Homer & Langley

Di

Editore: A. Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)

3.9
(322)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 215 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804601337 | Isbn-13: 9788804601333 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Silvia Pareschi

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
La sconcertante storia di due figure tanto eccentriche quanto reali, riscritta da uno dei migliori autori americani del nostro tempo. Ispirata a un famoso fatto di cronaca della New York del primo Novecento, la storia dei fratelli Homer e Langley Collyer assume i contorni del mito. Homer, il fratello cieco, e Langley, reduce della Grande Guerra e vittima dei gas, sono i giovani eredi di genitori benestanti falciati dall’influenza spagnola. Nel corso dei decenni trasformano il lussuoso palazzo avito in un delirante ricettacolo di ciarpame, nel quale vivranno come reclusi fino a morire sepolti sotto le tonnellate di oggetti e spazzatura da loro stessi accumulate. Questi personaggi tragici ed emblematici diventano, grazie all’inimitabile ritmo della scrittura di E.L. Doctorow, la metafora di un intero mondo e lo specchio di un lungo periodo della storia americana. Homer e Langley, benché rinchiusi nella loro folle utopia, saranno infatti testimoni di tutti gli avvenimenti fondamentali di quegli anni, dalle guerre ai movimenti politici, ai progressi della tecnologia. Il romanzo è popolato da una serie di personaggi indimenticabili: servitori, immigrati, gangster, musicisti jazz, hippy.
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  • 5

    La storia dei fratelli Collyer e della sindrome compulsiva che li spinge ad accumulare tonnellate di oggetti nella loro casa, ridotta ad un labirinto di spazzatura, è trasformata dalla magistrale p ...continua

    La storia dei fratelli Collyer e della sindrome compulsiva che li spinge ad accumulare tonnellate di oggetti nella loro casa, ridotta ad un labirinto di spazzatura, è trasformata dalla magistrale penna di E.L. Doctorow in una superba metafora dell'America e della storia americana del '900. Infatti, mentre i Collyers storici sono morti nel 1947, sullo sfondo della vita dei due fratelli di E.L. Doctorow scorrono gli avvenimenti della prima guerra mondiale, del proibizionismo, della seconda guerra mondiale,della contestazione degli anni sessanta, fino al massacro di Jonestown del 1978, lo stupro e l'omicidio di suore americane in Salvador nel 1980. Il progressivo isolamento dei due fratelli non impedisce infatti al mondo di entrare nella loro casa e Homer, l'artista cieco, narratore interno della storia, è testimone lucido e acuto delle trasformazioni della società americana e degli eventi della storia che li segnano comunque profondamente. Nella ricostruzione di Homer la progressiva follia di Langley diventa una geniale progettualità ribelle e anarchica: dietro all'accumulo di giornali riviste c'è l'idea di un giornale senza data, che racchiuda ogni possibile evento e dunque l'intera storia umana , dietro all'automobile installata in sala da pranzo, al mancato pagamento della luce e dell'acqua, c'è la sfida all'autorità e infine , dietro le persiane nere, i sistemi di difesa, le trappole, l'isolamento totale, c'è la paura. Accumulare è un modo per sfuggire alla paura del mondo, un modo per tentare di controllarlo ma quella casa ridotta ad un labirinto di cunicoli tra mucchi di spazzatura è l'immagine di un fallimento, dell'impossibilità di trovare un senso ai detriti della storia. Forse solo Homer, il bardo cieco, definitivamente chiuso nella sua coscienza, può , attraverso la scrittura, trovare il filo che ricostruisca un senso.

    ha scritto il 

  • 4

    Il declino della casa Collyer

    Doctorow, un autore scomparso recentemente e scoperto proprio su anobii, parte da una storia vera, ambientata nella New York dei primi decenni del novecento narrando la vita dei due fratelli Collyer e ...continua

