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Homero, Iliada

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Publisher: Anagrama

3.6
(4210)

Language:Español | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Catalan , Italian , French

Isbn-10: 8433970690 | Isbn-13: 9788433970695 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 3

    'la guerra è un'ossessione dei vecchi, che mandano i giovani a combatterla.'

    baricco taglia i numerosi interventi degli dei e, montando una sequenza di monologhi dei protagonisti greci e troiani, imba ...continue

    'la guerra è un'ossessione dei vecchi, che mandano i giovani a combatterla.'

    baricco taglia i numerosi interventi degli dei e, montando una sequenza di monologhi dei protagonisti greci e troiani, imbastisce un bigino dell'iliade che si conclude con la caduta di troia per mezzo dello stratagemma del cavallo di ulisse (mito in realtà raccontato nell'odissea e nell'eneide).

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  • 4

    Per quanto immense, tutte le ricchezze che Troia nasconde dietro le sue mura non valgono quel che vale la vita. Si possono rubare buoi, e grasse pecore, ci si può riempire di cavalli e tripodi prezios ...continue

    Per quanto immense, tutte le ricchezze che Troia nasconde dietro le sue mura non valgono quel che vale la vita. Si possono rubare buoi, e grasse pecore, ci si può riempire di cavalli e tripodi preziosi, comprandoli con l'oro: ma la vita non puoi rapirla, non puoi comprarla. Ti esce dalla gola, e non torna più indietro.

    said on 

  • 2

    Così recita l'enciclopedia Treccani:

    gigióne s. m. (f., non com., -a) [accr. di Gigi, ipocoristico di Luigi]. –

    1. Originariamente, nel gergo teatrale, scherzoso appellativo usato nel piccolo mondo d ...continue

    Così recita l'enciclopedia Treccani:

    gigióne s. m. (f., non com., -a) [accr. di Gigi, ipocoristico di Luigi]. –

    1. Originariamente, nel gergo teatrale, scherzoso appellativo usato nel piccolo mondo di artisti che vivevano ai margini del teatro lirico milanese per designare una caricaturale figura di cantante sfiatato, soddisfatto di sé, vanaglorioso, sempre pronto a ricordare immaginarî trionfi, incline a un abbigliamento pretenziosamente originale e alle espressioni toscaneggianti (l’attore milanese E. Ferravilla ne fece uno dei tipi più riusciti delle sue interpretazioni). Il termine passò poi nel linguaggio teatrale a designare attori, anche di merito, che tendono a strafare, o a raggiungere facili effetti scenici.

    2. Per estens., nel linguaggio com., persona di scarso merito ma di grande presunzione e vanità, che cerca di ottenere ammirazione sfruttando con teatrali esibizioni qualità e risorse esteriori di facile successo: essere un g., fare il gigione.

    Sintesi di questo libro - pretenzioso e ridondante - così come del suo autore.
    P.S. Baricco non è milanese, è torinese. Ma tutto il resto lo descrive egregiamente.

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  • 3

    Non amo Baricco, ma non boccio questo libro. E' giusto per chi non se la sente di approcciare il testo integrale, ma vuole comunque entrare nell'atmosfera del racconto.

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  • 1

    Gradasso

    Ci sono testi che restano classici, solo uno sprovveduto potrebbe pensare di riscrivere La Divina Commedia rendendolo un testo laico. Baricco ha ben pensato di poter escludere tutti gli interventi div ...continue

    Ci sono testi che restano classici, solo uno sprovveduto potrebbe pensare di riscrivere La Divina Commedia rendendolo un testo laico. Baricco ha ben pensato di poter escludere tutti gli interventi divini perché non necessari. Il super eroe di Repubblica si sente anche in dovere di spiegarci che quel testo, che sarebbe un mero testo di guerra, grazie alla sua visione diventa anche un testo di pace, in particolare grazie alle donne. Insomma se non vuoi fare la fatica di leggere un classico o leggi il bignami o leggi Baricco.... se ci credi magari ti sembrerà pure di aver letto lo stesso libro

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  • 4

    RISCRIVERE L’ILIADE

    Non è passato molto tempo dall’ultima volta che ho riletto l’Iliade in una traduzione classica, ma l’idea di leggerne una riscrittura sintetica (“Omero, Iliade”) realizzata da uno dei nostri migliori ...continue

