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Homer & Langley

Di

Editore: A. Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)

3.9
(264)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 215 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804601337 | Isbn-13: 9788804601333 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Silvia Pareschi

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
La sconcertante storia di due figure tanto eccentriche quanto reali, riscritta da uno dei migliori autori americani del nostro tempo. Ispirata a un famoso fatto di cronaca della New York del primo Novecento, la storia dei fratelli Homer e Langley Collyer assume i contorni del mito. Homer, il fratello cieco, e Langley, reduce della Grande Guerra e vittima dei gas, sono i giovani eredi di genitori benestanti falciati dall’influenza spagnola. Nel corso dei decenni trasformano il lussuoso palazzo avito in un delirante ricettacolo di ciarpame, nel quale vivranno come reclusi fino a morire sepolti sotto le tonnellate di oggetti e spazzatura da loro stessi accumulate. Questi personaggi tragici ed emblematici diventano, grazie all’inimitabile ritmo della scrittura di E.L. Doctorow, la metafora di un intero mondo e lo specchio di un lungo periodo della storia americana. Homer e Langley, benché rinchiusi nella loro folle utopia, saranno infatti testimoni di tutti gli avvenimenti fondamentali di quegli anni, dalle guerre ai movimenti politici, ai progressi della tecnologia. Il romanzo è popolato da una serie di personaggi indimenticabili: servitori, immigrati, gangster, musicisti jazz, hippy.
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  • 3

    Il romanzo prende il via dalla storia vera dei fratelli Collyer, Homer e Langley, storia che colpì a suo tempo l'opinione pubblica americana per la sua singolarità e per il connubio tra diversità e gr ...continua

    Il romanzo prende il via dalla storia vera dei fratelli Collyer, Homer e Langley, storia che colpì a suo tempo l'opinione pubblica americana per la sua singolarità e per il connubio tra diversità e grande intelligenza e genialità dei protagonisti. I due fratelli vennero ritrovati morti dietro una telefonata anonima di un vicino, in una casa strapiena fino all'inverosimile di oggetti accumulati da Langley( uno dei fratelli, quello che ci vedeva) in condizioni di grande degrado materiale.
    La vita dei due fratelli attraversa il periodo storico delle due guerre mondiali. Le stranezze di Langley iniziano proprio dopo il ritorno dalla prima guerra di cui egli capisce la profonda follia, follia che lo induce a un primo istintivo rifiuto per il mondo esterno.Il romanzo va avanti con un alternarsi di aperture e chiusure al mondo, con incontri bizzarri. Le stranezze di Langley hanno la loro logica viste attraverso gli occhi del fratello Homer fin quasi alla fine del romanzo. Viste per modo di dire dato che Homer è cieco. Homer porta la musica e l'arte in casa. Langley porta la creatività sotto forma di eccentricità, di idee bizzarre. In un certo senso Langley porta il mondo a Homer dentro casa rendendoglielo visibile: ora si tratta di oggetti strampalati, ora di persone. Prima arrivano i vicini invitati ai the danzanti, poi i servitori giapponesi (in un periodo in cui i giapponesi erano considerati nemici e sospetti), poi i ragazzi figli dei fiori. Ma il mondo non si presenta sempre con l'aspetto confortante e benevolo dei figli dei fiori.Con il passare degli anni il contributo di novità e di positività degli incontri si assottiglia mentre giudizio sul mondo si fa più negativo. I giornali riportano fatti come l'omicidio delle bambine o delle suore, una delle quali è la dolcissima suor Mary di cui entrambi i fratelli sono stati innamorati. Tali notizie colpiscono terribilmente i fratelli fino fargli sentire il mondo esterno come aggressivo e cattivo e a spingere soprattutto Langley a voler vivere in totale isolamento e al buio (la corrente gli viene tagliata, comprano delle persiane nere). Ma se per quasi tutto il romanzo i due fratelli sembrano avere una logica loro, certo diversa, ma comprensibilissima, verso la fine del romanzo il contatto con la realtà si perde per entrambi i fratelli. Homer conosce Jennifer e la descrizione di Jennifer si fa a un certo punto ambigua. Anche in precedenza Homer ci aveva raccontato di un suo innamoramento per Mary e dei suoi sogni ad occhi aperti. Ma a questo punto Homer non sa dire se ha rivisto davvero Jennifer oppure no. E anche la follia di Langley si fa evidente fino a provocare indirettamente la tragica conclusione della vicenda. Coclusione inaspettata vista la pacatezza della narrazione che accompagna il lettore come una colonna musicale che cambia nel tempo in un repertorio che passa dal classico allo swing al rock per poi sfumare in un finale di assoluto silenzio.

