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Hojas de dedalera

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Publisher: Versátil

3.9
(194)

Language:Español | Number of Pages: 528 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 8492929499 | Isbn-13: 9788492929498 | Publish date:  | Edition 1

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Londres 1888
Desde niña Annabel Lovelace se ha visto obligada a vivir con su tío, guarda del Cementerio de Highgate, donde descubre su extraña habilidad para comunicarse con los muertos, quizás gracias a la enfermedad cardiaca que la obliga a vivir entre la vida y la muerte.
Años más tarde, una serie de misteriosas casualidades la convertirán en la médium más influyente del Imperio Británico. Sin embargo, su don la llevará a descubrir secretos que deberían haber permanecido ocultos y que pondrán en jaque a la aristocracia londinense.
(Hojas de dedalera): (bot.) Planta herbácea de la familia de las Escrofulariáceas, cuyas hojas se usas en medicina para crear la digitalina, utilizada en el siglo XIX para luchas contra las enfermedades cardíacas.
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  • 3

    A questo romanzo do 3 stelle, mi è piaciuto così e così. Come lettura si fa leggere, però me lo aspettavo diverso, di più. Dalla trama sembrava una cosa e poi invece ci sono dei punti che non mi sono ...continue

    A questo romanzo do 3 stelle, mi è piaciuto così e così. Come lettura si fa leggere, però me lo aspettavo diverso, di più. Dalla trama sembrava una cosa e poi invece ci sono dei punti che non mi sono piaciuti. Però, ripeto che si fa leggere per i colpi di scena verso il finale anche. Però, sinceramente non riesco a consigliarlo, perchè alla fin fine non mi è piaciuto quel tanto da consigliarlo.

    said on 

  • 3

    ETERNA

    La giovane Victoria Alvarez è nata a Salamanca in una famiglia cultrice della letteratura e della scrittura. Il nonno, infatti, è un poeta e uno scrittore e il padre è conosciuto come autore di romanz ...continue

