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Hocus Pocus or, What's the Hurry, Son?

By Kurt Vonnegut

(19)

| Paperback | 9780099877103

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Book Description

After you have read one of Kurt Vonnegut's gleefully pessimistic novels, his words go on colouring your world for a long time afterwards...not to read him would be to miss out on lessons that need to be learned about the age we live in' Sunday Times. Continue

After you have read one of Kurt Vonnegut's gleefully pessimistic novels, his words go on colouring your world for a long time afterwards...not to read him would be to miss out on lessons that need to be learned about the age we live in' Sunday Times. 'It is all done with voice. Vonnegut is a master of the first-person, manic-depressive stand-up' Observer. 'Although it is set in the near future, Hocus Pocus is the most topical, realistic Vonnegut novel to date, and shows the struggle of an artist a little impatient with allegory and more than a little impatient with his own country' New York Times Book Review.

29 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Pagina 257

    Mi è sempre piaciuto pensare che le donne con le quali ho fatto l'amore, poi, vivano a lungo, a lungo.

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    Arturo said on Aug 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Nota: i pochi numeri che compaiono nel commento sono scritti in cifre, in ossequio alla scelta operata da Kurt Vonnegut per questo romanzo – e spiegata nel capitolo introduttivo.

    È fuorviante per la gente leggere di grandi successi, dal momento c ...(continue)

    Nota: i pochi numeri che compaiono nel commento sono scritti in cifre, in ossequio alla scelta operata da Kurt Vonnegut per questo romanzo – e spiegata nel capitolo introduttivo.

    È fuorviante per la gente leggere di grandi successi, dal momento che, anche per le persone di medio ceto, e di ceto elevato, bianche, stando alla mia esperienza la norma è il fallimento.

    Una storia leggermente distopica, con quella piccola componente anomala che può sembrare perfino realistica.
    Siamo nel 2001 – il romanzo è uscito 10 anni prima – e gli Stati Uniti hanno dichiarato il fallimento economico, vendendo ai capitali esteri non solo le attività produttive, ma anche ospedali e prigioni.
    Insomma, sarà banale, ma è difficile non trovare una nota profetica sulle nostre crisi attuali e sulla finanza che ha soppiantato l’economia basata sul lavoro e sui beni reali.
    Essi erano riusciti a convertire le loro ricchezze, che in origine avevano la forma di fabbriche e di negozi e di altre impegnative imprese, in una forma tanto liquida ed astratta, in titoli cartacei negoziabili, che nulla ormai ricordava loro che potevano avere delle responsabilità nei confronti di qualcun altro al di fuori della cerchia dei loro parenti ed amici.

    Eugene Debs, educato dal nonno socialista a non usare mai il turpiloquio e fedele fino all’ultimo a questo insegnamento, è in carcere.
    ”Ha senso per te tutto questo? Perché sta succedendo?”
    “Qualche ambizioso giovane Procuratore, pensa che con te farà bella figura alla tivù.”

    Gene era insegnante in una scuola per ricchi ragazzi limitati nell’intelletto, impegnato nella cura di una moglie e di una suocera pazze, finché la sua piccola comunità nello stato di New York non è stata travolta da un’evasione di massa dal vicino carcere, venduto ai Giapponesi.

    Segue una serie di disordini e massacri.
    Che non turbano Gene, perché Gene è un reduce del Vietnam.
    Questo è l’altro grande tema del romanzo, accanto a quello della disuguaglianza economica, politica, etnica.
    Ma Gene non è un reduce qualunque. Non è uno dei dannati, dei ragazzi sbattuti su un B-52 per andare forzati alla guerra.
    Gene era un ufficiale, uno che accoglieva in Vietnam ragazzi di 18 anni per incantarli con grandi parole e spedirli al massacro.
    Ero un genio dello hocus pocus letale, del micidiale abracadabra!