    p.s. attenzione Mondatori, pag 200 è montata al contrario . Cioè pag 199 e 200 sono scambiate di posto.

    ha scritto il 

  • 4

    Il novecento visto dalla 5th Avenue

    Eccellente sorpresa questo romanzo che riporta Doctorow ai livelli degli anni 70-80 quando l’autore scrisse i suoi capolavori (Ragtime, Il libro di Daniel, Billy Bathgate), resi indimenticabili anche ...continua

    Eccellente sorpresa questo romanzo che riporta Doctorow ai livelli degli anni 70-80 quando l’autore scrisse i suoi capolavori (Ragtime, Il libro di Daniel, Billy Bathgate), resi indimenticabili anche da notevoli versioni cinematografiche (a cura di Forman, Lumet e Benton).

    Difficilmente però qualcuno potrà portare sullo schermo questa incredibile vicenda (che le cronache dicono ispirata a fatti veri!) con un io narrante cieco e un fratello coprotagonista, compulsivo raccoglitore (ma non collezionista…) di ogni sorta di oggetto e macchinario nel corso dei decenni vissuti interamente dentro (e sempre più dentro) a una un tempo fiorente dimora sulla Quinta Avenue, di fronte al Central Park.

    Ci sono almeno due dimensioni principali a reggere il filo conduttore di “Homer & Langley”. Una è quella storica: tutti gli avvenimenti, dall’inizio (quando H & L sono bambini) alla fine del secolo, attraversano e coinvolgono, anche se in forma sempre più attutita, Casa Collyer e i suoi abitanti che vanno riducendosi via via ai soli due personaggi del titolo, attraverso i loro incontri, emblematici dei diversi periodi del secolo (jazzisti, gangsters, anarchici, hippies che sembrano richiamare i romanzi più famosi di Doctorow), e le conseguenti vicissitudini che si susseguono senza tregua.

    La seconda dimensione è quella intimista che procede attraverso gli handicap fisici (Homer) e psichici (Langley), tali da creare un isolamento progressivo dalla vita newyorkese e poi dalla vita in senso lato, nonostante la fama cui, loro malgrado, i due assurgono a causa della loro stravaganza; fino a un finale di struggente malinconia che mi è sembrato uno dei più tristi e commoventi della narrativa contemporanea.

    Vi è poi in sottotraccia una dimensione puramente eroica rappresentata soprattutto da Langley (mentre Homer sembra porsi più come testimone), l’homo americanus iperlibertario contro tutto e tutti, contro la compagnia elettrica (e telefonica e del gas e dell’acqua…), contro il fisco, contro polizia, pompieri, ufficio d’igiene e qualunque altro rappresentante della società organizzata; un uomo dall’equilibrio instabile che trae vigore dalle battaglie e dalle sfide sempre più folli al mondo della razionalità.

    E’incredibile pensare che Doctorow sia riuscito a racchiudere tutto questo e tante altre cose ancora, tanti altri personaggi originali e indimenticabili, nell’arco di poco più di 200 pagine, ma si tratta di uno dei grandi della letteratura americana contemporanea, sebbene ingiustamente sottovalutato forse a causa di qualche opera poco riuscita e troppo spesso dimenticato.

