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Histórias de Cronópios e de Famas

Por

Editor: Civilização Brasileira

4.2
(1133)

Language:Português | Number of Páginas: 157 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , French , Spanish , Italian , German

Isbn-10: 852000203X | Isbn-13: 9788520002032 | Data de publicação: 

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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  • 5

    Un universo parallelo, una gamma di creazioni fantasiose e geniali che il talento narrativo di Cortàzar ha reso possibili grazie a questi racconti eccezionali. Abbandonate ogni vostro preconcetto, abb ...continuar

    Un universo parallelo, una gamma di creazioni fantasiose e geniali che il talento narrativo di Cortàzar ha reso possibili grazie a questi racconti eccezionali. Abbandonate ogni vostro preconcetto, abbattete tutti gli schemi mentali che possedete e immergetevi nel felice mondo dello scrittore argentino.
    La Terra non è un geoide, la forza di gravità non esiste, dopo l'1 viene il 3... accade di tutto, in queste storie. Buona lettura.

    dito em 

  • 4

    A un signore cadono a terra gli occhiali facendo un terribile rumore nell’andare a sbattere sul lastricato.
    Il signore si china più che afflitto perché le lenti costano carissime, ma scopre con stupor ...continuar

    A un signore cadono a terra gli occhiali facendo un terribile rumore nell’andare a sbattere sul lastricato.
    Il signore si china più che afflitto perché le lenti costano carissime, ma scopre con stupore che per un miracolo non si sono rotte.
    Adesso questo signore si sente profondamente riconoscente, e capisce che quanto è accaduto equivale a un amichevole ammonimento, per cui corre da un ottico e compera all’istante un astuccio in cuoio imbottito a doppia protezione per non farsi più venire il mal di cuore. Un’ora più tardi gli cade l’astuccio, e nel chinarsi per niente preoccupato scopre che gli occhiali sono andati in briciole. Al suddetto signore occorre un po’ di tempo per comprendere che i disegni della Provvidenza sono imperscrutabili, e che in realtà il miracolo è avvenuto ora.

    dito em 

  • 5

    La parola che trasforma

    "C'era una volta un cronopio piccoletto che cercava la chiave della porta di casa sul comodino, il comodino nella camera da letto, la camera da letto nella casa, la casa nella strada. Qui il cronopio ...continuar

    "C'era una volta un cronopio piccoletto che cercava la chiave della porta di casa sul comodino, il comodino nella camera da letto, la camera da letto nella casa, la casa nella strada. Qui il cronopio si fermava perché per uscire in strada aveva bisogno della chiave della porta di casa".

    Uno stregone dell'immaginazione, un mago dell'affabulazione, uno scatenato poeta del surreale e del possibile: tra queste estreme libertà e questi infiniti talenti si collocano la figura, la parola e il genio di Cortazar, inventore e creatore dei Cronopios e dei Famas: esseri immaginari eppure reali, perché composti del materiale umano più sostanzioso e resistente, quello dei sogni, dei respiri e dei pensieri. Tra le mille storie che si rispecchiano, queste creature selvatiche e irrazionali svolgono attività inusuali e sorprendenti, discorrono con allegria e progettano un universo abitato da orsi e da cammelli, fianco a fianco. Nei loro viaggi incontrano fenicotteri e tartarughe, enciclopedie e istruzioni, formiche e orologi; inventano insolite sinfonie, interrogano la notte per conoscere il destino del mondo e cantano le proprie esperienze per superare la paura del sole. Dormono, ridono e amano, nelle loro città di vetro, senza quiete ma pieni di speranze. Ingannano eserciti, fuggono dalle foreste, colorano le ombre e insegnano zoologia e botanica. Indecifrabili come antichi codici e molteplici come geografie del possibile, le loro vite incomprese si disegnano pagina per pagina e i loro rituali hanno sviluppi imprevisti come onde nel mare. Tutto per amore del racconto e della leggerezza, per il sapore di scrivere, in definitiva per sentire di avere vissuto fino in fondo, per davvero.

    dito em 

  • 3

    Ho avvicinato questo strano libro in occasione dell'anno cortazariano. Strano perché a me personalmente, per tutta la prima parte (con la fulgida eccezione del pezzo "Istruzioni per salire le scale") ...continuar

    Ho avvicinato questo strano libro in occasione dell'anno cortazariano. Strano perché a me personalmente, per tutta la prima parte (con la fulgida eccezione del pezzo "Istruzioni per salire le scale") ha restituito l'immagine di un autore arido e sopravvalutato. Con l'inizio degli irresistibili apologhi su Cronopios, Famas e Speranze la lettura ha cambiato spirito, ma un po' di diffidenza, alla fine, rimane.

    dito em 

  • 4

    Ma poi, ha davvero importanza essere l’uno o l’altro? Non è forse meglio, a rigor di logica, essere la fusione di entrambi, un mix curato e ben servito accompagnato da un vinello buono?

    http://justano ...continuar

    Ma poi, ha davvero importanza essere l’uno o l’altro? Non è forse meglio, a rigor di logica, essere la fusione di entrambi, un mix curato e ben servito accompagnato da un vinello buono?

    http://justanotherpoint.wordpress.com/2014/10/24/leggendo-69-cronopios-o-famas-ha-davvero-importanza/

    dito em 

  • 0

    Spesso cryptyco all'inverosimile; ironia tagliente, deontologica, la migliore. Sempre mondi ulteriori, virtuosismo rococò: favolette squisite, per carità, ma non dense (manca persino un autoreferenzia ...continuar

    Spesso cryptyco all'inverosimile; ironia tagliente, deontologica, la migliore. Sempre mondi ulteriori, virtuosismo rococò: favolette squisite, per carità, ma non dense (manca persino un autoreferenzialismo sofferto e simpatico), la quasi totale incomprensibilità delle storielle, talvolta, è un po' imbarazzante, ne soffre la GODURIA (si individuano tuttalpiù concetti vaghi, indefiniti, letterari...). Più belli i primi degli ultimi.

    dito em 

  • 5

    Veniamo subito al sodo!

