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Ho sognato una banca

Dieci anni sulla strada di Banca Etica

Di

Editore: Feltrinelli

4.2
(21)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Altri

Isbn-10: 8807171872 | Isbn-13: 9788807171871 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Contributi: Mauro Meggiolaro ; Prefazione: Ilvo Diamanti ; Postfazione: Stefano Zamagni

Genere: Biography , Business & Economics , Political

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Descrizione del libro
Banca Etica. Una banca unica al mondo, nata dal basso su iniziativa di movimenti pacifisti e ambientalisti, botteghe del commercio equo e solidale e di migliaia di cittadini attivi. A dieci anni dalla partenza.il suo presidente e fondatore Fabio Salviato ne ripercorre la storia. Un racconto in prima persona che attraversa trent'anni di attivismo sociale, dagli scontri del '77 all'occupazione della base americana di Comiso, dal messaggio rivoluzionario del commercio equo agli anni novanta, con il boom del Terzo settore. Fino ai giorni nostri, quando il modello di Banca Etica è pronto per essere esportato in altri paesi europei. Il libro racconta anche una storia mai scritta: quella dei movimenti e delle reti cooperative che da decenni animano la coscienza critica dei cittadini europei. Lontani dai riflettori della politica-spettacolo e dai salotti buoni delle grandi famiglie dell'industria e della finanza, le cooperative, le associazioni e le organizzazioni non governative hanno saputo rispondere ai bisogni di milioni di persone, creando opportunità di lavoro e integrazione per giovani emarginati, disabili, disoccupati dalle regioni più isolate e depresse fino alle periferie infinite delle grandi città contemporanee. Il progetto di una nuova grande Banca Etica Europea viene accompagnato dalle voci di chi sta cercando di costruirla: gli steineriani francesi della finanziaria La Nef, i baschi del Mondragón, ma anche i palestinesi del Parc, che lottano per la difesa delle proprie terre.
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  • 4

    Non con i miei soldi

    Libro pieno di idee straordinarie, stimoli, ragionamenti, racconti, excursus storici, aneddoti gustosi. E anche molto ben scritto. Assai prima e assai oltre i dieci anni di Banca Etica, qui dentro c'è la storia di un'intera "meglio gioventù" cresciuta tra le parrocchie del Nordest, Taizé, ...continua

    Libro pieno di idee straordinarie, stimoli, ragionamenti, racconti, excursus storici, aneddoti gustosi. E anche molto ben scritto. Assai prima e assai oltre i dieci anni di Banca Etica, qui dentro c'è la storia di un'intera "meglio gioventù" cresciuta tra le parrocchie del Nordest, Taizé, l'America Latina e le grandi manifestazioni pacifiste (Comiso 1983). Una generazione che non ha mai abbandonato un'idea alta di giustizia sociale e l'ha pervicacemente perseguita prima inventandosi il commercio equo e solidale in Italia, poi agganciandolo ai primi esperimenti di finanza etica delle MAG per finire, infine, con lo sproposito della fondazione di una Banca.

    Libro pieno di energie positive e di ottimismo ("In trent'anni di attivismo mi sono reso conto che di impossibile c'è veramente ben poco". Salviato, p. 235), sempre all'ostinata ricerca di varchi e soluzioni propositive. Non si trova qui, occorre dire, grande spazio alle critiche, al dibattito che certamente deve esserci stato e che esiste. Si ritrovano invece molti dei protagonisti dei movimenti di questi ultimi anni, un lungo elenco di luoghi del mondo visitati e di relazioni intrecciate. La gente che si ostina a credere nell'esistenza e nel senso delle reti sociali anche al tempo della "società degli individui", a quanto pare, credendoci le crea (o, meglio, le catalizza).