    La giovane Victoria Alvarez è nata a Salamanca in una famiglia cultrice della letteratura e della scrittura. Il nonno, infatti, è un poeta e uno scrittore e il padre è conosciuto come autore di romanzi storici. Fin da piccola Victoria scrive vincendo numerosi concorsi e premi letterari ma il suo primo romanzo è questo: “Hojas de dedalera”(Foglie di digitale), ribattezzato “Eterna” alla sua uscita in Italia, nel 2012, per Fanucci Editore.
    Ambientato in epoca Vittoriana, quasi al confine con quella edoardiana, il libro è un fantasy che possiamo definire un libro d’iniziazione, con note gotiche e paranormali molto spiccate insieme a qualche pennellata di giallo (siamo nel periodo in cui Jack lo squartatore era in piena attività) e di rosa, colore che prevale soprattutto nella parte centrale del romanzo. L’atmosfera è d’indubbio fascino: il cimitero londinese di Highgate, con i suoi viali maestosi e i suoi sepolcri solenni dove riposano molti dei grandi d’ Inghilterra. E’ qui che il libro ha inizio. Annabelle Lovelace è orfana e vive con lo zio Tom e la di lui moglie Heater che la ama con dolcezza, all’interno del cimitero monumentale di Highgate dove lo zio è custode, in una piccola casa dove, per lei, non c’è neanche un vero letto e la bambina si deve accontentare di dormire dentro una bara. E’ una bocca in più da sfamare, quella piccola “bastarda” figlia della sorella di Tom, uccisa mentre faceva la vita nel triste e malfamato quartiere di WhiteChapel, situato nell’area orientale di Londra, dove un assassino imprendibile faceva strage di prostitute squartando i loro corpi senza nessuna pietà.
    Annabelle, dai riccioli rossi come sua madre, con i suoi grandi occhi verdi non vede solo la realtà circostante ma si accorge di poter scorgere un’altra dimensione popolata da “anime” in pena che ancora non hanno potuto varcare la soglia di un Altro Mondo e si trovano nella terra dell’Asfodelo, una terra di mezzo. La piccola è molto malata. Un difetto congenito del cuore la costringe ad assumere ogni giorno una medicina purpurea e dal sapore disgustoso, la digitale, se vuole sopravvivere. Ma le anime parlano, la avvertono dei pericoli che corre, l’aiutano a fuggire, a mettersi in salvo da un destino avverso. Prima di fuggire dal cimitero e dalla sua infanzia, Annabelle incontra un “cavaliere senza nome” che la sostiene e la sorregge in ogni cosa che fa. Anche se è solo una bambina, Annabelle saprà al primo sguardo che quello è l’uomo della sua vita e il suo scopo, da allora, sarà quello di ricongiungersi a lui non prima di aver attraversato misteri, segreti, malvagità, paure inconfessabili. Annabelle, ormai diventata una medium ricca e potente, addirittura chiamata a corte dalla stessa regina per essere consultata, conserverà un solo amore, un solo anelito che la farà rinunciare agli affetti e ai beni terreni, pur di realizzare quello che ha sempre saputo essere il suo destino.
    Un romanzone che nonostante i molti difetti si fa leggere agevolmente grazie ad una scrittura chiara e limpida, con un discreto incastro di descrizioni e dialoghi e una bella riuscita nel ricreare l’atmosfera vittoriana del tempo. Una buona opera, se si pensa alla giovane età dell’autrice che spesso, data la sua immaturità, si ingarbuglia nella sua stessa trama, non definisce perfettamente certi incastri, mostra carenze nella logica dei fatti, perde per strada alcuni personaggi e non gestisce perfettamente neppure il mondo delle ombre. Insomma, al lettore restano molti perché anche se certe incongruenze non saltano subito all’occhio nel grande groviglio dei fatti e nel ritmo altalenante della trama composta da una prima parte lenta e fascinosa, da una parte centrale troppo prolissa e incentrata al romanticismo e da una parte finale dove si concentrano i colpi di scena alla maniera di una sensational novel. Chi è romantico/a lo apprezzerà forse più di me e piacerà anche a chi vuol rivivere l’atmosfera dell’epoca, ma per carità, che nessuno osi paragonare la Alvarez a Charles Dickens così come ho letto in alcune recensioni, mentre un accostamento a Kate Morton, modello seguito dall’autrice, può essere fatto senza problemi.

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  • 3

    Scrittura molto accurata e descrittiva, ma a volte faticosa. L'idea narrativa era interessante ma a tratti appesantita e vagamente noiosa. Tre stelline.

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  • 4

    Esta autora se ha convertido en una apuesta segura para mí. Y vaya nivel con el que debutó en esta primera novela.
    Su estilo narrativo es increíble, aunque puede que a mucha gente no le llegue a gusta ...continue

    Esta autora se ha convertido en una apuesta segura para mí. Y vaya nivel con el que debutó en esta primera novela.
    Su estilo narrativo es increíble, aunque puede que a mucha gente no le llegue a gustar, me encanta por cómo deja que las historias tomen su ritmo, crezcan y vayan formándose al mismo tiempo que crecen sus personajes. Y por la ambientación, que es extraordinaria en todo momento. Pero el punto fuerte de esta novela tiene nombre propio: Annabel Lovelace, un personaje fascinante y entrañable a lo largo de todos sus años que, junto al componente paranormal y de intriga que la rodea durante toda la historia, nos atrapa entre sus páginas sin darnos cuenta.
    Hay un tanto de confusión, sobre todo hacia el 3/4 de la historia, en lo referente a la relación que pueda haber entre los casos de Jack el Destripador y la propia historia de Annabel junto a Rosenfield, lo cual ha hecho que se ralentizara todo un poco y me asaltaran dudas sobre hacía donde iba encaminada la autora... No sé, hubo un bache ahí extraño... por suerte, el final de la historia de Annabel me ha parecido perfecto y el más idóneo que cabía esperar, lo cual no ha impedido que cayeran lagrimones como si no hubiera un mañana porque ains :D