    Devi dare un soprannome a una donna con i fianchi larghi. Scegline uno.
    A. Anfora Etrusca
    B. Culona
    C. Non do soprannomi

    Risposta A Sei un Fama. Ci sono tanti tanti tanti libri da leggere. Lascia ...continuar

    Devi dare un soprannome a una donna con i fianchi larghi. Scegline uno.
    A. Anfora Etrusca
    B. Culona
    C. Non do soprannomi

    Risposta A Sei un Fama. Ci sono tanti tanti tanti libri da leggere. Lascia perdere questo.
    Risposta B Sei un Cronopio. Leggilo!
    Risposta C Sei una Speranza. Se ti dovesse capitare di leggere questo libro sarà l'umore del momento a determinare se sarà UN oppure IL libro (in questo caso ti consiglio di leggerlo quando sei stufo della routine di tutti i giorni; quando quel "faccio e dico quello che gli si aspettano" ti fa venire l'orticaria; quando, mentre balli - e in modo buffo, cadi e invece di guardarti attorno per vedere come reagiscono i presenti, continui a ballare da seduto o sdraiato seguendo il ritmo della musica -min 2,35 del video)

    http://www.youtube.com/watch?v=Qg44qKSbsdQ

    dito em 

  • 4

    Roma mi ha scritto una cosa curiosa. Mi ha scritto che la sua fissa di stare sotto i cavalcavia sta peggiorando ma che ha capito perché, e mi ha detto, ti chiamo e ti spiego. Io lavoravo a un piccolo ...continuar

    Roma mi ha scritto una cosa curiosa. Mi ha scritto che la sua fissa di stare sotto i cavalcavia sta peggiorando ma che ha capito perché, e mi ha detto, ti chiamo e ti spiego. Io lavoravo a un piccolo tema musicale per una città fantasma. Mi immaginavo una città al tramonto. Ci sono molte persone che camminano e sento il tonfo dei passi. Qualcuno si ferma a parlare con qualcun altro ma io non riesco a notare la differenza. Sento che si salutano a voce alta e la bocca si spalanca e a rallentatore. Vedo tavoli ovunque, bassi, alti, alcuni che non sembrano neanche tavoli solo una linea orizzontale poggiata su due linee verticali. Vedo sedie di metallo, cigolano fuori dalle vetrate dei negozi in cui non distinguo i manichini dai clienti. Arriva un treno dal nulla e rallenta e frena con un tonfo prolungato. Dalla cabina esce il conducente con un violino e comincia a suonare qualcosa. Le persone si voltano lentamente verso di lui e con passo lento vanno a mettersi tutte sotto i tavoli. Una volta sotto i tavoli li vedo ordinare caffè, prendere da mangiare. I camerieri con i vassoi escono lentamente dai ristoranti, danno una sbirciata sul piano del tavolo e se il numero corrisponde si piegano sulle gambe e passano l'ordine ai clienti. Il violinista conducente smette di suonare e va verso il ristorante più bello, dove tutti i camerieri sono immobili, impettiti, rasati. Appena lui si avvicina tutti insieme accennano un piccolo inchino e quello vestito meglio gli indica un tavolo libero. Il violinista conducente ricambia l'inchino, si piega sulle gambe e si siede sotto il tavolo. Cazzo, mi fa Roma da Skype, hai capito che t'ho detto?, no non ho capito, ho risposto io, scusa stavo cercando di pensare a un posto per questo tema musicale, rompi sempre il cazzo nei momenti sbagliati. Dai su, ha detto lui, non te la prendere, che pezzo è?, niente, ho detto io, fa niente una specie di tema per un treno fantasma. Quanto di danno per questo?, ha chiesto lui, fatti i cazzi tuoi, ho detto io, dimmi invece quello che non ho sentito. Niente di importante ma ho capito perché sono così strano. Impossibile, ho detto io. No no senti qua e dimmi se non è questa l'unica ragione possibile. Parlavo con mio zio l'altro giorno lo sono andato a trovare, dice Roma, e non so per quale motivo abbiamo cominciato a parlare di mamma e della famiglia e lo sai che mi ha detto?, mi ha detto che la mia bisnonna, cioè io non mi ricordo neanche che faccia ha la mia bisnonna, beh insomma questa vecchiaccia è stata lei a insegnarmi a sedermi, mi ha insegnato lei a usare una sedia e mi portava lei sul seggiolone i primi tempi perché i miei erano sempre via e lo sai dove mi metteva?, nella sacca di dietro mi metteva, sul sedile ci metteva la spesa. Quando la vecchiaccia è morta mio zio mi ha detto che per molto tempo non volevo andare sul seggiolone ma volevo andare sotto il seggiolone. Pop corn, ho detto io, e mi racconti di nuovo la storia, aspetta che li metto su. Dai, vai con questi cazzo di pop corn, chissà invece tu questa fissa dove l'hai presa.

    dito em 

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