    Non è passato molto tempo dall’ultima volta che ho riletto l’Iliade in una traduzione classica, ma l’idea di leggerne una riscrittura sintetica (“Omero, Iliade”) realizzata da uno dei nostri migliori autori viventi mi ha incuriosito.
    Alessandro Baricco ha, infatti, pubblicato un volumetto di 163 pagine nel quale riscrive e racconta uno dei libri più celebri e letti della storia dell’umanità.
    L’intento è quello di trasformare il testo in qualcosa che possa essere letto davanti a un pubblico in sala in un tempo ragionevole. In tal senso, forse, il volume, pur sintetico per i contenuti trattati, mi parrebbe anche troppo esteso.
    Nell’introduzione Baricco spiega di non aver tagliato quasi nessuna scena, tranne le apparizioni degli Dei. Scelta questa che rende il volume più snello e moderno, ma certo anche più lontano dal suo spirito originario.
    Il maggior pregio di questo lavoro mi pare sia quello di fornire un testo gradevole e di veloce lettura che meglio di qualunque traduzione ci aiuta a calarci nella trama dell’Iliade. Pur avendo letto in vari modi questo libro, le sue tante digressioni mi hanno sempre reso difficile focalizzare la trama nelle sue linee essenziali. Questa versione è di grande aiuto in tal senso. Gli eventi, finalmente, si succedono con moderna regolarità e ogni cosa sembra estremamente chiara e semplice. Persino le battaglie si snodano con lineare precisione.
    Insomma, un ottimo testo soprattutto per gli studenti più pigri che vogliono entrare facilmente tra queste pagine immortali o per chi, come me, si illude di conoscere questa storia ma voglia provare a vederla con una diversa angolazione o per chi voglia tornare a rivivere la più celebre delle battaglie ma non abbia il tempo per affrontare il testo integrale. Forse anche un’occasione per sentirsi spinti a leggerlo o rileggerlo in una traduzione più completa.

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  • 3

    A mio parere la scelta di omettere gli interventi divini è stata poco appropriata, in questo modo Baricco ha reso il romanzo ripetitivo e monotono, tuttavia con questo metodo vengono messe in risalto ...continue

    A mio parere la scelta di omettere gli interventi divini è stata poco appropriata, in questo modo Baricco ha reso il romanzo ripetitivo e monotono, tuttavia con questo metodo vengono messe in risalto le caratteristiche caratteriali e umane degli eroi descritti.

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  • 4

    Mancava all'appello tra tutti, perchè ero prevenuta. Fastidiosi ricordi del liceo e di lezioni di epica di una noia mortale. Benchè riconoscessi senz'altro il genio di Omero, eh. Avessi potuto approcc ...continue

    Mancava all'appello tra tutti, perchè ero prevenuta. Fastidiosi ricordi del liceo e di lezioni di epica di una noia mortale. Benchè riconoscessi senz'altro il genio di Omero, eh. Avessi potuto approcciarlo con questo adattamento, probabilmente sarei riuscita a raggiungere buoni livelli di convivenza. Scorre, è fruibile anche per chi come me dell'Iliade aveva rimosso quasi tutto. Mi ha commossa ritrovare squarci di vicenda che si erano impressi bene nella mia mente e non lo sapevo: è stato emozionante ascoltare la mia bizzarra testa che me li anticipava poco prima di arrivare a leggerli. Anche i personaggi. Vivi. Un gran lavoro, Baricco. Rendiamo a Cesare quel che è di Cesare. (Oggi lo distribuiscono a mazzi, nelle scuole, questo testo, vero....?)
    "Ridevano. Ma la verità è che erano giovani, e i giovani hanno un'idea vecchia della guerra. Onore, bellezza, eroismo. Come il duello tra Ettore e Aiace: i due principi che prima cercano ferocemente di uccidersi e poi si scambiano i doni. Io ero troppo vecchio per credere ancora in quelle cose. Quella guerra la vincemmo con un cavallo di legno, immane. riempito di soldati. La vincemmo con l'inganno, non con la lotta a viso aperto, leale, cavalleresca. E questo a loro, ai giovani, non piacque mai. Ma io ero vecchio. Ulisse era vecchio. Noi sapevamo che vecchia era la lunga guerra che stavamo combattendo, e che in un giorno l'avrebbe vinta chi sarebbe stato capace di combatterla in un modo nuovo."

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  • 4

    Da quanto non leggevo Baricco? C'è una sola risposta a questa domanda, in realtà: da troppo.

    Che poi questa volta è un Baricco prestato all'epica.
    Ho letto e amato l'Iliade già ai tempi del liceo, ma ...continue

    Da quanto non leggevo Baricco? C'è una sola risposta a questa domanda, in realtà: da troppo.

    Che poi questa volta è un Baricco prestato all'epica.
    Ho letto e amato l'Iliade già ai tempi del liceo, ma se qualcuno me l'avesse raccontata così, l'avrei forse compresa di più.

    Diceva bene Calvino, quando spiegava perchè leggere i classici. Ma se i classici arrivano in un linguaggio più accessibile ancora, siamo accompagnati per mano in quell'universalità di sentimenti e di pensieri che li rende, appunto, patrimonio di tutti, e incredibilmente attuali.

    Amore e morte, eros e tanatos, privato e collettivo, guerra e pace, umano e divino.

    Baricco mi ha regalato una nuova chiave di lettura, dell'Iliade, che ora riprendo in mano, attraversata dalla ricerca di 'un'altra bellezza'.

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