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Hitler

Una biografia

Di

Editore: Garzanti Libri

4.0
(119)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 984 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Svedese

Isbn-10: 8811678501 | Isbn-13: 9788811678502 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Francesco Saba Sardi

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Biography , History

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Descrizione del libro
La biografia hitleriana scritta da Fest è ormai un classico della storiografia contemporanea: pubblicata la prima volta nel 1973, tradotta in decine di lingue, diffusa in milioni di copie in tutto il mondo, resta l'opera di riferimento per chi voglia cercare di capire il "fenomeno Hitler". Con lucidità, riordinando una mole vastissima di materiali, Fest affronta la vita del dittatore partendo dalle sue umili origini e dalla sua insignificante giovinezza, e scioglie i nodi essenziali delle ragioni psicologiche che accompagnarono la sua ascesa e il suo trionfo fino agli ultimi, tragici anni,quando trascinò tutto il popolo tedesco nel suo delirio autodistruttivo.
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  • 4

    Affacciarsi sull'abisso (e non vedere nulla)

    Con Hitler: una biografia completo la mia piccola trilogia personale sul dittatore. Ho iniziato l’anno scorso con Hitler di Giuseppe Genna, che ha esplorato il paradosso letterario di un uomo vuoto, u ...continua

    Con Hitler: una biografia completo la mia piccola trilogia personale sul dittatore. Ho iniziato l’anno scorso con Hitler di Giuseppe Genna, che ha esplorato il paradosso letterario di un uomo vuoto, un non-uomo, che a partire dal proprio deserto interiore, anzi, a partire dalla propria nullità interiore, sottrae senso a tutto ciò che lo circonda, fino a risucchiare mezzo mondo nel buco nero del suo animo.
    Poi sono passato a Lui è tornato di Timur Vermes, un libro leggero e divertente che si immagina il ritorno di Hitler in un mondo moderno: è sempre uguale a se stesso, dice le stesse cose e si comporta come ai suoi tempi, e la società in qualche modo ne subisce il fascino, seppure in modo profondamente diverso dalla prima volta. Hitler diventa comico, una star dei media, ma dietro la sfumatura giocosa si intravede l’inquietudine per una fascinazione che, in ogni caso, non passa mai. Due sfumature opposte, quindi, che però individuano uno fondo comune: un personaggio che sostanzialmente NON esiste, che non si basa su nessun nucleo, eppure affascina, rapisce chi lo incontra, lo riempie di un’oscura forza, permettendogli di fare ciò che non credeva di essere in grado di fare.
    I due libri mi avevano creato più problemi di quanti me ne avessero risolti. Ho deciso quindi di attaccare l’inquietante tomo di La Biblioteca di Repubblica. Inquietante per l’uniforme nero della copertina, per le 1100 e passa pagine. E anche per la quantità incredibili di errori, refusi, frasi tagliate, note che non rimandano a nulla, insomma, di disastri redazionali che il libro non si meriterebbe proprio. Un vero peccato, perché si tratta di errori così gravi che spesso distolgono l’attenzione del lettore. Ma non ci si può certo lasciare scoraggiare da queste pecche di fronte a un’opera così profonda. Il libro ripercorre tutta la vita del dittatore: giovane austriaco spiantato sogna di entrare in accademia come pittore. Sui suoi fogli, si esercita a disegnare costruzioni faraoniche, a immaginare intere città. Viene respinto dall’accademia. Cambia città, vive in una specie di ospizio per indigenti, è poco più di un barbone, è ridotto alla miseria. Non ha amici, non ha soldi, non ha prospettive. Nutre vaghi sogni di grandezza ispirati da Wagner. Non ha lavoro, non ne vuole uno. La prima guerra mondiale è il suo primo momento di risveglio – la distruzione e la catastrofe sono per lui la prima scintilla del fuoco, vede le potenzialità della tabula rasa, ne sente il fascino. La Germania post bellica è il suo palcoscenico ideale. La frustrazione, la rabbia della sconfitta, la povertà, la disperazione del popolo. Qui il giovane senza qualità e senza esperienze di nessun tipo (a parte quelle belliche) prospetta di conquistare il potere assoluto. Di sottomettere il mondo intero. Nelle prime riunioni del partito parla di fronte a poche decine