    Doctorow, un autore scomparso recentemente e scoperto proprio su anobii, parte da una storia vera, ambientata nella New York dei primi decenni del novecento narrando la vita dei due fratelli Collyer eredi di una famiglia importante nella borghese e mercantile società statunitense, e li accompagna nel loro declino, dovuto principalmente alla non accettazione delle regole e convenzioni sociali del tempo e a una gravissima e inarrestabile sindrome da accumulo che li porta letteralmente a sommergersi di oggetti di tutte le fogge e dimensioni. La casa, un palazzo signorile in prossimità di central park, che diventa deposito di cose, sogni, illusioni, progetti, è uno dei protagonisti del romanzo e rappresenta infine l'universo intero dei due eccentrici personaggi e nello stesso tempo la materialità del legame profondo che li unisce. Interessante l'operazione narrativa dell'autore che si cala nella mente di uno dei due fratelli, Homer (che per una malattia diventa cieco) e ci racconta tutto in prima persona come in un diario. E mentre leggiamo quelle pagine, sull'onda di una scrittura potente e precisa, arriviamo quasi a capire il percorso mentale che porta a situazioni folli e inconcepibili, a quell'anticonformismo quasi rivoluzionario e sicuramente autolesionistico. E forse questo sforzo enorme dell'autore di restituirci le sfumature psicologiche, il rapporto totalizzante tra i fratelli, la loro personalissima ricerca della felicità (o meglio il tentativo di sottrarsi all'infelicità) la lucida consapevolezza della vita, la descrizione minuziosa della società dell'epoca, diventa il limite del romanzo perché ottiene l'effetto opposto a quello probabilmente sperato: toglie compassione e coinvolgimento emotivo. Solo il triste finale, dopo pagine centrali un poco stanche (ma sempre meravigliosamente scritte), restituisce un po' di cuore a una vicenda narrata soprattutto con la testa.

    ha scritto il 

  • 3

    L’illusione che la condizione permanente non sia la morte, bensì la vita quotidiana

    Il romanzo è scritto prendendo spunto dalla storia realmente avvenuta dei fratelli Collyer, che, dopo una vita interessante e movimentata, si rinchiudono nel palazzo paterno, a Manhattan, dove accumul ...continua

    Il romanzo è scritto prendendo spunto dalla storia realmente avvenuta dei fratelli Collyer, che, dopo una vita interessante e movimentata, si rinchiudono nel palazzo paterno, a Manhattan, dove accumulano in modo sconsiderato quantità spropositate di oggetti di tutti i generi fino ad avere sempre meno contatti con il mondo esterno, fino a rimanere sepolti all'interno.

    Questa storia, anomala e quasi assurda, è narrata con molta tenerezza ed eleganza da Homer, il fratello cieco, che descrive le tante iniziative di quel vulcano di idee di Langley, che ha qualche problema mentale dopo essere tornato dalla guerra.

    I due fratelli, principalmente afflitti da una sindrome da accumulo, combattono in modo ingenuo e ovviamente perdente, le convenzioni, le costrizioni, i luoghi comuni e gli obblighi che affliggono e opprimono le persone nella vita "civile". Quello che purtroppo rimane è la estrema tristezza del lento declino dei due fratelli, molto uniti da un legame profondo.

    Il libro, scritto in modo preciso, elegante e scorrevole e mai banale, è decisamente originale per il tema trattato. Non è un libro che si legge con facilità, perché le battute e le riflessioni, spesso folgoranti, sono nascoste, indirette, sofisticate, quasi fossero destinate a lettori esigenti e un po' snob. Doctorow decide infatti di raccontare scomparendo, lasciando cioè parlare la storia anche a costo di sembrare freddo e distaccato.

    "E così le persone escono dalla tua vita, e a te non rimane che il ricordo della loro umanità, una povera cosa discontinua senza alcun potere, proprio come la tua."

    Molto bello, molto triste, molto ben scritto, molto profondo. Ma per me manca qualcosa: mi ha coinvolto poco...

    ha scritto il 

  • 0

    "Homer & Langley" di E.L. Doctorow

    La vicenda si rifà a una storia realmente accaduta nella prima metà del secolo scorso. Langley torna in America traumatizzato dall'esperienza della prima guerra mondiale, dopo essere stato dato per di ...continua

