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Hjärtan i Atlantis

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Förlag: Bra Böcker

3.9
(3115)

Language:Svenska | Number of Pages: 499 | Format: Hardcover | På andra språk: (andra språk) English , Chi traditional , Italian , Spanish , French , Dutch , German , Russian , Greek , Chi simplified , Czech , Portuguese

Isbn-10: 9171337679 | Isbn-13: 9789171337672 | Publish date: 

Translator: John-Henri Holmberg

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Bokbeskrivning
Hjärtan i Atlantis är en roman som egentligen består av fem berättelser som alla har sina rötter i 60-talet och som befolkas av de ungdomar som fick sina liv präglade av Vietnam-kriget och det trauma som fortfarande ligger som ett öppet sår i det kollektiva amerikanska medvetandet. Här berättas om collegestudenter som med fruktan väntar på sina inkallelseorder, om återvändande soldater som rids av mardrömmar efter sina upplevelser i den vietnamesiska djungeln.
Sorting by
  • 4

    At his finest.

    A collection of connected short stories.

    "Low Men in Yellow Coats"
    "Hearts in Atlantis"
    "Blind Willie"
    "Why We're in Vietnam"
    "Heavenly Shades of Night Are Falling"

    sagt den 

  • 2

    Comme ci, Comme ça

    Che dire. Da appassionato della Serie della Torre Nera mi è piaciuto un sacco il primo racconto "Uomini bassi in soprabito giallo" con co-protagonista quel Ted Brautigan, frangitore, già incontrato nelle avventure del cavaliere Roland. Anche perché ambientato agli inizi degli anni 60, periodo in ...fortsätt

    Che dire. Da appassionato della Serie della Torre Nera mi è piaciuto un sacco il primo racconto "Uomini bassi in soprabito giallo" con co-protagonista quel Ted Brautigan, frangitore, già incontrato nelle avventure del cavaliere Roland. Anche perché ambientato agli inizi degli anni 60, periodo in cui King riesce a dare il massimo rievocando atmosfere nostalgiche che toccano alcune corde misteriose.
    I tre racconti centrali, sinceramente mi hanno annoiato e li ho portati a termine sono per dovere "figliare" nei confronti dell'autore.
    Resta poi l'ultimo racconto, rimando al primo, che conclude l'ideale anello che li collega tutti cinque.

    sagt den 

  • 4

    Guerras hay muchas, ha habido siempre y queda la desesperanzadora certeza de que siempre habrá. Existen bajo diversos lemas: la igualdad, la fraternidad, la justicia o la religión y siempre marcan el comienzo de un cambio. Pero, ¿qué sucede en la individualidad de las personas que participan en e ...fortsätt

    Guerras hay muchas, ha habido siempre y queda la desesperanzadora certeza de que siempre habrá. Existen bajo diversos lemas: la igualdad, la fraternidad, la justicia o la religión y siempre marcan el comienzo de un cambio. Pero, ¿qué sucede en la individualidad de las personas que participan en ellas? ¿Los que empuñan las armas, los que se defienden, los que protestan a favor y en contra? El análisis de Stephen King no pretende ser exhaustivo, pero no por eso deja de tocar las fibras humanas de aquellos que no hemos participado pero presenciamos guerras y conflictos todos los días.

    A través de cinco relatos presenciamos la vida como era antes, durante y después (si es que hay un después para los involucrados) de la guerra de Vietnam. La pérdida de la inocencia y de la esperanza, el conformismo, las consecuencias de nuestras propias decisiones, el poder y la voluntad de hacer algo bueno por los demás, de levantarse cuando se tiene la oportunidad, todos esos son temas que se analizan a través de cinco perspectivas diferentes, con prosa fluida pero capaz de crear la ilusión de una persona real al contarla.

