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Ho danzato sulle rovine

By Milana Terloeva

(92)

| Others | 9788879728935

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Book Description

Il libro incomincia e finisce con l'annuncio di un ballo. Il primo fu annullato. Era il 1994: la guerra era arrivata anche a Orechovo, il paesino ceceno da cui proviene Milana Terloeva. Milana ha 27 anni e la sua storia ha del miracoloso. E' un mirac Continue

Il libro incomincia e finisce con l'annuncio di un ballo. Il primo fu annullato. Era il 1994: la guerra era arrivata anche a Orechovo, il paesino ceceno da cui proviene Milana Terloeva. Milana ha 27 anni e la sua storia ha del miracoloso. E' un miracolo che sia sopravvissuta a due guerre in Cecenia (1991-96 e dal '99) e ai raid in cui molti suoi parenti sono stati catturati. Il secondo ballo, invece, c'è stato. Era il 2006: dopo aver trascorso tre anni in Francia, Milana era appena tornata nel suo paese e ora danzava con le persone care, nonostante e oltre le sofferenze e i fantasmi del passato. Tra questi due episodi simbolici, ci sono dodici anni di violenze, che hanno messo a repentaglio la vita di Milana, fino a quando un'associazione non le ha proposto di andare a studiare a Parigi. Questo è ciò che racconta Milana in "Ho danzato sulle rovine", diario intimo e diario di guerra al tempo stesso, dove ritroviamo tutta la storia più recente della Cecenia martoriata. Milana narra la partenza precipitosa da Orechovo poco prima dell'arrivo dei carri armati russi, la vita nelle cantine di Groznyj, il suo bisogno di andare in università a dispetto dei rischi, la fuga in Inguscezia sotto i bombardamenti, l'euforia "fra le due guerre", i campi di filtraggio, le epurazioni, l'insperata partenza per Parigi, la scoperta dell'Occidente, il ritorno in Cecenia... Questa ragazza non ha conosciuto altro che la guerra, una guerra che i Paesi occidentali fingono di non vedere, e per rompere questo ignobile silenzio ha voluto scrivere un libro prima di tornare a vivere nella sua amata Cecenia e poter contribuire a dare una speranza di pace. "Ho danzato sulle rovine" è il racconto di un'esperienza eccezionale e la testimonianza pregnante di una giovane donna che ha soprattutto un desiderio: che il suo popolo possa esprimersi.

18 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Cecenia, questa sconosciuta

    Testimonianza assai interessante per sapere qualcosa di più di quanto accaduto in Cecenia negli anni '90 e nei primi anni del 2000. Facile da leggere, con capitoli brevi e in presa diretta.
    Come sempre, purtroppo, non è la prima tragedia e non sarà l ...(continue)

    Testimonianza assai interessante per sapere qualcosa di più di quanto accaduto in Cecenia negli anni '90 e nei primi anni del 2000. Facile da leggere, con capitoli brevi e in presa diretta.
    Come sempre, purtroppo, non è la prima tragedia e non sarà l'ultima, ma saperne qualcosa di più è già un piccolo miglioramento.

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    gio' said on Apr 14, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lo consiglio a chi vuole conoscere un po’ di più della Cecenia attraverso la testimonianza fresca di una ragazza di ventisette anni. Fa molto riflettere soprattutto per la vergogna che si prova quando ci si accorge di non sapere nulla della tragedia ...(continue)

    Lo consiglio a chi vuole conoscere un po’ di più della Cecenia attraverso la testimonianza fresca di una ragazza di ventisette anni. Fa molto riflettere soprattutto per la vergogna che si prova quando ci si accorge di non sapere nulla della tragedia che si svolge poco lontano da qui. Perché purtroppo la Cecenia è in Europa e non dall’altro capo del mondo. L’unica pecca è che la scrittrice tradisce una certa ingenuità facendo trasparire implicitamente una distinzione netta tra buoni e cattivi che purtroppo sappiamo non esiste nella realtà. L’unico momento in cui sembra vacillare questa sua visione è quando accenna alla tragedia di Beslan dove con rammarico ammette che da quel momento hanno perso la loro superiorità morale.