    La vicenda si rifà a una storia realmente accaduta nella prima metà del secolo scorso. Langley torna in America traumatizzato dall'esperienza della prima guerra mondiale, dopo essere stato dato per disperso. Nel frattempo il fratello Homer, che è anche il narratore del libro, è diventato cieco e i genitori sono morti. Da quel momento in poi i due fratelli si chiudono nella casa che hanno ereditato, in una ricerca ossessiva di indipendenza dal mondo e in preda a un bisogno patologico di accumulare le cose più strane e inutili, ingombrando progressivamente la casa al punto tale da renderla completamente impraticabile. Ma la Storia è più forte di ogni volontà ed ecco allora che, nonostante la scelta di isolarsi, l'abitazione diventa, nei trent'anni narrati da Doctorow, una sorta di America "in vitro", attraversata dalle grandi feste degli anni dello swing, gangster in fuga, poliziotti corrotti, immigrati, figli dei fiori, giornalisti scatenati e quant'altro ha segnato la prima metà del ventesimo secolo americano, fino alla fine tragica dei due fratelli. Quella di Homer e Langley è una vicenda potentissima, capace di raccontarsi da sola e per questo difficilissima da trattare. Invece Doctorow la doma e la fa lievitare, di pagina in pagina, sia nella sua tenuta narrativa che nel suo spessore simbolico. E quando Langley, all'apice di un crescendo di irragionevolezze "scientifiche", compra un'automobile Ford T-Model, la parcheggia in salotto e cerca di modificarla per fargli produrre energia elettrica per la casa, sperando di potersi rendere indipendente dalla rete elettrica della città di New York, si ha l'ennesima conferma che la vita è sempre oltre la letteratura, che la realtà è una tigre indomabile e che soltanto pochi grandissimi scrittori fingendo di arrendersi, sanno ancora blandirla e convincerla a stare chiusa dentro un libro. Non per addomesticarla ma per far sentire il suo ruggito ancora più lontano.

    Martino (bibliotecario, Biblioteca San Giorgio)

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro originale (ispirato ad un fatto di cronaca) su due personaggi originali. Due eccentrici assoluti, figli di famiglia benestante che hanno gradatamente trasformato la loro elegante dimora sulla ...continua

    Un libro originale (ispirato ad un fatto di cronaca) su due personaggi originali. Due eccentrici assoluti, figli di famiglia benestante che hanno gradatamente trasformato la loro elegante dimora sulla Fifth Avenue, adiacente a Central Park, in un incedibile ammasso di oggetti di recupero di ogni tipo e foggia fino a rimanerne letteralmente sepolti. Parallelamente a questa deriva materiale si è consumata una guerra senza quartiere da loro combattuta contro tutto ciò che connota la vita in una società civilizzata. I nemici sono diventati l’azienda del gas, l’azienda elettrica, le banche, i giornalisti e via discorrendo. In verità il leader, e anche il più folle dei due, benché dotato di una mente filosoficheggiante, è il maggiore dei fratelli, Langley, che persegue coerentemente un suo progetto, mente il minore Homer, presto divenuto cieco e poi anche sordo, è più spettatore indifeso e succube. Proprio Homer, appassionato musicista, è la voce narrante che con tono disincantato e quasi ingenuo racconta la folle discesa agli inferi di cui è stato complice e vittima. Doctorow è molto abile nell’entrare nella mente dei due fratelli, nel delinearne le rispettive personalità, esaltato e ossessivo Langley, sognatore e fragile, anche a causa della sua disabilità Homer. Abile anche a dare profondità storica alla vicenda, che inizia al tempo della Grande Guerra e percorre tutto, o quasi il ‘900. Da segnalare, in particolare, la parte dedicata all’incontro con ‘i figli dei fiori’. Con un gruppo di ragazzi conosciuti casualmente a Central Park e poi ospitati per un certo periodo a casa loro (se casa ancora si poteva chiamare), Homer e Langley, in molti sensi due hippies ante litteram, sviluppano un grande feeling ed insieme a loro vivono, tra sregolatezza, sesso, marijuana a altro, uno dei periodi più felici della loro stravagante e delirante esistenza.

    ha scritto il 

  • 5

    Scrittura quasi ipnotica, prende, cattura e non molla fino alla fine. Gran narratore e gran "descrittore": in 20 pagine descrive e contestualizza vita e carattere di Homer & Langley. Capace di riporta ...continua