    Algunos relatos me gustaron más que otros, pero evaluando el libro en su totalidad creo que es una obra completa, enriquecedora y que deja una reflexión importante en el lector, haya estado o no relacionado con Vietnam. Muy recomendado para aquellos que buscan algo más "realista", aquí no hay monstruos o seres fantásticos (al menos no al por mayor, como en otras obras del autor), los monstruos y también los ángeles somos nosotros.

    sagt den 

  • 4

    Viene presentato come una raccolta di cinque racconti, ma a me piace pensarli più (ed in effetti lo sono) come capitoli molto diversi tra loro, ma con elementi in comune che spaziano tra il 1960 ed il 1999. E' proprio ciò che li lega ad essere il punto di forza piuttosto che le trame singole di o ...fortsätt

    Viene presentato come una raccolta di cinque racconti, ma a me piace pensarli più (ed in effetti lo sono) come capitoli molto diversi tra loro, ma con elementi in comune che spaziano tra il 1960 ed il 1999. E' proprio ciò che li lega ad essere il punto di forza piuttosto che le trame singole di ogni episodio. In un certo senso abbiamo quel romanticismo struggente e malinconico che non guarda solo all'amore, ma forse soprattutto alla nostalgia delle vite passate. Il divenire adulti e guardare al passato con una sorta di rimpianto rassegnato, ma al tempo stesso vivere il presente e sperare nel futuro. Stephen King è bravo, e non lo fa solo qui, nel catturare momenti all'apparenza banali e trasformarli in periodi significanti ed indimenticabili, soprattutto quelli legati all'adolescenza ed alle prime amicizie. Il romanzo è abbastanza voluminoso, prolisso in alcune parti, avvincente quanto basta da affrontare la noia che purtroppo trasuda da alcune descrizioni estremamente capillari, ma la magia, il fato ed il destino che inevitabilmente si incrociano, mi hanno lasciato ad un passo dalla commozione.

    sagt den 

  • 3

    C'era una volta la guerra in Vietnam

    Raccolta di 5 racconti collegati ambientati tra il 1960 e il 1999, pervasi da cupi fantasmi e dall’ombra della guerra in Vietnam, che ha contribuito a cambiare la storia americana e non solo. Un percorso nostalgico dall’infanzia alle soglie della vecchiaia.
    1. Uomini bassi in soprabito gial ...fortsätt

    Raccolta di 5 racconti collegati ambientati tra il 1960 e il 1999, pervasi da cupi fantasmi e dall’ombra della guerra in Vietnam, che ha contribuito a cambiare la storia americana e non solo. Un percorso nostalgico dall’infanzia alle soglie della vecchiaia.
    1. Uomini bassi in soprabito giallo 2/5 Un ragazzino fa amicizia con uno strano vecchio. Viaggio d’iniziazione all’adolescenza, l’età in cui si abbandona l’innocenza dell’infanzia x la consapevolezza che nel mondo c’è il male e nella vita il dolore. Poi il racconto diventa l’ennesimo, confuso, noioso e prolisso trailer de “La torre nera”.
    2. Cuori in Atlantide 5/5 Un gruppo di studenti universitari del Maine trascura gli studi x dedicarsi ad un assurdo gioco di carte. Contestano la guerra in Vietnam e vivono i primi amori. Stupendo affresco del mondo universitario nel periodo che segnò un profondo cambiamento nella società e nel costume, in cui non posso non identificarmi. Furono gli anni dell’allontanamento dalla famiglia e dalle tradizioni bacchettone, delle manifestazioni studentesche, del libero amore e delle prime delusioni. Un lascito x le generazioni successive, ma con un retrogusto amaro, cinico e disilluso.
    3. Willie il cieco 3/5 Un reduce del Vietnam fanatico religioso è tormentato da sensi colpa x lontani atti di vigliaccheria e violenza, che espia con una demenziale tripla personalità. Solo King poteva rendere interessante una storia che sembra tratta dalle avventure di Mandrake.
    4. Perché siamo finiti in Vietnam 3/5 Un reduce è ossessionato dai ricordi della guerra e dai fantasmi del passato. Rimane intrappolato in un ingorgo stradale sotto una micidiale pioggia di oggetti casalinghi. Allucinazione o realtà? La guerra distrugge non solo nel fisico, ma anche nello spirito chi ha visto tanta morte.
    5. Scendono le celesti ombre della notte 3/5 Ritroviamo i protagonisti del primo racconto, adulti disillusi che hanno attraversato la vita ma ancora prigionieri dei ricordi.