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    Lady86 said on Aug 18, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un diario di vita e di guerra, un ricco caleidoscopio di aneddoti sulla tragedia della Cecenia, con gli occhi di una protagonista

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    Federico Migliorati said on Jul 5, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    {Perché sono così?}

    p. 61

    "Tornato poi nel suo villaggio [...] trovò la sua saclia semidistrutta, il tetto sfondato, la porta e le colonnine della loggetta bruciate e l'interno tutto sottosopra. Il figlio [...] era morto e il suo cadavere era stato portato al tempio ...(continue)

    p. 61

    "Tornato poi nel suo villaggio [...] trovò la sua saclia semidistrutta, il tetto sfondato, la porta e le colonnine della loggetta bruciate e l'interno tutto sottosopra. Il figlio [...] era morto e il suo cadavere era stato portato al tempio [...]. La fontana era stata riempita di lerciume, evidentemente per impedire che vi si potesse attingere acqua. Anche la moschea era stata sporcata [...]. Il sentimento che provavano tutti [...] era più forte dell'odio".

    >>Sono tornata per la prima volta a Orekhovo il 7 ottobre 1996. Il mio villaggio non esisteva più. Al suo posto troneggiava un'orrenda montagna di macerie. [...]

    Fui sopraffatta dai medesimi sentimenti descritti un secolo prima dal genio di Tolstoj. Più che disprezzo o di odio, si trattava di stupore. Uno stupore che relegava i nostri oppressori nel nulla. Perché? Perché agiscono in questo modo? Perché sono così? [...]

    pp. 61-62
    ______________________

    La citazione che Milana trae da "Chadži Murat" di Tolstoj è azzeccatissima e condensa in poche righe quello che è un dramma lungo trecento anni, essendo nato con Caterina la Grande. Lo Stalinismo lo ha quindi esacerbato, mentre la Presidenza Putin gli ha dato pieno fulgore. [/ironia]

    La guerra in Iskeria continua a distruggere vite e soffocare sogni e identità, di fronte all'indifferenza del mondo. Perché i nostri "grandiosi" leader politici si incontrano sì, ma per bivaccare nelle ville in Sardegna o le residenze di campagna fuori Mosca, posare per le foto di rito e giocare agli amiconi, piuttosto che farsi un esame di coscienza e chiuderla lì con la pantomima.

    E dunque sta a dei cittadini semplici come Milana cercare di fare qualcosa per opporsi concretamente al degenerare degli eventi - creando un giornale indipendente come nel suo caso. Lasciandoci una testimonianza vivida e cruda come "Ho danzato sulle rovine".

    Milana ha solo due anni più di me e la mia speranza è che il suo splendido orgoglio di cecena, la sua caparbietà e il suo schierarsi con il proprio paese, non equivarrà, prima o poi, all'ennesima esecuzione sommaria e brutale come quelle riservate ad Anna Politkovskaja o, ancora più recentemente, a Natalia Estemirova.

    Perché è così che si fa, no? Si ha talmente tanta paura di quelli che come unica arma hanno la parola, che comportarsi da vigliacchi diventa l'unica strada perseguibile - per non far vacillare quel tanto amato e bramato potere centrale.

    Peccato solo che sia sporco di sangue - lercio. Assolutamente impossibile da mondare.

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    (♥) said on Aug 25, 2009 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Va letto: assolutamente.
    Splendido nella sua tragica semplicità.
    L'ennesima conferma che la Arendt aveva ragione nel parlare della "banalità del male".
    Alla fine dei conti sono gli stessi gesti, attegiamenti, odii che si ripetono: camb ...(continue)

    Va letto: assolutamente.
    Splendido nella sua tragica semplicità.
    L'ennesima conferma che la Arendt aveva ragione nel parlare della "banalità del male".
    Alla fine dei conti sono gli stessi gesti, attegiamenti, odii che si ripetono: cambiano i protagonisti ma nulla è diverso.

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    Spaziamente said on Apr 19, 2009 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (92)
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    • 4 stars
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  • Others
  • ISBN-10: 8879728938
  • ISBN-13: 9788879728935
  • Publisher: Corbaccio
  • Publish date: 2008-01-01
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