che la madre sia stata il deus ex machina di tutto il racconto. Il padre serve solo a chiudere la scena avendo preso coscienza di una situazione... e cmq c’è del “favolismo” per un certo lieto fine che un pò guasta sinceramente visto tutte le disgrazie in corso.

    gesagt am 

  • 0

    Un libro molto coinvolgente, ma con un finale che ha reso difficile farmene un'opinione...in ogni caso, a questo link la mia recensione: http://mainchesenso.blogspot.it/2014/09/giobbe-joseph-roth.html ...weiter

    Un libro molto coinvolgente, ma con un finale che ha reso difficile farmene un'opinione...in ogni caso, a questo link la mia recensione: http://mainchesenso.blogspot.it/2014/09/giobbe-joseph-roth.html

    gesagt am 

  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    5

    Ho apprezzato moltissimo questo libro tanto da ritenerlo un capolavoro. E' la storia di Mendel Singer, un ebreo mite, onesto ed osservante della Legge di Dio fino al parossismo, maestro di sacre scrit ...weiter

    Ho apprezzato moltissimo questo libro tanto da ritenerlo un capolavoro. E' la storia di Mendel Singer, un ebreo mite, onesto ed osservante della Legge di Dio fino al parossismo, maestro di sacre scritture, marito e padre la cui vita si svolge in assoluta ordinarietà. Sarà costretto da una sequela di infausti eventi ad assistere cosciente alla rovinosa perdita di tutto. Dapprima la nascita di un figlio gravemente minorato, poi il primogenito costretto ad arruolarsi nell'esercito dello zar, il secondogenito disertore obbligato all'espatrio, l'unica figlia, di avvenente bellezza, si concede disinvolti amoreggiamenti. Tenta la fuga in America per allontanare quest'ultima dai problemi, non avrà più patria, perderà i figli maschi e la moglie all'acme del dolore, la figlia sarà dichiarata pazza. E' solo, ha perso tutto, non ha futuro. Litiga con Dio sentendolo ostile ed insensibile, Gli ha dedicato ogni azione ed obbedienza della vita, senza che Dio gli abbia mai riservato alcun favore, alcun segno di bonarietà. Ma proprio quando tacciono le sue preghiere avviene il miracolo. Il figlio malato è guarito e prende con sé il vecchio padre. Mendel ha una serena riappacificazione con la vita e con Dio. La fede fatta di obbedienza diventa speranza e dialogo e solo ora Dio concede la morte serena al giusto.

    gesagt am 

  • 5

    bellissimo libro, stile di scrittura che prediligo,tra la storia e la poesia, che mi fa sentire bene, che mi fa estraniare da tutto il resto, mi fa pensare, riflettere e insieme gioire.
    Grazie Roth ...weiter

    bellissimo libro, stile di scrittura che prediligo,tra la storia e la poesia, che mi fa sentire bene, che mi fa estraniare da tutto il resto, mi fa pensare, riflettere e insieme gioire.
    Grazie Roth

    gesagt am 

  • 5

    Sempre sia lodato perché ci ha fatto piccoli.

    Il dolore, l'attesa e il logorio della speranza, quella che alcuni chiamano "fede".
    Un dolore tondo, un dolore che ritorna su se stesso talmente tante volte che non se ne trova più l'origine.
    Ecco la ...weiter

