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Ho un castello nel cuore

Di

Editore: Rizzoli

3.9
(197)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 516 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Olandese , Giapponese

Isbn-10: 8817024201 | Isbn-13: 9788817024204 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Beatrice Masini ; Illustrazione di copertina: Erica Heitman-Ford

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Cassandra ha diciassette anni e da grande farà la scrittrice. Intanto si esercita tenendo un diario, custode dei segreti di una famiglia stravagante. I Mortmain vivono in un incantevole castello in rovina. Sono praticamente sul lastrico. II padre è un eccentrico scrittore in crisi d'ispirazione, sposato in seconde nozze con Topaz, modella che ha la passione del nudismo. Rose, sorella grande di Cass, è molto bella e molto decisa a sposare un uomo ricco. Poi ci sono i ragazzi: Thomas, il fratello piccolo, e Stephen, il bellissimo figlio della governante, innamorato di Cass. La vita dei Mortmain cambia per sempre all'arrivo dei vicini di casa, che sono anche i proprietari del castello: americani, ricchissimi, allegrissimi. Per Rose è un'occasione da non perdere; per Cass è l'inizio di una straordinaria avventura di sentimenti nient'affatto ragionevoli... Età di lettura: da 12 anni.
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  • 3

    Inconcludente, freddo e prolisso

    La sensazione è che questo libro duri un'eternità, non tanto perché sia noioso o difficile, ma perché il numero di pagine è enormemente sproporzionato rispetto alla quantità e qualità degli eventi. Tutto è un'occasione sprecata, dalle innumerevoli sottotrame tutte incompiute alla protagonista, ch ...continua

    La sensazione è che questo libro duri un'eternità, non tanto perché sia noioso o difficile, ma perché il numero di pagine è enormemente sproporzionato rispetto alla quantità e qualità degli eventi. Tutto è un'occasione sprecata, dalle innumerevoli sottotrame tutte incompiute alla protagonista, che all'inizio sembra la solita ragazza intelligente del romanzo inglese classico, una che vuole vivere di avventure. Poi ti rendi conto che vuole fare la scrittrice, ma nomina tipo due libri in tutta la storia, non dice granché sullo scrivere o sui suoi piani per il futuro (non avendone...), e la cosa di gran lunga più importante è "trovare un marito ricco dalle nebulose tendenze intellettuali". Mentre l'unico personaggio che mostra applicazione costante in attività artistiche o intellettuali viene bidonato perché non abbastanza fuffos-EHM-affascinante. Bello il ritratto del padre creativo bloccato e inconcludente, ma non si vede il bisogno di trascinarlo per tutta la durata del libro. E poi pippe moderniste sulla letteratura, descrizioni infinite e alquanto tediose della campagna inglese e del castello, la psicoanalisi, persone che si amano ma non troppo. Avrei sopportato di buon grado se ci fosse stato almeno un finale che... finisca qualcosa. Ma così non è, quindi alla fine del libro è rimasto solo l'eco dei miei poderosi sbadigli.

    ha scritto il 

  • 2

    Che peccato! Mi aspettavo moltissimo da questo libro, visto i voti alti qui su anobii e invece... Ho fatto una fatica pazzesca a finirlo e mi è sembrato un po' insipido, senza quell'English humor che mi aspettavo di trovare. Dopo 500 pagine di lettura, mi è rimasto poco e niente.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho un libro nel cuore

    «This book has one of the most charismatic narrators I've ever met.» -
    J.K. Rowling

    Era tanto che questo libro mi chiamava a gran voce dallo scaffale della biblioteca - qualsiasi cosa abbia a che fare con la campagna inglese mi attrae irresistibilmente, non posso farci niente ...continua

    «This book has one of the most charismatic narrators I've ever met.» -
    J.K. Rowling

    Era tanto che questo libro mi chiamava a gran voce dallo scaffale della biblioteca - qualsiasi cosa abbia a che fare con la campagna inglese mi attrae irresistibilmente, non posso farci niente - ma ho sempre resistito, fino a quando non ho letto l'incipit, a quel punto sono stata sua:

    «Scrivo seduta nel lavandino della cucina. O meglio, i miei piedi sono dentro il lavandino; il resto è sullo sgocciolatoio, che ho foderato con la coperta del cane e il copriteiera. Non posso dire di stare proprio comoda, e c'è un odore deprimente di sapone fenico, ma questa è la sola parte della cucina in cui entra ancora la luce del giorno.»