    sagt den 

  • 5

    "Way down below the ocean where I wanna be, she may be" Atlantis, Donovan Leitch (1969)

    "Stephen King. Se c'è un autore che non ha bisogno di presentazioni, questo è Stephen King. Attualmente è il romanziere più popolare al mondo e forse quello di maggior successo negli Stati Uniti. Sebbene sia stato spesso etichettato come autore di genere, il suo straordinario talento supera i con ...fortsätt

    "Stephen King. Se c'è un autore che non ha bisogno di presentazioni, questo è Stephen King. Attualmente è il romanziere più popolare al mondo e forse quello di maggior successo negli Stati Uniti. Sebbene sia stato spesso etichettato come autore di genere, il suo straordinario talento supera i confini tematici: King è soprattutto un narratore magistrale."
    Faccio mie le parole della nota sull'autore, alla fine di "Cuori in Atlantide", perché sono molto simili a quelle che mi girano per la testa, ma non avrei saputo esprimerle meglio.

    Si sa, amo King, gli perdono i pochi passi falsi, mi inchino di fronte alla sua scrittura, quando produce libri come questo.
    Ho pianto, tantissimo, ma non un pianto da cuore tenero. Ho pianto perché ho letto la testimonianza di quello che è stato il crollo del sogno americano, marcito nel verde della guerra del Vietnam.
    Milioni di pagine sono state scritte e chilometri di pellicole sono state impresse per dire al mondo un'altra verità, quella di una Nazione che ha buttato via le vite di tanti suoi figli in una delle guerre più cruente, inutili, sanguinose che abbiano toccato la storia del mondo. Una guerra che, oltre ai 54.000 morti (pochi, vero? Ma basta essere stati a Washington e avere visto il "Vietnam War Memorial Wall", con tutti i nomi dei caduti incisi in oro nel marmo nero, per ricredersi sull'esiguità del numero) ha fatto milioni di vittime con un destino ancora più crudele della morte: i reduci, i "Veterani".
    1960, 1966,1983, 1999. Quattro capitoli-racconti, dove il tocco soprannaturale avvolge parzialmente solo gli anni iniziali. Le vite di bambini e adolescenti, diventati successivamente studenti universitari e poi soldati. E, infine, reduci. Ognuno di questi bambini porta una testimonianza delle ferite visibili e non, ognuno di essi si aggancia all'infanzia comune e vive la disillusione della vita adulta, stroncata fisicamente, a volte, moralmente, sempre, dall'esperienza comune di una "guerra in tempo di pace mondiale".
    Chi ha vissuto quegli anni qui, lontano dagli Stati Uniti e ancor più lontano dalla giungla Vietnamita ha avuto una parziale e falsata percezione dell'inferno.
    Questo libro ne spalanca le porte, vi immerge il lettore, gli apre gli occhi e gli fa domandare come sia possibile, come si possa desiderare, auspicare, invocare ancora una guerra, qualunque guerra, anche quella che a noi può sembrare l'unica soluzione in un momento storico difficile.

    "Nell'eloquenza, ritengo, la perfezione si raggiunge quasi sempre senza parole" (pag. 311)

    " - Tu fumi ancora?
    - Ho chiuso. L'anno scorso.
    - E' l'abitudine peggiore.
    - Per la verità io credo che l'abitudine peggiore sia vivere." (pag. 454)

    " E anche se abbiamo dimenticato la lingua che parlavamo in quegli anni - è perduta come i calzoni a zampa d'elefante, le camicie tinte in casa, le giacche alla Nehru e slogan come UCCIDERE IN NOME DELLA PACE E' COME SCOPARE IN NOME DELLA CASTITA' - ogni tanto riaffiora qualche parola. Informazioni, sapete. Informazioni. " (pag. 456)