    Il dolore, l'attesa e il logorio della speranza, quella che alcuni chiamano "fede".
    Un dolore tondo, un dolore che ritorna su se stesso talmente tante volte che non se ne trova più l'origine.
    Ecco la sofferenza, quella sempre uguale a se stessa, che non aumenta né diminuisce, che va sempre avanti, senza spigoli improvvisi e senza respiro: una curva che presto dimentica quel che si lascia alle spalle, e cieca affronta il nuovo.
    Ad un tratto però qualcosa accade e la curva si fa rettilineo: il vecchio Giobbe ritorna bambino e la vita può ricominciare, come fa ogni giorno con la morte -polvere eravamo- ciclicamente, sempre.
    Ma come era iniziato? Con un rifiuto, col non volere più un corpo, quello un tempo desiderato. O forse era prima, forse il declino s'apprestava già in quegli occhi di malato, in quella madre che dichiarava guerra alla vita dei suoi figli sani per far sembrare meno ottuse le deformità di quello più debole -è sempre più facile nascondere la vita che accettare la morte, nelle brutture non spicca nessun male, mentre l'orrore si dipinge meglio quando ad accoglierlo v'è un cielo sereno.
    Prima un figlio alla patria, quella vera ma mai accolta, fatta di cibi, vestiti, inverni; poi una figlia all'amore, fra i campi di quella stessa patria, fra lo stesso grano del pane dei giorni di festa.
    Arriva l'America, da tutti amata, pure se straniera, lontana, pure se il suo grano non ha mai sfamato nessuno; arriva l'America, il falso Messia, e con essa s'appresta la morte perché senza radici non v'è linfa che possa nutrire, foss'anche la più ricca.
    Ed ecco la falce, che riporta il pensiero a quel cimitero cui tante volte abbiamo chiesto consiglio; "ritorno alle mie tombe, non m'occorrono di nuove", l'unico desiderio.
    Prima ringraziavamo Dio per il sonno e per la veglia, ogni mattina, ogni sera; ora, masticando maiale e maledicendo l'attesa, in una macchina nel giorno di Pasqua, ritroviamo, rincuorati, la nostra insignificanza: grande com'è non s'avvede dei riti e neanche dei vizi, eppure bonario sorride.

    gesagt am 

  • 5

    Il miracolo e il messia

    Il messia arriva con il miracolo. Il miracolo è il messia, ma il messia viene da dentro di te. Da dentro quell'uomo semplice pure poco simpatico, dal grembo di sua madre bella tenera un tempo, ma poi ...weiter

    Il messia arriva con il miracolo. Il miracolo è il messia, ma il messia viene da dentro di te. Da dentro quell'uomo semplice pure poco simpatico, dal grembo di sua madre bella tenera un tempo, ma poi trasformata dal disamore, viene da dentro la miseria. Il messia è tuo figlio trasformato dal dolore dalla sofferenza e dalla malattia.
    Mendel Singer l'uomo semplice che ha passato una vita intera a pregare perdendo tutto riconquista il dono della fede e la felicità solo dopo aver abbandonato dio. Il miracolo è compiuto, dopo la sofferenza e oltre la sofferenza arriva la gioia, vicino al momento di morire.
    Molte riflessioni accompagnano la lettura di questo piccolo e intensissimo romanzo e si fanno paragoni tra la vita di Mendel Singer e della sua famiglia e la nostra vita e la nostra famiglia e il moderno rifiuto della sofferenza e della pazienza. Ma nessun miracolo attende chi non è semplice come Giobbe e Mendel, perché nessuno può soffrire così tanto.

    gesagt am 

  • 5

    La canzone di Menuchim

    La storia di Mendel Singer è un mirabile capolavoro. Narra di un ebreo probo e devoto che, alla stregua del Giobbe biblico, viene colpito da una serie di terribili sventure. Questo carico insopportabi ...weiter

    La storia di Mendel Singer è un mirabile capolavoro. Narra di un ebreo probo e devoto che, alla stregua del Giobbe biblico, viene colpito da una serie di terribili sventure. Questo carico insopportabile di drammi fa vacillare la sua fede, inducendolo a ribellarsi al potere divino che ha disegnato un destino così crudele e ingiusto nei suoi confronti.
    Ma arriverà la ricompensa più dolce e inaspettata, tanto commovente da suscitare le lacrime e l'immedesimazione più totale nel personaggio.

    gesagt am 

  • 5

    C’era una volta Giobbe. Egli era un uomo timorato di Dio ma perseguitato da Satana. La sua vita era costellata da perdite e dure prove, sembrava che qualunque cosa costruisse fosse destinata a crollar ...weiter

    C’era una volta Giobbe. Egli era un uomo timorato di Dio ma perseguitato da Satana. La sua vita era costellata da perdite e dure prove, sembrava che qualunque cosa costruisse fosse destinata a crollare...

    La nostra recensione su Inkbooks: http://www.inkbooks.it/?p=610

    gesagt am 

Sorting by