    Libro pieno, infine, anche di analisi sociali estremamente lucide e interessanti [cfr. pp. 193-194], e quasi sempre più up-to-date di tanta letteratura sociologica paludata: qui non si fa dell'Accademia ma si tasta quotidianamente il polso alla società italiana, che in dieci anni si è vieppiù impoverita. Dal credito al Terzo Settore -all'epoca non bancabile- stiamo dunque via via passando al microcredito "à la Yunus" (con l'utilizzo di una sorta di Tobin tax). Ci sono anche storie poco conosciute e assai affascinanti: le prime banche rurali dell'800 (Raiffeisen), la matrice antroposofica di molte delle banche etiche europee, l'attivismo delle suore domenicane dell'Illinois attraverso l'azionariato attivo. C'è un parallelo ardito, ma delizioso, tra monaci cluniacensi e banchieri etici. E una lunga serie di preziosi spunti di lettura, per un argomento ancora tutto da esplorare. Entusiasmante: quattro stellette e mezzo.

    ha scritto il 

  • 0

    Incontro con Fabio Silva - Verbania 21 marzo 2012

    Mission


    “Come risparmiatori dobbiamo essere consapevoli delle conseguenze che l’uso del nostro denaro può comportare e riaffermare l’importanza dei valori e dell’etica nella gestione del denaro” (Dal Manifesto politico-strategico di Banca Etica)


    Nell’ambito degli appuntamenti organi ...continua

    Mission

    “Come risparmiatori dobbiamo essere consapevoli delle conseguenze che l’uso del nostro denaro può comportare e riaffermare l’importanza dei valori e dell’etica nella gestione del denaro” (Dal Manifesto politico-strategico di Banca Etica)

    Nell’ambito degli appuntamenti organizzati dal gruppo ecologista, si è svolto il 21 marzo scorso a Verbania, l’incontro “Finanza Speculativa e Finanza Etica – Per vederci chiaro nella nebbia della finanza”, con Fabio Silva (Presidente della vigilanza di Banca Popolare Etica e Vicepresidente della Società Popolare Etica Svizzera).

    Silva ha esordito leggendo una parte dello statuto della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde (Cariplo) fondata nel 1823, che spiegava come la Cassa di Risparmio sia nata per svolgere simultaneamente attività di credito e di beneficenza, con la missione di sostenere l’economia del territorio lombardo e la crescita sociale e culturale della comunità (ideali, valori, persone).

    Valori che, secondo il relatore, il sistema bancario in generale ha perso per strada.

    Ha poi proseguito con un approfondimento sull’attuale crisi mondiale che stiamo vivendo, ormai dal 2007.

    Per Silva, quattro sono state le cause della crisi:

    30 anni di neo liberismo protrattosi in modo molto evidente: siamo arrivati ad avere transazioni finanziarie pari a 3.000 miliardi di dollari al giorno, laddove il commercio mondiale vale 10.000 miliardi l’anno.

    il continuo processo d’indebitamento, sia istituzionale sia individuale, legato alla spinta sempre più forte verso un consumismo superfluo, l’indebitamento figlio del concetto del “devo avere tutto” (nei testi di economia scolastica e di formazione si parlava di beni primari e beni secondari).

    l’estrema finanziarizzazione dell’economia reale (casi Cirio, Parmalat etc.) dove l’imprenditore vuole passare dal guadagno con la “fatica” della produzione di beni tangibili, alla velocità del guadagno facile grazie alle operazioni finanziarie – si noti nello specifico che le transazioni finanziarie sono passate a rappresentare il 109% della ricchezza totale mondiale del 1980 al 316% 2005 (qui ha lamentato ancora la mancata introduzione della Tobin Tax – la “minuscola” tassa sulle transazioni finanziarie).

    gli squilibri internazionali dei paesi ricchi (USA, EU e Giappone) e poveri: nel sistema finanziario attuale per dare comodità e privilegi ai residenti nei paesi ricchi è necessario avere di contro enormi sacche di povertà.
    Ha poi elencato gli strumenti della devastazione finanziaria mondiale, con focus sull’Italia:

    Riciclaggio: Italia è la quarta “lavanderia” del mondo (qui il relatore ha spiegato come il termine lavanderia sia nato dai tempi di Al Capone: quest’ultimo infatti era proprietario di lavanderie, attività nelle quali veniva per l’appunto “lavato” il denaro sporco proveniente dalle attività criminali della sua organizzazione).

