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Homme invisible, pour qui chantes-tu ?

By Ralph Ellison

(1)

| Others | 9782246323235

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21 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un libro di un grande impatto narrativo, soprattutto nella prima parte. Ma è anche un pugno nello stomaco: pessimista e cupo, il ragazzo negro è trasparente per i neri e per i bianchi, per i razzisti e per i progressisti che predicano l’uguagl ...(continue)

    Un libro di un grande impatto narrativo, soprattutto nella prima parte. Ma è anche un pugno nello stomaco: pessimista e cupo, il ragazzo negro è trasparente per i neri e per i bianchi, per i razzisti e per i progressisti che predicano l’uguaglianza ma che ascoltano solo se stessi. La parte debole secondo me è quando si cercano i perché, quando si argomenta troppo.

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    elalma said on Aug 16, 2014 | Add your feedback

  • 26 people find this helpful

    Ciò che conta è approfittare del popolo nel suo stesso interesse

    C'è un motivo per il quale vale la pena leggere questo libro: i capitoli iniziali, il primo soprattutto. Durante una festa per soli uomini bianchi, dopo uno spogliarello femminile, va in scena una Battaglia Reale combattuta da un gruppo di giovani st ...(continue)

    C'è un motivo per il quale vale la pena leggere questo libro: i capitoli iniziali, il primo soprattutto. Durante una festa per soli uomini bianchi, dopo uno spogliarello femminile, va in scena una Battaglia Reale combattuta da un gruppo di giovani studenti neri bendati e vestiti con i soli calzoncini da boxe. Il racconto è in prima persona, a farlo è il protagonista, un ragazzo di colore. Racconta dell'eccitazione per quel corpo femmineo per i capezzoli eretti come chiodi, per le cosce morbide che unite formavano una V maiuscola e poi dell'inizio delle ostilità, nei confini di un ring, dove gli studenti dileggiati e umiliati per il fatto di essersi goduti lo spettacolo del corpo di una donna bianca (volutamente offerto loro), sono costretti a picchiarsi alla cieca. Le immagini evocate sono potenti. Saul Bellow nella postfazione scriverà:
    Pochi anni or sono, in un numero altrimenti desolante e per fortuna dimenticato che la rivista «Horizon» ha dedicato allo svilirsi della vita negli Stati Uniti, lessi con grande eccitazione un episodio tratto dall'Uomo Invisibile..
    Costringere degli uomini neri bendati a picchiarsi per soddisfare il perverso senso del piacere di un manipolo di bianchi benestanti, che assistono allo spettacolo ebbri di whisky, alitando il fumo dei loro costosi sigari sui combattenti, istigandoli a colpire con maggiore violenza.
    Nel settimo capitolo il protagonista espulso dal collegio a causa di un episodio ritenuto increscioso, è spedito a New York, a cercare lavoro. Gli viene promesso che verrà riabilitato, qualora il suo comportamento sarà degno della scuola da cui proviene.
    La mia impressione è che questo libro sia la forzata evoluzione di un paio di bei racconti. Ad un certo punto mi è sembrato di rilevare un cambio di stile, una confluenza fra due fiumi.
    A New York il protagonista, dopo varie vicissitudini, si imbatte in un gruppo politico. Non viene specificato di che gruppo si tratti si parla genericamente di fratellanza.

    Ero dominato dall'idea onni-comprensiva della Fratellanza. L'organizzazione aveva dato al mondo una nuova forma, ed a me un ruolo vitale. Noi non ammettevamo alcun fine arbitrario, tutto poteva esser controllato dalla nostra scienza. La vita era tutta forme definite e disciplina; e la bellezza della disciplina si ha quando questa funziona. E nel caso funzionava benissimo.

    Giusto, sono stato assunto. Le cose sono andate così fraternamente che avevo scordato il mio posto. Ma se mi venisse voglia di esprimere un'idea?
    —Le idee le forniamo noi. Tutte. Ne abbiamo di quelle buone. Le idee fanno parte del nostro apparato. E usiamo soltanto le idee adatte nell'occasione adatta.

    Qualcuno vuol formulare un'ipotesi?
    Nel movimento si parla per enigmi e sottintesi. Si allude al fatto che vi sia una missione superiore da compiere, ci si ammanta di ideologia, si pretende la fede ottusa e dogmatica in dettami vaghi ed impersonali.
    L'ideologia è una malattia peggiore della solitudine. L'uomo invisibile che aveva tentato il riscatto grazie alla fratellanza, sarà costretto a questa amara riflessione:

    Avevo creduto che mi accettassero perché sentivano che il colore non faceva differenza, quando in realtà ciò non faceva differenza perché essi non vedevano né il colore né gli uomini... Per quanto interessava loro, noi eravamo tanti nomi scribacchiati su schede elettorali false, da essere usate secondo che gli conveniva o da essere buttate quando non servivano. Era una beffa, una assurda beffa.

    La questione razziale e quella politica, una mistura esplosiva.
    La misura di quanto mi sia piaciuta questa lettura la rivela il modo con il quale ho affrontato l'introduzione scritta dall'autore stesso nel 1981, ventinove anni dopo la prima pubblicazione del libro. Mi riservo sempre di leggere le introduzioni dopo aver letto l'opera, nei casi più favorevoli sono un piacevole corroborante. Ellison nella sua cita Addio alle Armi, ed onestamente è l'unico motivo motivo per il quale sia valso la pena leggerla. Più che leggerla l'ho spizzicata. L'essenziale è invisibile agli occhi, diceva il piccolo principe, Ellison non deve esser stato d'accordo con Saint-Exupery. In quella introduzione, come nell'ultimo terzo del libro, si produce in spiegazioni così logorroiche che avrebbero ucciso qualsiasi essenzialità, semmai vi fosse stata.

    L'uomo Invisibile (Ralph Ellison)
    E-book N°46
    Marzo 2014

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    Nood-Lesse said on May 6, 2014 | 14 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    E' un libro potente, una monologo che dà una tremenda visione della situazione negli stati del sud, ma anche a New York, critica feroce al paternalismo e al machiavellismo politico, con qualche divagazione di troppo.

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    RobbieB said on Apr 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    5 stelline

    Se riuscissi a spiegare il potere con le parole dei disciplinati... a decifrare il razzismo dei bianchi raccontando quello dei neri... a raccontare la storia di un uomo studiando i movimenti collettivi... e a spiegare il destino come frutto di una sc ...(continue)

    Se riuscissi a spiegare il potere con le parole dei disciplinati... a decifrare il razzismo dei bianchi raccontando quello dei neri... a raccontare la storia di un uomo studiando i movimenti collettivi... e a spiegare il destino come frutto di una scelta personale...
    Non me le dareste 5 stelline?

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    Areafranca said on Apr 12, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Romanzo di importanza storica eccezionale, narrazione forte e violenta, cadenzata da una struttura a episodi (coincidenti con i capitoli) che spezzetta e rende ancora più simboliche le singole vicende.

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    dv said on Jul 27, 2013 | Add your feedback

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