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  • 4

    << Dal primo momento in cui ti ho vista, ho capito che avrei dovuto aspettare nell'eternità dell'Asfodelo per incontrare l'unica persona in grado di amarmi, l'amore della mia vita e della mia morte. >>

    Prima d'innamorarsi, Annabel e Victor conducevano stili di vite completamente diversi. Victor, con un ricco patrimonio famigliare e i moniti di una madre piagnona e insopportabile, consumava da tempo ...continue

    Prima d'innamorarsi, Annabel e Victor conducevano stili di vite completamente diversi. Victor, con un ricco patrimonio famigliare e i moniti di una madre piagnona e insopportabile, consumava da tempo le illimitate riserve di popolazione femminile dei facoltosi centri di Londra. Annabel - con una cascata di ricci ramati folti come un cespuglio di spine selvatiche e gli occhi molto grandi e rotondi, di colore verde, incorniciati da fitte ciglia come le setole di uno spazzolino - dormiva in una bara dal duro marmo e considerava suoi migliori amici gli spiriti dei morti che si aggiravano nel cimitero più vicino della sua modesta dimora. Come luminose stelle cadenti viste da lontane, avrebbero potuto anche essere belli a vedersi. Splendere di una luce luminosa al punto tale che, la loro bellezza, confondesse il cuore e lusingasse per la loro contemplazione. Ma in realtà, non sono altro che prigionieri, ognuno confinati nel proprio spazio, senza la possibilità di andare da nessun'altra parte.
    Quando le orbite dei loro satelliti s'incontrarono per caso, le loro anime vennero a contatto. Si ritrovarono nella loro solitudine e, venerando la loro reciproca essenza, rischiarato l'oscurità in cui si dibattevano. Dopo tanto tempo trascorso nell'ombra hanno potuto tornare nella luce e, come due entità instabili, implodere o amalgamarsi del tutto.
    L'entità concreta e perpetua che consumavano con una moltitudine di esseri viventi, cessò di prolungarsi definitivamente nel momento esatto in cui si conobbero. Quando divennero consapevoli che la loro vita, il loro cuore, si appartenessero.
    Un cuore guasto, malato, infatti, sottoposto odiernamente a un'abbondante dose di digitalina, non avrebbe dovuto contrarsi o dilatarsi per un cadavere ambulante. Una creatura delle tenebre che non può considerarsi ne morto ne vivo, perché non sulla terra, ma nemmeno all'inferno. Un essere per cui le porte della salvezza, per il momento, sono rimaste chiuse. Eppure, sarà proprio questa strana entità che si farà strada nei sogni di Annabel e che la trascinerà via da un oscuro limbo di sofferenze e dolori. A salvarla, nel momento d'iniziazione alla vita adulta, e a non riuscire ad impedirsi di toccarla a costo di essere avvolto dalle fiamme. Avvicinarsi a lei e semplicemente lasciarsi consumare dal fuoco. Il suo cuore prometteva cose luminose e meravigliose che non avrebbe mai potuto confidare a nessuno e la sua presenza, un sentirsi compenetrare il sangue da forti correnti balsamiche.
    Sopravvissuti dinanzi a quelle avversità che volevano contrastare il loro amore appassionato e alla paura di non poter vivere l'uno fra le braccia dell'altro, vivono i loro giorni con timore: l'arcobaleno inesauribile di colori del destino tesse la catena degli eventi che determinano le loro scelte e, nonostante delle volte nutrano il desiderio di poterlo cambiare, accettano la loro sorte vivendo il presente come un'occasione perduta.