    Ambientato negli anni '30, in Inghilterra, parla di una pazza, sgangherata, poverissima, romantica famiglia che vive in un magnifico castello medievale. La voce narrante, Cassandra, è la protagonista perfetta per questo glorioso romanzo - appassionata e passionale, ingenua ma disincantata - il genere di persona così piena di deliziosi difetti, tutti mostrati con meravigliosa spontaneità, da sembrare perfetta.
    Verrebbe da dire che si tratta di una storia d'amore, ma sarebbe molto riduttivo: è anche un romanzo di formazione, una saga famigliare, una deliziosa commedia, una dichiarazione d'amore per un Paese (la Smith, tra l'altro autrice de La carica dei 101, - che sicuramente leggerò ora che so di cosa è capace - inglese, ha iniziato a scrivere questo libro spinta dalla nostaglia per il suo paese, dopo essersi trasferita in America con il marito).
    Da noi pressappoco sconosciuto (e svalutato da titolo e cover troppo infantili), in Inghliterra è considerato - a ragione - un classico della letteratura femminile, spesso paragonato ai lavori della Austen.
    Sarà anche un luogo comune, ma, davvero, avrei voluto che non finisse mai.
    E poi, ha anche il miglior excipit che io abbia mai incontrato:

    «Ormai per scrivere resta solo il margine. Ti amo, ti amo, ti amo.»

    ha scritto il 

  • 4

    La prova provata che senza gli altri non si è niente. Senza la recensione di regina (si va bene lo so che mi piace vincere facile) mai avrei comprato un libro (caro) dal nome tanto insulso. E dopo averlo comprato mai avrei scorperto che Dodie Smith ha scritto, udite udite, la carica dei 101 e com ...continua

    La prova provata che senza gli altri non si è niente. Senza la recensione di regina (si va bene lo so che mi piace vincere facile) mai avrei comprato un libro (caro) dal nome tanto insulso. E dopo averlo comprato mai avrei scorperto che Dodie Smith ha scritto, udite udite, la carica dei 101 e come tale sarebbe dovuta entrare in automatico nell'Olimpo degli scrittori di fiducia di casa mia. E dopo aver letto la quarta di copertina probabilmente non mi sarei accorta della carineria del libro, della sua semplicità e della sensazione di serenità che mi ha trasmesso leggendolo. Ho messo tanti condizionali (tutti rigorosamente a caso) ma posso fieramente dire che l'ho preso, comprato, letto e goduto. God save the Queen and aNobii.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho bisogno di letture demenziali

    Mi ricordo quando un ragazzo di terza liceo tornò in biblioteca poco dopo che, dietro mio consiglio, aveva preso in prestito "La fattoria degli animali" che aveva in copertina un bel maialino rosa e un cavallone ecc. - Questo è un libro da bambini ha detto la prof. Me lo cambi perchè non va bene ...continua

    Mi ricordo quando un ragazzo di terza liceo tornò in biblioteca poco dopo che, dietro mio consiglio, aveva preso in prestito "La fattoria degli animali" che aveva in copertina un bel maialino rosa e un cavallone ecc. - Questo è un libro da bambini ha detto la prof. Me lo cambi perchè non va bene -
    La copertina di Ho un castello nel cuore, susciterebbe, ottimisticamente, qualche smania solo fra adolescenti particolarmente immature.
    Ma è una copertina farlocca. Perchè il libro, legggggero leggggero, per carità, è però godibile e fa passare il tempo e allontana un po' i brutti pensieri anche a una sessantacinquenne ( e passa) come ahimè io sono.
    Intanto non è scritto male. Poi la trama è accattivante. Poi c'è traccia di quella ironia che specialmente vo cercando quando sono così assillata da tutte le mie Meniere, bradicardie, analisi accertamenti degli accertamenti e palle varie.

