Histoire d'O

Di

3.4
(970)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 174 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Svedese , Norvegese , Francese , Spagnolo , Finlandese , Portoghese , Olandese , Catalano

Isbn-10: A000071725 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giulia D'Angelo ; Contributi: Jean Paulhan

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo

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Descrizione del libro
Se c'è una parola che mi pervade l'animo quando penso a O, questa è pudore. Sarebbe troppo arduo motivarla. E quel vento che corre incessante, che attraversa tutte le stanze. Così soffia anche in O uno spirito, non saprei dir quale, sempre puro e violento, senza tregua, senza ombre. Uno spinto decisivo, che nulla può turbare, né i sospiri né gli orrori, né restasi né la nausea. V.Histoire d'Q, dall'inizio alla £mc, procede come un'azione travolgente. Evoca un discorso più che una mera effusione; una lettera più che un diario intimo. Ma a chi è indirizzata la lettera? E chi vuole persuadere il discorso? A chi domandarlo? Non so neppure chi ki sia. Che lei sia una donna, non lo dubito minimamente. Non tanto per i particolari che si compiace di descrivere: le vesti di smn verde, i corsetti, le gonne arrotolate più volte, .come un ricciolo su un bigodino». Ma per il fatto che O, ii giorno che René le infligge nuovi supplizi, mantiene una sufficiente pranza di spirito per osservare che le pantofole dell'amante sono sgualcite, bisognerà comperargliene di nuove. Ecco quel che mi sembra pressoché inconcepibile. Ecco quel che un uomo non avrebbe mai notato e, comunque, non avrebbe mai osato dire.Eppure O esprime, a suo modo, un ideale virile. Virile, o almeno mascolino. Finalmente una donna che lo confessa! Cosa confessa? Quel che le donne non hanno mai ammesso (oggi più che mai). Quello che gii uomini hanno sempre rimproverato loro: che sono schiave dei loro istinti; che in loro tutto è sesso, anche lo spirito. (Dalia scritto di Jean Paulhan)
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  • 4

    La verdad, no sé cuántas estrellas ponerle...

    Llegué a este libro por verdadera casualidad, recuerdo que hace un par de años en mi clase de Escritura de guión mi profesor habló sobre esta obra y sobre lo perturbante que podía ser para mí... Desde ...continua

    Llegué a este libro por verdadera casualidad, recuerdo que hace un par de años en mi clase de Escritura de guión mi profesor habló sobre esta obra y sobre lo perturbante que podía ser para mí... Desde ese día estuvo en mi lista de pendientes por leer, pero siempre le dí largas al asunto. Decidí leerlo ahora porque lo tenía a la mano cuando acabe la SAGA de Shadowhunters (bien extensa) y necesitaba leer algo corto, rápido, que no supusiera un esfuerzo ni un gran tiempo de mi parte... ¡Qué equivocación! Leer historia de O es, en sí mismo, un acto de valentía. *O al menos lo fue para mí.

    Estamos ante un gran libro erótico, sin nada del típico romanticismo que ha fracasado en trilogías como Cincuenta sombras de Gray. La historia de O no trata de justificar sadomasoquismo con amor. Es un retrato del sometimiento voluntario (y adictivo) de O. El personaje de O está tan definido y tan bien llevado que podemos entender el razonamiento a someterse de esa manera. De ahí el mérito de la autora y, además, la soltura con la que narra toda la historia es impactante.

    Sin duda mi reflexión final no es clara, es un libro arduo y difícil. No sé si me gustó o me perturbó lo suficiente como para desecharlo. Nada. Que me dejara de esta manera y, además, que lo haga un libro que fue escrito hace más de medio siglo es tremendamente meritorio. ¡Todos deben leerlo!

    ha scritto il 

  • 0

    Potrei passare sopra all'inizio in medias res in cui non si capisce una ceppa.
    Potrei passare sopra alla trama inesistente.
    Potrei passare sopra alla psicologia dei personaggi risibile, che porta indi ...continua