di persone. Eppure il suo successo è travolgente. Ha già poche idee che non muterà più. Le ripete ossessivamente. La sua incapacità sociale è assoluta. Non riesce letteralmente a interagire con i suoi simili, nemmeno con le persone che conosce da più tempo. Non ha interessi, non si cura del mondo che ha intorno, se non nella prospettiva del dominio. Nelle pagine di Fest risuona l’eco della chiave di lettura di Genna: un uomo che non esiste, un antiuomo. Risplende e brilla solo quando parla alle folle. La folla è la sua amante, la sua donna, il suo obiettivo, il fondamento della sua vita. Ciò che dà senso alla mancanza di senso. Il futuro dittatore e la gente si completano: Hitler riesce a cancellare il passato di ogni uomo, lo spoglia delle sue opinioni, ne fa tabula rasa, proprio come la guerra è capace di fare con le nazioni, lo riempie del suo vuoto. I suoi seguaci sono riempiti di una misteriosa energia, una forza che li rende capaci di tutto. E questo perché l’uomo hitleriano non deve pensare, non deve informarsi, deve soltanto agire: diventa il braccio, mentre il condottiero è il cuore pulsante. Le parti più interessanti della biografia di Fest sono quelle in cui si indaga la filosofia del regime che va formandosi. Un’ideologia completamente ribaltata rispetto alle basi della democrazia. La libertà personale è una follia; l’uguaglianza degli uomini un abominio; la pace una debolezza; la guerra, l’unica vera prospettiva possibile. Hitler mostra quali risultati si possono ottenere, fondamentalmente, con una sola qualità: la capacità di affascinare le masse. Per il resto il dittatore può contare soltanto su una rozza ma incrollabile ideologia, su una grande capacità strategica e su una non disprezzabile abilità di esaminare la situazione da una prospettiva più ampia rispetto ai suoi rivali. Così spezza il blocco comunista, mette i nemici democratici l’uno contro l’altro. Tutti sono convinti di poterlo usare per i propri scopi: i capitani d’industria, gli alti papaveri della finanza, le personalità dello Stato. Tutti finiscono divorati dall’oscura forza dell’uomo che non esiste. I grigi sogni del ragazzino sembrano vicini a tramutarsi in realtà: i fogli su cui disegnava gigantesche architetture diventano adesso i progetti degli architetti. Per qualche anno pare che l’intera Europa sia sul punto di cadere nelle sue mani. Poi i suoi avversari di sempre, il comunismo e la democrazia, hanno la meglio su di lui. Un nemico contrario e molto simile a lui, Stalin, lo ricaccia via dall’Europa dell’Est, lo insegue fino a Berlino. Fino al colpo di pistola che libera il mondo dalla sua presenza. Il libro di Fest è molto accurato, un’ottima biografia che sa essere esauriente senza mai cadere nella noia; il campo di indagine è molto ampio, non si trascurano gli aspetti sociali ed economici, né quelli ideologici. Persino il deficitario lato umano di Hitler viene indagato con attenzione. Fest mostra come si fa una biografia: un lavoro di ricerca impressionante, uno sguardo che non ha paura di indagare, una curiosità sempre accesa e vasta.
    Eppure, paradossalmente, fallisce. 1100 pagine, e una vera spiegazione – non tanto del nazismo, ma proprio della persona Hitler – non arriva. L’uomo risulta inafferrabile.
    Un mistero che non si riesce nemmeno a scalfire.

    ha scritto il 

  • 5

    Meriterebbe una nuova traduzione al posto di questa, infelice, zeppa di refusi, errori ortografici, frasi maltradotte e zoppicanti.
    Al di là della forma, posso dire con una minima cognizione di causa, ...continua

    Meriterebbe una nuova traduzione al posto di questa, infelice, zeppa di refusi, errori ortografici, frasi maltradotte e zoppicanti.
    Al di là della forma, posso dire con una minima cognizione di causa, dopo tanti saggi sul nazismo letti negli anni, che questa è un'opera dotata di senso compiuto. Non si limita a formulare ipotesi, non si lascia affascinare dal morboso o dal pittoresco, ma come una biografia classica esamina la vita di un uomo formandone un ritratto d'insieme nel quale ogni azione ha una spiegazione logica. Il tutto con uno stile affascinante, avvolgente, denso e, va da sé, difficilissimo (sono circa mille pagine).
    Una lettura faticosa, insomma, ma inevitabile se ci si vuole fare un'idea del suo oggetto razionale e scevra di tante patologie che spesso avvolgono lo storico.