    Corruzione: da diverse ricerche relative a quasi tutti i paesi del mondo, emerge che in fatto di corruzione “percepita” l’Italia è più vicina ai paesi emergenti che non a quelli Ocse. Infatti, i grandi numeri italiani legati a questo fenomeno, che è uno dei principali ostacoli allo sviluppo economico dei paesi, pongono l’Italia al 69° posto al mondo, al 4° posto in Europa.

    Finanza nera: derivati e altri artifizi del mercato finanziario.

    In chiusura, e prima di rispondere alle tante domande poste dal pubblico, ha raccontato la storia di Banca Popolare Etica, della quale egli è stato socio fondatore nel 1999 e quindi ha proposto varie possibilità di realizzare una finanza etica, seppure pochi siano i mezzi a disposizione.

    Infatti la Banca Popolare Etica, che è una banca a tutti gli effetti, conta solo sedici filiali sul territorio italiano e una rete di promotori finanziari ai quali ci si può rivolgere anche per investire somme di denaro, grazie a Etica Sgr, la società di gestione del risparmio. Di quest’ultima vi riporto l’art.5 dello Statuto che recita: “….Etica sgr si propone di rappresentare i valori della finanza etica nei mercati e di sensibilizzare il pubblico nei confronti degli investimenti socialmente responsabili e della responsabilità sociale d’impresa. L’attività della Società è improntata alla massima trasparenza”

    Alessandro Gaetani

    ha scritto il 

  • 5

    Una bella realtà italiana.

    Il libro racconta la nascita di Banca Etica. Diversi fatti e misfatti. Gli ideali, i motivi, le difficoltà, tutto su Banca Etica.
    Bellissimo il passo di pagina 46: si parla del "Paradosso di Easterlin". Brevemente è uno studio che dimostra come la felicità non è proporzionale al PIL di un P ...continua

    Il libro racconta la nascita di Banca Etica. Diversi fatti e misfatti. Gli ideali, i motivi, le difficoltà, tutto su Banca Etica.
    Bellissimo il passo di pagina 46: si parla del "Paradosso di Easterlin". Brevemente è uno studio che dimostra come la felicità non è proporzionale al PIL di un Paese. E' un argomento molto interessante e ripreso in maniera molto lineare e semplice nel libro. Dovrebbe essere motivo di riflessione.
    Riguardo invece ai fatti di Banca Etica, si può dire che nasce sicuramente per volontà e intraprendenza di alcune persone mosse da grandissima passione. Tanto da aver rischiato la certezza del proprio lavoro e della propria vita pur di raggiungere quel che si voleva. Un grande esempio italiano. Forse ancor poco conosciuto. Volendo essere pignoli si può dire che nulla sarebbe sorto se non ci fossero stati quanti tanti colpi fortunati, di appoggio, di amicizie, di supporto tipici in Italia. E mi riferisco all'aver un amico che conosce questa persona che lavora in quel posto e che può farci quel favore...o a colpi di fortuna di altro tipo.
    Infine un sincero in bocca al lupo ai suoi fondatori e alle persone che portano avanti questi ideali. Esempi di etica e passione.

    ha scritto il 

  • 5

    Non lasciamo riposare i nostri sogni

    Le letture di una matricola di Filosofia mi fanno incontrare la crematistica di Aristotele mentre sto leggendo il libro di Fabio Salviato e Mauro Meggiolaro “Ho sognato una banca”. Diceva il filosofo che lo scopo ultimo di una sana economia è quello di soddisfare bisogni reali e naturali e non di ...continua