    Potrei passare sopra all'inizio in medias res in cui non si capisce una ceppa.
    Potrei passare sopra alla trama inesistente.
    Potrei passare sopra alla psicologia dei personaggi risibile, che porta indietro la condizione della donna di all'incirca mille anni.
    Potrei passare sopra tutto questo, se solo il romanzo fosse scritto decentemente e, soprattutto, le scene di sesso fossero eccitanti. Non lo sono, o meglio, lo sono se fare la coda alle poste vi attizza, perché il livello di erotismo dell'azione è più o meno lo stesso. Non capisco se la colpa sia dell'autrice o del traduttore, Andrea D'Anna, ma espressioni come "linguetta nascosta" sono la morte della libido. E se solo le descrizioni delle scene "d'azione" non fossero così goffe e incomprensibili...
    Farò finta di non aver mai letto questo romanzo.

    ha scritto il 

  • 1

    Il pregio di questo romanzo è di scrivere con molta classe una storia molto cruda e volgare. Non è proprio il mio genere, non mi appassiona e non mi tiene incollata alle pagine tant'è che ho fatica pa ...continua

    Il pregio di questo romanzo è di scrivere con molta classe una storia molto cruda e volgare. Non è proprio il mio genere, non mi appassiona e non mi tiene incollata alle pagine tant'è che ho fatica parecchio a finirlo

    ha scritto il 

  • 1

    Credo di essere basita. Più ci penso e meno capisco come possa essere possibile che questo romanzo (che da ciò che avevo letto sembrava essere il capolavoro dell'erotismo) sia così pessimo. L'ho trova ...continua

    Credo di essere basita. Più ci penso e meno capisco come possa essere possibile che questo romanzo (che da ciò che avevo letto sembrava essere il capolavoro dell'erotismo) sia così pessimo. L'ho trovato lento, lento, lento... a tratti lentissimo. Devo dire che mi ha parecchio annoiata. Probabilmente sto per dire una bestemmia agli occhi di chiunque ami leggere ma... ho, di gran lunga, preferito le 50 sfumature, almeno mi sono fatta quattro risate nel leggerlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi ha preso talmente tanto che in alcuni momenti mi è sembrato di poter addirittura sentire l'odore di O, della sua paura mista a desiderio.
    La parte che ho trovato più coinvolgente è quella in cui si ...continua

    Mi ha preso talmente tanto che in alcuni momenti mi è sembrato di poter addirittura sentire l'odore di O, della sua paura mista a desiderio.
    La parte che ho trovato più coinvolgente è quella in cui si inizia ad intravedere la "trasposizione" del suo amore dal giovane fidanzato all'uomo più maturo, sentimento che le donerà la vera consapevolezza della scelta di vita fatta.
    Quella di una schiava che in realtà rende gli uomini che la possiedono schiavi a loro volta.
    E' una delle molteplici manifestazioni dell'amore.
    Io la penso così, forse per questo ho apprezzato questo testo che definirei "Elegante".
    Non c'è volgarità, forse nemmeno vero e proprio erotismo.
    Io ho "toccato" sentimento, vero.
    Questo è.

    ha scritto il 

  • 3

    50 sfumature ..LEVATE

    Ho trovato questo libro erotico molto superiore a tante porcate che sono state pubblicate recentemente.
    Le parti erotiche sono descritte senza entrare nei dettagli in un gioco di ruolo (master/slave) ...continua

    Ho trovato questo libro erotico molto superiore a tante porcate che sono state pubblicate recentemente.
    Le parti erotiche sono descritte senza entrare nei dettagli in un gioco di ruolo (master/slave) che non è solo fisico ma anche psicologico. Non scade nel solito clichè de la bella che si sottomette al maschio alfa anzi , O pur essendo schiava a lei le fila del potere. Mi sarebbe piaciuto vedere una narrazione in prima persona così da approfondire meglio il personaggio di O e che cosa provava, le sue sensazioni ecc..il finale mi ha lasciato di stucco in quanto è incompleto e poteva essere fatto meglio ,.. al posto di scrivere una piccola nota ala fine poteva essere fatto qualche altro capitolo

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Tanto elegante all'inizio quanto smaronante alla fine.