    Eterna, della giovanissima Victoria Alvarez, è un romanzo d'iniziazione talmente bello e indimenticabile che ci restituisce una storia d'amore senza tempo e che collima elementi di mistero ed esoterismo. L'ho scoperto per caso, due anni fa, nel lontano inverno del 2012. Mi aveva regalato emozioni altalenanti, indimenticabili e, quest'anno, nonostante la montagna di libri ancora da leggere, come un dolce richiamo aveva attirato la mia attenzione. Mi ha regalato due splendidi giorni in compagnia di questi due meravigliosi personaggi, sullo sfondo di una Londra ottocentesca turbata dalle forti vicissitudini di Jack lo squartatore, e un po' riscosso il mio animo di lettrice.
    Un inno all'amore, alla totalitaria profondità dei sentimenti e degli affetti umani, nonché continua ricerca di salvare l'uno dall'altro. Una favola dai toni giocosi, romantici e seducenti, che ha vasti richiami alla letteratura e il cui stile non riesce a mascherare la giovane età dell'autrice ne il suo tocco spiccatamente femminile. Il ritmo è serrato e semplice, le descrizioni ricostruiscono perfettamente le scene impeccabili e l'indubbia qualità letteraria, e la voce narrante è quasi un unica entità capace di catapultarci fra i vicoli di qualche squallida strada o fra le braccia dei due amanti.
    Questa mia visita inaspettata a Londra, con le sue alte mura che si intravedono oltre gli alberi del bosco, insieme alla luna che ogni tanto fa capolino dietro banchi di nuvole e l'odore dei morti in putrefazione, mi evocò una sensazione particolare: la nostalgia nel leggere quel genere di romanzi, in alcune fasi della mia vita in cui mi sono trovata nello stato d'animo giusto per leggere racconti di questo genere.
    Eterna è in parte la rivisitazione del racconto gotico ottocentesco che, nella sua semplicità e poca maturità stilistica, cela del potenziale. Per qualche attimo, mi sono lasciata cullare dall'idillio di questi innamorati e, in poco tempo, mi sono trovata in un affascinante castello londinese, con una ragazzina, il suo manesco zio, e il suo amore profondo per un uomo divenuto solo e invisibile a tutti, al di fuori di lei, che negli ultimissimi giorni di settembre mi ha affascinato a dismisura. Le loro voci, uscendo dal romanzo, risuonavano nella mia mente. Presero vita nel momento in cui Annabel era ancora una ragazzina e cessarono di esistere quando tutto finì. Durante il corso della lettura mi sembravano così famigliari, perché di lei e della sua meravigliosa storia, che si avvale di un linguaggio semplice e scorrevole, zeppo di minuziose e dettagliate descrizioni, avevo letto alcuni anni fa. Ragione per cui leggere la loro storia è stato come rivedere vecchi amici.
    Racconto di donne forti e allo stesso tempo fragili, timorosi del senso della vita e del tempo, che non sanno cosa aspettarsi dal futuro, trascinante, gotico e piuttosto semplice, Eterna non è solo un affresco per gli amanti del romanzo gotico. Piuttosto un affascinante intreccio di segreti, follia, passione, amori e misteri, ma anche un piccolo miracolo per il semplice fatto di aver permesso sia a Annabel sia a Victor di ottenere la pace interiore. Scivolare nei ricordi luminosi di queste anime felici di cui mi sono fatta avvolgere come morbide ali.