    Scrittura quasi ipnotica, prende, cattura e non molla fino alla fine. Gran narratore e gran "descrittore": in 20 pagine descrive e contestualizza vita e carattere di Homer & Langley. Capace di riportare un'idea di Wharton e James ma con una leggerezza narrativa inarrivabile. Non si è infelici per le strane vite, dominate da varie ossessioni, di H & L, si è curiosi di saperne di più. Si vorrebbe accumulare conoscenza, come loro accumulano cose. Gli eventi salienti sono la servitù che si assotiglia, Siobhan muore, Harold va in guerra, Nonna decide di lasciarli per il nipotino, la coppia giapponese viene internata. Persino il gangster Vincent viene integrato nel loro tran tran, per poi tornare a occuparsi della sua malavita.
    La passione tassonomica di L. mi sente solidale, come il suo desiderio di mettere ordine nell'universo.
    Doct. riesce a creare un universo e a dargli un senso logico, interpretando la folla dei fratelli in chiave razionale e del tutto logica. E' un recupero tenerissimo, affettuoso e vitale.
    Il disappunto di avere scoperto Doctorow solo ora (sconta la visione di un paio di film tratti da suoi libri, Ragtime e Billy Bathgate, che mi sembrarano particolarmente leziosi: ero giovane e facevo questi errori, come se oggi giudicassi FSFitzgerald dal film con DiCaprio), è pari al piacere di sapere che ne ho ancora tanti da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    A volte mi chiedo se è meglio affrontare di petto un libro senza sapere nulla di ciò cui si andrà incontro o se conviene essere un minimo preparati, al momento non so ancora darmi una risposta.
    Nella ...continua

    A volte mi chiedo se è meglio affrontare di petto un libro senza sapere nulla di ciò cui si andrà incontro o se conviene essere un minimo preparati, al momento non so ancora darmi una risposta.
    Nella fattispecie a fine lettura mi sono documentata un poco e, con mia grande sorpresa, ho scoperto che la storia di questi due bizzarri fratelli è un fatto di cronaca davvero occorso: il loro progressivo isolamento dal mondo la loro pervicace ossessione di accumulare cose fino a riempire in maniera stagna gli ambienti, anche spaziosi, dell’elegante loro residenza sita niente meno che nella Fifth Avenue di New York affacciata su Central Park, ha dato il nome ad una sindrome annoverata tra le infinite protocollate dagli studi psichici: la sindrome di Collyer che porta il soggetto malato alla coazione a raccogliere in maniera compulsiva oggetti di qualsiasi foggia, forma e dimensione, al di là della loro preziosità, quindi anche di uso banale e quotidiano; la tendenza alla conservazione (non il collezionismo che è tutt’altro)è motivata dalla paura o dall’illusione di stare privandosi di qualcosa che affettivamente è ritenuto importante per la propria esistenza (senza capire che invece ne può fare tranquillamente a meno).
    Credo chiunque di noi sia stato o sia affetto dalla sindrome di Collyer, chi più chi meno, chi con oggetti, chi addirittura con amicizie o persone.
    Homer and Langley hanno evidentemente esagerato… causa forse il loro essere diventati precocemente orfani e con una disponibilità economica cospicua che li ha deresponsabilizzati e uniti contro tutti, causa gli effetti post bellici, causa la menomazione di Homer che diventa progressivamente cieco e in età più avanzata anche sordo, precipitano passo passo in un gorgo di follia lucida ma consapevole cui il lettore assiste agghiacciato e sgomento.

    Qualche disappunto da parte mia nel realizzare che non è stata la mente di Doctorow a partorire una simile idea folle immaginaria ma che l’autore ha rielaborato (egregiamente sia ben inteso) qualcosa di reale mi ha fatto rivedere in parte il mio giudizio sul libro che comunque, globalmente, ho apprezzato molto anche per la capacità da parte dell’autore di essere lieve nel mezzo del dramma e nonostante una prima parte più lenta e noiosa, ma con una seconda in cui la tragedia annunciata e la stravaganza dei due personaggi schizza alle stelle senza più ritegno e fa aumentare in maniera esponenziale la voglia di proseguire la lettura rimanendone assolutamente paghi.

    P.S. Di Edgar L. Doctorow ignoravo tutto fino al giorno della sua morte, da quel giorno per me ha cominciato a vivere.

    ha scritto il 

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