Ho sognato la cioccolata per anni

Di ,

Editore: Piemme

3.9
(894)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 210 | Formato: Altri

Isbn-10: 8838432856 | Isbn-13: 9788838432859 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Cesa Bianchi M. L.

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Paperback

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Trudi ha solo sedici anni quando viene deportata con la mamma nel campo diconcentramento di Stutthof. Questa è la sua storia, raccontata in primapersona: una storia di sofferenza, ma anche di coraggio, di incrollabilesperanza e di libertà.Età di lettura: da 10 anni.
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  • 5

    In questo libro l’autrice ci racconta la proprie tragiche esperienze negli anni del nazismo.

    Il libro si apre con l’arrivo al lager e con lo smistamento approssimativo da parte dei medici nazisti. A q ...continua

    In questo libro l’autrice ci racconta la proprie tragiche esperienze negli anni del nazismo.

    Il libro si apre con l’arrivo al lager e con lo smistamento approssimativo da parte dei medici nazisti. A quel tempo Trudi è una ragazzina in salute, seppur provata dagli eventi, e, pertanto, viene smistata tra coloro che sono costretti ai lavori forzati; la madre di Trudi appare, invece, una donna sofferente e incapace al lavoro e viene, quindi, destinata verso i forni crematori.

    Trudi è sconvolta da questa separazione, ha già dovuto subire l’uccisione del padre e di altri familiari, la segregazione al ghetto, le follie dei tedeschi che uccidono o salvano in base all’umore e non vuole separarsi dalla madre, assolutamente no!

    Rischiando di venire scoperta e destinata anche lei ai forni crematori, riesce ad intrufolarsi attraverso la rete che la separa dalla madre e, dopo uno scambio veloce dei vestiti, a tornare insieme a lei verso il medico per una seconda ispezione, alla quale miracolosamente riescono a passare indenni.

    Da quel momento inizia un tragico periodo caratterizzato dalla fame, dal freddo, dal dolore personale e di quello di chi le circonda, da un lavoro estenuante aggravato dalla debolezza fisica…

    Nonostante ciò Trudi non si perde mai d’animo, ma ammette lei stessa che la sua sopravvivenza e quella della madre è dovuta anche a parecchia fortuna, a Dio e al fatto di essere stata protetta da qualche gerarca. Per pietà? Per un attimo di debolezza? Per capriccio? Chissà!

    Dal campo di concentramento, per fortuna, Trudi e la madre riescono ad uscire vive, ma non è stato così per milioni di altre persone.

    Dopo la guerra Trudi non si sente più tedesca e, pur comprendendo razionalmente che non tutti i tedeschi sono uguali tra loro, non riesce più a considerare quella terra, la sua terra. Ed è così che decide di stabilirsi in Israele, dove prosegue nelle sue attività di aiuto nei confronti degli ebrei e dove non è più costretta a soffrire la fame e a sognare una tazza di cioccolata bollente.

    Non ci sono parole per commentare queste storie. Ognuna di esse contiene sempre qualche informazione in più che fa accapponare la pelle.

    Non si finisce mai d’imparare che la bestialità umana, spesso, non ha limiti.

    ha scritto il 

  • 0

    L'autrice,sopravvisuta agli orrori dell' olocausto,alla fine della guerra si è trasferita a Gerusalemme dove ha vissuto con la sua numerosa famiglia. Derubata della giovinezza, ha scelto di dedicarsi ...continua

    L'autrice,sopravvisuta agli orrori dell' olocausto,alla fine della guerra si è trasferita a Gerusalemme dove ha vissuto con la sua numerosa famiglia. Derubata della giovinezza, ha scelto di dedicarsi con tutte le sue forze ai bambini più poveri, di qualunque etnia e religione,fino alla sua morte,nel 2002.
    "Ho sognato la cioccolata per anni",il racconto della sua esperienza nei campi di concentramento,è stato tradotto in tutto il mondo,suscitando grande commozione. Il seguito della sua storia è narrato in "Da bambino ho fatto una promessa",sempre edito da Piemme. Trudi ha solo 16 anni quando viene rinchiusa in un campo di concentramento. Intorno a lai il desiderio di non cedere alla disperazione e di continuare a sognare. Questa è una storia di sofferenza,ma anche di coraggio,speranza e libertà. L'autrice inizia parlando di quando era sola con sua madre ad aspettare di sapere se fossero state nella fila che sarebbe sopravvissuta oppure nella fila che sarebbe morta di lì a poco. Il secondo argomento trattato nel testo è l'esilio nel ghetto per poi passare subito al campo di lavoro e dopo ancora al crematorio. Il quarto argomento è l'ospedale del campo che precede la liberazione e che fa tornare tutti alla vita normale; pur citando velocemente gli argomenti del testo,posso dire che l'autrice è stata molto brava a passare da un'argomento all'altro facendo emozionare chiunque legga questo libro.
    Sedici anni sono troppo pochi per conoscere gli orrori di un campo di sterminio,per sopportare il freddo e la fame,per ascoltare le atroci battute dei soldati,per vedre morire le persone accanto a te,per essere spinti sulla porta di un forno crematorio. Sembrerebbe impossibile trovare la forza di sopravvivere,di tirare avanti,di continuare a lavorare,a sperare,ad amare.
    Ma Trudi Birger ce l'ha fatta.
    Lei è stata prima rinchiusa nel campo di Kovno,per poi finire in quello di Stutthof. E' la storia di una figlia che rifiuta di salvarsi per non abbandonare la madre, perchè sa che solo da quel legame intenso e profondo potrà prendere la forza di continuare a sperare.
    Il momento che mi è piaciuto di più è alla fine, quando sia Trudi sia sua madre riescono finalmente ad arrivare in Israele dove vivranno tranquillamente ancora per molti anni.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho sognato la cioccolata per anni
    Trudi Birger
    Trudi è soltanto una bambina quando viene deportata nel ghetto
    Lontano da tutto quello che era la sua precedente vita, fatta di comodità e agiatezza.
    Qu ...continua