    said on 

  • 2

    Al empezar la lectura, lo primero que me llamó la atención fue la protagonista, y no me refiero a sus ojos verdes ni su pelirroja melena. Annabel es una niña de 6 años que habla, actúa y piensa como s ...continue

    Al empezar la lectura, lo primero que me llamó la atención fue la protagonista, y no me refiero a sus ojos verdes ni su pelirroja melena. Annabel es una niña de 6 años que habla, actúa y piensa como si tuviera 12 o más; esto resulta más chocante que su capacidad de ver fantasmas. Es evidente que la autora no ha sabido ponerse en la piel de la protagonista.

    Cuenta con una forma de expresarse muy cuidada, utilizando palabras tanto cultas como comunes entrelazándolas con excelente habilidad para crear buenas metáforas. Sin embargo, sus descripciones son demasiado breves y, en ocasiones, casi inexistentes. No logro imaginarme a los personajes por la falta de detalles, tan sólo la niña cuenta con un aspecto claro y definido.

    Los capítulos son bastante largos para mi gusto, y no es hasta el quinto (al pasar de las 100 páginas) cuando la historia empieza a resultar entretenida. A partir de entonces nos sumergimos en otra investigación más del famoso Jack El Destripador, repleta de enredos, secretos y revelaciones, unas más sorprendentes y otras que se intuían con facilidad. El libro está bien ambientado y la historia es curiosa. No puedo negar que la trama es entretenida, pero lo cierto es que no está a la altura de lo que me esperaba. Le sobra mucho romance y le falta más profundidad en la acción. Ninguno de los protagonistas me gustaron y eso, para mí, es un escollo insalvable en una novela.

    Saludos ;)

    http://nuemiel-mundos.blogspot.com.es/2014/09/hojas-de-dedalera.html

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  • 3

    Noia

    Per questo libro darei il massimo delle stelle per l'ambientazione, l'atmosfera e per la cura dei dettagli, il resto l'ho trovato NOIOSO. Inizia bene e va a peggiorare.
    Lo stile è abbastanza pesante e ...continue

    Per questo libro darei il massimo delle stelle per l'ambientazione, l'atmosfera e per la cura dei dettagli, il resto l'ho trovato NOIOSO. Inizia bene e va a peggiorare.
    Lo stile è abbastanza pesante e ripetitivo, non si riesce a leggere tutto d'un fiato.
    La storia d'amore non mi ha fatta impazzire, così come i personaggi.
    Mi aspettavo di più.

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  • 3

    Sarà una recensione lunghissima..chiedo perdono...
    Mi sono avvicinata a Eterna con un po’ di diffidenza. Infatti,nonostante la trama sia accattivante e la maggior parte delle opinioni positive (sia su ...continue

    Sarà una recensione lunghissima..chiedo perdono...
    Mi sono avvicinata a Eterna con un po’ di diffidenza. Infatti,nonostante la trama sia accattivante e la maggior parte delle opinioni positive (sia su anobii che goodreads conquista ben 4 stelline) tutte le recensioni che ho letto io, non erano così entusiaste e davano una valutazione che si aggirava di media sulle tre stelline, insomma il classico “senza lode ne infamia”. La sua presenza nella mia to be read list è datata e, se non fosse stata per la Review War, la sua permanenza si sarebbe protratta oltre. Ma tant’è, via il dente via il dolore…
    Confermo le tre stelline (d’incoraggiamento), per me è un romanzo mediocre.

    Annabel Lovelace non è una bambina comune, vive nel cimitero di Highgate a casa di suo zio, che lavora lì come custode. La sua infanzia non è delle più felici, abbandonata da sua madre ad appena quattro anni, è costretta a dormire in una bara perché suo zio non vuole spendere un penny nemmeno per comprarle un letto vero; ha come unica consolazione Heather, sua zia, l’unica che le dimostri un po’ di vero affetto.
    Come se non bastasse, una malattia cardiaca la costringe a essere dipendente dalla digitalina, una medicina scarlatta dal sapore abominevole. Annabel vive costantemente a cavallo tra la vita e la morte. Affermazione che diventa ancora più vera, quando all’età di sei anni, si ritrova davanti niente meno che lo spirito di sua madre, morta per mano di un assassino.
    Da quel momento si rende conto di avere un talento straordinario, ovvero quello di poter comunicare con i morti, che la cercano, affinché lei li possa aiutare ad andare oltre.
    Non passa molto tempo perché suo zio capisca come sfruttare il suo potere ( a cui non crede davvero), ma quando Annabel non riesce ad “accontentare” una coppia di aristocratici in cerca del figlio, si rivolta contro di lei. Sarà sua zia a salvarla e ad accompagnarla nella fuga verso Londra. È durante la rocambolesca corsa che le porterà fuori da Highgate, che incapperà nel cavaliere senza nome, un uomo affascinante che le aiuterà a fuggire e al quale resterà legata per il resto della sua esistenza.
    A Londra diventerà la medium più in vista della città e incapperà in un mistero che scuoterà la sua esistenza dalle fondamenta.