    Ho visto il film per la prima volta qualche settimana fa. Non era poi male.
    Strano, ho pensato, il libro me lo ricordavo un po' una palla. Così l'ho riletto (approfittandone, perchè dovevo leggerlo co ...continua

    Ho visto il film per la prima volta qualche settimana fa. Non era poi male.
    Strano, ho pensato, il libro me lo ricordavo un po' una palla. Così l'ho riletto (approfittandone, perchè dovevo leggerlo comunque come "compito").

    E ok: è una palla. Una palla con una certa classe, certo, dato che qui il culo è sempre e solo "le terga" o "l'orifizio" o "il passaggio più stretto", ma pur sempre una palla.
    Peccato, perchè partiva bene e poteva evolversi meglio; ma è la storia del libro ad essere interessante: scritto sotto pseudonimo da una scrittrice francese per il suo amante, solo nel '94 si scoprirà il vero nome nascosto dietro a Pauline Réage.
    Il libro parte con un ritmo da fantasia arrapante per l'uomo che ami e finisce con la distruzione totale di una donna diventata una cosa che può essere prestata, ceduta o buttata via come un fazzolettino usato.
    La cosa importante però è il libero arbitrio: O non è costretta. Mai.

    "Egli (Renè) le disse innanzi tutto che non doveva credersi libera d'ora in poi. Beninteso, era libera di non amarlo più, e di lasciarlo immediatamente. Ma se lo amava, non era libera di nulla."

    Quindi è l'amore a renderla schiava. Fammi un po' pensare... quante volte succede?
    Quante volte ci facciamo marchiare come bestiame dalle persone che amiamo? La fede nuziale non è forse la stessa cosa?
    Dicevo, il passaggio del marchio a fuoco è fondamentale. Una volta che accetti quello, basta, non torni indietro.

    Ma torniamo al film.
    Nel film O incontra casualmente Pierre, il valletto di Roissy. In linea teorica dovrebbe concedersi come niente fosse, invece chiama Sir Stephen per chiedere il permesso. Permesso negato.
    Nel libro questo pezzo non c'è. Peccato, sarebbe stato uno spunto interessante.

    Nel film Jacqueline non è devastante come nel libro. Da quando il suo personaggio appare nella versione scritta, sale la noia e pure il nervoso. E' umiliante con la sua sola presenza.

    Nel film O viene amata dal suo secondo padrone, Sir Stephen. Alla fine lei gli chiede: "ma tu avresti sopportato tutto questo per me?" e lui risponde "credo di sì". A quel punto O prende un portasigarette rovente (dire "bocchino rovente" in un frangente del genere vi avrebbe fatto pensare male, ma proprio di un bocchino per sigaretta si tratta) e gli marchia un bel cerchio perfetto su una mano: O.
    Un bellissimo finale!

    Nel libro, invece, (almeno nella versione originale poi censurata, perchè fare un seguito, un Ritorno a Roissy, deve aver fatto gola all'editore) O si suicida chiedendo pure prima il permesso, che le viene accordato.

    Quindi due storie completamente diverse:
    nel libro troviamo una donna che si fa distruggere per amore, nel film troviamo una donna che riesce, sottomettendosi, ad arrivare al cuore dell'uomo che ama.

    Per una volta ho preferito il film.

    ha scritto il 

  • 4

    Per comprendere bisogna saper sognare

    http://www.sonosololibri.it/histoire-do-pauline-reage/

    Sebbene esista forse sin da prima degli antichi egizi, il genere erotico è da sempre stato un po’ bistrattato. Rilegato negli angolini delle libr ...continua

