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Homesick

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Publisher: Vintage

4.5
(4)

Language:English | Number of Pages: 374 | Format: Softcover and Stapled

Isbn-10: 0701181281 | Isbn-13: 9780701181284 | Publish date: 

Also available as: Paperback , eBook

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Book Description
This heart-warming, charming and clever first novel dips into the lives of each
of the inhabitants of a village in Israel. It is 1995 and Noa and Amir, ...
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  • 4

    Nostalgico, emotivo

    Nostalgia, un sentimento forte, provato spesso in questi anni lontano da casa e il mio paese d’origine, ritrovato tra le pagine dell’omonimo romanzo dello scrittore israeliano Eshkol Nevo.

    Nostalgia, ...continue

    Nostalgia, un sentimento forte, provato spesso in questi anni lontano da casa e il mio paese d’origine, ritrovato tra le pagine dell’omonimo romanzo dello scrittore israeliano Eshkol Nevo.

    Nostalgia, raccontata attraverso le varie voci narranti, chiassose, piene di emozioni che vibrano nell’aria ed immagini che, come quando costruisci un mosaico o un puzzle, si incastreranno alla perfezione solo alla fine.

    Passo dopo passo, è una lunga strada da percorrere ma vale la pena farlo, conosciamo i protagonisti di questo racconto a più voci. C’è una giovane coppia di studenti, Amir, aspirante psicologo che fa tirocinio presso un centro di malati psichici, Noa, studentessa di fotografia, che si sono appena trasferiti in un villaggio a metà strada tra Gerusalemme e Tel Aviv. La loro è una piccola casa all’interno dell’abitazione di loro padroni di casa, Sima e Moshe. C’è Modi, il miglior amico di Amir, che si trova in Sud America da dove si palesa attraverso le lunghe lettere che invia all’amico periodicamente. C’è Yotam, un bambino appena rimasto senza fratello maggiore, un militare che viene ucciso e con il quale aveva un rapporto speciale. Ci sono i suoi genitori, che dalla morte del figlio si sono persi e a malapena si accorgono l’uno dell’altra, abbandonando anche il figlio più piccolo costretto a combattere con la propria nostalgia, il proprio dolore, da solo. Almeno finché trova in Amir un amico. C’è Saddiq, un muratore arabo che lavora nel villaggio e cui famiglia è stata espulsa nel 1948 proprio dalla casa in cui vivono Sima e Moshe, loro figli e la suocera. L’uomo, in possesso ancora di atti di proprietà della casa d’infanzia, deve ritrovare un oggetto di grande valore per sua madre rimasto indietro durante la loro fuga. E c’è un paese, Israele, scosso dall’assassinio di Yitzak Rabin, capo di governo, da sfondo della storia. Tutti i personaggi sentono mancanza di una parte importante di loro stessi che non è facile colmare ma che forse, alla fine, riusciranno a ritrovare, o almeno trovare la strada giusta, verso il porto giusto. Tutti tranne uno che, credo, non abbia avuto l’equa ricompensa e la cui storia avrebbe potuto, a mio avviso, avere un finale diverso.

    La lettura un po’ impegnativa, ammetto, forse perché avevo optato per leggerlo in inglese. I capitoli, cinque soltanto, sono lunghi, a volte dovevo proprio staccare, magari leggendo qualcosa d’altro, per poter riordinare il mio di puzzle interiore. Essendo narrazione a più voci, una sorta di collage fatto da lunghi o brevi monologhi, non era facile orientarsi, capire il filo nostalgico che legava i personaggi. Quando, però, sono entrata dentro anche emotivamente, sentivo il loro dolore, ma anche la loro gioia, i loro dubbi erano anche i miei, la lettura è stata molto più tranquilla. C’erano dei momenti in cui avevo persino ritrovato me stessa. Lo consiglio vivamente.

    said on