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelline abbondantissime. Quasi cinque.
    Oh, yes.Di Doctorow avevo già letto l'eccellente "La marcia". Questo "Homer & Langley" mi conferma nell'idea di Doctorow come uno dei più tosti scrittor ...continua

    Quattro stelline abbondantissime. Quasi cinque.
    Oh, yes.Di Doctorow avevo già letto l'eccellente "La marcia". Questo "Homer & Langley" mi conferma nell'idea di Doctorow come uno dei più tosti scrittori americani contemporanei. Ah, quanto mi piacciono gli scrittori americani quando scrivono di americani e da americani, senza scimmiottare gli europei!
    Inoltre.
    Disposofobia, pare venga chiamata la patologia di cui è affetto Langley (di cui Homer, il fratello cieco voce narrante è vittima, complice e fedelissimo sodale).
    Il libro che mi ci voleva, in questo periodo in cui io, invece, mi sto dando (con grandissime soddisfazioni) al decluttering più hard ;-)

    ha scritto il 

  • 3

    La storia di due fratelli, Homer e Langley, ispirato ad un vero fatto di cronaca, che si rinchiudono nella loro casa accumulando spazzatura, giornali...qualunque cosa, isolandosi dal mondo. La scrittu ...continua

    La storia di due fratelli, Homer e Langley, ispirato ad un vero fatto di cronaca, che si rinchiudono nella loro casa accumulando spazzatura, giornali...qualunque cosa, isolandosi dal mondo. La scrittura ha il pregio di scivolare via e raccontare queste vite improbabili attraverso la storia americana ed una serie di "incontri" che segnano inevitabilmente le decisioni dei due uomini. Purtroppo sono una fan dell'ordine e solo la pubblicità del programma "Sepolti in casa" mi stimola l'orrore più nero: ecco loro sono quelli che danno il nome a questa sindrome, quella dei fratelli Collyer. Doctorow però lo voglio riprovare.

    ha scritto il 

  • 4

    Manie di collezionismo... in un romanzo davvero bello...

    La storia (vera) dei due fratelli Collyer, Homer e Langley, raccontata con uno stile superbo da Doctorow, ci fa capire con quanta dignità e con quanto altrettanto pudore si possa vivere la solitudine. ...continua

    La storia (vera) dei due fratelli Collyer, Homer e Langley, raccontata con uno stile superbo da Doctorow, ci fa capire con quanta dignità e con quanto altrettanto pudore si possa vivere la solitudine. A raccontarcelo è Homer il fratello cieco, ma scaltrissimo, che ci parla del fratello, Langley, tornato segnato dalla Grande Guerra, che svilupperà nel corso degli anni una vera e propria mania collezionistica, finendo per rimanerne vittima. Lo stile di Edgar L. Doctorow fila via liscio come l’olio, non risultando mai noioso o stucchevole.
    Insomma un libro che consiglio decisamente, soprattutto per il grande valore letterario del suo autore, che con questo romanzo sembra aver fatto centro, portando alla luce una storia forse nota a pochi.

    ha scritto il 

  • 5

    Il lento inesorabile declino

    Un libro intenso che narra di due fratelli, uno cieco, l' altro eccentrico ed accumulatore seriale e della loro vita da agiata a reclusa in casa , per scelta.Un libro che alle volte sembra cadere nel ...continua

    Un libro intenso che narra di due fratelli, uno cieco, l' altro eccentrico ed accumulatore seriale e della loro vita da agiata a reclusa in casa , per scelta.Un libro che alle volte sembra cadere nel comico, invece è solo parte di una vita tragicamente triste

    ha scritto il 

  • 4

    Lo squallore e la tristezza del lento declino di due esistenze descritte però con dignità, tatto, eleganza e coerenza. E' stata una lettura toccante attraverso una scrittura di qualità.

    ha scritto il 

  • 5

    The Sensational Descent Of The Collyer Brothers

    Poignant, bitter sweet, tragic, insightful portrait of the famous Collyer brothers of New York who became a national sensation when they were discovered to be virtual recluses on 5th avenue, living in ...continua

    Poignant, bitter sweet, tragic, insightful portrait of the famous Collyer brothers of New York who became a national sensation when they were discovered to be virtual recluses on 5th avenue, living in an lavish apartment home of four stories. They rejected the conventional life, one deaf and one possibly insane. Both gifted in their own ways.

    They were rumoured to be millionaires living like hobos amongst collected clutter of decades in a huge, lavish home, that was now a warren in amongst piled up newspapers and every imaginable piece of junk. The junk was piled to the ceiling in places. Some rooms were solidly packed. There was even a Model-T Ford found in their living room, fully assembled there.