    ha scritto il 

  • 3

    Hitler: una biografia

    Completa ed esauriente questa biografia di Hitler. A tratti noioso, il libro di Fest non e' semplice da leggere. La tentazione di abbandonare la lettura e' forte, ma se si riesce ad arrivare alla fine ...continua

    Completa ed esauriente questa biografia di Hitler. A tratti noioso, il libro di Fest non e' semplice da leggere. La tentazione di abbandonare la lettura e' forte, ma se si riesce ad arrivare alla fine, la figura di Hitler appare delineata con molta chiarezza. voto 7/10

    ha scritto il 

  • 2

    Appassionata di Seconda Guerra mondiale

    Volevo finalmente capire Hitler. Invece prendo e abbandono spesso questo saggio scritto fitto fitto e complesso, ma non riesco a immergermi nella lettura.Speravo in una "biografia" che penetrasse le r ...continua

    Volevo finalmente capire Hitler. Invece prendo e abbandono spesso questo saggio scritto fitto fitto e complesso, ma non riesco a immergermi nella lettura.Speravo in una "biografia" che penetrasse le ragioni profonde dell'uomo, mentre ho trovato un libro di storia a livello universitario in cui la figura di Hitler è strettamente inserita nel contesto storico: insomma è noioso.

    ha scritto il 

  • 4

    La lettura di questo libro è a tratti terribile. Non perché sia lungo quasi mille e cento pagine in cui a volte le subordinate si accatastano implacabili; e neppure a causa dei numerosissimi errori di ...continua

    La lettura di questo libro è a tratti terribile. Non perché sia lungo quasi mille e cento pagine in cui a volte le subordinate si accatastano implacabili; e neppure a causa dei numerosissimi errori di stampa che, specie nella seconda metà, minano non solo l’ortografia ma pure la sintassi. Ciò che inquieta è il racconto di come un uomo con evidenti disturbi mentali riesca a conquistare il potere e il cuore di una nazione – per quanto questa possa essere malandata e alla ricerca di un futuro – senza che nessuno riesca a opporsi alla sua resistibile ascesa. Deciso a tutto, freddo nei momenti difficili, bravo a sfruttare le situazioni di difficoltà per rilanci a sorpresa, ma anche violento, misantropo e impenitente doppiogiochista, l’Uomo Nero del Novecento occidentale passa in neppure quindici anni dal niente al tutto, sfruttando le debolezze del sistema e l’aquescienza di troppi: è incredibile il numero di coloro che hanno pensato di potersi accordare con lui al fine di controllarlo, o magari di usarlo, e sono stati distrutti dal demone che avevano invocato. Il crollo è ancor più repentino dell’ascesa, in un delirio di onnipotenza favorito anche dai troppi servitori adulanti e segnato dalle terribili pagine, che tutti ben conosciamo, della Seconda Guerra Mondiale. Il racconto di Fest, risalente alla metà degli anni settanta e poi continuamente rivisto, è dettagliato, documentatissimo con citazioni che vanno dagli archivi del tempo alla memorialistica: l’autore cerca di raccontare l’uomo dietro alla maschera e per farlo analizza con precisione la società e gli esseri umani con cui interagisce. Il risultato è un libro non facile ma quanto mai necessario: per non dimenticare, specie in tempi di nuove fascinazioni per gli uomini forti e di spiccate personalizzazioni in politica.

    ha scritto il 

  • 4

    HITLER. UNA BIOGRAFIA

    Interessantissimo testo storico che descrive minuziosamente la figura di uno dei più grandi dittatori di tutti i tempi. Da notare che lo storico Fest, autore dell'opera, è il primo tedesco ad occupars ...continua

    Interessantissimo testo storico che descrive minuziosamente la figura di uno dei più grandi dittatori di tutti i tempi. Da notare che lo storico Fest, autore dell'opera, è il primo tedesco ad occuparsi, con una prospettiva decisamente più accreditata, del Fuehrer

    ha scritto il 

  • 0

    Illeggibile...

    Questo libro è scritto con un carattere tale da obbligare chiunque a leggerlo con una lente da telescopio! E' illeggibile nel senso proprio del termine. Le note alla fine dei primi capitoli non corris ...continua

    Questo libro è scritto con un carattere tale da obbligare chiunque a leggerlo con una lente da telescopio! E' illeggibile nel senso proprio del termine. Le note alla fine dei primi capitoli non corrispondono al numero indicato nel corpo del testo.

    ha scritto il