    Ho sognato la cioccolata per anni
    Trudi Birger
    Trudi è soltanto una bambina quando viene deportata nel ghetto
    Lontano da tutto quello che era la sua precedente vita, fatta di comodità e agiatezza.
    Questa situazione la mette a dura prova, deve imparare a stringere i denti e a non arrendersi per nessun motivo.
    La scrittrice, che poi è anche la protagonista, ci fa conoscere cosa è accaduto in uno dei periodi più neri della storia.
    L'olocausto non va dimenticato come tutti gli altri atti atroci della storia, dobbiamo trarre insegnamento dal passato e non nascondersi dietro il negazionismo.
    [...] ho anche scritto questo libro, perché voglio che la gente ricordi tutte le crudeltà che i nazisti hanno commesso nei confronti degli ebrei. (Trudi)
    Questo genere di letture non sono mai semplici, ma in questo caso è stato un doppio pugno nello stomaco perché trattasi di una storia vera, e scritto in prima persona.
    Che dirvi se non di leggerlo?
    Conoscere per non incappare negli stessi errori.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggetelo!

    E' solo uno dei libri più belli che abbia mai letto...sempre che si possa definire "bello" un libro che parla di Olocausto. E' la stessa Trudi a raccontarci la sua storia da quando da bambina viveva a ...continua

    E' solo uno dei libri più belli che abbia mai letto...sempre che si possa definire "bello" un libro che parla di Olocausto. E' la stessa Trudi a raccontarci la sua storia da quando da bambina viveva ancora con la famiglia a Francoforte, fino al ghetto e ai campi di concentramento. E' una storia di coraggio, di amore, di forza che non si può descrivere ne tantomeno riassumere in una recensione, è un libro che deve e ripeto deve essere letto. Personalmente la storia di Trudi mi ha toccata molto, la sera ho avuto anche difficoltà a prendere sonno per quello che avevo appena letto. E' davvero indescrivibile ciò che contengono quelle pagine, tra le tante cose mi resta ancora impressa la scena in cui vende l'orologio di gran valore di Benz per comprare quel poco di cibo, che altro aggiungere? E' una testimonianza molto forte e molto toccante.

    ha scritto il 

  • 5

    Deportazione degli ebrei. Narrazione della storia dell'autrice, all'epoca giovanissima ebrea, deportata, costretta a lavori sudici e a sofferenze ma sopravvissuta anche grazie al suo coraggio. Doveros ...continua

    Deportazione degli ebrei. Narrazione della storia dell'autrice, all'epoca giovanissima ebrea, deportata, costretta a lavori sudici e a sofferenze ma sopravvissuta anche grazie al suo coraggio. Doveroso leggere queste storie.

    ha scritto il 

  • 2

    Le due stelle naturalmente sono per l'autrice, perchè una tragedia come l'Olocausto non si può certo valutare con tale sistema. Così come non si può recensire il dolore e le atroci sofferenze che hann ...continua

    Le due stelle naturalmente sono per l'autrice, perchè una tragedia come l'Olocausto non si può certo valutare con tale sistema. Così come non si può recensire il dolore e le atroci sofferenze che hanno patito tutti gli Ebrei, sopravvissuti e non.
    Lo stile, la maniera di raccontare il dramma personale di questa scrittrice (se è stata veramente lei a scrivere il libro), è distaccato e freddo. Insomma non si sente la disperazione. I riferimenti (troppi) alla sua infanzia di bambina borghese e l'insistenza con cui parla del suo coraggio e forza d'animo che avrebbero poi salvato lei e la madre, sono quasi insopportabili. Lo stesso rapporto con la madre, nelle varie descrizioni, non risulta intenso. Naturalmente i paragoni con Levi e altri grandi scrittori ebrei sopravvissuti sono fuori luogo.

    ha scritto il 

  • 0

    La Birger ci ha dato una bella lezione di vita. La voglia di vivere, di essere felice, di scavalcare quei grigi cancelli di filo spinato e inseguere la terra di Israele, la terra di speranza. Lei ha s ...continua

    La Birger ci ha dato una bella lezione di vita. La voglia di vivere, di essere felice, di scavalcare quei grigi cancelli di filo spinato e inseguere la terra di Israele, la terra di speranza. Lei ha sempre creduto in un futuro, ha sempre voluto seguire il suo obbiettivo rappresentato da quel desiderio di cioccolata calda. La forza di Trudi brilla di coraggio e positività. Ha avuto la lucidità di badare a lei stessa e alla madre. E ne è uscita viva, forte.

    ha scritto il 

  • 2

    Se ne può fare buon uso

    Se ne può fare buon uso alla scuola media per il valore della testimonianza e per i capitoli finali sulla vita in Israele.
    La narrazione è piana e didascalica.

    ha scritto il 

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