    Le letture di una matricola di Filosofia mi fanno incontrare la crematistica di Aristotele mentre sto leggendo il libro di Fabio Salviato e Mauro Meggiolaro “Ho sognato una banca”. Diceva il filosofo che lo scopo ultimo di una sana economia è quello di soddisfare bisogni reali e naturali e non di accumulare ricchezza, scambiando ciò che è un mezzo con un fine e capovolgendo il senso del vivere.
    Fabio Salviato non lo cita ma quel filosofo potrebbe accampare un antico – duemilatrecento anni – diritto di paternità sui principi fondativi di Banca Etica. Questo libro li rappresenta tutti, inserendoli in una storia che a tratti appare incredibile. E’ una storia contemporanea, quasi una narrazione collettiva.
    Narra dell’avventuroso viaggio tra i villaggi inuit del polo Nord a portare concretezza al progetto - già coltivato con ostinazione da genti più cocciute che isolate - di una banca etica e solidale che desse sostegno alle fatiche di più di tremila abitanti. Oggi quella banca è un’utopia concreta e una leva dello sviluppo locale.
    Narra di un viaggio in Honduras a incontrare una cooperativa di cafetaleros spremuti da speculatori del commercio del caffé. Sarà questo l’episodio – era il 1992 – che, come una batteria, farà partire il primo motore della macchina organizzativa di Banca Etica, dando significato e forma a parole come fiducia, credito, rete, responsabilità e bisogni. Sì, proprio i bisogni reali e naturali di cui parlava il filosofo. Perché una tazzina di caffé può cambiare il mondo e oggi la Central de Cooperativas Cafetaleros de Honduras è la più grande – 62 cooperative – associazione di cafetaleros del paese.
    Narra ancora di come la regola classica delle tre P (padrino, padrone, partito), fino ad allora fondamenta del sistema bancario italiano e percorso obbligato per chi volesse fondare una nuova banca, venisse riletta adottando tre P diverse: partecipazione, pacifismo, perseveranza. "La mia banca è differente", ora si può dire, seriamente. Non s’è mai vista una banca senza padroni. Ora c’è.
    Un libro di “economia narrativa”, economia civile e delle relazioni di fiducia. Dove l’economia delle reti viene prima dell’economia dei numeri e dei PIL. Poiché dietro i numeri sempre ci sono persone. Diceva mio nonno, con ironia contadina, che “il vino si può fare anche con l’uva, non solo con le cartine o il sangue di bue”. Allo stesso modo diciamo che si può fare una banca dando credito alle relazioni di fiducia e non solo con le speculazioni finanziarie.
    Fabio Salviato, che non pare estraneo a quella saggezza contadina, ci mostra come sia possibile realizzare i propri sogni quando sono allacciati alla rete diffusa dei sogni comuni e ci invita a disfarci dell'illusione di cambiare il mondo nel tempo libero: è il mondo occupato, la nostra vita, che dobbiamo cambiare. Non possiamo permetterci il lusso di lasciar riposare i nostri sogni.
    Una lettura confortante per chi avverte il bisogno di una boccata d’ossigeno, per chi non vuole essere travolto dall'apatia, per chi vuole continuare a credere nei propri sogni e perseguirne ostinatamente la realizzazione. E quel lettore che in un libro cerca solo una storia avvincente stia tranquillo, qui c’è.

    ha scritto il 

  • 5

    Sara suggerisce...

    La storia delle reti e dei movimenti che hanno trasformato il sogno di una banca che promuove la pace, l'ambiente e la società civile in una realtà unica al mondo. Finanziamenti che rendono possibili le coltivazioni dei terreni sotratti alla mafia, il recupero di aree naturali protette, la conver ...continua

    La storia delle reti e dei movimenti che hanno trasformato il sogno di una banca che promuove la pace, l'ambiente e la società civile in una realtà unica al mondo. Finanziamenti che rendono possibili le coltivazioni dei terreni sotratti alla mafia, il recupero di aree naturali protette, la conversione biologica di fattorie abbandonate, l'installazione di pannelli solari sul tetto di casa o la ristrutturazione di immobili con le techiche della bioedilizia.

    ha scritto il