    The story of their descent into recluse-hood, of the deteriorating sanity of Langley, of the deteriorating condition of Homer, how their parents died, how the household help eventually died or moved away leaving the brothers to fend for themselves, is told with great delicacy by Homer, the deaf brother. Doctorow intrigues us with what the inner life of these fascinating characters may have been like. It is a short work of great sensitivity and power.

    ha scritto il 

  • 3

    Doctorow ricostruisce letterariamente la storia vera dei fratelli Collyer, nella New York del secolo scorso: Homer, il cieco, e Langley, il matto (forse solo eccentrico inizialmente: poi, dopo il rito ...continua

    Doctorow ricostruisce letterariamente la storia vera dei fratelli Collyer, nella New York del secolo scorso: Homer, il cieco, e Langley, il matto (forse solo eccentrico inizialmente: poi, dopo il ritorno dalla devastante esperienza della prima guerra mondiale, matto proprio, ogni giorno di più).
    Il romanzo promette bene al primo approccio, ma ben presto la storia prende una piega prevedibile e procede in effetti come in lenta discesa, verso l'ovvio finale. La scrittura sempre curata di Doctorow - va anche detto - gioca a favore: ma questo non basta per un giudizio globale positivo.

    ha scritto il 

  • 4

    Libertà e follia

    E.L. Doctorow racconta, pur con parecchie libertà, la storia vera dei due fratelli newyorkesi Homer e Langley Collyer. Cresciuti in una famiglia piuttosto agiata, dopo la morte dei genitori la loro v ...continua

    E.L. Doctorow racconta, pur con parecchie libertà, la storia vera dei due fratelli newyorkesi Homer e Langley Collyer. Cresciuti in una famiglia piuttosto agiata, dopo la morte dei genitori la loro vita prese lentamente una direzione sempre più eccentrica. Se di direzione si può parlare, per due persone che finirono col chiudersi sempre più al mondo, rintanandosi nella propria casa, accumulando ogni genere di ciarpame fino a restarne intrappolati e morirne.
    Eppure la loro storia ha una sua grandezza, che Doctorow ha voluto ricostruire (o forse inventare) attraverso la voce accattivante e apparentemente lucida di Homer, il più giovane dei due: “Sono Homer, il fratello cieco” sono le prime parole del libro. E' un incipit che afferra subito, ma anche il resto è altrettanto coinvolgente.
    Man mano che si fa conoscenza con i due fratelli e con le loro scelte di vita, si percepiscono le due facce della loro esistenza, che oscilla continuamente tra follia e libertà: i due infatti si ritirarono progressivamente nella loro casa tagliando tutti i contatti con l'esterno, vivendo come eremiti e “respingendo gli enti cittadini, i creditori, i vicini e la stampa”. Una specie di disobbedienza civile, una sfida alle regole del decoro, della vita borghese. Come dice infatti Homer: “Ammetto di aver pensato, in certi momenti segreti, poco prima di addormentarmi, che a chiunque rispettasse i valori convenzionali della borghesia i fratelli Collyer dovevano effettivamente apparire come il capolinea della famiglia. Allora mi arrabbiavo con me stesso. Noi, dopotutto, conducevamo una vita originale e autonoma, indifferente alle convenzioni: non potevamo invece rappresentare il culmine della linea, il fiore dell'albero genealogico?”
    Il lato oscuro di questa loro personale affermazione di libertà è la mania di accumulazione: nel corso degli anni infatti stiparono la loro casa di enormi quantità di oggetti di ogni tipo, comprati o raccolti per strada, e ammucchiati all'inverosimile, fino a lasciare come unici spazi vuoti dei piccoli cunicoli e qualche metro quadrato di tana per ciascuno. Fu sotto questi ammassi e in queste tane che Homer e Langley furono alla fine rinvenuti, dopo lunghe e rischiose ricerche, morti da tempo e semi-divorati dai ratti.
    Per farsi un'idea di come vivevano e di ciò che fu trovato dopo la loro morte, si può andare qui:
    http://www.nydailynews.com/new-york/collyer-brothers-brownstone-gallery-1.1187698
    La loro casa fu demolita e al suo posto c'è un'aiuola recintata: aria e alberi al posto di una dimora soffocata dal ciarpame e dalla paranoia.

    ha scritto il 

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