    http://www.sonosololibri.it/histoire-do-pauline-reage/

    Sebbene esista forse sin da prima degli antichi egizi, il genere erotico è da sempre stato un po’ bistrattato. Rilegato negli angolini delle librerie, risente del pudore dell’uomo moderno perché tocca argomenti privati che molti vedono come un tabù. Credo si tenda spesso a vedere la lettura di un libro erotico più come la ricerca di una cosa sporca che del suo valore letterario in sé. E in realtà credo che le cose siano vere entrambe, anche se in modi diversi. E’ ovvio che se si compra un libro erotico lo si fa per un motivo, ed il motivo è lo stesso che ci spinge a comprare un libro drammatico piuttosto che di fantascienza: la ricerca di determinate, particolari emozioni che troviamo solo, o principalmente, in quel particolare genere. E le emozioni che può dare un libro erotico sono, ancora ovviamente, strettamente connesse con quella sfera privata dell’eros e dell’eccitazione sessuale. Ma questo non vieta a tale libro di essere anche una grande opera letteraria, dove il nostro amore per la scrittura, il coinvolgimento della trama e la caratterizzazione dei personaggi si mischiano con quelle particolari emozioni.

    Capisco comunque che possa essere un genere che non piace, o al quale ci si avvicina con reticenza. Essendo un genere così strettamente personale inoltre, è facile comprendere che è quindi molto variabile da persona a persona, da un’epoca ad un’altra epoca, da un luogo del mondo all’altro: insomma se gli scritti del Marchese de Sade possono infiammare alcuni, possono benissimo lasciare altri di ghiaccio.

    Tutta questa premessa serviva a spiegare, forse a me più che a voi, il motivo della notevole discrepanza nei giudizi dei lettori che si sono avvicinati a questo libro. Leggendo le recensioni su Anobii infatti non è difficile notare che la maggior parte di esse ha il massimo o, al contrario, il minimo delle stelle. Insomma questo è a tutti gli effetti un di quei libri che, come si dice spesso, o lo ami o lo odi.
    Questo perché quella di O è una storia molto particolare, che si insinua non solo nell’erotismo, ma in un campo particolare di esso, quello del sado-maso, ormai forse sdoganato dall’enorme successo di 50 sfumature di grigio, che premetto di non aver letto, ma che so essere, dai racconti di coloro che l’hanno fatto, molto casto e, quasi sicuramente volutamente, ingenuo e a tratti superficiale sull’argomento. Quella di O è una storia scioccante, che indaga il meccanismo psicologico della sottomissione erotica come via per la liberazione della propria espressività e della propria personalità, e lo fa in maniera estrema.

    Quella di O non è però solo la storia di fruste e catene, e non è affatto quella di una ragazza ingenua che si lascia traviare da un ricco capriccioso che la porta a fare cose che non le appartengono. Di lei non sappiamo niente, né conosceremo il suo vero nome. Non sappiamo chi era prima, né come si sia innamorata di Renè, né che cosa l’abbia portata in quel taxi dove la troviamo all’inizio del libro, che la sta accompagnando al castello di Roissy dove lei verrà addestrata come schiava.
    Quella di O è la storia dell’amore all’ennesima potenza. Amore per il proprio amante, che O tenta di soddisfare assecondando la sua perversione, donandosi completamente a lui, e accettando tutto ciò che da questo deriva. Ma lo fa assecondando anche la sua stessa perversione, quella dell’essere schiava, conscia di ciò, assolutamente consapevole, e amata per questo. O non é una “vittima”, ma una persona che ha fatto una scelta consapevole da cui non vuole uscire. Ed è quindi, se vogliamo, una metafora dell’amore per sé stessi, dell’accettazione di ciò che si è e di ciò che si desidera.

    Continua su http://www.sonosololibri.it/histoire-do-pauline-reage/

    ha scritto il 

  • 3

    "Histoire d'O". Cedere il controllo.

    René deve rendere O una perfetta schiava in amore. E così, nel castello di Roissy, O riceverà la sua nuova educazione. Uno dei pilastri della letteratura erotica del Novecento.
    La recensione (di quest ...continua

    René deve rendere O una perfetta schiava in amore. E così, nel castello di Roissy, O riceverà la sua nuova educazione. Uno dei pilastri della letteratura erotica del Novecento.
    La recensione (di questo libro e di altri libri classici della letteratura erotica) continua sul canale youtube LaprospettivadellaRana a questo link:
    https://www.youtube.com/watch?v=uWE5YPRFLjk

    ha scritto il 

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