Ho sognato la cioccolata per anni

Di

Editore: Piemme (Piemme pocket)

3.9
(890)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 223 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8838443661 | Isbn-13: 9788838443664 | Data di pubblicazione:  | Edizione 6

Traduttore: Cesa Bianchi M. L.

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Altri

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
La storia di una bambina che, dai tè danzanti di Francoforte, si ritrova rinchiusa nel ghetto di Kosvo prima di finire nel campo di concentramento di Stutthof. Una storia vera, di affetto e devozione. La prova d'amore di una figlia ragazzina, che nella grande tragedia dell'olocausto rifiuta di salvarsi per non abbandonare la madre, perché sa che solo da quel legame forte e profondo, indispensabile per entrambe, potrà attingere la forza per continuare a sperare anche quando, nuda e rasata, si vedrà spinta verso la bocca di un forno crematorio.
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  • 5

    Ho sognato la cioccolata per anni
    Trudi Birger
    Trudi è soltanto una bambina quando viene deportata nel ghetto
    Lontano da tutto quello che era la sua precedente vita, fatta di comodità e agiatezza.
    Qu ...continua

    Ho sognato la cioccolata per anni
    Trudi Birger
    Trudi è soltanto una bambina quando viene deportata nel ghetto
    Lontano da tutto quello che era la sua precedente vita, fatta di comodità e agiatezza.
    Questa situazione la mette a dura prova, deve imparare a stringere i denti e a non arrendersi per nessun motivo.
    La scrittrice, che poi è anche la protagonista, ci fa conoscere cosa è accaduto in uno dei periodi più neri della storia.
    L'olocausto non va dimenticato come tutti gli altri atti atroci della storia, dobbiamo trarre insegnamento dal passato e non nascondersi dietro il negazionismo.
    [...] ho anche scritto questo libro, perché voglio che la gente ricordi tutte le crudeltà che i nazisti hanno commesso nei confronti degli ebrei. (Trudi)
    Questo genere di letture non sono mai semplici, ma in questo caso è stato un doppio pugno nello stomaco perché trattasi di una storia vera, e scritto in prima persona.
    Che dirvi se non di leggerlo?
    Conoscere per non incappare negli stessi errori.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggetelo!

    E' solo uno dei libri più belli che abbia mai letto...sempre che si possa definire "bello" un libro che parla di Olocausto. E' la stessa Trudi a raccontarci la sua storia da quando da bambina viveva a ...continua

    E' solo uno dei libri più belli che abbia mai letto...sempre che si possa definire "bello" un libro che parla di Olocausto. E' la stessa Trudi a raccontarci la sua storia da quando da bambina viveva ancora con la famiglia a Francoforte, fino al ghetto e ai campi di concentramento. E' una storia di coraggio, di amore, di forza che non si può descrivere ne tantomeno riassumere in una recensione, è un libro che deve e ripeto deve essere letto. Personalmente la storia di Trudi mi ha toccata molto, la sera ho avuto anche difficoltà a prendere sonno per quello che avevo appena letto. E' davvero indescrivibile ciò che contengono quelle pagine, tra le tante cose mi resta ancora impressa la scena in cui vende l'orologio di gran valore di Benz per comprare quel poco di cibo, che altro aggiungere? E' una testimonianza molto forte e molto toccante.

    ha scritto il 

  • 5

    Deportazione degli ebrei. Narrazione della storia dell'autrice, all'epoca giovanissima ebrea, deportata, costretta a lavori sudici e a sofferenze ma sopravvissuta anche grazie al suo coraggio. Doveros ...continua

    Deportazione degli ebrei. Narrazione della storia dell'autrice, all'epoca giovanissima ebrea, deportata, costretta a lavori sudici e a sofferenze ma sopravvissuta anche grazie al suo coraggio. Doveroso leggere queste storie.

    ha scritto il 

  • 2

    Le due stelle naturalmente sono per l'autrice, perchè una tragedia come l'Olocausto non si può certo valutare con tale sistema. Così come non si può recensire il dolore e le atroci sofferenze che hann ...continua

    Le due stelle naturalmente sono per l'autrice, perchè una tragedia come l'Olocausto non si può certo valutare con tale sistema. Così come non si può recensire il dolore e le atroci sofferenze che hanno patito tutti gli Ebrei, sopravvissuti e non.
    Lo stile, la maniera di raccontare il dramma personale di questa scrittrice (se è stata veramente lei a scrivere il libro), è distaccato e freddo. Insomma non si sente la disperazione. I riferimenti (troppi) alla sua infanzia di bambina borghese e l'insistenza con cui parla del suo coraggio e forza d'animo che avrebbero poi salvato lei e la madre, sono quasi insopportabili. Lo stesso rapporto con la madre, nelle varie descrizioni, non risulta intenso. Naturalmente i paragoni con Levi e altri grandi scrittori ebrei sopravvissuti sono fuori luogo.

    ha scritto il 

  • 0

    La Birger ci ha dato una bella lezione di vita. La voglia di vivere, di essere felice, di scavalcare quei grigi cancelli di filo spinato e inseguere la terra di Israele, la terra di speranza. Lei ha s ...continua

    La Birger ci ha dato una bella lezione di vita. La voglia di vivere, di essere felice, di scavalcare quei grigi cancelli di filo spinato e inseguere la terra di Israele, la terra di speranza. Lei ha sempre creduto in un futuro, ha sempre voluto seguire il suo obbiettivo rappresentato da quel desiderio di cioccolata calda. La forza di Trudi brilla di coraggio e positività. Ha avuto la lucidità di badare a lei stessa e alla madre. E ne è uscita viva, forte.

    ha scritto il 

  • 2

    Se ne può fare buon uso

    Se ne può fare buon uso alla scuola media per il valore della testimonianza e per i capitoli finali sulla vita in Israele.
    La narrazione è piana e didascalica.

    ha scritto il 

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