    Da pagina 534 a pagina 536, per capire l'inimmaginabile.

    sagt den 

  • 4

    Piaccia o non piaccia, Stephen King è uno dei migliori narratori della nostra epoca.
    Cuori in Atlantide è una raccolta di 5 racconti, storicamente collocati tra il 1960 e il 2000, tutti collegati da un unico leit motiv che molti individuano nella guerra del Vietnam, a mio modesto avviso l'e ...fortsätt

    Piaccia o non piaccia, Stephen King è uno dei migliori narratori della nostra epoca.
    Cuori in Atlantide è una raccolta di 5 racconti, storicamente collocati tra il 1960 e il 2000, tutti collegati da un unico leit motiv che molti individuano nella guerra del Vietnam, a mio modesto avviso l'elemento di coesione è la perdita dell'innocenza, tema già caro a King, come dimostrato in Stand by me, da cui è stato tratto uno splendido film; un film è stato tratto anche da Cuori in Atlantide, la sceneggiatura è stata però appositamente rimaneggiata dall'autore per renderla probabilmente più idonea ad un pubblico cinematografico.
    In Cuori in Atlantide Stephen King racconta magistralmente quel passaggio dall'infanzia all'adolescenza e dall'adolescenza all'età adulta... per confluire poi nella fase della consapevolezza e nella rassegnazione di scelte e conseguenze fatte nella vita.
    Il finale è molto dolce e sfocia in un romanticismo privo però di aspetti melensi.
    A parte una piccola digressione al suo genere prediletto nel primo racconto, tutte le altre storie proseguono su un binario più realistico... si respira l'aria dei moti pacifisti nella seconda metà degli anni Sessanta ("L'università è sempre tempo di cambiamenti, immagino, l'ultima importante convulsione dell'infanzia, ma dubito che ci siano mai stati cambiamenti della magnitudine di quelli vissuti da coloro che furono studenti universitari alla fine degli anni Sessanta"), la realtà in taluni casi degradante dei reduci del Vietnam tra gli anni Ottanta e Novanta, la solitudine a cui la stessa Società americana ha finito per emarginarli, eppure alla fine ho respirato una ventata di ottimismo, perché il passato diventa solo una parte del proprio vissuto e davanti c'è tutto il resto ancora da scoprire, per chi saprà andare oltre.
    "Qualche volta leggi per il gusto della storia: non fare come quegli snob che si attaccano alla forma. Qualche volta leggi per il piacere delle parole: non fare come quei timorosi che hanno paura di non capire. Ma quando trovi un libro che ha insieme una bella storia e un bel linguaggio, tienilo a cuore"

    sagt den 

  • 4

    Cinque bellissimi racconti collegati tra loro a formare un unico bellissimo libro.
    Tutti i racconti (eccetto forse il primo, il mio preferito) non sembrano scritti da King. Forse solo io ho avuto quest'impressione, ma lo stile è completamente diverso dal solito King, sarà anche per la manca ...fortsätt

    Cinque bellissimi racconti collegati tra loro a formare un unico bellissimo libro.
    Tutti i racconti (eccetto forse il primo, il mio preferito) non sembrano scritti da King. Forse solo io ho avuto quest'impressione, ma lo stile è completamente diverso dal solito King, sarà anche per la mancanza del solito sovrannaturale o comunque delle solite scene "violente" (spero di essere riuscita a spiegarmi bene).
    In ogni caso è veramente un bel libro! Magari lo sconsiglio a chi è alle prime armi con questo fantastico scrittore ;)

    sagt den 

  • 0

    Secondo (e probabilmente ultimo) libro che (non) leggo di King.
    Sono 5 racconti che alla fine formano un unico romanzo, ma io non sono arrivata nemmeno a finire il primo.
    Non ho dato stelle, perchè il "noioso" non è contemplato, nei giudizi.

    sagt den 

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