    Ha vissuto la brutalità della guerra, è stato a sua volta brutale, ha visto scene orripilanti.
    Ma è solo con il ritorno a casa che prende coscienza di quello che è stato il Vietnam.
    Una guerra che gli Americani hanno odiato, contrapposto con il senso quasi sacro che circondava i combattenti della Seconda guerra mondiale.
    Disprezzati dai compatrioti, traditi dai governanti, lasciati soli dopo. Il destino dei reduci del Vietnam. Rappresentato in una perfetta metafora dalla storia di un ragazzino rimasto chiuso nell’ascensore di un centro commerciale che, come i veterani, si augurava di trovare almeno, dopo la paura, un po’ di considerazione e rispetto al ritorno.
    Se realmente esistette un Mercuzio, e se realmente esiste un Paradiso, a quest’ora Mercuzio sarà in compagnia di giovani di leva caduti, adolescenti, in Vietnam, a parlare di ciò che si prova a morire per l’altrui vanità.

    Durante le violenze degli evasi Gene riesce a mantenere la lucidità e l’attitudine al comando, ma di fronte all’atto più brutale prende coscienza di tutta la sua storia personale.
    Il messaggio più importante di un crocifisso è: quanto crudeli possono diventare gli esseri umani, che si presumono sani di mente, allorché seguono ordini ricevuti da una superiore autorità.

    Gene, in fondo, non altro che un uomo che cerca di capire. Si affida perfino a un racconto di fantascienza ambientato sul pianeta Tralfaladore già evocato in “Mattatoio n.5”.
    E – o ma – arriva a una conclusione umana.
    Nonostante i nostri enormi cervelli e le nostre biblioteche gremite di libri, noi non possiamo pretendere di capire tutto, assolutamente tutto.
    E a una conclusione ancora più amara sull’umanità capace di abbandonarsi alle sue attitudini peggiori.
    Solo perché alcuni di noi sanno leggere e scrivere e far di conto, questo non vuol dire che meritiamo di conquistare l’Universo.

    La scrittura frammentata rende la lettura semplice, ma il contenuto richiede una predisposizione attenta e disponibile a lasciarsi prendere a pugni dai concetti di Vonnegut, scrittore che non è disposto a fare alcuno sconto al suo lettore.

    Coming out finale: sono stato troppo pigro per risolvere il calcolo finale proposto da Vonnegut. Se, come me, peccherete di poca volontà, tenete conto che il risultato lo potete trovare ovunque - potenza della rete!

    ---

    Per buona parte della gente, le informazioni sono inutili, se non come intrattenimento. Se i dati non sono buffi o spaventosi, o non possono farti arricchire, che vadano a farsi friggere.

    Un altro difetto dell’umana natura è che tutti vogliono costruire ma nessuno provvedere alla manutenzione.

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    F.Ramone said on Jul 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    de lo más flojo del autor

    un auténtico fastidio - avancé mucho en su lectura y terminé abandonándolo por pesado y molesto (tengo cosas muchísimo mejores por leer)

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    darioalvarez said on Sep 15, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dissacrante e intelligente, scritto anche molto bene. Peccato non sia molto il mio genere e che io ci abbia messo dei mesi a leggerlo!

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    Pollapollina said on Aug 5, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    pagina 27

    Ho controllato poco fa. L'Università di Harvard possiede attualmente 13.000.000 di volumi rilegati. Buona lettura!
    E quasi tutti, dal primo all'ultimo, sono stati scritti per la, o intorno alla, classe dominante.

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    Dod said on Sep 28, 2011 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Ironico, amaro, disincantato, malinconico e divertente. Un romanzo a metà strada fra fantapolitica e critica esistenziale, scritto 10 anni prima che sulla scena irrompesse Mordechai Richter con la sua "Versione di Barney". Il male di vivere in un mon ...(continue)

    Ironico, amaro, disincantato, malinconico e divertente. Un romanzo a metà strada fra fantapolitica e critica esistenziale, scritto 10 anni prima che sulla scena irrompesse Mordechai Richter con la sua "Versione di Barney". Il male di vivere in un mondo in cui Dio è giustificabile solo come fortuita coincidenza, presto ricoperta da una coperta fatta di falsità e di mediocrità. Davvero una piacevole scoperta.

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    Piega27 said on Jun 21, 2011 | Add your feedback

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