    ...Ci sono due suoi ritratti alla Tate Gallery...Indossa [solo] una magnifica collana di giada; uno è di...che la mostra nuda su un vecchio divano foderato di cavallino che, dice lei, era molto ispido. S'intitola "Composizione"; ma siccome A... l'ha dipinta ancora più pallida di quanto non sia, "Decomposizione" sarebbe il titolo più giusto...

    Protagonista una famiglia sgangherata. E siccome me ne intendo...

    ha scritto il 

  • 4

    El Castillo soñado fue la primera novela de Dodie Smith, la escritora de 101 Dálmatas. Lo encontré en la tienda de segunda mano al irresistible precio de 2 €, y al ver que estaba recomendado por mi adorada J.K. Rowling no tuve más remedio que comprármelo. De eso hace ya varios meses, a finales de ...continua

    El Castillo soñado fue la primera novela de Dodie Smith, la escritora de 101 Dálmatas. Lo encontré en la tienda de segunda mano al irresistible precio de 2 €, y al ver que estaba recomendado por mi adorada J.K. Rowling no tuve más remedio que comprármelo. De eso hace ya varios meses, a finales de verano, y aunque empecé a leerlo entonces, no lo he terminado hasta ahora. Es muchísimo tiempo.

    Esta novela se publicó por primera vez en 1948 y fue un exitazo de ventas durante varias generaciones. Su argumento se explica muy bien en la sinopsis y a eso sólo me queda añadir que es una especie de diario, escrito por la protagonista, Cassandra, en el que describe pormenorizadamente su día a día con el objetivo de que le sirva de práctica para llegar a ser escritora. Es un libro con un ritmo muy sosegado, en el que el lector avanza páginas y páginas sin que suceda nada importante, y su trama también es prácticamente llana. Se puede decir que esa es la razón de que la historia no me llegara a enganchar en ningún momento, y de que haya estado tantos meses para terminar de leerlo. Sin embargo, nunca tomé la decisión de abandonarlo del todo, porque me parecía una lectura muy agradable: El entorno bucólico del castillo, las costumbres de la época, la excentricidad de la familia y una narración de alta calidad. Me gustó para leer algún capítulo que otro entre novelas de más intensidad , y por eso tengo que admitir que, a su manera, he disfrutado de esta lectura.

    http://la-biblioteca-encantada.blogspot.com/2011/03/el-castillo-sonado-dodie-smith.html

    ha scritto il 

  • 4

    Traduzione del titolo ridicola a parte è davvero un gioiellino. Leggero e aereo. Molto d'impatto e avanzato se si tiene conto che è stato scritto per giovani ragazze degli anni '50/60. E' sorprendente. La letteratura per ragazzi sembra molto più "bigotta" oggi. Il romanzo è scritto in forma di di ...continua

    Traduzione del titolo ridicola a parte è davvero un gioiellino. Leggero e aereo. Molto d'impatto e avanzato se si tiene conto che è stato scritto per giovani ragazze degli anni '50/60. E' sorprendente. La letteratura per ragazzi sembra molto più "bigotta" oggi. Il romanzo è scritto in forma di diario da una adolescente ed è così realistico e verosimile che l'autrice è odiosa e appiccicosa come solo le adolescenti sanno essere. Uno spettacolo!!!

    ha scritto il 

  • 0

    Che strano romanzo. Per i primi 3/4 l'ho trovato gentilmente coinvolgente, poi nell'ultima parte è riuscito a smontare tutto quello che aveva saputo costruire e mi sono trovata a sperare che ci fosse un quarto in più perché si riprendesse. Ma non c'era. Non so neanche quante stelle dargli.

    ha scritto il 

  • 5

    Meraviglioso. Storia di una famiglia di originali inglesi (seppur non blasonati) che vive in un castello. Ambientato negli anni Trenta, il romanzo è in realtà una collezione di tre diari, scritta da un componente della famiglia, la diciassettenne Cassandra.


    http://robertabookshelf.blogspot ...continua

    Meraviglioso. Storia di una famiglia di originali inglesi (seppur non blasonati) che vive in un castello. Ambientato negli anni Trenta, il romanzo è in realtà una collezione di tre diari, scritta da un componente della famiglia, la diciassettenne Cassandra.

    http://robertabookshelf.blogspot.com/2011/08/recensione-112-i-capture-castle.html

    ha scritto il 

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