    Il libro è ambientato alla fine dell'Ottocento. Ora, alzi la mano chi non è affascinato da questo periodo storico. È una di quelle tante età di mezzo, quei periodi cruciali per la storia dell'umanità. Un periodo che manteneva un piede legato al passato e uno proiettato al futuro, con le sue scoperte, la rivoluzione industriale, i movimenti femministi, sullo sfondo di una società più ipocrita che altro, fatta di crinoline, merletti e falsa moralità. La città per eccellenza in questo periodo non può essere che Londra, con la sua opulenza, le sue nebbie e i suoi miasmi, a cui dovete aggiungere un richiamo a Jack lo Squartatore per avere l'atmosfera di questo libro.
    Con uno scenario del genere, non dev'essere difficile, per menti molto più vivaci della mia, creare una storia.
    Peccato che questa volta, pur con un mare di buone premesse, la storia faccia acqua da tutte le parti.
    Partiamo con i sì a questo romanzo: l'atmosfera gotica e il dono di Annabel, e anche il tentativo di dare un po' di tinte gialle al libro, ovvero la presenza di questi efferati delitti che Annabel si ritroverà suo malgrado a dover svelare o quasi. Peccato che il tutto sia sviluppato in modo pessimo. L'autrice fa muovere i suoi personaggi quasi a caso, senza curasi di darci spiegazioni su quanto è accaduto e spesso senza seguire una logica.

    Il libro si lascia leggere, non ho trovato lo stile dell'autrice malvagio ma se non fosse stato per i troppi perché che mi affollavano la mente durante la lettura, sicuramente non l'avrei divorato in quattro giorni.
    Peccato perché il potere di Annabel e la presenza di Scotland Yard potevano far supporre di trovarsi in presenza di un giallo discreto..invece ..alla fine fanno più da cornice che altro. Fanno da cornice a cosa?? Ma alla storia d'amore tra Annabel e Victor!!! l'uomo misterioso, il cavaliere senza nome, che l'aveva aiutata a fuggire da Highgate a 11 anni. Già perché Victor spirito 30enne patinato, si ripresenta da Annabel, quando lei ormai ha 21 anni (credo che stesse aspettando che la nostra protagonista raggiungesse un'età consona, che non fosse causa di arresto) ed è ormai una delle medium più affermate di Londra. Vuole che lei lo aiuti a scoprire cosa le è successo, com'è avvenuta la sua morte (anche lui è stato assassinato) e potersene andare in pace, ma è inevitabile, che i due già legati da quell'incontro al cimitero di Highgate 10 anni prima, s'innamorassero perdutamente. Un amore oltre la morte insomma.
    E questo è probabilmente uno dei motivi per cui mi è piaciuto così poco, avrei apprezzato più lo sviluppo dell'aspetto giallo, piuttosto che di quello sentimentale del libro. Non sono riuscita a entrare in empatia con loro, ammetto che a leggere tre pagine delle loro effusioni sotto le lenzuola mi provocava questa reazione ..insomma sono gusti.
    Ho avuto l'impressione che l'autrice volesse metterci un po' di tutto: romance, paranormal,mistery, giallo, ma poi non abbia saputo gestire la cose, il libro fa dei salti enormi, spesso sono dovuta tornare sui miei passi perchè avevo perso le fila...
    I personaggi, non hanno uno sviluppo o sono appena abbozzati, l'unico di cui seguiamo le vicende per oltre 20anni è Annabel, che però avanza solo in età e poco altro. L'unico personaggio che davvero mi aveva conquistata, per il suo animo, per l'amore che nutriva per Annabel anche se non era sua figlia, per il coraggio è la zia Heather che purtroppo svanisce (nel senso che non se ne sa più nulla, è lì a Londra, vive con Annabel, ma non si sa altro) dopo un terzo del libro..
    Probabilmente è un libro per persone un po' più romantiche di me che sappiano apprezzarne il lato romance.

    said on